<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866</id><updated>2011-12-19T19:19:06.115+01:00</updated><title type='text'>Madame Ingrid</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://madameingrid.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>115</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-8939905453990647500</id><published>2011-12-19T19:19:00.000+01:00</published><updated>2011-12-19T19:19:06.121+01:00</updated><title type='text'>Trasgressioni olandesi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Una persona di mia conoscenza ripete spesso che il Vaticano sia la cosa migliore che potesse capitare alla sessualità in Italia, perché ha coperto la cosa più naturale del mondo di un senso di proibito che la rende molto più eccitante. Io non posso dire di essere del tutto d’accordo, però di tanto in tanto mi capita di vivere delle esperienze che mi fanno tornare in mente quella frase. Un esempio? Il mio recentissimo viaggio in Olanda, che si è incentrato soprattutto sulla città di Amsterdam.&lt;br /&gt;Amsterdam: basta nominarla, e gli italiani (e le italiane, sia chiaro) cominciano subito a fare risolini e darsi di gomito. Per chi abita nel nostro repressissimo paese infatti Amsterdam è la città dei coffee shop e delle ragazze in vetrina, due cosiddette “trasgressioni” così lontane dalla nostra morale comune che… diventano subito l’unica attrattiva di quello che in realtà è un posto davvero carino, che mi sono divertita a girare in lungo e in largo gustandomi negozi, cucina (pessima quella locale, favolosa quella proveniente dalle loro ex colonie), architettura, storia e così via.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-color: currentColor currentColor windowtext; border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-element: para-border-div; padding: 0cm 0cm 1pt;"&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Gli italiani invece no. Quelli erano tutti nei coffee shop, appunto, e a passeggiare nervosamente nei vicoli del quartiere a luci rosse – come se fumo e prostitute non ce ne fossero anche qui da noi! Quando si è in viaggio però anche il verme più codardo, quello che passa tutti i giorni a masturbarsi davanti a Internet di nascosto dalla moglie, si trasforma. Nei sex shop ci va “tanto per ridere”, e le ragazze in lingerie dentro le vetrine si ferma a guardarle “per turismo”, cercando di scattare foto di nascosto come se la macchina fotografica fosse una maschera dietro cui nascondersi. Guardando la tristezza di quei personaggi mi sono venuti in mente quei film che andavano di moda negli anni ’70, dove con la scusa di documentare la vita delle tribù africane i nostri registi più squallidi passavano il tempo a riprendere i seni nudi delle ragazze di colore. Roba da vergognarsi di essere nata nella loro stessa nazione!&lt;br /&gt;In fondo però magari ha davvero ragione quella persona che vi dicevo. A giudicare dagli occhi fuori dalle orbite e dall’odore di marijuana, i turisti si divertivano molto più di chi ad Amsterdam ci abita tutti i giorni, e tira dritto davanti a queste “trasgressioni” con la stessa eccitazione che abbiamo noi quando passiamo di fronte a un negozio di ferramenta. Per loro fumare ogni tanto è una possibilità come tutte le altre, così come lo è rilassarsi in compagnia di una prostituta anziché andare dal fisioterapista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Vivere la vita senza insulse angosce puritane è senz’altro meglio. È una cosa che vedo spesso in chi viene nel mio studio: la prima volta arrivano tesi come molle, con gli occhi che saettano da una parte all’altra come se si aspettassero che da un momento all’altro spuntasse Satana in persona per trascinarli all’inferno a causa della loro “trasgressione”. Poi si accorgono che l’unica cosa che trasgrediscono sono solo delle regole immaginarie che si erano costruiti nelle loro teste, e a partire dalla seconda visita appaiono molto più rilassati. Anche le pratiche che mi chiedono di provare cambiano: quelli con l’idea di “stare facendo peccato” sono più attratti da torture intense, degradazione profonda e così via; gli altri – e le altre – vivono molto meglio l’incontro, e si divertono a esplorare sensazioni che possono essere sicuramente molto forti, ma non tormenti indicibili. Semplicemente, si godono di più la vita: il BDSM diventa un bel gioco e non una punizione per espiare chissà quali colpe.&lt;br /&gt;Come in tutte le cose c’è però un altro lato della medaglia: togli il senso di proibito, di oscuro, e stai pur sicura che andrà persa un po’ di quella tensione erotica che ci piace tanto. E infatti osservando il comportamento, le facce degli abitanti di Amsterdam ho avuto l’impressione che di impulso vitale non ce ne fosse proprio moltissimo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Quasi tutti coloro che incontravo erano molto sereni, sicuramente senza quel senso di incarognimento e di venire continuamente fregati dalla vita che abbiamo qui in Italia. Facevano le loro cosine senza preoccupazioni, ma anche senza troppo entusiasmo, secondo me. E non credo che dipenda solo dalla disponibilità delle canne: l’idea che mi sono fatta è che fossero un pochino troppo comodi. È difficile da spiegare. Prendete le loro case, tutte rigorosamente senza tende.&lt;br /&gt;Se chiedi in giro ti spiegano che il motivo è geografico: più vai a nord, meno lunghe sono le ore di luce solare e quindi viene naturale prendere l’abitudine a fare entrare più sole possibile in casa e negli uffici. Certo, però in questo modo tutti quelli che passano ti possono guardare in salotto e in cucina, a tutte le ore del giorno. Lasciamo pure stare il fatto che quando sono a casa mi piace spesso stare solo in lingerie, o comunque disporre in ogni modo dei miei schiavi favoriti: anche se non avessi nessuna remora a mostrarmi in quei momenti, resta comunque la voglia di avere un po’ di privacy, e che diamine!&lt;br /&gt;Loro invece no. Le tende non le usano, e il problema lo risolvono in un altro modo. A meno che non sia stata io a beccare proprio sempre dei momenti particolari, mi pare che la soluzione made in Amsterdam sia “semplicemente” quella di non usare proprio le stanze visibili dalla strada. Dovunque abbia guardato, sembrava di vedere il catalogo dell’Ikea: stanze anche piuttosto carine, ma completamente deserte. Delle vetrine, non delle case.&lt;br /&gt;Non vi pare significativo? Per non cambiare abitudini, per non essere diversi dai vicini, preferiscono rinunciare al gusto universale di mettersi in libertà, e in definitiva di essere se stessi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Può essere che la mia analisi antropologica sia del tutto sbagliata, ci mancherebbe. Ma fatto sta che con queste premesse sono arrivata un po’ preoccupata al &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Wasteland&lt;/i&gt;, la festa fetish che era poi uno dei motivi per cui avevo fatto il viaggio. Magari, pensavo, questa popolazione di super-rilassati agli eventi erotici non ci va proprio e preferisce starsene a casa a guardare la televisione nello sgabuzzino, lontana dagli occhi dei passanti.&lt;br /&gt;Raggiungere il luogo della festa è stata una mezza impresa: altro che party ad Amsterdam! Gli organizzatori avevano scelto un posto nell’hinterland dimenticato da dio, e col passare dei chilometri mi stavo arrabbiando sempre di più. Poi una volta all’ingresso ho capito che mi fosse sfuggito qualcosa.&lt;br /&gt;Per farla breve, la scelta del locale dipendeva dal fatto che in città non ci fossero posti adatti a contenere oltre cinquemila persone (mi dicono che ce ne fossero circa 5.500), ed evidentemente i partecipanti non mancavano.&lt;br /&gt;Il fatto è che fossero in grandissima parte olandesi. E, ok, anche un po’ che il concetto di “festa fetish” del Wasteland è un po’ diverso da quello a cui sono abituata io. Cominciamo da quest’ultima parte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Il punto degli eventi fetish, di norma, è che ci si veste in modo fetish: lattice, pelle, pvc, abbigliamenti sensuali portati all’estremo. Non a caso mi ero portata in viaggio una bella selezione dei miei look preferiti, e sono stata fino all’ultimo a decidere quale combinazione di abito, corsetto, stivali e accessori indossare per fare ottima figura alla festa.&lt;br /&gt;Quando invece sono entrata, ho capito due cose: la prima è che si sarebbe trattato soprattutto di un gran discotecone senza particolare concentrazione sugli aspetti più sensuali. L’altra che, giustamente, in discoteca ci si va per ballare e quindi la maggior parte dei partecipanti si era vestita il meno possibile per restare più fresca e non morire bollita nelle catsuit. Il che non vuol dire che non ci fossero anche molti personaggi abbigliati in maniera eccezionale: più banalmente, su 5.500 partecipanti ne avrò visti quattromila in pantaloncini di vinile e anfibi. Eh già, perché come peraltro sapevo fin da prima di partire, Wasteland è un evento al quale partecipa soprattutto il mondo gay – quindi il look “manzo palestrato” è quello che va per la maggiore.&lt;br /&gt;Non che mi dispiaccia, anzi: non avevo ancora messo piede oltre il guardaroba che avevo già una fila di culturisti ad aspettarmi per farsi mettere al guinzaglio “da una donna”, che per qualcuno di loro rappresentava un’umiliazione tremenda e pertanto un gioco desiderabilissimo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Abiti a parte, comunque, l’ambiente era decisamente bello ed elettrizzante. Grandi scenografie all’ingresso, tanta gente obbiettivamente bellissima, buona musica e anche un po’ di palchi su cui si svolgevano performance che… beh, che in tutta sincerità mi hanno lasciata un po’ freddina.&lt;br /&gt;Se vai al &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Torture Garden &lt;/i&gt;di Londra, per esempio, che ha un’impostazione abbastanza simile a questa festa olandese, ovunque ti giri trovi esibizioni assai eccitanti e di ottimo livello. In Olanda invece ho visto: una specie di fachiro che poverino si è impegnato tanto ma faceva solo tanta pena; una trapezista come ormai ce n’è un po’ dappertutto; un ragazzo che ha dato prova di notevole dilatazione anale (mmm!) infilandosi una serie di strani oggetti, e una obiettivamente bella esibizione di bondage orientale… che però da qualche anno in qua è inflazionata peggio del prezzemolo. Tutto carino, per carità… ma da un evento così colossale mi sarei aspettata decisamente di meglio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Il resto del party era composto da darkroom francamente impraticabili, in cui a giudicare dall’odore accadeva proprio di tutto ma che non mi attraevano proprio. Una delusione, quindi? &lt;br /&gt;Tutt’altro: l’aria era carica di una tale energia che mi sono divertita comunque moltissimo… solo che non c’era quasi niente della sensualità che mi sarei aspettata da qualcosa targato “fetish”, soprattutto in un paese famoso per la sua trasgressività. Ma qui torniamo al discorso iniziale: probabilmente è proprio la mentalità a essere diversa e cambiare il modo di vivere le cose.&lt;br /&gt;Uno dei momenti più belli del viaggio, comunque, l’ho vissuto al rientro. Un po’ stanca da tanti giri turistici, sono arrivata in aeroporto con le mie valigie e, oltre la porta del terminal, ho trovato ad aspettarmi uno schiavo-valletto che avevo incaricato di questo compito da diverse settimane. Sapendo dove guardare, non era difficile notare sotto la sua uniforme perfettamente stirata il rigonfiamento della cintura di castità in cui gli avevo rinchiuso i genitali prima di partire. Quando ha preso i miei bagagli era così emozionato di rivedermi che si è messo a tremare, piccino. O forse era per via del plug che gli avevo ordinato di indossare per l’occasione, chissà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Comunque sia, mi sono diretta verso l’uscita dell’aeroporto con passo deciso, accompagnata dal ticchettare dei tacchi a spillo dei miei stivali. Mentre mi incamminavo infastidita dal volume sguaiato dei miei connazionali, ho sorriso pensando a come avrei ricompensato lo schiavo una volta tornata nella mia dimora. Dimora con tende ben chiuse e piena di segreti riservati solo a me e ai miei servi più fedeli. &lt;br /&gt;Probabilmente non l’avrei liberato dalla cintura di castità. Certi piaceri, in fondo, è proprio meglio che rimangano proibiti. Non trovate?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-8939905453990647500?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8939905453990647500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8939905453990647500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2011/12/trasgressioni-olandesi.html' title='Trasgressioni olandesi'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-7880587184674649415</id><published>2011-11-22T19:19:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T19:19:19.970+01:00</updated><title type='text'>Parliamo di politica... o quasi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;E così siamo arrivati alla fine, o almeno sembra. Nel momento in cui sto scrivendo, in Parlamento si stanno scannando per l’ennesima volta mentre cercano di accordarsi su una serie di “misure speciali” che possano permettere all’Italia di non fallire ingoiata dai debiti. Io non sono una economista, ma credo di non sbagliare se dico che non c’è misura che tenga: la nostra simpatica classe politica è finalmente riuscita a spolpare l’osso fino all’ultimo, e dopo tanti anni di comportamenti irresponsabili da una e dall’altra parte non è rimasto più niente con cui tappare i buchi di bilancio.&lt;br /&gt;Non sono neanche un’esperta di politica, quindi non dirò cosa penso bisognerebbe fare della gentaglia che sta in Parlamento – tutti, dal primo all’ultimo e contando anche quelli delle legislature passate – benché la mia esperienza professionale mi possa suggerire un po’ di ideuzze interessanti. D’altra parte, di una cosa sono certa: come dice un mio caro amico, in Italia la politica è morta da almeno trent’anni, quindi è inutile riempirsi la bocca con questo argomento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-color: currentColor currentColor windowtext; border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-element: para-border-div; padding: 0cm 0cm 1pt;"&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Se però “i politici” sono solo un teatrino di delinquenti, sono a cavallo. Di spettacoli sì, che me ne intendo! Anzi, a essere precisa me ne intendo ancora di più di spettacoli erotici… cioè proprio di quelli che secondo mille intercettazioni, rilevamenti e inchieste hanno contribuito a distruggere la nostra nazione e la sua credibilità.&lt;br /&gt;Non pensiate che questa sia una critica politica, per carità. Nelle camere di piacere del mio studio non c’è spazio per certi argomenti noiosi: superata la soglia, anche il più importante dei ministri diventa solo un umile schiavo e non vedo proprio perché dovrei sporcare il mio paradiso con discussioni inutili. Anzi, come vedete ho aspettato anche parecchi mesi prima di dire la mia sui famosi “bunga bunga” – ma ora che il sipario sta calando (per quanto?) su questa triste vicenda&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ho proprio voglia di dire la mia. Da professionista della sensualità, mica da opinionista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Allora, ve le ricordate le intercettazioni telefoniche che hanno dimostrato a tutti il ruolo dell’impresario Mora nei festini porno di Arcore? A me ne è rimasta particolarmente impressa una che diceva più o meno così:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Mora – Senti, per la festa di stasera vestiti da sexy infermiera, così fai un po’ di scena, ok?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ragazza – Ma come da sexy infermiera? Che vuol dire?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;-&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Beh… con un camice bianco senza niente sotto, le autoreggenti bianche, magari uno stetoscopio…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- Eeeeh? E io dove le trovo queste cose?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- E dove vuoi trovarle… se non ce le hai in casa vattele a prendere in un sex shop, no?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- Ah, va bene. Lo farò. Ma poi cos’è che devo fare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- Se ti vesti da infermiera fa’ l’infermiera, ti pare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- E cosa fa una infermiera?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- Ok, ho capito. Allora: ti vesti come ti ho detto, fai un po’ di balletto, poi ti ci avvicini, fai finta di auscultarlo…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- E che vuol dire?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- Che gli metti lo stetoscopio sul cuore. Poi gli provi la pressione… hai capito dove, vero?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- Oh sì. Questo l’ho capito!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;- Ecco, brava. Alla fine mi raccomando di dirgli che è in perfetta salute, come un ragazzino, che a lui gli piace sentirsi raccontare ‘ste cose…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;…e via così. Adesso però penso che ci stiamo chiedendo tutti la stessa cosa:&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ma come è possibile che qualcuno così incompetente sia finita a essere una delle prostitute più pagate del mondo? No, dico… non è che stiamo parlando di ingegneria nucleare, eh? Qui si tratta solo di interpretare una delle situazioni più classiche che si siano mai viste. Eppure non ci arrivava lo stesso. Costo della prestazione, secondo l’analisi dei conti del cosiddetto “utilizzatore finale”: da 5.000 a 125.000 euro.&lt;br /&gt;Con il mio passato da infermiera (vera) posso assicurarvi una cosa: per quella cifra avrebbe potuto ingaggiare tranquillamente una dottoressa vera. Ma con una somma simile si può affittare anche una intera squadra di pornostar professioniste, tipo le ragazze dei film di Andrew Blake; o una scrittrice di best seller erotici (se si preferiscono stimoli più intellettuali); o due settimane di una compagnia teatrale specializzata in spettacoli perversi come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La Fura dels Baus&lt;/i&gt; o i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Suka Off&lt;/i&gt;; o uno stuolo di schiave professioniste come quelle di certi studi tedeschi, alle quali si può fare assolutamente di tutto; o una top model di livello internazionale, o qualsiasi vincitrice di qualsiasi concorso di bellezza del mondo. Fidatevi di chi conosce un po’ l’ambiente dell’eros a pagamento: le cifre sono molto più basse di quanto si creda.&lt;br /&gt;E allora non si può fare a meno di domandarsi perché ridursi così.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;A dire la verità credo di sapere anche la risposta, che purtroppo è molto deprimente per chi come me (e probabilmente voi) la sensualità la vive con raffinatezza, come una cultura preziosa che va studiata, alimentata e migliorata di giorno in giorno, con l’impegno che merita quella che è, in fin dei conti, l’attività più piacevole che si possa sperimentare nella vita. E il fatto è proprio questo: che a pensarla così siamo solo una rara minoranza. &lt;br /&gt;Tanto per fare un esempio, nella mia casella di email arrivano regolarmente messaggi di due tipi. Il primo è di chi mi riempie di complimenti per i contenuti del sito, la scelta delle parole, la raffinatezza delle foto e non ultimo ciò che scrivo in questo blog. L’altro è invece l’esatto opposto: gran lamentele perché non ci sono abbastanza immagini, perché non mi mostro nuda e perché “c’è troppo da leggere”. Come dire: ‘sono capitato sul tuo (e già, perché questi tizi danno sempre del tu, neanche fossi una loro amica…) sito e ho voglia di farmi una pugnetta, quindi vedi di darti da fare perché non ho mica tanto tempo per queste cose’. Che squallore!&lt;br /&gt;Il vero problema è che per ciascuna mail del primo tipo ne arrivano otto o dieci del secondo, e questo la dice lunga su quanto poche siano in proporzione le persone dotate di cervello. Anzi, direi le persone e basta, perché qualcuno che pensa all’erotismo solo come a una questione di rapida masturbazione è per definizione solamente un animale, una bestia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ma fra di noi, che ragioniamo più da homo sapiens, possiamo permetterci qualche ragionamento un po’ più approfondito. Quella che sto per scrivere non è solo la mia impressione, ma una interpretazione seria che condivido con uno dei miei schiavi favoriti, che di professione fa il sessuologo e pertanto ha una visione più completa della cosa.&lt;br /&gt;Il fatto è, cari miei, che un po’ in tutto il mondo ma in Italia soprattutto, si prende la sensualità troppo alla leggera. Fino a quando si è eccitati… per carità, è la cosa più importante che ci sia e si è capaci di metterci dentro tantissime energie. Poi però arriva l’orgasmo, l’ormone se ne va a nanna e, d’improvviso, si pensa che “tanto è solo sesso, mica una roba seria”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Io questa cosa l’ho vista accadere infinite volte. Si va dal cliente che mi si presenta come schiavo devotissimo, pronto a tutto, e quando ha un orgasmo spontaneo semplicemente entrando nella mia camera delle torture impallidisce e scappa a gambe levate inventandosi balle inverosimili. C’è la ragazza che prima mi perseguita per settimane perché “vuole imparare a fare la Mistress” e non appena si accorge che ci sono impegni da rispettare e nozioni da imparare abbandona tutto e torna a fare la commessa al supermercato. C’è il fotografo che mi contatta per realizzare degli scatti attorno ai quali costruire un’intera mostra sul BDSM ma poi si perde d’animo quando gli dico che non sono a sua disposizione ventiquattr’ore al giorno e quindi sparisce senza che si veda più alcuna mostra. L’organizzatrice di “seminari di cultura sadomaso” che è talmente svogliata da mandare in vacca il lavoro dei relatori, e poi non ti risponde nemmeno più a telefono. Il proprietario di locali che prima ti racconta di volere organizzare la più grande sfilata fetish mai vista ma al momento di spostare un faretto decide di continuare a vendere pizze. L’artigiano che si presenta sul mercato come il più grande costruttore di stivali erotici mai visto però ci mette tre anni fabbricarne un paio, e poi sono pure fatti male… Devo andare avanti?&lt;br /&gt;Potrei citare altri duecento casi, e l’unico punto in comune sarebbe quello: passato il breve momentino di esaltazione, per tutta questa gente l’erotismo diventa qualcosa di inutile, se non addirittura da disprezzare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Allora per forza che non è più importante che una escort sappia fare davvero il suo lavoro, o che una Dominatrice abbia veramente un dungeon attrezzato come si deve… Tanto cosa cambia? Il tempo di una sega, e via: tutto dimenticato, si può tornare a rincretinirsi davanti alla tele (o a rubare dalle tasche di una nazione).&lt;br /&gt;In queste settimane ho sentito diverse persone lamentarsi di come sia calata la qualità del BDSM in Italia, e non nego che è un fenomeno che sento anche io. Tuttavia penso che si stia confondendo la causa con l’effetto: l’erotismo estremo della dominazione e la sottomissione resta quello di sempre, intrigante e stimolante come null’altro al mondo. Quel che è cambiato è il modo con cui sempre più persone lo approcciano. Invece che considerarlo un tesoro prezioso da proteggere e far crescere sempre più, ci si lascia trascinare da questo stupido atteggiamento usa-e-getta che ci viene ripetuto insistentemente da tutte le parti, ed ecco il risultato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;C’è un detto che mi sembra venga dalla Cina, che recita: “qualsiasi opera durerà nel tempo solo tanti anni quanti ne sono serviti per costruirla”, e credo proprio che sia vero. Dedica all’eros solo cinque minuti, e non ti restituirà piacere che per cinque minuti; coltivalo invece per tutta una vita, mostrandogli il rispetto che merita, e ti darà emozioni inarrivabili in ogni momento della tua esistenza.&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda sarò un po’ cocciuta, un po’ all’antica, ma amo la mia passione da tanto tanto tempo e non ho nessuna intenzione di cambiare atteggiamento. Ho la fortuna e il piacere di avere tanti schiavi che la pensano come me, e ciò che realizzo con loro tutti i giorni mi rende enormemente felice.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ora sta a voi scegliere: preferite una vita di masturbazioni tristi e rapide, o quella che offre il regno di Madame Ingrid? Se lo chiederete con gentilezza, sapete che varcare la mia soglia non è così difficile…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-7880587184674649415?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/7880587184674649415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/7880587184674649415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2011/11/parliamo-di-politica-o-quasi.html' title='Parliamo di politica... o quasi'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6725808012882437093</id><published>2011-10-11T16:07:00.000+02:00</published><updated>2011-10-11T16:07:29.516+02:00</updated><title type='text'>Incidenti evitabili</title><content type='html'>O&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;ra che è passato abbastanza tempo e le acque si sono un po’ calmate, penso sia doveroso che anche io dia le mie impressioni su un avvenimento di cui, purtroppo, si è parlato molto in queste ultime settimane. Mi riferisco all’incidente di bondage avvenuto a Roma e del quale preferisco non pubblicare alcun link, per il semplice fatto che tutto ciò che si è visto finora in rete e sui giornali non ha affatto la mia approvazione. Questo per vari motivi: nella migliore delle ipotesi infatti le notizie sono state troppo vaghe e imprecise, mentre nella maggior parte dei casi si è puntato come spesso accade sullo scandalo puro; Non parliamo neanche poi delle lotte intestine che questa sciagura ha scatenato fra le cosiddette “comunità” virtuali di Internet, che si sono rivelate ancora una volta composte soprattutto dalla versione aggiornata di quelle vecchie comari ipocrite e rancorose di cui sono pieni i proverbi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-color: currentColor currentColor windowtext; border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-element: para-border-div; padding: 0cm 0cm 1pt;"&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Per proseguire il discorso è però necessario citare almeno i fatti salienti. Succede che, una brutta sera, due ragazze sui vent’anni e un personaggio di età doppia, che si presentava spesso come esperto di bondage e fotografo specializzato sul tema, sono usciti da un locale e si sono appartati in un garage per giocare con le corde. L’uomo ha eseguito una legatura su cui a oggi c’è ancora ben poca chiarezza, una delle ragazze ha perso i sensi ed è morta prima che potesse essere soccorsa correttamente. L’altra ha invece subito dei danni che l’hanno mandata in coma, dal quale pare si sia ripresa.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Il tale – di cui non farò il nome anche se finito su tutti i giornali insieme a quello delle ragazze – ha chiamato il pronto intervento, ha ammesso la propria colpa ed è stato messo agli arresti domiciliari. Nel momento in cui scrivo è in attesa di giudizio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Questo è tutto ciò che si sa di certo sull’accaduto. I mass media e il tam tam di Internet hanno sproloquiato a lungo su molti altri particolari, ma la verità è che non esiste alcuna altra informazione sicura per il semplice fatto che i protagonisti del fattaccio non hanno rilasciato dichiarazioni, e la polizia ovviamente non ha reso pubblici i dettagli dei rilevamenti eseguiti e dei referti medici.&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Ciò non ha tuttavia impedito che si scatenassero dibattiti, trasmissioni televisive, interviste con “esperti” più o meno attendibili e moltissimi articoli che pretendevano di spiegare tutto non solo dell’accaduto, ma anche del “fenomeno bondage” in sé. Ed è qui che ho cominciato a sentire puzza di bruciato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Eh già, perché nella quasi totalità dei casi le informazioni fornite su questa pratica erotica erano molto, ma molto confuse. Non parlo della comprensibile imprecisione fra bondage in stile occidentale e shibari (o meglio: “kinbaku”) alla giapponese, ma proprio di una rappresentazione della cosa che non ha nulla a che fare con la realtà.&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Chi come me ha avuto la pazienza di seguire tutta la questione ha dovuto sorbirsi una quantità di scemenze inverosimile. C’è chi ha sostenuto che le corde siano una nuova moda riservata ai giovani violenti, chi ha scritto che tutto il bondage si fondi sugli strangolamenti, chi ha descritto strani e per fortuna inesistenti culti dediti a riti assurdi… Roba da far drizzare i capelli in testa a una persona ignorante di questi temi che dovesse sentirne parlare per la prima volta in questi termini.&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;A essere del tutto onesta devo ammettere anche che non sono mancati interventi molto precisi ed equilibrati… che sorprendentemente sono stati tutti a opera proprio di coloro che mi sarei aspettata essere invece più ostili alle sessualità alternative. Ricordo in particolare una trasmissione radio di Gianluca Nicoletti in cui il giornalista ha ripetuto spesso che è assurdo credere al mito delle “brave ragazze acqua e sapone”, e che praticamente chiunque ha un suo lato trasgressivo del quale fa parte anche l’esplorazione di giochi erotici. Una criminologa invece ha parlato con estrema precisione della realtà del bondage, anch’ella minimizzando i presunti pericoli di questa attività.&lt;br /&gt;Chi mi ha molto delusa, purtroppo, è stato invece il cosiddetto “ambiente BDSM”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Già poche ore dopo la disgrazia si è vista una vera corsa in cui decine di personaggi si sono affannati a sparare le proprie sentenze sull’accaduto, quasi sempre con l’obiettivo evidente di presentarsi come unici depositari della saggezza BDSM. Molti hanno fatto delle figure barbine, alcuni ce l’hanno messa tutta ma sono stati travisati da giornalisti in cerca solo dello scoop, e sostanzialmente uno solo è uscito vincitore, comparendo in numerose interviste e anche in televisione. E scatenando una specie di guerra dei poveri.&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Sì, perché la persona in questione è anche il titolare di un negozio specializzato in attrezzature fetish e BDSM, nonché l’organizzatore di corsi di bondage (ai quali fra l’altro pare che avessero partecipato anche le persone coinvolte nell’incidente). E cosa volete che faccia un professionista quando viene intervistato? Naturalmente risponde alle domande, ma parla anche della propria attività. E apriti cielo.&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Subito tutti hanno urlato allo scandalo: come si permetteva, secondo loro, un bieco commerciante di farsi pubblicità sul cadavere di una povera ragazza? Vi risparmio la lunga battaglia di spiegazioni, controaccuse, scuse, faide e palle varie che sono seguite. Quel che conta è che, come al solito, ho visto all’opera l’atteggiamento assurdo degli italiani, per cui chi come me o quel tale ha fatto della propria passione un lavoro andrebbe subito messo al rogo. Salvo poi lamentarsi che non si trova una vera Dominatrice nemmeno a pagarla oro, o che non ci sono negozi dove andare a comprare abiti e frustini. Roba da pazzi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Quello che ha dato fastidio anche a me, devo ammetterlo, è stata la “stranissima” coincidenza per cui pochi giorni dopo tutta questa esposizione mediatica quel signore se ne è spuntato con l’inaugurazione di una vera e propria “scuola di bondage”. Come dicevo non mi infastidisce affatto che qualcuno si faccia pagare per tenere dei corsi su questi temi, anzi. Che si approfitti di una sciagura per risparmiare sulla pubblicità, invece, mi sembra un po’ squallido. Ma in realtà non è di questo che volevo parlare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Torniamo a ciò che è avvenuto nel garage di Roma. Anche se le notizie non sono ufficiali, ci sono due o tre punti praticamente certi su cui penso di potere commentare con una certa sicurezza.&lt;br /&gt;Primo: le tre persone coinvolte avevano appena finito di fare baldoria in un locale. Sicuramente avevano bevuto – tanto o poco non si sa e non ha nemmeno tanta importanza – e inoltre le prime notizie d’agenzia parlavano di “analisi tossicologiche positive”.&lt;br /&gt;Secondo: un aspetto su cui tutti sono stati concordi è che il legatore non avesse a portata di mano alcuno strumento con cui tagliare le corde in caso di emergenza. Lasciamo stare il particolare che tutti si ostinano a ripetere “non aveva un coltello” quando qualsiasi corso di bondage spiega fra le prime cose che i coltelli sono pericolosi, e conviene pertanto usare le apposite forbici di sicurezza. In ogni caso questo tipo di attrezzatura mancava.&lt;br /&gt;Terzo: l’incidente c’è stato, e questo significa che evidentemente non erano state prese tutte quelle precauzioni che ogni buon esperto di corde mette in cima alle proprie priorità. Se, tanto per fare un esempio, le due ragazze fossero davvero state legate “a contrappeso” così come dicono le cronache, qualunque persona con un po’ di competenza avrebbe predisposto una serie di nodi di sicurezza che si potessero slacciare con un solo gesto liberando una ragazza dall’altra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Il quarto e ultimo punto lo aggiungo solo perché sarebbe fondamentale… se solo venisse confermato, mentre invece le ultime notizie sostengono che non c’entri niente con l’accaduto nonostante sia stato invece ripetuto mille volte nei primi giorni dopo l’incidente.&lt;br /&gt;Tant’è: pare che la morte e il coma siano stati dovuti a delle corde passate attorno al collo delle ragazze. Sui rischi delle pratiche di controllo del respiro ho già scritto in passato, ma in realtà non c’è bisogno di andare a leggere. La questione è semplice: anche un bambino sa benissimo che strangolare la gente è pericolosissimo, quindi è assolutamente intollerabile che degli adulti abbiano intrapreso un “gioco” così imbecille. Se davvero si sono messi a giocare agli impiccati, come altro pensavano che potesse finire la serata?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ora prendiamo i quattro punti e ditemi: secondo voi c’entra qualcosa questa disgrazia con il BDSM “sano, sicuro e consensuale” di cui abbiamo sempre parlato? A me sembra più che fosse una ricetta sicura per una tragedia. E questo mi fa arrabbiare per almeno due motivi.&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Innanzitutto sono infuriata dal fatto che tutti continuino ad associare l’avvenimento di Roma con il normale bondage, come quello che pratico io nel mio studio. È come se da domani non si potesse più andare in macchina senza essere guardati con disprezzo solo perché un pazzo ha provocato uno scontro guidando contromano. Il problema è il cretino che non ha rispettato le regole seguite da tutti, non l’attività in sé!&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Poi c’è il fatto che i giochi con le corde magari non sono un “fenomeno giovanile”, ma di sicuro sono diventati una specie di moda da quando si sono moltiplicati i siti web dedicati al bondage. D’improvviso tutti si sono ritenuti esperti solo perché avevano visto qualche foto e mezzo video… mentre chi prende queste cose sul serio ha sempre avuto l’abitudine di studiare molto a lungo prima di azzardarsi a prendere in mano le corde. Come ex infermiera potrei scrivere pagine e pagine sui rischi di lesioni anche gravissime che una legatura fatta male può provocare con estrema facilità, e come appassionata di erotismo estremo vi assicuro che in Italia le persone davvero competenti in questo campo si contano sulle dita delle mani. Io, per esempio,&amp;nbsp;studio e pratico bondage da&amp;nbsp;molti anni ma mi reputo solamente un'appassionata di talento.&amp;nbsp;Ma allora mi spiegate perché se vado su Facebook o sui vari siti a tema in un profilo su tre vedo gente che si definisce “esperta” o “maestro” di bondage?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Se torno con la memoria agli ultimi anni mi vengono in mente almeno due altri casi di morti per bondage avvenute in Italia. Nel primo un poveretto è stato abbandonato attaccato a un albero con una catena stretta al collo (e i veri esperti ti ripetono sempre: mai allontanarsi più di tre passi dalla persona che hai legato, così la puoi tenere sotto controllo in caso di emergenza!); Nel secondo un cretino che aveva visto troppi film porno aveva legato una prostituta in una posizione che impediva una corretta respirazione.&lt;br /&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Un amante delle statistiche potrebbe dire che tre morti sono irrilevanti rispetto alla quantità di giochi del genere che si fanno tutti i giorni. Per me però restano tre morti di troppo, soprattutto perché si potevano evitare semplicemente con un pochino di buon senso e di umiltà nell’imparare prima di agire, o di rivolgersi a persone competenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Nei giorni successivi all’incidente sono stata intervistata anche io dal quotidiano locale di Brescia, dove ho il mio studio. La giornalista che è venuta a trovarmi è rimasta sconvolta dal mio livello di preparazione tecnica e da quanto la realtà del BDSM (e del bondage, naturalmente) sia diversa da come se la immagina la gente. A un certo punto mi ha anche chiesto se siano molte le persone che cercano il rischio estremo con pratiche come lo strangolamento. La mia risposta è stata che non lo so, per il semplice fatto che quando mi si presenta qualcuno con questi desideri assurdi lo caccio a calcioni nel sedere.&lt;br /&gt;Io posso essere sadica (altroché se lo sono…) e perfino crudele, ma ho studiato una vita per rendere le mie passioni perfettamente sicure e prive di rischi: scusatemi tanto, ma non tollero di essere associata a certi deficienti. Spero di essere stata chiara. Per ogni eventuale chiarimento, mi trovate al mio solito numero di telefono e presso il mio studio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: currentColor; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext .75pt; mso-padding-alt: 0cm 0cm 1.0pt 0cm; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;E se fate i bravi e lo chiedete con molta, molta gentilezza, potrei anche accettare di farvi provare un po’ di legature. Ma fatte a modo mio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6725808012882437093?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6725808012882437093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6725808012882437093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2011/10/incidenti-evitabili.html' title='Incidenti evitabili'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-137274086659812168</id><published>2011-07-25T04:44:00.000+02:00</published><updated>2011-07-25T04:44:38.149+02:00</updated><title type='text'>La testa in vacanza (ma i piedi e i video no)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Il mio lavoro mi piace, credo che ormai lo abbiate ben capito. Ciò non toglie che comunque anche io ogni tanto mi prenda un po’ di vacanza, come ho fatto appunto negli ultimi giorni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Località top secret e situazione perfetta, con un luogo splendido e ancor più splendide possibilità di immergersi. Il diving è una passione che mi conquista ogni anno di più, dalla quale sto ottenendo grandi soddisfazioni nonostante, per una volta, mi tocchi… fare la sub. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ma battute a parte, si è trattato di una pausa ideale lontano da tutto. Nulla a che fare con le terribili ferie della gente comune: non ho sofferto code, ritardi, fastidi, famiglie invadenti, bambini rumorosi, folla, animatori insopportabili, inquinamento né altro che potesse turbarmi anche solo minimamente. Sdraiata sotto il sole, con la pelle imperlata d’acqua salata e un bel libro a portata di mano, mi sono tolta il gusto di rilassare anche il cervello.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Essere una Dominatrice richiede infatti un impegno mentale notevole, visto che bisogna ragionare per due. Gli schiavi, dopotutto, possono permettersi di reagire solamente alle situazioni che invento per loro. Io invece in ogni incontro devo orchestrare l’esperienza di maggior soddisfazione per entrambi, assicurarmi che tutto il necessario sia pronto all’uso, curare dettagli anche minuti quali la scelta del tipo di illuminazione o dell’eventuale musica di sottofondo, scegliere l’abbigliamento più adatto… ed è solo l’inizio! Tutti questi preparativi avvengono dietro le quinte, prima che arrivi il mio ospite: quando suona il campanello comincia invece una fase ancora più impegnativa, nella quale è mio dovere e piacere studiare la persona che ho davanti, valutarla e capire – spesso da piccoli indizi e non certo dalle sue parole – cosa lo stia animando in quella particolare giornata, i possibili problemi e quali invece possono diventare spunti per rendere il nostro tempo insieme ancora più stimolante. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Dell’impegno che va in ciascuna sessione ho già scritto in passato, quindi non ritornerò sull’argomento. Quel che però sfugge alla maggior parte delle persone è che pur aiutata dalla mia vocazione naturale e da tanta esperienza, quando domino compio un lavoro non molto diverso da quello di uno psicologo, o meglio ancora di uno scassinatore. La persona che ho di fronte a me è come una cassaforte che nella maggior parte dei casi tiene ben nascosti i propri meccanismi di chiusura, quindi sta a me sondarne la corazza esterna con strumenti raffinati fino a capire dove e come agire per penetrare a fondo, fino a raggiungere il tesoro di sottomissione che racchiude all’interno. Difficile? A dire la verità, ormai no: con gli anni ho affinato le mie tecniche così bene da incontrare raramente casi davvero impegnativi. In compenso si tratta di un lavoro intenso e faticoso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ecco quindi perché potere osservare senza altri pensieri l’andirivieni turchese delle onde mi rilassa così tanto. Ed ecco perché, puntualmente, dopo pochi giorni di quella pur bellissima vita comincio a sentire la nostalgia per le camere del mio studio di Brescia. Quelli che per voi sono luoghi di tortura e umiliazione per me rappresentano un fantastico giocattolo con cui tenere impegnata una mente che non è proprio abituata a star ferma. Dopo un po’ finisco coll’annoiarmi, e benché non mi siano certo mancate le occasioni per far conoscere la mia sadica inventiva a qualche aspirante servetto locale ho dovuto trovare nuovi passatempi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Tutto è cominciato quando ho fatto un elenco delle vacanze più belle, strane o interessanti che abbia sinora avuto occasione di fare: una lista ben curiosa, ve l’assicuro. Rileggendola ho notato una cosa, e… No, questo è un discorso che è probabilmente meglio tenere per un’altra volta, tra qualche mese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Quel che invece posso dirvi è che rientrando a casa sono rimasta sorpresa nel notare il successo di un mio piccolo esperimento del quale non avevo nemmeno mai parlato a nessuno. Volete vederlo? Provate allora a cliccare su &lt;a href="http://www.youtube.com/user/FetishLady1"&gt;questo link&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;: è il mio canale di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;YouTube&lt;/i&gt;, sul quale nei mesi scorsi ho caricato un po’ di video dedicati esclusivamente ai miei piedi. FetishLady1 è un nome un po’ bruttino che ho dovuto scegliere quando ho trovato già occupati tutti gli account con il mio solito nome, e l’indirizzo che vedrete è quello del sito che ho dedicato solo ai miei amici feticisti: tutto il resto invece è la Madame Ingrid che conoscete bene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Come dicevo, avevo provato a pubblicare quei video senza nemmeno annunciarli per vedere che tipo di risposta potessero ottenere. Beh, che dire: migliaia e migliaia di visualizzazioni dimostrano che evidentemente sono proprio tanti gli schiavetti che venerano le mie estremità, che ne dite?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Visti i risultati credo che in futuro ci sarà qualche sorpresina anche su questo lato. Certo, nessun video potrà mai sostituire nemmeno alla lontana l’esperienza di incontrarmi di persona… ma questo è un problema facilmente risolvibile: hai mai cliccato sulla scritta “come contattarmi”, qua sopra?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-137274086659812168?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/137274086659812168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/137274086659812168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2011/07/la-testa-in-vacanza-ma-i-piedi-e-i.html' title='La testa in vacanza (ma i piedi e i video no)'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-2655377555702855284</id><published>2011-06-11T14:55:00.000+02:00</published><updated>2011-06-11T14:55:06.961+02:00</updated><title type='text'>Di nuovo BoundCon - Parte seconda</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;[continua dal post precedente…]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’ambiente&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;La cosa che più mi piace di esperienze come la BoundCon è comunque l’atmosfera che si respira durante tutto l’evento. Non certo per l’odore di wurstel che ogni tanto proveniva dal bar interno alla fiera, ma per la situazione fantasticamente libera in cui ci si ritrova immersi fin dal primo momento, quando arrivando davanti all’ingresso si trovano già decine di persone in abito fetish (alcune anche parecchio svestite) che chiacchierano amabilmente fumandosi una sigaretta. E qui è meglio che mi spieghi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Intanto: non stiamo parlando di scappati di casa che si ritrovano di nascosto in un vicolo buio. Anche se la fiera si svolge un po’ in periferia si tratta comunque di una zona normalmente abitata di una grande città europea, da mezzogiorno in poi. Anche il look fetish non è una timida gonnellina in latex, ma &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;dresscode &lt;/i&gt;completi con corsetti strettissimi, tacchi a spillo vertiginosi, harness di cuoio o interi completi da ponygirl. Roba che di solito si vede solo alle migliori feste specializzate. Una gioia per gli occhi, credetemi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ma soprattutto il punto è che nessuno si atteggia a superstar, nemmeno chi se lo potrebbe davvero permettere. Prendi Gord, che citavo prima, o il leggendario JD Leathers, o Matthias Grimme che da solo regge tre quarti dell’industria BDSM tedesca con le sue pubblicazioni, le feste, le performance, i corsi, i negozi, i piercing e chi più ne ha più ne metta. Alla BoundCon (o fuori, in questo caso) sono tutte persone normalissime, sorridenti e completamente prive di puzza sotto il naso – al punto che se qualcuno ogni tanto chiede un autografo o di essere fotografato insieme alla sua fetish model preferita la reazione più comune è di incredulità. Come se non avessero proprio niente di speciale, nemmeno se magari hanno appeso due chili d’acciaio ai capezzoli o la pelle segnata dalle frustate appena prese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Il punto è questo. La BoundCon è a tutti gli effetti una fiera come tutte le altre, con gli stand degli espositori, le conferenze, le dimostrazioni, la fila per i panini, i gadget e così via. Però è anche una zona franca in cui è normale trovarsi fianco a fianco con gente che magari sta facendo provare al suo partner degli aghi nella pelle, o una frusta, o una camicia di forza in pelle nera. Tu sei lì che fai shopping, un altro passa chiacchiarando nel cellulare, e un’altra ancora se ne va in giro con un dilatatore anale enorme che le spunta dal perizoma. E magari sono le due e mezza del pomeriggio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Da una parte questa atmosfera ammazza completamente la carica erotica della situazione, non c’è dubbio. Dall’altra però viene proprio naturale chiedersi perché diavolo non ci siano più occasioni simili nelle quali vivere liberamente le proprie passioni, circondati da persone con gli stessi gusti e la stessa naturalezza. Eh già, perché di sguardi morbosi o personaggi viscidi non se ne vede in giro neanche uno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Non solo: come punto d’appoggio avevo prenotato una suite nell’albergo convenzionato con la fiera, che oltretutto è anche piuttosto bello. Quando alla mattina scendevo a fare colazione, pur non essendo assolutamente un luogo privato era pieno di gente in dresscode già alle dieci del mattino e di schiavi e schiave che servivano i loro padroni con tutti i crismi – compreso chi restava completamente nudo e in ginocchio. Il tutto mentre attorno lavorava il normale personale dell’hotel… e si rifocillavano anche gli altri ospiti, che magari non avevano niente a che fare con la fiera. Sguardi di riprovazione? Neanche uno. Dio, che paradiso!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Se penso all’atmosfera che ho ritrovato rientrando in Italia, con il suo solito atteggiamento falso e morboso riguardo a tutto ciò che è sensualità, con la strumentalizzazione del sesso, con l’ignoranza, con le ragazze (e le bambine!) manipolate da delinquenti senza scrupoli per i loro giochetti di potere, con i ricatti, con le battute da caserma… Sì, lo ammetto: tante volte mi chiedo se non sia il caso di emigrare in un paese un po’ più serio del nostro. Magari un giorno lo farò.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Nel frattempo però mi guardo attorno e vedo il mio studio, tutto ciò che ho costruito negli anni, i clienti che sono diventati anche amici o schiavi affidabili ai quali affidare compiti importanti, l’agenda con i numeri di tante persone che fanno parte come me della cosiddetta Scena BDSM e piano piano costruiscono un mondo più tollerante anche qui da noi… e chissà che prima o poi non scopra invece che valga proprio la pena di resistere nella mia città.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;La festa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;La seconda sera della BoundCon c’è stata &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sub Rosa Dictum&lt;/i&gt;, cioè la tradizionale festa fetish “della fiera” (anche se in realtà viene organizzata da altri) che, da quando ha chiuso il meraviglioso &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Kitty Kat Club&lt;/i&gt;, è diventata anche l’evento più importante dell’anno per quanto riguarda la Germania meridionale. Figuratevi se potevo mancare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;La festa si svolge in un capannone esattamente di fronte a quello che ospita la fiera. In un angolo ci sono i resti di tubazioni e caldaie industriali, ma è sostanzialmente un capannone vuoto con un paio di banconi bar e poco altro. Costa 40 euro senza consumazioni, non c’è un palco per gli spettacoli (e in effetti non ci sono neanche spettacoli), non ci sono grandi attrezzature BDSM ma solo quattro piccoli separé con delle peraltro bellissime croci di S.Andrea, non c’è un dresscode particolarmente rigoroso e non c’è nemmeno una gran qualità musicale, visto che per tutta la notte è stata suonata musica anni ’80 che più commerciale non si può, compresi Madonna e Michael Jackson. Eppure è un evento imperdibile. Perché?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Perché il capannone non è vuoto, ma strapieno di almeno 3.000 persone mediamente piuttosto belle, sexy e sorridenti; perché dopo due giorni di spettacoli in fiera nessuno sente il bisogno di vedere ulteriori performance; perché se la gente ama davvero il BDSM non ha bisogno di grandi attrezzature per giocare a livelli anche molto intensi (provate a chiederlo al sedere dello schiavo che mi ha accompagnata…); perché nonostante ci fossero anche un paio di persone in jeans e maglietta, tutti gli altri sfoggiavano dei look fetish eccezionali (me compresa, grazie) senza alcun bisogno che fosse una cosa imposta; perché se la gente ha voglia di ballare e divertirsi vanno benissimo belle canzoni che tutti conoscono piuttosto che robe astruse per volere fare gli originaloni a tutti i costi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ancora una volta viene spontaneo fare il confronto con l’atmosfera italiana. Conosco molto bene diversi organizzatori di eventi fetish e BDSM in Italia e ho discusso spesso con loro dei problemi e dei successi di questo tipo di serate… e quel che mi dicono è sempre la stessa cosa. In Italia feste così grandi non se ne riescono a fare perché la gente, alla fine, non vuole veramente parteciparvi. Come ho riscontrato personalmente anche io, qui da noi lo sport preferito è lamentarsi senza tuttavia mettersi minimamente in gioco: se la festa manca è colpa di chi non la organizza, se la festa c’è “io in quei posti non ci vado mica” oppure “io non mi vesto strano per andare a una festa”, e anche quando si partecipa finalmente all’evento il tempo lo si passa soprattutto a stare fermi e fare commenti acidi sugli altri partecipanti. La critica più triste che abbia sentito è “io alle feste ci andrei anche, ma bisogna pagare”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Che sconforto! Se solo sapeste cosa vi perdete… ma dopotutto si sa che siete masochisti, no? Io per fortuna sto dall’altra parte della frusta, e non a caso di solito mi diverto spesso anche alle feste italiane – come per esempio all’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Alias Club&lt;/i&gt;, ma di questo parliamo la prossima volta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-2655377555702855284?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2655377555702855284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2655377555702855284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2011/06/di-nuovo-boundcon-parte-seconda.html' title='Di nuovo BoundCon - Parte seconda'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-592174357384765211</id><published>2011-05-28T18:57:00.002+02:00</published><updated>2011-05-28T18:57:05.484+02:00</updated><title type='text'>Di nuovo BoundCon - Parte prima</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Uno dei miei ultimi post prima di lasciare un po’ abbandonato questo blog (e l’ultima volta vi ho spiegato perché) riguardava la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;BoundCon&lt;/i&gt;, la fiera del bondage di Monaco di Baviera. Sorpresa sorpresa: pare che la storia si ripeta davvero, così mi sembra anche giusto che la ripresa degli aggiornamenti si occupi proprio dello stesso evento – da cui sono tornata da poco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Questa volta sapevo cosa aspettarmi, pertanto ho avuto l’accortezza di concentrare tutte le mie attività di quei giorni nella stessa zona. Il mini-tour tedesco ha toccato anche altre città, ma per tutta la durata della BoundCon ho evitato viaggi e trasferte in modo da potermi godere fino in fondo la manifestazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Manifestazione che, in effetti, non è che sia poi così vasta: sta tutta in un padiglione fieristico, eppure riesce a offrire così tanti stimoli interessanti che tre giorni diventano appena sufficienti per coglierli tutti. Non ci credete? Sentite qua…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gli acquisti&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Fatemi cominciare da un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Per quanto abbia partecipato a fiere fetish un po’ in tutto il mondo, questa di Monaco resta forse la migliore in termini di varietà delle proposte e di prezzi più o meno ragionevoli (beh, per lo meno secondo gli standard assurdi di queste cose…). Rispetto agli anni precedenti c’era forse qualche espositore in meno e gli stand apparivano un po’ meno ricchi, ma ciò non toglie che gli schiavi che ho scelto per accompagnarmi siano stati trattati come dei veri ciuchini da soma, carichi di borse piene di acquisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Inutile che vi faccia l’elenco di tutti gli abiti, i corsetti e gli strumenti che mi sono comprata: chi verrà a trovarmi nel mio studio di Brescia potrà vederli di persona… e provare sulla propria pelle l’effetto di alcuni giocattolini che mi intrigano non poco! Già, perché a dispetto del nome alla BoundCon non c’è solo bondage, ma anche BDSM, fetish e tutto ciò che rende piacevoli le mie giornate. Quest’anno le scarpe non erano niente di che, ma preferisco vederne il lato positivo: per lo meno non dovrò fare installare altri armadi in cui stivare la mia collezione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Un altro rammarico è che nel caos generale non mi sono accorta di due articoli che ho scoperto solo fra i cataloghi riportati a casa, ma avrei invece comprato volentieri. Il primo è un sistema chiamato “manette elettroniche”, che in realtà di manetta ha ben poco. Si tratta infatti di un accessorio per elettrostimolazione (o elettrotortura, a essere cattivelle…) che avrei potuto unire a un po’ di giocattoli che già fanno parte della mia collezione. Il principio è quello dei radiocollari: finché lo schiavo segue fedelmente ogni movimento della Padrona va tutto bene, ma se si allontana più di un tot… cominciano i guai.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Quel che accade è che entra in funzione un sensore di movimento collegato agli elettrodi. In altre parole lo schiavo deve stare bene attento a rimanere immobile in attesa del ritorno della proprietaria, altrimenti partono scosse abbastanza dolorose da ricordargli che, essendo un semplice oggetto da compagnia, non ha alcun diritto di decidere autonomamente dove andare. Una delizia, considerato che si possono regolare sia il raggio d’azione che l’intensità degli impulsi. C’è perfino un pulsante perfetto per trasformare il soggetto in una bella statuina, anche restandogli vicino. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;L’altro articolo è di una semplicità eccezionale, ma era pubblicizzato così male che ho capito di cosa si trattasse quando sono andata a curiosare su Internet, una volta tornata a casa. Si tratta semplicemente di lenti a contatto completamente nere, concepite per i giochi di deprivazione sensoriale. Funzionano molto meglio di una benda, e garantiscono che il mio compagno di giochi rimanga completamente sperduto alla mercé dei miei capricci… Solo a scrivere queste righe mi vengono in mente dozzine di scenari eccitantissimi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;È chiaro che le più elementari norme igieniche vietino di usare lo stesso paio di lenti (costosette, fra l’altro…) con due persone diverse, ma se fossi stata più attenta credo proprio che ne avrei comprato qualche confezione da tenere a disposizione in studio. Fortuna che ho trovato dove acquistarle online, così se qualcuno vuole provare l’emozione di una sessione completamente al buio… non ha che da chiedermelo con un po’ di anticipo, e vedremo insieme qual è il modo migliore per procurarsi questo bel giocattolino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Gli spettacoli&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Una delle grandi attrattive della manifestazione è rappresentata dagli spettacoli – ovviamente di bondage – in cui si esibiscono alcuni dei più grandi esperti del mondo. Quest’anno c’erano addirittura tre palchi: uno più grande e attrezzato su cui si sono succedute le performance più impegnative, uno piccino che poteva essere prenotato da chiunque ne avesse voglia e un terzo riservato principalmente a una simpatica gara di “slegatura”, in cui due ragazze per volta venivano legate e cronometrate sotto l’occhio attento di un gruppo di giudici che ne valutava anche lo stile e l’estetica mentre cercavano di liberarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Durante tutta la BoundCon ho visto all’opera un po’ di tutto: da veri mostri sacri dell’immobilizzazione erotica a personaggi un po’ arrangiati ma pieni di buona volontà. Però devo riferire con grande piacere che due degli spettacoli più belli sono stati offerti da italiani, che hanno tenuto ben alto l’onore del nostro paese così disonorato nell’opinione pubblica, specie straniera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Sul palco grande si è esibito infatti MaestroBD, che ha avuto l’intuizione di non azzardare una performance troppo tecnica ma di puntare sulla messa in scena. Aiutato anche dall’aspetto fisico ha interpretato allora Mangiafuoco alle prese con una Pinocchia molto simpatica ed espressiva (oltre che carina!), che è stata prima ridotta a marionetta, poi liberata sotto forma di monella sexy e infine… trasformata in asino, con tanto di coda e orecchie. Divertente e originale, non c’è che dire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;La maggior parte delle altre performance seguiva infatti sempre lo stesso schema, con delle sospensioni in stile giapponese davvero bellissime… ma che dopo la trentesima volta che le vedi diventano un po’ stucchevoli. Menomale che a variare l’atmosfera era presente anche il fondatore della leggendaria &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;House of Gord&lt;/i&gt;, che forse avrete visto insieme ai suoi strani macchinari simil-industriali anche in un paio di puntate di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;CSI&lt;/i&gt;. Questa volta ha portato con sé un calesse per ponygirl… formato esso stesso dai corpi di ragazze legate e ripiegate in modi spettacolari!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ma dicevamo degli italiani. L’altro grande spettacolo è stato vedere all’opera il caro amico Andrea Ropes, che riesce a superarsi ogni volta che lo incontro. Nelle due o tre volte in cui è salito sul palco anche i più famosi nomi del settore sono rimasti a bocca aperta per l’eleganza e la velocità con cui riesce a far danzare le proprie corde, realizzando dei lavori di una precisione incredibile. Per arrivare ai suoi livelli serve purtroppo una costanza di studio che io non ho proprio, ma sono felice di avere partecipato ad alcuni suoi seminari privati nei quali ho appreso qualche tecnica niente male. Chi vuol provare l’abbraccio delle mie legature?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;[continua...]&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-592174357384765211?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/592174357384765211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/592174357384765211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2011/05/di-nuovo-boundcon-parte-prima.html' title='Di nuovo BoundCon - Parte prima'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-4649547572640852369</id><published>2011-05-07T19:27:00.000+02:00</published><updated>2011-05-07T19:27:27.563+02:00</updated><title type='text'>DOVE ERAVAMO RIMASTI</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Mmm… vediamo… Siete ancora qui?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Mi fa molto piacere, perché erano molti mesi che non passavo più dal blog e cominciavo a sentire un po’ di nostalgia per queste pagine. Qualche giorno fa, parlandone con un’amica appassionata di Web, si diceva che è il destino di quasi tutti i blog: tutti coloro che ne aprono uno partono a lancia in resta scrivendo tutti i giorni, poi diradano sempre più le pubblicazioni, poi chiedono scusa per l’assenza, poi promettono di riprendere… e poi spariscono. L’unica eccezione sono i blog commerciali, i cui autori vengono pagati per il loro lavoro di scrittura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Io non faccio la blogger di professione, pertanto non farò alcuna promessa. Quel che posso dire però è che come vedete sono di nuovo qua, e spero proprio di trovare un po’ di tempo almeno per dettare a qualche schiavo-scrivano una serie di nuovi interventi. Nel frattempo tuttavia direi che possiamo riprendere da dove eravamo rimasti tanto tempo fa… cioè dalla &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.boundcon.com/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Boundcon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Proprio così: per una strana coincidenza in questi giorni sto preparandomi proprio per tornare a Monaco di Baviera e alla “fiera del bondage”, di cui avevo parlato nel mio post precedente. Si tratta solo di una tappa di un mini-tour in Germania che mi porterà a incontrare anche un paio di personaggi molto interessanti e a partecipare a una bella festa fetish/BDSM di cui conto di parlarvi al più presto. Questo però è l’immediato futuro. Vista l’occasione sarà invece il caso di raccontarvi invece il recente passato, cioè cosa è accaduto in questi mesi di silenzio del blog. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Fare l’elenco di tutti gli avvenimenti sarebbe naturalmente lunghissimo, per cui ve lo risparmio. Quel che posso fare è però raggruppare mesi e mesi di eventi in qualche comoda categoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Viaggi &lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Uno dei miei più frequenti impegni in questo periodo è stato viaggiare. Diversi schiavi mi hanno invitata in luoghi decisamente piacevoli, e mi sono divertita molto quasi in tutti i casi. Una esperienza davvero unica è stata per esempio somministrare una lunga fustigazione circondata dallo splendido scenario di una spiaggia tropicale tutta per noi; in un’altra occasione ho potuto invece sperimentare le sensazioni di una lunga nuotata sulla barriera corallina… vestita in latex così come la persona che era con me! Sapeste quanto mi dispiace non poter pubblicare le foto che abbiamo scattato… ma alla privacy non si comanda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Altri viaggi li ho fatti per partecipare a varie feste europee. Detto fra noi, ho avuto l’impressione che nell’ultimo anno la crisi abbia fatto perdere un po’ di smalto anche ai “leggendari” eventi del settore. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Rubber Ball &lt;/i&gt;di Londra è stato un disastro, la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Nuit Demonia &lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;di Parigi aveva come al solito tanti spettacoli ma dava l’idea di essersi ammosciata, e di altri appuntamenti è meglio non parlare proprio. Fortuna che mi sono rifatta con un paio di party privati veramente fuori dal comune, anche se pure in questo campo ci sono state un po’ di delusioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Chiaramente ci sono poi state anche le normali vacanze, e vi dirò che fra una cosa e l’altra mi sono trovata un paio di volte a provare nostalgia per il mio studio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Lo studio&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ecco, parlando dello studio un bel po’ di energie sono state dedicate a rinnovare gli ambienti dei miei giochi. Alcuni lavori sono stati di tipo strutturale, per esempio per modificare il sistema di illuminazione o aggiungere nuovi punti d’aggancio utili alle sessioni di bondage. Altre novità hanno riguardato le attrezzature: alcune sono cambiate, altre sono state aggiunte, altre ancora semplicemente spostate… per quanto possa essere semplice spostare mobilia e strumenti che a volte richiedono diversi uomini per essere sollevati. È proprio una fortuna avere a disposizione tanti schiavi volenterosi, no?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Buona parte del mio tempo è stata assorbita poi da tutto un altro tipo di studio: quello sui libri, per migliorare la mia padronanza (è proprio il caso di dirlo) della lingua inglese. Grazie anche alla cortese collaborazione di un paio di partner per il dialogo che mi hanno permesso di fare pratica di conversazione anche in situazioni un po’ diverse da quelle trattate di norma dai corsi di lingua ormai non c’è più niente che mi impedisca di dominare anche verbalmente i miei amici provenienti dall’estero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Feste e performance&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Come dicevo qualche riga più su, mi sembra che ultimamente il livello medio delle feste BDSM e fetish sia un po’ calato. Ciò non vuol dire però che la mia presenza sia stata meno assidua: lo sapete che amo le occasioni in cui esibire i miei look estremi, così ho partecipato a parecchi eventi sia in Italia che all’estero – sia come semplice ospite che come vera e propria performer.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Un appuntamento particolare è stata l’inaugurazione dell’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.aliasclub.com/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Alias Club&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/i&gt; una nuova festa fetish che si è tenuta a Vicenza e alla quale sono molto affezionata, visto che è stata ospitata da un locale che amo per la sua eleganza e la professionalità del suo staff. L’organizzazione era inoltre la stessa del famoso &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.secretfetishparty.com/"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Calibri;"&gt;Secret Fetish Party&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;, quindi si è trattato di una serata davvero piacevole e di qualità che spero si ripeterà presto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Dopo avere girato tanti party che si proponevano come grandi occasioni di gioco ed esserne rimasta molto delusa (chi ha detto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Cosy Party?&lt;/i&gt;) sono poi tornata a essere un’habitué del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.sadistique.com/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Sadistique&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;di Milano: piccolo – ma neanche poi tanto – e con poca pubblicità, ma in fin dei conti un ambiente molto selezionato, in cui tutte le persone presenti amano davvero il BDSM e soprattutto si mettono davvero in gioco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Workshop e seminari&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Dopo avere seguito per tanti anni innumerevoli corsi piccoli e grandi che mi hanno permesso di approfondire la conoscenza di diverse pratiche di dominazione, quest’anno ho accettato anche l’invito a partecipare a un workshop di tre giorni… come insegnante, o meglio come relatrice.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Naturalmente mi era già capitato tante volte di spiegare a qualcuno come realizzare l’una o l’altra pratica, o di discutere di aspetti poco noti dell’erotismo estremo. Questa però era la prima volta in cui mi sono trovata davanti a una vera e propria platea, e superato il nervosismo iniziale ho avuto la conferma che il ruolo di “maestrina” mi si addice molto! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Sfortunatamente l’organizzazione dell’evento ha lasciato molto a desiderare e non credo proprio che mi lascerò nuovamente coinvolgere da quelle persone, tuttavia ritrovarmi con il pubblico e i miei colleghi relatori è stato molto piacevole e ho come l’impressione che prima o poi mi rivedrete altrove di nuovo in cattedra…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Le sessioni &lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Naturalmente tutto quel che ho scritto finora non ha escluso la mia attività principale. Fortuna che per me la dominazione è una passione vera e un vero stile di vita, altrimenti non sarei sopravvissuta a mesi particolarmente intensi dal punto di vista delle sessioni – sia per quantità che per il livello elevatissimo di alcuni sottomessi che hanno voluto provare come ci si sente nelle mie mani. Qualcuna di queste esperienze merita proprio di essere raccontata e, naturalmente con il consenso dei diretti interessati, credo proprio che lo farò nei prossimi post.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Insomma… come vedete c’è un buon motivo se non mi sono dedicata più al blog: avevo troppo da fare! La mia filosofia è come sempre che la vita vada vissuta nella realtà anziché su Internet, quindi non ho avuto un attimo di dubbio su come impegnare il mio tempo. Ciò detto, devo riconoscere che la voglia di scrivere non manca e che gli argomenti interessanti sarebbero parecchi, quindi chissà che questo nuovo post non segni l’inizio di una ripresa anche della mia presenza online. Continuate a seguirmi da bravi cagnolini ubbidienti e vedremo… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-4649547572640852369?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4649547572640852369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4649547572640852369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2011/05/dove-eravamo-rimasti.html' title='DOVE ERAVAMO RIMASTI'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-5094378291827471896</id><published>2009-10-09T15:27:00.006+02:00</published><updated>2009-10-09T15:35:30.033+02:00</updated><title type='text'>Alla fiera del nord...</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss87kMfNGnI/AAAAAAAAABw/SjZGn6njtNA/s1600-h/set1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390592771999210098" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss87kMfNGnI/AAAAAAAAABw/SjZGn6njtNA/s320/set1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Quanti impegni, quanti impegni! Tutti belli, per fortuna, e vedrete che prima o poi vi racconterò qualcosa anche di ciò che sto facendo in queste ultime settimane, delle persone che sto incontrando, delle novità nel mio studio, di tanti nuovi giochi davvero molto interessanti che sto imparando… Ma prima è il caso di mettere un po’ d’ordine nei ricordi dei mesi già trascorsi, che sono altrettanto ricchi di esperienze degne di essere ricordate.&lt;br /&gt;Partiamo con Monaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monaco di Baviera è stata la prima tappa del mio piccolo tour della Germania, nel maggio scorso. Gli italiani di solito ci vanno per ingozzarsi di birra e wurstel, mentre nel mio caso si è trattato di un viaggio un pochino più professionale. La meta era infatti la &lt;a href="http://www.boundcon.com/"&gt;&lt;em&gt;Boundcon&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, cioè la fiera internazionale del bondage che vi si tiene ogni anno.&lt;br /&gt;Chi mi conosce sa che apprezzo molto l’arte delle corde, ma di solito non amo particolarmente il bondage (l’erotismo delle legature) fine a sé stesso. Per me immobilizzare un corpo è un piacere e una bella esperienza estetica… ma si tratta solo del primo atto in un gioco di sensazioni e dominazione che in genere va molto al di là del semplice fare nodi. E quindi, vi chiederete, cosa sono andata a fare in un posto tutto dedicato a corde, &lt;em&gt;shibari&lt;/em&gt; (le legature in stile giapponese) e così via?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss87UR_MksI/AAAAAAAAABo/xxd7PbXOaso/s1600-h/gogna.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390592498597663426" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss87UR_MksI/AAAAAAAAABo/xxd7PbXOaso/s320/gogna.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;La risposta è semplice. Vedete, ridurre il gioco del bondage a pochi passaggi di corda ormai standard è una cosa che secondo me fanno solo le persone di poca fantasia. Certo, anche io so realizzare un bel &lt;em&gt;karada&lt;/em&gt; – cioè quella specie di rete di rombi sul corpo del soggetto – e sono piuttosto brava con gli hogtie, ossia le posizioni di incaprettamento. Però ho una creatività che va molto al di là di queste figure un po’ banali, e per fortuna questa mia stessa visione delle cose la hanno anche i tanti espositori e artisti che presenziano alla fiera.&lt;br /&gt;In realtà gli spettacoli dei numerosi “maestri di corde” li ho guardati solo di sfuggita, anche se qualche trucchetto interessante me lo sono segnato anch’io. Per me la Boundcon è stata soprattutto visitare gli stand di grandi aziende e piccoli artigiani che presentavano le loro diaboliche e affascinanti idee per intrappolare vittime volenterose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, è andata a finire che ho discusso a lungo con un produttore di gogne e tavoli di tortura per valutare se fosse in grado di realizzare un’ideuzza che ho in mente da un po’ di tempo. Poi ho fatto amicizia con un signore specializzato in camicie di forza: da quelle veramente utilizzate negli ospedali psichiatrici e nelle prigioni, a pezzi fetish di grande pregio che tuttavia non lasciano scampo neanche se sono fabbricate in latex o altri materiali insoliti. Dopo c’è stata quella coppietta carinissima che ha inventato la gabbia da viaggio, un oggettino che potrebbe essermi molto utile e che è capace di scomparire in una specie di grande cartella portadisegni nel giro di pochi minuti.&lt;br /&gt;Ho reincontrato con grande piacere un amico che è probabilmente il più grande collezionista di manette al mondo, e che da tempo cerca di convincermi a cedergli un pezzo molto speciale che tengo nel mio studio per gli amici più indisciplinati. Mi sono piacevolmente stupita nello spazio di un paio di personaggi che creano cappucci di contenimento, isolamento e punizione davvero geniali, che penso proprio entreranno a far parte dei miei giocattoli. E poi c’erano i venditori di fruste, di corsetti strettissimi, di macchinari da sospensione, di dilatatori fantasticamente crudeli… Insomma, è stato uno shopping davvero piacevole!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss866zHwh-I/AAAAAAAAABg/WsKsfBP9Lbc/s1600-h/scarpe.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 257px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390592060815345634" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss866zHwh-I/AAAAAAAAABg/WsKsfBP9Lbc/s320/scarpe.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Una parte della Boundcon è poi dedicata ai produttori di abbigliamento fetish, e come potevo resistere? Sapete bene quanto mi piacciano certi vestitini, così nella valigia sono finite nuove uniformi lucidissime, stivali con dei tacchi che… mmm… meglio non raccontarveli, o potrei provocare reazioni inappropriate! Dicevo, ho preso qualche scarpina che i miei amici feticisti adoreranno di sicuro (e in più di un senso!), guanti deliziosi, un po’ di frustini e scudisci davvero originali… fortuna che avevo provveduto a portare con me due dei miei schiavi più fedeli e resistenti, se no sarebbe stato molto difficile trasportare tutto fino in albergo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo shopping peraltro è stato molto proficuo anche in una serie di boutique per appassionati di erotismo che mi erano state segnalate da un caro amico che condivide i miei stessi interessi. Penso proprio che nei prossimi mesi vi farò sognare un po’ con qualche foto delle novità, ma naturalmente i più curiosi possono sempre venire a vederle di persona, prendendo appuntamento nel mio studio come spiego nell’apposita pagina del sito.&lt;br /&gt;L’unico aspetto poco riuscito della tappa a Monaco è stata… la stanchezza! Come sapete, girare le fiere è sempre piuttosto faticoso – e lo diventa ancora di più quando ci si sofferma a provare tanti strumenti sui corpi dei molti visitatori che non sembravano desiderare altro che offrirsi come mie cavie. Che dite? Sarà stato per via del look severo (molto severo…) ed elegante che avevo scelto per quei giorni, o per l’onore di poter soddisfare un capriccio di una celebre Signora italiana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mah, comunque sia il fatto è stato che proprio non me la sono sentita di partecipare al grande party che era stato organizzato nel club Bdsm più famoso della città. Dopo una giornata fra stand e seminari di bondage, ho preferito restare nella mia suite in compagnia dei miei valenti servetti, che hanno svolto alla perfezione anche i loro compiti di attendenti di camera e hanno potuto lavarmi, coccolarmi e far riprendere i miei stanchi piedini dalle fatiche della giornata. Credo che possiate tutti immaginare il modo, vero maialini miei?&lt;br /&gt;Comunque, piaceri privati a parte, la sosta a Monaco è stata piuttosto breve e presto sono dovuta ripartire per la seconda tappa del viaggio. Un breve volo verso nord, e sono atterrata a Berlino – che in Germania viene considerata un po’ la capitale del Bdsm e del fetish. Che dire… in effetti la fama è ben meritata!&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss872RJB_3I/AAAAAAAAAB4/AWP82saP-Lg/s1600-h/set2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390593082486030194" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss872RJB_3I/AAAAAAAAAB4/AWP82saP-Lg/s320/set2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Purtroppo vorrei tanto parlarvi ora di tutte le cose piacevoli e dei bei posti che ho potuto visitare in quella città, ma ho un appuntamento con una persona che mi ha supplicato di poter ammirare (dal basso, naturalmente…) proprio un paio di stivali provenienti da lì. Lui probabilmente pensa di cavarsela con qualche leccatina, ma tanto scrivere di bondage mi ha fatto giusto venire un paio di ideucce che voglio provare al più presto… &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-5094378291827471896?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5094378291827471896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5094378291827471896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2009/10/alla-fiera-del-nord.html' title='Alla fiera del nord...'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Ss87kMfNGnI/AAAAAAAAABw/SjZGn6njtNA/s72-c/set1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3495799610619007892</id><published>2009-08-27T00:52:00.001+02:00</published><updated>2009-08-27T00:52:37.438+02:00</updated><title type='text'>Divertirsi... ma sul serio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Credo che, dopo tutti questi mesi di blog, anche i più asinelli fra voi avranno capito che prendo la dominazione molto sul serio. Si tratta della mia più grande passione e mi sembra infatti giusto rispettarla come merita, senza ridurre tutto in burla: altrimenti sarebbe come se il primo violino di una grande orchestra si mettesse a fare le pernacchie nel bel mezzo di un’esecuzione… magari qualcuno potrebbe prenderlo per un simpatico originalone, ma la sua arte andrebbe a farsi friggere.&lt;br /&gt;Vi sembra un esempio troppo bizzarro? Eppure è quel che mi capita di vedere ogni volta che provo a leggere i vari siti Internet italiani dedicati al BDSM. Soprattutto nei forum e nelle cosiddette “community”, sembra che ci sia una gara a chi manda meglio in vacca ogni discussione. Qualcuno prova a fare una domanda seria? Ecco subito decine di sciocchi che lo prendono in giro. Qualcun altro parla della passione che mette nei suoi giochi erotici? Immediatamente arrivano altri che gli ricordano che “non bisogna prendersi troppo sul serio e siamo tutti qui solo per divertirci”. E io rimango perplessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il paragone con il violinista non vi è piaciuto ne faccio un altro molto più terra-terra. Immaginatevi di stare facendo sesso con la persona che più desiderate al mondo… e proprio sul più bello questa si mette a raccontare barzellette. Voi come reagireste?&lt;br /&gt;Personalmente, credo che un atteggiamento simile farebbe passare ogni voglia anche alla più assatanata delle pornostar. Eppure, se si guarda sul Web, l’approccio di tantissima gente nei confronti dell’erotismo della dominazione, per non parlare del feticismo, è lo stesso. Già gli antichi dicevano che il riso abbonda nella bocca degli stolti, però vedere che in tanti secoli non è cambiato nulla è un po’ deprimente. E anche questo è un motivo per cui non mi si vede mai partecipare a quei forum: come dicevo, prendo ciò che mi appassiona molto sul serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla parte opposta della barricata c’è però anche chi ha un’idea terribilmente funerea di certi passatempi. Forse li avete presente anche voi: sono quegli individui convinti che per giocare con le sensazioni estreme si debba essere cupi e tristi come morti viventi, o peggio ancora sempre arrabbiati o disgustati dal mondo. Ma come ci si potrebbe divertire con un atteggiamento simile?&lt;br /&gt;L’erotismo è sensualità, piacere (anche quando questo nasce magari dal dolore), godimento della mente se non anche del corpo… e che piacere potrebbe mai esserci in un’atmosfera da catacomba? A volte un po’ di scenografia può anche starci bene, ma attenzione a non confonderla con l’angoscia di un film dell’orrore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se scrivo tutto questo è perché una buona parte degli ospiti del mio studio ama esplorare con me situazioni di grande serietà: scenari infermieristici, giochi di crudele calpestamento sotto i tacchi, dominazione a volte anche molto dura… e quindi è abituata a vedermi in una veste adeguatamente severa. Questo fa anche parte del mio naturale carattere dominante, ma ciò non significa che sia una specie di extraterrestre che non sorride o non si rilassa mai. Semplicemente, c’è un luogo e un momento per tutto, e una Signora sa quale comportamento tenere in ogni occasione.&lt;br /&gt;A parte il fatto che ci sono anche molti giochi in cui è senz’altro più bello tenere un approccio un po’ più morbido, come per esempio tante pratiche di adorazione dei piedi, o alcuni tipi di teasing and denial (andate a cercarne il significato, pigri!), le occasioni in cui sciogliersi non mancano di certo. Lo sa bene chi ha avuto l’onore di accompagnarmi a una soiree, tanto per dirne una. Il fatto che indossasse una cintura di castità sotto lo smoking, o qualcun altro dei miei giocattolini, non vuol certo dire che io non fossi radiosa…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci sono naturalmente anche momenti in cui, senza rinunciare a un briciolo della dignità che mi contraddistingue, mi si può incontrare in versione ancora più amichevole. Uno di questi risale allo scorso luglio, ed è un’occasione che si ripropone ormai da qualche anno con mio grandissimo piacere.&lt;br /&gt;Mi riferisco all’ormai tradizionale cena estiva alla quale partecipano miei amici e anche devoti schiavi provenienti da tutta Italia. A organizzarla è il carissimo Zorz, sempre impeccabile nella cura di ogni dettaglio e gradevolissimo nell’amore che ha tanto per la buona tavola quanto per l’erotismo più raffinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un appuntamento nato da un normale invito per sfuggire alla calura estiva con un banchetto di pesce in una deliziosa località, che abbiamo replicato anno dopo anno invitando ogni volta qualche persona in più – selezionata com’è ovvio fra le più meritevoli. Questa volta eravamo in sedici, e ci sono state ampie occasioni di ridere, divertirsi in molti modi e passare in generale delle bellissime ore in ottima compagnia. Figuratevi che ormai anche il personale del locale si è rassegnato alle nostre piccole stranezze, e ha imparato a non fare caso agli strani rumori che giungono di tanto in tanto dal nostro tavolo.&lt;br /&gt;Se volete vedere Madame in pieno relax, momenti come quelli sono l’ideale. Non certo nella sacralità del mio studio, o durante una performance o nel corso di un fetish party: come dicevamo prima, quelle sono situazioni che meritano tutto il rispetto possibile, anche con l’attenzione e la concentrazione che meritano situazioni eccezionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico problema, se vogliamo metterla così, è che col trascorrere degli anni il passaparola attorno alla nostra cena estiva ha raggiunto fin troppe persone: tanti vorrebbero partecipare a un evento così speciale, ma non si può certo lasciarlo trasformare in una sagra di paese! Se per caso fate parte anche voi dei tanti candidati che quest’anno non hanno ricevuto il mio invito, forse potreste fare tesoro di qualche suggerimento utile.&lt;br /&gt;Il primo è di non aspettarvi di poter accedere a una tale ristretta cerchia di amici se non ci conosciamo più che bene. Quel che dico sempre anche ai tanti che mi si propongono come schiavi a tempo pieno o come servitori specializzati in compiti delicati è che rapporti speciali richiedono una fiducia speciale, e la fiducia si costruisce solo col tempo. Un’altra indicazione utile è di ripassare le buone maniere: non stiamo parlando di un pic-nic qualsiasi (che comunque avrebbe anch’esso le sue regole) e quindi è il minimo fare un po’ di bella figura. Poi vi converrà convincermi che possa valere la pena avervi al mio fianco… per caso siete ottimi camerieri, o autisti perfetti, o soavi intrattenitori, o avete qualsiasi altra caratteristica che meriti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dopo avere fatto il proverbiale esamino di coscienza desiderate ancora candidarvi, i modi per contattarmi li trovate nell’apposita pagina del mio sito. Se invece vi siete resi conto di avere qualcosa da imparare… beh, piccini miei… ormai dovreste sapere che conosco ottimi metodi rieducativi, no?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3495799610619007892?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3495799610619007892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3495799610619007892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2009/08/divertirsi-ma-sul-serio.html' title='Divertirsi... ma sul serio'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-1999577603719237018</id><published>2009-08-19T17:11:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T17:12:49.671+02:00</updated><title type='text'>Seminari americani</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Vi avevo promesso che avrei parlato della cosiddetta Scena di New York, cioè dell’insieme di chi condivide i nostri stessi gusti erotici e degli eventi che riuniscono queste persone. Tutti mi avevano detto che la città di New York (ricordavate tutti che NY è anche il nome dello stato, vero?) fosse cambiata molto da qualche decennio fa, quando era uno dei luoghi più entusiasmanti per chi pratica fetish, Bdsm e così via.&lt;br /&gt;Una volta si trattava infatti di una specie di Babilonia in cui era possibile trovare ogni genere di “perversione”… se avete presente per esempio certi video e certe foto di Madonna negli anni ’80 potreste avere un’idea di cosa stia dicendo. Personalmente non ho mai avuto modo di frequentarla troppo: anni fa mi era capitato di accettare un paio di inviti a feste private o weekend fra appassionati, ma non ero mai entrata in contatto con l’ambiente dei club e delle varie associazioni dedicate alla dominazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta invece ho avuto un po’ di tempo anche per questo, e devo ammettere che il panorama che ho trovato è forse anche più deprimente di quel che mi aspettassi. Come tutti sanno infatti negli anni passati c’è stata una grande campagna moralizzatrice che ha costretto alla chiusura molti locali, studi e negozi, e che ha spinto tante persone a vivere i propri hobby strettamente in privato. Anche la paranoia di cui parlavo la volta scorsa ha influito molto sull’atmosfera generale della Scena.&lt;br /&gt;Comunque, per farla breve ormai di club per chi ama l’erotismo “alternativo” ne sono rimasti ben pochi, che aprono solo poche sere alla settimana e che all’interno… sono rimasti quelli di una volta. Cioè molto spartani, bruttarelli e a dirla tutta piuttosto sporchi – solo che se dentro ci sono centinaia di persone in dresscode la cosa può essere anche accettabile, mentre quando gli ospiti sono molti meno di quanti se ne trovino alle feste italiane… beh, passa veramente la voglia di fermarsi a bere qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatta questa non entusiasmante esperienza mi sono quindi rivolta a esplorare il mondo delle associazioni. Anche qui non è andata benissimo, perché la maggior parte di quelle di cui il mio schiavo-segretario aveva trovato i recapiti non organizzavano alcun incontro nei miei giorni di permanenza a Manhattan, oppure non rispondevano proprio (bella serietà!). In compenso la segreteria della più “antica” (ha aperto nel 1971) e seria di tutte è stata disponibilissima, così una sera ho provato l’emozione di partecipare a un seminario made in U.S.A. sulla fustigazione.&lt;br /&gt;Ora, non so cosa vi aspettereste voi da un’occasione del genere. Io però sono una Signora, quindi sono andata all’appuntamento con un sobrio completino che a un’occhio malizioso avrebbe potuto ricordare la figura di una maestrina fetish (e voi non avete affatto occhi maliziosi, vero…?). Mi sono presentata con alcune delle mie fruste “da viaggio”, realizzate su misura da un paio di artigiani di fiducia, e con le migliori intenzioni di imparare qualcosa dai grandi saggi del settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginatevi quindi la mia perplessità quando ho scoperto che l’indirizzo indicatomi corrispondeva a uno di quei vecchi magazzini che si vedono sempre nei film polizieschi… avete presente quelli dove si svolgono di solito le sparatorie finali? Un edificio prefabbricato di due piani: l’aula era al piano superiore, ci si arrivava con una scala esterna e non era altro che un angolo di un piano quasi completamente vuoto, a parte qualche cassa di chissà che e una ventina di sedie simili a quelle che si trovano nelle nostre scuole.&lt;br /&gt;Sulle prime ho pensato che si trattasse di una scelta dovuta alla necessità di avere molto spazio per far schioccare le fruste senza doversi preoccupare di dar fastidio al vicinato col rumore… ma poi ho visto gli altri intervenuti e ho cominciato a farmi tutta un’altra idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vorrei darvi l’impressione di essere troppo snob. Uno degli aspetti più belli di esplorare le sensualità più particolari sta anche nello scoprire che il fascino non passa necessariamente dalla bellezza fisica: chi mi conosce sa benissimo che non sono proprio il tipo di donna che si lascia guidare dai pregiudizi. Tuttavia è anche vero che c’è un limite a tutto, e non c’è proprio modo di descrivere quel che ho trovato con parole più carine… la gente che c’era a quel seminario era davvero improponibile.&lt;br /&gt;Tolte un paio di persone assolutamente normali, quasi tutti i presenti erano gravemente obesi (ma va beh, in America si tratta di un’emergenza sanitaria conclamata…) e soprattutto con pessime abitudini d’igiene e cura personale. Chi si lamenta della qualità del pubblico degli eventi italiani lì sarebbe scappato a gambe levate… e confesso di averci pensato seriamente pure io. Ma a quel punto ero troppo curiosa di vedere come sarebbe andata a finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ve la faccio breve: è andata a finire che si è fatta moltissima teoria (utile, ma erano tutte nozioni che conoscevo già bene), nessuna pratica su bersagli vivi e ben poco esercizio in generale. Questo è dipeso da vari fattori. Il primo è che meno della metà dei presenti aveva pensato a portarsi dietro una frusta… ed è stato difficile trattenermi dal chiedere allora cosa fossero venuti a fare a un seminario sulle fruste, ma va be’.&lt;br /&gt;Inoltre ho scoperto con mio grande stupore che l’idea di “seminario” del Tes, cioè dell’associazione in questione, è di impartire una serie di regole da seguire pedissequamente. Questo va naturalmente benissimo finché si parla di regole fondamentali quali l’Ssc o le norme di sicurezza… ma va decisamente meno bene quando si pretende di impormi ogni dettaglio del gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provate a rileggere fra i miei vecchi post, dove spiegavo tutte le raffinatezze di come amo usare le mie fruste. E poi figuratevi come mi sono sentita quando la coppia di ciccioni che teneva la lezione ha preteso di impormi sciocchezze tipo “eh no, i primi colpi li si dà da qui a lì; Non si deve superare più di tot colpi; Durante la fustigazione devi tenere il soggetto in questa e quell’altra posizione”… Roba da pazzi!&lt;br /&gt;Naturalmente ho declinato l’invito e ho sopportato pazientemente che finisse il seminario, dopodiché ho chiesto a un paio di miei compagni di corso se gli incontri fossero sempre così dittatoriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene fuori che quello era un caso particolarmente esagerato, ma in generale sì. E il motivo è, ancora una volta, la paura radicata che qualche imbecille provochi dei danni durante un incontro di gioco, dica di avere imparato certe tecniche dall’associazione, e questa rischi pertanto di essere citata in giudizio dalla vittima. Si sa, negli Stati Uniti metà del tempo lo passano a mangiare porcherie, e l’altra metà a farsi causa l’uno con l’altro.&lt;br /&gt;In ogni caso il risultato finale è un’autoghettizzazione inverosimile, che ha prodotto anche il tipo di associati che vi ho descritto prima. In buona sostanza, pare che nella maggior parte dei gruppi “pubblici” che si occupano di queste cose siano rimasti solo gli appassionati più irriducibili – oppure coloro che non hanno alcuna altra forma di vita sociale e quindi si sfogano così, con altri reietti come loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto si potrebbero tirare tante utili conclusioni su questa vicenda, ma lascio a voi questo compito. Io invece ora vado a farmi un meraviglioso bagno di schiuma e a mettere alla prova la capacità di massaggiatrice della mia nuova aspirante schiavetta, dopodiché credo proprio che farò un po’ di esercizio di fustigazione come lo intendo io… senza un copione fisso ma gustandomi ogni minima sfumatura di ciò che accade e delle reazioni di chi sta sotto. Certi discorsi fanno venire delle voglie…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi invece ci risentiamo tra qualche giorno con una parentesi che non ha niente a che fare con gli Stati Uniti, ma che ho proprio il sospetto potrà piacervi molto. Lo sapete che quando si parla di piaceri sono un’esperta...&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-1999577603719237018?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1999577603719237018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1999577603719237018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2009/08/seminari-americani.html' title='Seminari americani'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3025603739674596132</id><published>2009-07-07T19:36:00.000+02:00</published><updated>2009-07-07T19:37:22.817+02:00</updated><title type='text'>La paura non ha confini</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Quanto tempo è passato! Erano mesi che non riprendevo in mano il blog e fa un effetto strano ritrovarsi alla tastiera… o meglio a dettare al mio schiavo-segretario questo nuovo post.&lt;br /&gt;Come dicevo l’ultima volta uno dei motivi di questa lunga pausa è stato dovuto a una serie di problemi tecnici che in realtà non sono ancora risolti del tutto, ma che non dovrebbero ormai dare più fastidio. L’altro è… la mancanza di tempo! Dall’ultima volta a oggi ho fatto in tempo ad andare negli Stati Uniti, curare la realizzazione di nuovi strumenti per lo studio, partecipare a diversi eventi, fare un interessantissimo tour della Germania, incontrare molte persone che meritano di essere raccontate anche qui… per non parlare dei normali impegni quotidiani di una Signora, fra cui cambiare parte della mia servitù fissa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi prometto che, un po’ alla volta, racconterò tutte queste avventure grandi e piccole. Come accade sempre a chi sa tenere gli occhi aperti e il cervello in funzione, ogni esperienza è preziosa per imparare cose nuove e per ragionare su ciò che già si sapeva – e siccome sono molto generosa sarà un piacere condividere con tutti i miei lettori le mie conclusioni, che potrebbero essere molto utili anche per voi e per realizzare i vostri sogni.&lt;br /&gt;Oggi però cominciamo con un ringraziamento a tutti i miei deliziosi fan, che hanno scritto o telefonato preoccupati come cuccioli sperduti a causa del mio “silenzio virtuale”. Non temete, piccini… Madame è sempre qui e, impegni permettendo, ha grande piacere a occuparsi delle vostre divertenti esigenze. Molto, molto piacere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora vediamo un po’ dove eravamo rimasti. L’ultima volta stavo partendo per un viaggio oltreoceano. A convincermi sono stati i ripetuti inviti di un mio fan di cui (purtroppo! La mia vanità femminile vorrebbe tanto rivelarne il nome…) non posso dire altro, ma sin dall’inizio avevo previsto che si trattasse di un viaggio sia di piacere che di… beh, sempre piacere, ma nel senso di normale turismo.&lt;br /&gt;In realtà visitare gli USA è stata anche l’occasione per vivere diverse esperienze legate alla dominazione e al modo in cui viene concepita dai nostri amici yankee. E credo che siano queste le cose che più vi interessano, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima osservazione che posso fare è, naturalmente, sulle assurdità delle procedure di cosiddetto “antiterrorismo” che hanno trasformato l’ex Paese della Libertà in un luogo ancora splendido e interessantissimo, ma soffocato da un assurdo senso di allarme continuo che ha provocato aberrazioni orrende.&lt;br /&gt;È chiaro che non ho niente contro la sicurezza in sé: nessuno vuole farsi male ed è giustissimo proteggersi… ma là si esagera. Mentre il cittadino medio mi è sembrato abbastanza tranquillo, anche se forse un po’ preoccupato dalle continue raccomandazioni “contro il pericolo di terroristi” che sono ancora più terrorizzanti degli estremisti veri, le autorità sono tutto un altro paio di maniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa più evidente è come ogni forma di polizia abbia perso il controllo. Mentre ero lì ho letto e visto in televisione notizie sconvolgenti di abusi da parte di personaggi che spesso erano vere autorità, ma più spesso pagliacci scatenati. C’è stato un sorvegliante di biblioteche che ha abbattuto col taser uno studente che non mostrava il tesserino; Guardie giurate che hanno distrutto le macchine fotografiche dei turisti dicendo che secondo loro si trattava di gente che preparava attentati (perché fotografavano un palazzo? Mah!); Un uomo che è morto in custodia della polizia aeroportuale perché gli avevano requisito delle medicine essenziali… e l’elenco potrebbe continuare.&lt;br /&gt;Anche la gente comune a volte è caduta nel panico. Ci credereste che a un certo punto una delle notizie più presenti in televisione riguardava una mamma di New York che è stata denunciata dai vicini… perché aveva fatto tornare il figlio di 10 anni a casa da solo con la metropolitana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, percorrere qualche isolato in metrò là è considerato un pericolo così incredibilmente tremendo che il dibattito sulla “colpevolezza” della signora – che poi è stata per fortuna ritenuta innocente, altrimenti sarebbe finita in prigione per abbandono di minori o qualche crimine del genere – è durato quasi due settimane. Chiaramente molti, fra cui il bambino stesso, erano esterrefatti: da quando in qua compiere normali azioni quotidiane deve ispirare tanto terrore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vi racconto tutto questo è perché si tratta di un atteggiamento che ho riscontrato in parte anche qui in Italia, e mi ha colpita solo perché in America è molto più evidente. La gente ha paura di rischi che, nella maggior parte dei casi, esistono solo nella loro fantasia. E stanno lì perché a furia di ripetersi e sentirsi ripetere che bisogna spaventarsi di tutto, la paura è diventata vera.&lt;br /&gt;Il problema è che tutto ciò non riguarda solo la dogana in aeroporto o il modo in cui vengono cresciuti i figli… dai e dai, questa paura di tutto è arrivata anche nel mondo del Bdsm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dimostrazione migliore è sfogliare la mia collezione di riviste sulla dominazione. Se prendo per esempio un numero di Club degli anni ’80, quando era la più venduta rivista su questi temi nel nostro paese, trovo foto, racconti e articoli che descrivono il “sadomaso” (all’epoca lo si chiamava ancora così) in termini molto chiari. Ci sono ruoli molto ben definiti: chi fa lo schiavo è uno schiavo. Non ha diritti, non ci si preoccupa delle sue sofferenze se non per goderne, spesso viene insultato, lo si sottopone a vere e proprie torture che a volte appaiono davvero un po’ grezze e brutali.&lt;br /&gt;Ora prendiamo la stessa rivista, che nel frattempo ha cambiato nome, così come viene pubblicata nell’anno di grazia 2009. Il concetto ripetuto più spesso è quello di consensualità, di rapporto quasi paritario in cui lo schiavo sì sta in ginocchio, ma non bisogna dimenticarsi che è una parte importante del gioco tanto quanto la Padrona. Si parla molto di sicurezza, che è una cosa sacrosanta quanto la consensualità, così molto spazio viene dedicato a spiegare come si fa a non fare danni: come non lasciare segni, come curare eventuali problemi, come stare attenti a questo e a quello. Tutte le pratiche sono ben catalogate: ogni gioco ha il suo strumento ideale, ogni cosa va fatta secondo tutti i crismi…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete notato niente? Io sì. Innanzitutto l’eccitazione e la sensualità sono andate a farsi benedire. Chi mi conosce sa bene che non sono certo una crudele sanguinaria, ma della spontaneità e l’intensità del gioco è rimasto ben poco – almeno secondo questo modo di presentare le cose.&lt;br /&gt;E c’è di più. Chi legge una cosa del genere comprensibilmente finisce col preoccuparsi a morte di problemi grandi e piccoli, di rischi più o meno probabili, di angosce di ogni genere. E scappa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scappa da tutte queste paure, si rintana nelle sue fantasie prive di ogni rischio, e rinuncia a realizzare quelle situazioni che magari sogna da una vita. Ma, naturalmente, sbaglia.&lt;br /&gt;La dimostrazione migliore è che negli anni Ottanta, così come oggi, nessuno è mai morto per avere fatto un gioco Bdsm. Non c’erano mutilazioni, ferite, disgrazie o altro. Ma questo non accadeva per miracolo, ma semplicemente perché è nella natura delle cose che adulti sani di mente non vadano ad ammazzarsi a casaccio, anche senza bisogno di continue raccomandazioni. Vi assicuro che anche allora le Mistress sapevano bene cosa fare e dove fermarsi, e tutti sapevano distinguere perfettamente il momento del gioco, in cui si possono usare atteggiamenti anche molto duri, da quello della normale relazione. E nessuno si preoccupava di fare chissà quali danni psicologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, è chiaro che sono la prima a conoscere l’importanza di principi come il famoso “Sano, Sicuro e Consensuale” oppure a studiare fin nei minimi dettagli come è meglio svolgere le varie pratiche e come usare i vari strumenti in tutta sicurezza. Non per niente chi viene a giocare con me lo fa perché sa di mettersi in ottime mani.&lt;br /&gt;Tuttavia trovo scocciante, a volte, dovere passare tempo prezioso a rassicurare le persone che non stanno per suicidarsi, ma per vivere un’esperienza che può a volte essere dolorosa o estrema, ma anche del tutto innocua. Ed è tutta colpa di questo culto del terrore a tutti i costi, che si è insinuato in ogni parte delle nostre vite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete la verità? La vita è molto meno pericolosa di quel che si crede – purché si prendano naturalmente un minimo di accorgimenti a cui puoi arrivare qualunque persona di buon senso. Potete lasciar giocare vostro figlio all’aperto, potete prendere un aereo senza il panico che qualcuno lo faccia scoppiare, e potete anche godervi di tanto in tanto il gusto di lasciarvi dominare e maltrattare un po’ senza inutili paure.&lt;br /&gt;Anche perché se no poi finite col comportarvi come certe persone che ho visto in un locale di New York. Ma di questo parliamo la prossima volta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3025603739674596132?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3025603739674596132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3025603739674596132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2009/07/la-paura-non-ha-confini.html' title='La paura non ha confini'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6549634325289941428</id><published>2008-10-03T21:32:00.000+02:00</published><updated>2008-10-03T21:33:28.412+02:00</updated><title type='text'>Parassiti e dentisti</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Questo mese il blog va un po' a rilento, ma ci sono ottimi motivi per questo. Uno sono i problemi tecnici che hanno colpito tutto il sito, e che per fortuna sono quasi del tutto risolti; l'altro è la preparazione al mio tour statunitense, per cui c'è parecchio da lavorare.&lt;br /&gt;Tutto ciò mi costringe a essere piuttosto breve anche oggi, benché ci sarebbero un sacco di argomenti di cui vorrei scrivere. Fra tutti mi tocca così sceglierne solo uno, che però è abbastanza divertente. Oggi si parla di parassiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non fate quelle facce schifate. I parassiti di cui parlo sono del tipo umano, di solito si muovono da soli e non fanno troppi danni, anche se a volte riescono a essere parecchio invadenti. Mi riferisco in particolare a un tipo di personaggio con cui ho regolarmente a che fare almeno un paio di volte al mese, via mail o telefono. Lo svolgimento delle cose è più o meno sempre lo stesso: il tizio si presenta con discrete referenze, spiega di essere un grandissimo appassionato di dominazione, di avere un carattere profondamente e completamente sottomesso, eccetera eccetera.&lt;br /&gt;Dopo tanto tempo ho imparato che la sua mossa successiva sarà propormi di diventare mio schiavo a tempo pieno (cosa di cui ho già parlato in passato: andate a rileggervi il blog), quindi lo anticipo: "No, guarda, non prendo a servizio nessuno che non abbia avuto modo di conoscere e provare molto bene, quindi la prima cosa che devi fare è come minimo venire a fare qualche sessione nel mio studio". A questo punto metà dei soggetti rinuncia a ogni speranza, ma quelli di cui stiamo parlando continuano ancora più entusiasti. “Appunto, Madame! Era proprio questo che volevo proporle…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui scatta il problema, perché su dieci persone che mi fanno questo discorso solo un paio ha veramente intenzione di comportarsi seguendo il buon senso e quello che può facilmente vedere scritto anche sul sito nella pagina dei contatti. Gli altri otto in realtà mi lasciano appena il tempo di rispondere che devono prendere un appuntamento e concordare il tipo di servizio più congeniale… e poi partono con la scena madre.&lt;br /&gt;“Ma come! Ma allora lei è solo una truffatrice! Sul sito c’era scritto diversamente!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“C’era scritto cosa, scusa?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che lei non faceva dominazione finanziaria! Che non era una di quelle che vogliono spillar soldi ai ‘veri’ schiavi come me…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, è una fortuna che sia una Signora, altrimenti arrivati a quel punto metterei giù il telefono o chiuderei la mail. Invece mi prendo la briga di chiarire le cose, e lo faccio talmente spesso che ho pensato fosse il caso di farlo anche una volta per tutte sul blog. Allora…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte il fatto che chi mi legge dovrebbe sapere bene come considero coloro che si definiscono “vero” qualcosa, se si dedicassero dieci secondi di tempo a leggere veramente quel che c’è scritto sul mio sito non ci dovrebbe essere alcun dubbio. Innanzitutto, confermo, giuro e sottoscrivo di odiare con tutte le mie forze il concetto di “dominazione finanziaria” e le delinquenti (perché di reato si tratta) che la praticano. Pretendere denaro – e spesso più di quanto la vittima si possa permettere – in cambio di niente o addirittura di un vero e proprio danneggiamento della sua vita sociale è un comportamento vergognoso, che non ho mai avuto né mai avrò.&lt;br /&gt;Detto questo, è fuori di dubbio anche che la dominazione mi piaccia davvero, e molto. Se così non fosse, vi assicuro che dedicare così tanta parte della mia vita a queste pratiche, questo stile d’abbigliamento, questi ambienti, questo giro di persone… sarebbe insopportabile! Stando così le cose, è quindi chiaro che nella mia vita privata mi diletti con grande piacere del dominare uomini e donne, che con altrettanto grande piacere mi offrono i loro corpi e le loro menti per giocare come in una qualsiasi normale relazione fra adulti. Siccome nelle normali relazioni, appunto, non s’è mai visto che un partner si faccia pagare dall’altro, ovviamente anche in questo caso non pretendo nemmeno un centesimo da nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c’è un ambito completamente diverso che riguarda la mia vita professionale. Non dovrebbe essere un concetto difficile: avete mai visto un chirurgo che torna a casa e si mette a operare in tinello? Avete mai sentito parlare di operai che la notte invece di andare a dormire passano il loro tempo libero a proseguire il lavoro che hanno lasciato in catena di montaggio? Certo che no: lavoro e vita privata sono due cose differenti.&lt;br /&gt;Solo che il mio lavoro, che ho scelto proprio perché mossa da una grandissima passione, consiste comunque di giochi di dominazione, feticismo e così via. Il mio lavoro consiste nel mettere a disposizione di persone che desiderino vivere le loro fantasie BDSM o fetish tutto quel che serve per realizzarle: ambiente, attrezzature, abbigliamento, tempo… e soprattutto esperienza. La mia esperienza. Anche questo non è un concetto complicato da comprendere: se vi fa male un dente andate da un dentista, per esempio, che mette a disposizione il suo studio, i trapani, camice e mascherina, tempo e la sua esperienza conquistata con anni di studio e lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, quello che non entra in testa ad alcune persone è che io sono come quel dentista: soddisfo un particolare tipo di richieste, mando i miei clienti a casa felici (anche se un po’ doloranti, a volte) e naturalmente chiedo il giusto compenso per ciò che ho messo a disposizione. La differenza col dentista è che, in genere, io sono molto più gradevole – o spietata, a seconda dei casi – e spesso riesco a creare con le persone che si rivolgono a me un bel rapporto di amicizia, una relazione che forse è più simile, se vogliamo mantenere la metafora medica, con quello che potreste avere con una psicologa.&lt;br /&gt;Ciò tuttavia non vuol dire che possa lavorare gratis, come minimo perché lo studio, le attrezzature, gli strumenti, gli abiti e così via hanno un costo e nessuno (purtroppo) me li regala. Questa è semplicemente la differenza che c’è fra una professionista che garantisce una prestazione – naturalmente non di tipo sessuale, sarà meglio chiarire anche questo! – di altissima qualità e qualcuno che si atteggia a dominatrice improvvisata. Se avete ancora qualche dubbio, la prossima volta che avete una carie che vi fa male provate un po’ a vedere se sceglierete di andare dalla prima persona che passa con un paio di pinze in mano oppure preferirete il vostro dentista di fiducia…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6549634325289941428?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6549634325289941428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6549634325289941428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/10/parassiti-e-dentisti.html' title='Parassiti e dentisti'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-1874810468891587093</id><published>2008-09-04T13:52:00.000+02:00</published><updated>2008-09-04T13:54:00.226+02:00</updated><title type='text'>Cose da donne</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Non vedo l’ora che torni il fresco autunnale. Come avete letto nei post precedenti naturalmente apprezzo anche io il sole, i bagni e tutto il resto… ma finché fa questo caldo purtroppo molti miei abiti fetish sono costretta a indossarli solo in ambienti con aria condizionata… ed è un gran peccato. A proposito: colgo l’occasione per sfatare qualche mito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Il più grande è che non ci siano donne che indossano sempre abiti fetish. Di solito chiedendo in giro si ottengono infatti risposte tipo “ma sei pazza? Tacchi così alti per stare in casa o uscire per commissioni?” oppure “io il latex e il cuoio li indosso solo per le feste fetish: in casa sto in tuta da ginnastica!” Beh… in realtà le cose sono un po’ diverse. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;È chiaro che neanche io sto ventiquattro ore al giorno agghindata in tute di lattice. Però c’è una bella differenza fra “non indossare sempre abiti fetish” e “non avere sempre voglia di indossare abiti fetish”. Io, come qualche cara amica, appartengo alla seconda categoria: se ogni tanto mi metto qualcosa di un po’ più banale è solo per necessità – per esempio se devo incontrare qualcuno che potrebbe non apprezzare quel tipo di estetica – ma ciò non toglie che non preferirei di gran lunga corsetti e stivali, o qualche altro capo del mio guardaroba “speciale”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;La congiura che ha diffuso l’assurda leggenda urbana che alle donne non piaccia vestirsi sempre così ha ben altri motivi di esistere, ed è questo il tema di cui parliamo oggi. Il fatto è, cari miei, che alle donne quell’abbigliamento piace eccome. Sono però le donne a essere sempre meno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Naturalmente c’è molta ironia in quel che sto scrivendo, ma è vero. Come dicono sempre più studi affidabilissimi (ma basterebbe guardarsi intorno), la femminilità è qualcosa di sempre più raro da incontrare. E naturalmente “femminilità” non vuol dire atteggiarsi a manichini da sfilata o dedicare la propria vita ad adeguarsi ai parametri richiesti per “sfondare” come velina. Ciò di cui sto parlando io è qualcosa molto diverso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Essere femminili per me è vivere pienamente la propria natura di donna. Conoscere le proprie caratteristiche, valorizzarle, sfruttarle e comportarsi di conseguenza. Non c’entra niente col fare discorsi “da femminista” o col dedicarsi ad attività cosiddette “da donna”, ma solamente con l’essere sé stesse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Per esempio, una donna-donna non sarebbe mai così stupida da non valorizzare il proprio corpo. Siamo le creature più affascinanti del mondo: è un grandissimo vantaggio che abbiamo sugli uomini… e allora perché mai dovremmo rinunciarci vestendoci come dei fantocci, dimenticando cosa sia il trucco e “lasciando andare” corpi così sexy? Eppure basta guardare fuori dalla finestra per vedere migliaia, anzi milioni, di creature più simili a patate che a donne… e la cosa mi mette una tristezza che non vi dico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Qui mi ricollego al discorso iniziale, sul fetish. Parlando con diverse persone mi sono resa conto infatti che in Italia la gente non sa nemmeno cosa significhi, la parola “fetish”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Ho l’impressione che a quella parola sia stato dato il significato di “vestito di gomma o con i tacchi alti”… ma non è affatto quello! È chiaro che certi tipi di materiali e di accessori siano più “fetish” di altri… ma qui si sta confondendo la causa con l’effetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;In realtà fetish vuole dire “cura feticistica dei dettagli”, naturalmente allo scopo di essere sensuali ed eccitanti. Siccome si vuole essere sexy, allora ci si veste in un certo modo. Non è che ci si veste così ed è bella che finita. Anzi, può capitare che chi confonde le cose si butti addosso il primo corsetto che trova, oppure “si vesta strano”… e faccia solo una pessima figuraccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Il particolare sta tutto nella parola “dettagli”. È inutile fare come certe ragazze che magari sarebbero bellissime, ma poi si presentano con trampoloni che non metterebbe neanche una battona portoricana. È inutile avere l’abbigliamento più fetish del mondo se poi sopra c’è un’espressione da pesce lesso. È inutile atteggiarsi a gran dominatrice se poi non si ha nemmeno l’attenzione per tenere in ordine lo smalto delle unghie tutto smangiato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Creare un look fetish è molto di più che mettere insieme un paio di capi particolari. Si tratta di scegliere accuratamente i materiali, i colori, l’immagine generale, il trucco più adatto, l’atteggiamento, i movimenti giusti, i particolari, gli accessori… Si tratta di una vera e propria arte, e in effetti è proprio lì che sta il divertimento. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family:Verdana;color:black"&gt;Ciò significa anche che una donna capace di curare questi aspetti può essere molto più fetish indossando un normale tailleur di quanto non lo sia la più tonica delle cubiste… e la differenza sta tutta nella testa. Come dicevo all’inizio, sono cose da donna – il problema è solo che ci sono poche vere donne in giro. Ma se siete già venuti a trovarmi probabilmente cosa sia una vera Signora lo sapete già, vero?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-1874810468891587093?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1874810468891587093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1874810468891587093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/09/cose-da-donne.html' title='Cose da donne'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6345685170949703984</id><published>2008-08-25T17:49:00.000+02:00</published><updated>2008-08-25T17:50:09.492+02:00</updated><title type='text'>Il porno che ci voleva</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Oggi si parla di libri. Considerate pure questo post una specie di “consigli per gli acquisti”, con la differenza che nessuno mi paga (ahimè) per fare pubblicità e che non sono coinvolta in alcun modo con gli autori, l’editore o altri.&lt;br /&gt;Il libro in questione è in realtà un’opera a fumetti divisa in tre volumi. Si intitola &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.magicpress.it/php/mostra-980.html"&gt;Lost Girls - Ragazze perdute&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; ed è così particolare che un po’ del mio blog se lo merita tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire come mai mi sia piaciuto tanto sarà meglio cominciare dall’inizio, e cioè dall’osservazione che, di solito, la pornografia fa abbastanza schifo. Non per quello che rappresenta, per chi la realizza e così via (se volete di questo parliamo un’altra volta), ma proprio perché è brutta. Normalmente infatti ci sono gran foto di sessi in primo piano, ma dopo avere compiuto vent’anni bisogna riconoscere che di eccitante non è che abbiano molto…&lt;br /&gt;Certo, in alternativa ci sono delle splendide opere di raffinato erotismo in cui le foto sono meravigliose, artistiche, creative e tutto quel che volete voi… ma anche in questo caso hanno il non trascurabile difetto di fare un gran figurone in una galleria d’arte ma essere eccitanti quanto un Picasso – cioè neanche un po’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E vogliamo parlare dei cosiddetti libri erotici? Alcuni “classici dell’erotismo” sono francamente delle pizze noiosissime, scritte fra l’altro con uno stile da romanzetto Harmony. Altrimenti ci sono proprio i racconti porno, che bisogna anche riconoscere che sanno essere eccitanti, ma in quanto a trama fanno pietà. Se devo essere sincera, per passare qualche momento piacevole faccio senz’altro prima a chiudere gli occhi e scatenare la fantasia piuttosto che leggere per la miliardesima volta la storiella della ricca borghese che scopre di essere una zozzona (se va bene) o della casalinga che tradisce il marito con l’idraulico (quando va male).&lt;br /&gt;Insomma, la conclusione è questa: come dicevo all’inizio, la pornografia fa abbastanza schifo. Capirete che, per una che dedica alla sensualità quasi ogni attimo della propria vita, è un problemino forse non gravissimo, però sicuramente fastidiosetto anziché no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È qui che entrano in scena Alan Moore e la sua compagna Melinda Gebbie. Lei è una illustratrice di cui a dirla tutta non avevo mai sentito parlare, mentre lui è uno sceneggiatore e scrittore di cui invece ho sentito parlare fin troppo da diverse mie conoscenze. Scherzo, naturalmente: in realtà è stato uno degli argomenti di conversazione preferiti da un paio di amici che amano molto il mondo dei fumetti.&lt;br /&gt;Senza farla troppo lunga, diciamo che fa parte di quella ristretta cerchia di autori che circa vent’anni fa ha preso un genere moribondo, noioso e infantile come quello dei fumetti e ne ha fatto una vera e propria forma d’arte letteraria “come si deve”, grazie a stile e argomenti di tutto rispetto. E un giorno ha fatto la mia stessa osservazione: ma è mai possibile che tutta la pornografia debba essere così mal fatta, e non ci sia nemmeno un’opera che abbia un valore almeno un pochettino artistico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rispondere ci ha messo quasi quindici anni (anche perché nel frattempo aveva il suo bel da fare a casa, dove lui e Melinda erano “fidanzati” con un’altra ragazza che viveva con loro), ma alla fine è venuto fuori il libro di cui stiamo parlando.&lt;br /&gt;Se so tutte queste cose è perché me le ha raccontate un gentilissimo libraio, e credo che se non me le avessero dette forse non avrei neanche acquistato i tre volumi. Diciamolo: lo stile di disegno, o meglio i vari stili usati, non è che mi facciano proprio impazzire. Non sono brutti, ma sono di un genere un po’ naif che si adatta benissimo alla trama, ma… boh, non so. Non è il mio genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la trama, allora? Cosa si è mai inventato Moore per creare il suo capolavoro porno?&lt;br /&gt;Presto detto: subito prima della prima guerra mondiale c’è un albergo sulle Alpi in cui si ritrovano tre donne. Una è una nobile inglese lesbica, raffinata e mezza pazza; una è una campagnola americana in cerca di riposo e compagnia, e l’ultima è la moglie di un ingegnere (o era un diplomatico?) repressissimo, noiosissimo e molto più vecchio di lei. Le tre fanno amicizia, cominciano a raccontarsi i loro passati e, visto che non c’è neanche molto altro da fare, finiscono prontamente a far sesso insieme. E vi risparmio le vicende di tutti i personaggi secondari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui sarebbe una storiella poco migliore del più dozzinale degli Emanuelle, se non fosse per qualche bel particolare.&lt;br /&gt;Il primo è che le donne sono, rispettivamente, le protagoniste di &lt;em&gt;Alice nel paese delle meraviglie&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;il Mago di Oz&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Peter Pan.&lt;/em&gt; Le storie che raccontano sono le favole che tutti conosciamo, ma “vere”: garantisco che non guarderete più con gli stessi occhi la fatina Campanellino o il Cappellaio matto.&lt;br /&gt;L’altro aspetto interessante è l’ambientazione storica, con tutto quel che riguarda non solo lo scoppio della guerra ma anche episodi affascinanti come la “prima” della Sagra della primavera o le l’atteggiamento della legge nei confronti degli omosessuali. Si parla dell’effetto che ha fatto la prima edizione di certe opere di Oscar Wilde, dello stile di alcuni illustratori licenziosi, di tanti spunti culturali che nessun altro lavoro, né “erotico”, né “porno” ha mai avuto prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bello è che però non si tratta solo di un romanzo per intellettuali, ma è un’opera sinceramente pornografica in cui succede di tutto, si vede di tutto e si immagina ancora di più. Ci sono naturalmente tante situazioni di dominazione, feticismo e così via, ma me le aspettavo: dopo tutto sono il sale della vita, no?&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda posso quindi dire che la missione è stata compiuta perfettamente. Ragazze perdute è eccitante, intrigante, stimolante, colto e tutto quel che manca(va) dal mondo del porno fino a oggi.&lt;br /&gt;Pensateci, la prossima volta che girate su Internet in cerca di fotine di donnacce nude… Forse dovreste essere puniti per la vostra superficialità, vi pare? &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6345685170949703984?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6345685170949703984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6345685170949703984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/08/il-porno-che-ci-voleva.html' title='Il porno che ci voleva'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-1870052449875401237</id><published>2008-08-13T16:20:00.001+02:00</published><updated>2008-08-13T16:37:44.092+02:00</updated><title type='text'>Segni di eccitazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A volte mi chiedo se sono solo io a conoscere tanta gente diciamo… “strana” o se è il mio fascino ad avere tutta la colpa quando chi mi sta vicino sembra spegnere il cervello. Volete un esempio pratico? Allora parliamo di Giorgio.&lt;br /&gt;Giorgio, che ovviamente non si chiama affatto così ma ha diritto alla propria privacy tanto quanto chiunque altro, è un amante del &lt;em&gt;caning&lt;/em&gt;. Ci siamo visti qualche giorno fa per una massiccia sessione di questa pratica e… Come dite? Non sapete cosa sia il caning? Allora provvediamo subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto per cominciare, il caning non c’entra niente con i cani ma ha a che fare con il &lt;em&gt;cane&lt;/em&gt;, che in inglese significa “canna”, “bastone” o “bacchetta” e si pronuncia “chein”. Qui potrei farvi una lunga lezione sulle origini, la storia e le mille interessanti variazioni del caning, ma non mi pare il caso di esagerare: vi sto già regalando un corso di inglese, e francamente oggi non ho molta voglia di fare la maestrina. Se vi interessa farvi una cultura (e ve lo consiglio vivamente) potete studiare un po’: in giro ci sono ottimi libri sul BDSM.&lt;br /&gt;Quel che vi serve sapere per adesso è che nel caning c’è qualcuno che le prende e qualcun’altra – cioè me – che le dà, rigorosamente con una bacchetta flessibile scelta dalla mia vasta collezione, e rigorosamente sulle natiche. Anche se si può fare questo gioco solo a livello di recita e gioco di ruolo, il caning è una pratica normalmente molto dura, intensa e dolorosa, che riservo solo ai veri masochisti. Come Giorgio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti lui è arrivato, si è calato i pantaloni seguendo le mie severe istruzioni (e dovreste sentire che voce tagliente mi viene in certe situazioni) e si è piegato a 90 gradi su uno dei miei cavalletti. Vi risparmio tutti i dettagli dell’incontro, che è stato estremamente piacevole anche grazie al fatto che Giorgio è una di quelle persone che non si limita a vivere passivamente le cose ma partecipa con grande intelligenza nel creare l’atmosfera giusta.&lt;br /&gt;La cosa importante è che a cose fatte il mio pregevole amico aveva, come previsto e come è sempre accaduto nei nostri incontri, dodici belle strisce violette sul sedere. Da sinistra a destra, perfettamente orizzontali e parallele fra loro. Come è nostra abitudine abbiamo ancora scambiato poche chiacchiere, dopodiché ha finito di rivestirsi e si è diretto alla porta… sulla quale si è fermato pallido come un cencio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Madame, ho fatto una terribile stupidaggine,” mi ha detto, e io chiaramente ho cercato di capire cosa l’avesse spaventato tanto. “Sapendo che sarei venuto a trovarla mi sono eccitato così tanto che mi sono dimenticato di una cosa importante.”&lt;br /&gt;“E di cosa?” gli ho chiesto.&lt;br /&gt;“Fra tre giorni ho appuntamento con una ragazza che… insomma… mi vedrà nudo. Lei non sa niente di questa mia passione e se vede i segni chissà cosa potrebbe succedere della nostra storia. Mentre venivo qui mi ero ripromesso di chiederle di essere più leggera del solito, ma poi non l’ho fatto e ora non so cosa fare per rimediare!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capito a cosa mi riferivo quando parlavo di cervelli scollegati? Purtroppo, o per fortuna, questo non è il primo caso di questo tipo in cui mi sono imbattuta. “Purtroppo” lo dico perché mi piacerebbe tanto potere avere un po’ più di fiducia nell’umanità che mi circonda; “Per fortuna” invece lo dico perché col tempo ho studiato anche il modo migliore per fare sparire in fretta i segni di giochi anche molto intensi.&lt;br /&gt;Chiariamoci: non ho la bacchetta magica (anche se Giorgio direbbe di sì) e non faccio miracoli, però sapere come funziona il corpo umano serve, e poiché so bene che anche a molti miei lettori può far comodo sapere come nascondere certi segni… ecco la ricetta niente affatto segreta di Madame Ingrid, così come l’ho riferita anche a Giorgio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto, bisogna sapere che “i segni” sono formati da due fenomeni diversi e indipendenti. Il primo è rappresentato dai traumi della pelle, cioè abrasioni, taglietti, graffi e così via. Il secondo, soprattutto nel caso di impatti violenti e concentrati come quelli del caning, è costituito dalla rottura dei capillari sottopelle.&lt;br /&gt;I capillari sono minuscoli vasi sanguigni: se si rompono il sangue fuoriesce fra i tessuti e forma un livido. Ovviamente il livido segue la forma dei vasi danneggiati, quindi fino a che i capillari non si rinsaldano come prima (di solito in poche ore) e finché il versamento non viene riassorbito (di solito qualche giorno) rimane l’impronta del colpo preso. Scommetto che ve ne eravate già accorti, ma è sempre meglio chiarire le cose…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora che le cose sono chiare, vediamo quindi come accelerare la guarigione dei due fenomeni di cui abbiamo parlato. Cominciamo con le lesioni superficiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rimettere in sesto la pelle la cosa migliore da fare è bere molta acqua e mettere a disposizione delle sue cellule tutte le vitamine di cui ha bisogno per rigenerarsi. Qui potrei farvi un lungo discorso su quali tipi di vitamine prendere… ma la cosa più semplice è andare al supermercato e prendere una confezione di quegli integratori multivitaminici che contengono proprio tutto. Due pillole al giorno e potete stare tranquilli di avere fatto tutto il possibile, almeno dal punto di vista della chimica. Per i biologi in ascolto che si sono appena scandalizzati: lo so che due pillole sono più di quanto il corpo possa metabolizzare. È proprio per questo che suggerisco di esagerare: tutte le vitamine in eccesso verranno semplicemente “ignorate” dall’organismo, purché questa cosa delle due pastiglie non diventi un’abitudine a lungo termine.&lt;br /&gt;Altre cose da fare sono smettere di fumare, astenersi dagli alcoolici, usare una pomata tipo Cicatrene per favorire in ogni modo il lavoro di “riparazione”, evitare gli stress, riposare il giusto e, se possibile, esporre per un po’ la cute alla luce del sole (senza però scottarsi!). Più di così non si può fare, ma vedrete che è più che sufficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare sparire i lividi invece l’importante è soprattutto agire prima ancora che si formino, per limitare i danni. L’obiettivo è evitare che il sangue si accumuli in masse dalla forma troppo definita, pertanto…&lt;br /&gt;Se il colpo l’avete preso da pochi minuti fate un impacco di ghiaccio (per chiudere i capillari e limitare il versamento) e massaggiate la parte (per distribuire l’ematoma).&lt;br /&gt;Se sono passati più di cinque minuti invece l’impacco deve essere caldo, e bisogna sempre massaggiare.&lt;br /&gt;In entrambi i casi servono liquidi, vitamine e tutto quello che ho già elencato prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come già detto non aspettatevi miracoli, ma facendo tutto questo i segni scompaiono molto più rapidamente del normale – e mantenendo buone abitudini per quanto riguarda alimentazione e vizi vari vedrete che anche la pelle si segna di meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgio non mi ha ancora fatto sapere come è andata a finire con la sua amica. In ogni caso però per lui ho tenuto da parte il consiglio più valido di tutti, che gli farò senz’altro mettere in pratica: di bacchettate non limitarsi a dodici ma prenderne molte di più e molto più spesso!&lt;br /&gt;Non ho alcun dubbio che la pelle gli diventerà decisamente più resistente – e soprattutto che così prenderà l’abitudine di non spegnere il cervello quando mi viene a trovare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-1870052449875401237?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1870052449875401237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1870052449875401237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/08/segni-di-eccitazione.html' title='Segni di eccitazione'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6804789706051817232</id><published>2008-08-08T19:29:00.000+02:00</published><updated>2008-08-08T19:30:09.044+02:00</updated><title type='text'>Terapia di coppia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Edizione speciale del blog… dal bordo di una piscina, dove con qualche difficoltà dovuta ai riflessi del sole sullo schermo mi sto divertendo un mondo a essere, una volta tanto, più lenta che posso nello scrivere. Naturalmente c’è un motivo, così come c’è un ottimo motivo per aver fatto tirar fuori da uno sgabuzzino il mio primo computer da viaggio, che è lento, è superato, ma ha l’immenso pregio di essere molto pesante.&lt;br /&gt;Il punto è che il computer lo sta reggendo con gran fatica uno schiavo inginocchiato di fronte a me, appena al di fuori della gradevole frescura del mio ombrellone. Un’oretta fa aveva già la schiena rossa come un’aragosta in pentola per via del sole impietoso, e a giudicare da come gli stanno tremando i muscoli delle braccia per lo sforzo (ho scelto per lui una posizione davvero scomoda… non sono deliziosa?) sta davvero passandosela male. Se solo non fosse bendato sono sicura che ne potrei apprezzare le lacrime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre lui soffre e io mi gusto una bella granita alla menta sarà il caso che vi spieghi come mai mi trovo in questa situazione. La piscina, piccola ma molto carina, è quella della casa di campagna dello schiavo. O meglio: della sua Padrona, che non sono io, e dello schiavo, che l’ha sposata più di dieci anni fa. Lei in questo momento sta crogiolandosi al sole su un materassino che galleggia sull’acqua, con un sorriso beato sul volto.&lt;br /&gt;È stata lei che mi ha invitata a passare questa giornata di vacanza in loro compagnia, in modo che la aiutassi a risolvere un piccolo problemino famigliare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete sapere che capita con una certa regolarità che io venga contattata da coppie che praticano la dominazione da tempo e sarebbero felicissime se non fosse per un problema abbastanza diffuso. Il fatto è che quando due persone hanno un rapporto serio ovviamente si sviluppa un’intimità, una complicità, un affetto che vanno molto al di là dei piaceri del sesso e tutto ciò che vi gira attorno. Quando però si ama tanto una persona, è reazione del tutto umana non volerla far soffrire troppo – neanche se si è sadici e il partner è masochista.&lt;br /&gt;A parte casi limite in cui la coppia proprio smette di dare aria alle fruste, è abbastanza comune che l’intensità dei giochi diminuisca un po’. Insomma, è lo stesso fenomeno per cui da fidanzatini si copula come ricci in calore e da sposati si finisce col fare sempre meno sesso. In entrambi i casi resta tuttavia il fatto che fare sesso, così come dare e prendere frustate (e tutti gli altri giochi di dominazione) restano attività piacevoli che è un peccato accantonare. Ed è qui che entro in gioco io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le coppie che mi contattano si rivolgono a me perché sanno che la dominazione mi piace tantissimo, ma ovviamente non ho coinvolgimenti affettivi con loro. Di conseguenza, sono la persona giusta per torturare senza pietà (e proprio come vogliono loro) il partner sottomesso mentre quello dominante si diverte a guardare, o a partecipare, sapendo bene che non sta succedendo niente di pericoloso. Né per il fisico della mia “vittima”, né per l’equilibrio del loro rapporto.&lt;br /&gt;In altre parole, è una specie di terapia di coppia dove però si perde meno tempo, ci si diverte molto di più e spesso nascono anche belle amicizie, come direi proprio che sta accadendo in questo caso. Oddio… se questo schiavo continua a tremare a questo modo e a farmi sbagliare a digitare sui tasti mi sa che con lui non sarò poi molto amichevole… ma è proprio quello che vogliamo tutti, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra poco, appena finito qui, lo aspettano un po’ di colpi di frustino sulle scottature e un bel giochino in cui lui dovrà trainare il materassino stando a quattro zampe sul bordo della piscina… e usando una cordicella attaccata a delle pinzette che devo ancora decidere se mettergli ai capezzoli o altrove. La mia ospite in effetti credo preferisca “altrove”, visto che mi aveva chiesto se potesse essere una buona idea fare il possibile perché la scottatura da sole riguardasse anche i non disprezzabili genitali del maritino.&lt;br /&gt;In realtà non credo che sia molto elegante vederli tutti spellati nei prossimi giorni, quindi mi sa che ripiegherò sul Piano B: stasera grigliata in giardino, con lo schiavo nudo bene esposto alla luce e alle zanzare mentre noi due ceniamo sotto al loro piccolo gazebo con zanzariera. E guai se prova a muoversi per scacciarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dite? Sono troppo cattiva? Ma figuriamoci! E poi non avete idea di che cosa stia meditando per rendergli la nottata una vera tortura…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6804789706051817232?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6804789706051817232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6804789706051817232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/08/terapia-di-coppia.html' title='Terapia di coppia'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-8733283298324527493</id><published>2008-07-31T15:49:00.000+02:00</published><updated>2008-07-31T15:50:23.522+02:00</updated><title type='text'>Fuochi di paglia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Questo è un post dovuto e meritato. Anche se con un po’ di ritardo dovuto alla prima parte delle mie vacanze estive (di cui vi parlerò forse in futuro), credo infatti che sia venuto il momento di tirare le somme su una questione rimasta in sospeso da qualche mese, di cui avevo già ampiamente parlato a suo tempo. Mi riferisco al processo al Max Mosley, che ricorderete sicuramente essere stato accusato di ogni sorta di crimine dopo che era stato ripreso a sua insaputa durante un incontro simil-sadomaso con delle prostitute londinesi.&lt;br /&gt;Se volete i dettagli di quella storia non avete da fare altro che rileggere le vecchie pagine di questo blog. Se invece restate qui con me io avrei piacere di approfondire come siano andate a finire le cose, con una &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/motori/formulauno/stagione-2008a/mosley-causa/mosley-causa.html"&gt;sentenza espressa il ventiquattro luglio&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassunto della sentenza: Mosley è perfettamente innocente di ogni capo d’accusa, e merita anzi un risarcimento per danni d’immagine che per un’altra persona sarebbe stato anche abbastanza consistente, ma per lui è poco più di una goccia nel mare dei suoi partrimoni. Le cose divengon però ancora più interessanti quando si entra nel dettaglio della sentenza.&lt;br /&gt;Vediamo insieme cosa è successo di preciso, partendo a dir la verità da un aspetto che in tribunale non è stato neanche discusso: l’adeguatezza del signor Mosley al ruolo di presidente della federazione d’automobilismo sportivo. La cosa era stata dibattuta e risolta già da un bel po’. Qualcuno aveva detto che “un pervertito simile” non potesse certo essere idoneo a un lavoro come quello, qualcun altro si era atteggiato a timoroso beghino così indignato da vietare la sua presenza addirittura entro i confini del suo paese (un qualche emiro arabo, se non sbaglio), e tutti si erano riuniti attorno un tavolo a decidere. Risultato: ovviamente Mosley è idoneo oggi, dopo lo scandalo, tanto quanto lo era prima che i suoi gusti privati fossero stati resi noti. E poi – ma questo lo aggiungo io – gradirei che qualcuno mi spiegasse cosa c’è di così sacrosanto nel presiedere le riunioni di un gruppo d’aziende che fa pubblicità e affari grazie alle corse. Ma va beh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo invece al processo vero e proprio, che erano in realtà due. Uno riguardava l’ambientazione del suo festino, dove erano stati usati costumi ispirati ai lager tedeschi. L’accusa era nientemeno che di apologia di nazismo, ed è nata e morta in un battibaleno.&lt;br /&gt;Indipendentemente dalle preferenze politiche di quel signore, infatti, la libertà di pensiero è ancora un diritto fondamentale dell’uomo. Quale schieramento parlamentare ami sono tutti affari suoi, ovviamente, anche se è probabile che saranno in pochi a condividere le preferenze. L’apologia invece è una cosa molto diversa: significa andare a fare proseliti della propria causa… ma è più che evidente che dall’interno di uno scantinato chiuso a chiave e con le tendine tirate di adepti se ne attraggono ben pochi. Oltretutto vestirsi in un certo modo per fare sesso non vuole affatto dire di appoggiare una certa politica, quindi… caso chiuso, e tante scuse a Mosley.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo processo era un po’ più serio, e in realtà qui Mosley era l’accusatore. L’accusato era il giornalaccio inglese che aveva pubblicato per primo le sue foto, dando origine allo scandalo. Questo aveva sostenuto una vecchia tesi: siccome il presidente della Fia è una figura pubblica, nel suo caso non si è tenuti a rispettare la privacy.&lt;br /&gt;C’è tuttavia un fatto: il diritto, o meglio il dovere, di tenere sott’occhio i personaggi pubblici, riguarda solo il loro lato professionale. Altrimenti dovremmo pensare che sia normale sapere quanta cacca ha fatto ogni giorno il nostro presidente del consiglio, tanto per fare un esempio, mentre invece quel che importa alla gente è solo che non sia un criminale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Eh, ma infatti Mosley stava compiendo un crimine!” hanno detto i legali di News of the World, che è il giornale in questione. Peccato che non sia affatto vero, perché come abbiamo visto non c’era ombra di crimine. In compenso mettere in piazza la sessualità della gente criminoso lo è davvero… soprattutto se il modo in cui ciò viene fatto è strumentale per diffamare gli interessati.&lt;br /&gt;Non basta? Parliamo allora del fatto che la persona che ha venduto le foto ai giornali è la moglie di un agente segreto, e per riprendere Mosley ha usato attrezzature appartenenti al marito (o meglio appartenenti allo Stato). Non so cosa ne pensiate voi, ma a me non sembra il modo migliore di spendere i soldi incassati con le tasse dei cittadini… Tanto più che la signora non si è nemmeno presentata in tribunale, dimostrando chiaramente il proprio ruolo di ingranaggio ingaggiato in una operazione pensata per danneggiare il signor Fia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti è sembrato così anche al giudice, che ha condannato il giornale per diffamazione e violazione della privacy, obbligando al pagamento di un risarcimento per danni morali e materiali di 76.000 euro. E non è finita, perché questa prima sentenza riguarda solo il fatto di aver dato del nazista a Mosley. Nei prossimi mesi si svolgeranno infatti altri processi per altre forme di diffamazione, e ci sarà da ridere.&lt;br /&gt;In attesa di divertirci alle spalle dei cosiddetti benpensanti però sarà il caso di tirare un po’ le somme. Questo è l’ennesimo caso di “scandalo” in cui la passione di qualcuno per la dominazione viene giudicata, alla fine dei conti, perfettamente legittima e innocua. L’avevamo visto in passato con un militare della Nato, con i casi di Madonna e Angelina Jolie (che anzi ne hanno tratto grandi vantaggi d’immagine), e ora con Max Mosley.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima o poi, a furia di vedere questi fuochi di paglia, mi auguro che la gente la capirà e la pianterà di cercare la condanna di cose tutto sommato normalissime, che vengono fatte in tutto il mondo da migliaia di anni e che non influiscono minimamente sui veri problemi del pianeta. Nel frattempo, lasciatemi tornare a piscina e ombrellone – rigorosamente senza riviste di gossip nelle vicinanze.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-8733283298324527493?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8733283298324527493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8733283298324527493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/07/fuochi-di-paglia.html' title='Fuochi di paglia'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-2783560154330517508</id><published>2008-07-18T03:20:00.000+02:00</published><updated>2008-07-18T03:21:11.437+02:00</updated><title type='text'>Dominazione e satanismo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho incontrato una nuova “sub”. Chiariamo: non vuol dire che è una ragazza che si immerge nel mare… nell’ambiente della dominazione con quel termine si indicano le persone di ruolo sottomesso – è l’abbreviazione di “submissive”, una parola inglese che vuole appunto dire “sottomesso”. Dicevo: ho incontrato una nuova ragazza che mi aveva contattato da diverso tempo ma che non avevo ancora accettato nel mio studio.&lt;br /&gt;Il fatto è che, tanto per cominciare, è molto giovane (21 anni) e per mio gusto personale è raro che elementi di quell’età mi risultino interessanti; e soprattutto ha un approccio ai giochi di dominazione che non mi ha convinto moltissimo. Sulla sua sincerità, disponibilità, e così via non ho niente da ridire – il problema è invece più che altro di tipo filosofico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine è decisamente appropriato, perché la schiavetta (che chiameremo, con nome di fantasia, Carla) è giunta ad esplorare l’erotismo estremo a seguito di un suo percorso piuttosto particolare e complicato. Senza entrare troppo nei particolari, la cosa che mi ha meno entusiasmata è la sua dedizione alla Wicca.&lt;br /&gt;Per chi non lo sapesse, Wicca è la forma di “stregoneria” moderna più diffusa al mondo. È una via di mezzo fra l’erboristeria, i culti celtici, un po’ di paganesimo, una spruzzata di new age e di meditazione, e un sacco di altre cose. Prevede diversi rituali strani, ma niente di occultistico, pericoloso o malvagio – anzi, chi ha questo hobby di solito è una persona decisamente tranquilla e innocua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è allora il motivo della mia reticenza? Lo stesso per cui tendo a essere intollerante con qualsiasi cultista, indipendentemente dalle sue credenze. Il fatto è che naturalmente credo che ognuno abbia pieno diritto di seguire la propria strada, la propria religione e la propria filosofia personale: se sta bene per lui, sta bene anche per me. Ciò nonostante resto per mia formazione personale una razionalista, e sopporto a fatica ogni forma di superstizione e fede sovrannaturale.&lt;br /&gt;In molti casi la cosa non è un problema, ma se il vostro “pensiero magico” (non è una cosa da favole: è un disturbo psichiatrico per cui il malato crede che la sua vita sia piena di eventi sovrannaturali) è così sviluppato da diventare una presenza costante in ciò che dite e fate… l’infermiera che è in me torna alla carica, e tenerla a bada mi costa una certa fatica. Ecco perché cerco di stare alla larga da maniaci dei cristalli, rabdomanti, fanatici religiosi, santoni e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso di Carla ho soppesato a lungo i pro e i contro del suo approccio alle cose, e alla fine ho riconosciuto che gli aspetti positivi erano più di quelli negativi. All’inizio del nostro incontro le ho chiarito che i motivi per cui ci stavamo incontrando erano ben precisi e volevo che rimanessimo concentrate su quelli, e non ci sono stati particolari difficoltà. Anzi, la ragazza si è comportata molto bene, specie per essere una principiante.&lt;br /&gt;Alla fine dei giochi, mentre stava rimettendo a posto gli strumenti che avevo usato con lei e non avevano bisogno di essere sterilizzati, Carla mi ha chiesto però il permesso di farmi una domanda a suo dire “antipatica”. Vi dirò che il mio primo pensiero è stato che sarebbe potuta essere un’occasione ottima per doverle infliggere una punizione extra, così gliela ho lasciata fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda riguardava un piccolissimo elemento dell’arredamento della Camera Rossa. “Ho notato che dietro al trono c’è un teschio,” mi ha detto a occhi bassi. “Ma allora vuol dire che lei è satanista?”&lt;br /&gt;Prima di proseguire nel racconto sarà il caso di spiegare che il teschio in questione è ovviamente una riproduzione, mi è stato regalato tempo fa da un ammiratore che ama le ambientazioni un po’ macabre e, francamente, il motivo per cui non è particolarmente in bella vista è che non è un oggetto che mi entusiasmi. È più forte di me: se vedo una cosa del genere l’unica cosa che mi viene in mente sono le lezioni di anatomia e i corsi di traumatologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siccome però Carla non è stata la prima a osservare con un certo sospetto quel finto cranio ho deciso che era la volta buona per chiarire le cose anche qui sul blog. No, Madame non solo non è una satanista, ma non è neanche una strega, una veggente o nessun’altra scemenza da superstiziose. E ora vi spiego anche il perché.&lt;br /&gt;Purtroppo succede ogni tanto che i cosiddetti giornalisti che popolano le redazioni dei telegiornali e dei quotidiani sparino uno dei loro scoop su “sadomaso e satanismo”, o “messe nere e sesso estremo”, o “gli schiavi delle sette occultiste”. Ovviamente la cosa non mi fa piacere, ma loro fanno semplicemente il loro lavoro di venditori di panico, senza cui nessuno comprerebbe i giornali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è che, come probabilmente già sapete, si tratta ogni volta di pure invenzioni per sciampiste ignoranti. Se avete letto un po’ il mio blog ormai sarete pienamente coscienti che il BDSM è una cosa bellissima ma del tutto razionale e controllata: per provare piaceri straordinari non serve credere a scemenze straordinarie, ma anzi avere un’ottima padronanza delle reali possibilità del corpo e della mente – tutte cose molto ordinarie e razionali. Anzi, più si sta con i piedi per terra (beh, magari con l’eccezione delle legature sospese…) e più ci si diverte.&lt;br /&gt;La realtà è che satanismo, messe nere e sette varie sono un fenomeno del tutto opposto, che coinvolge tutt’altra gente – e per motivi perfettamente logici. Chi si rivolge infatti al sovrannaturale? È ovvio: chi non è soddisfatto del mondo reale. E chi non lo è? Semplicissimo: chi dalla quotidianità non riesce a ottenere ciò che desidera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono mille motivi per cui ci si può sentire insoddisfatti. Può trattarsi di veri ostacoli fastidiosi (il capufficio carogna che ci impedisce di fare carriera e lavorare sereni, una malattia…) di una nevrosi (sentirsi bersagliati dalla sorte, avere un po’ di manie di grandezza…) o di una percezione sbagliata di sé stessi – come coloro che pensano di aver diritto a grandi risultati quando hanno in realtà capacità inferiori alla media. Di solito prima si prova a risolvere la cosa in maniera per così dire “normale”: poi, quando si ha sbattuto il naso un po’ di volte senza altri risultati, si finisce per sperare in qualcosa di magico.&lt;br /&gt;C’è chi va a pregare in chiesa, chi fa meditazione zen e così via… e c’è anche chi si dà all’esoterismo e pensa che i suoi problemi li possano risolvere solo quei demoni che si vedono nelle illustrazioni della Divina Commedia, e che ovviamente sono solo personaggi di fantasia tanto quanto Indiana Jones e i Puffi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto può accadere che queste persone si riuniscano con altre che condividono le stesse illusioni. Anche questo è normale: se si crede in qualcosa si cerca sempre il supporto esterno, sia che si parli di Belzebù o della propria squadra del cuore. E dove si riuniscono persone psicologicamente in difficoltà… si può stare sicuri che c’è qualcuno che si vuole approfittare di loro (e di solito del loro portafogli).&lt;br /&gt;Di personaggi del genere è pieno il mondo. Pensate a gente come Wanna Marchi e il suo amico “mago” brasiliano; alle migliaia di individui loschi che “leggono le carte” e vendono amuleti; a rappresentanti di culti molto, ma molto più diffusi… E fra questi figuri ci sono anche i cosiddetti satanisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di solito infatti i satanisti sono di due tipi: adolescenti depressi che s’illudono che atteggiandosi ad adoratori del demonio verranno un po’ meno maltrattati dal mondo, e adulti con secondi fini. Quali sono questi secondi fini? I soliti: guadagnare senza lavorare, e trovare sesso facile. Come dicevamo prima, chi si rivolge a quel tipo di giri è nelle condizioni psicologicamente “perfette” per farsi sfruttare in entrambi i modi. Basta guardare le sentenze dei tribunali per rendersene conto. Quei poveretti credono di partecipare a chissà che riti incredibili, e si ritrovano spennati e a volte vittime di abusi davvero disgustosi. Insomma, tutto il contrario di chi pratica sano erotismo estremo.&lt;br /&gt;Dopo tutta questa lunga spiegazione credo che avrete più chiaro perché non solo non sono per niente una “satanista”, ma anche come mai la punizione per Carla è stata (dopo che le ho rifilato lo stesso chiarimento) davvero molto, molto severa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un certo senso mi è dispiaciuto dovere infrangere fantasie su cui lei fonda parte del proprio benessere… ma come dice il proverbio il medico pietoso fa la piaga purulenta. Carla è andata via dal mio studio piuttosto scossa, ma qualche giorno dopo ho avuto una bella sorpresa.&lt;br /&gt;La ragazza mi ha chiesto un nuovo appuntamento e si è presentata con tante scuse per la sua involontaria mancanza di rispetto nei miei confronti. Mi ha detto che ciò che le ho insegnato le ha dato da ragionare e che, nonostante non rinnegherà la sua Wicca, sta ridimensionando molto alcuni aspetti della sua vita. Poi mi ha chiesto se, per piacere, potesse tornare a servirmi una volta o l’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dura la vita della Dominatrice, eh? Fortuna che spesso c’è il lieto fine…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-2783560154330517508?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2783560154330517508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2783560154330517508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/07/dominazione-e-satanismo.html' title='Dominazione e satanismo'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3503438229499915370</id><published>2008-07-03T01:22:00.002+02:00</published><updated>2008-07-03T01:25:55.403+02:00</updated><title type='text'>Società segrete</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Mi è capitato di recente di rivedere il film &lt;em&gt;Eyes wide shut&lt;/em&gt;, o meglio una sua parte. No, non si trattava della famosa “scena dell’orgia” e se non l’ho guardato fino in fondo è stato solo per via di un impegno che mi attendeva, ma visto che quella scena mi viene citata spesso ho pensato che sia venuto il momento di parlare un po’ di… sette segrete di dominatrici.&lt;br /&gt;Scelgo questo argomento perché è uno di quei temi che tendono a ripresentarsi con una certa regolarità nelle domande sia di persona che via email di chi mi si rivolge. Non tutti i giorni, certo, ma con abbastanza frequenza da giustificare un post che chiarisca le idee una volta per tutte. E per farlo converrà cominciare come sempre dal principio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando una persona mi chiede appunto informazioni su “quelle società segrete in cui si fa dominazione… sa, come quella di quel film di Kubrick” di solito ha in mente un’immagine abbastanza precisa. Un lussuoso castello, una villa o una tenuta principesca, in cui decine e decine di donne bellissime (e ricchissime, e possibilmente di nobile famiglia) passano le loro giornate a organizzare e partecipare a complicati tableau erotici. In genere il luogo è la sede di qualche misterioso club al quale si accede solo per invito, che “naturalmente” esiste da decenni se non secoli ed è riservato solo a persone di un certo livello o come minimo estremamente cultrici di un certo tipo di sessualità.&lt;br /&gt;Che si fa in questi posti? Semplice: si viene serviti e riveriti da schiavi e schiave in quantità, si passano i pomeriggi in lieti intrattenimenti porno-intellettuali e alla sera – dopo cene meravigliose e succulente, in saloni stile reggia di Versailles – si tira tardi in colossali orge basate su rituali assai spettacolari e abusando degli schiavi citati poco fa, che ovviamente vivono nelle segrete del luogo, addestrati giorno dopo giorno da crudeli dominatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete riconosciuto la situazione, no? D’altra parte ne avete letto, sognato e sentito parlare un sacco di volte, quindi è solo logico che una Dominatrice come me sappia tutto di questi posti e probabilmente faccia parte (magari come fondatrice) di un paio di queste istituzioni. Dopotutto se non vi sono coinvolta io, che ho persino uno studio attrezzato con camere di tortura e ambulatorio sadomaso… O no?&lt;br /&gt;In effetti però la risposta è “no”, e adesso vi spiego perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto: quando si va a indagare un po’ su chi fa queste domande viene fuori che le fonti cui si riferisce sono sempre le stesse:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=THNzuF33tZo"&gt;La scena dell’orgia misteriosa&lt;/a&gt;  di Eyes wide shut, appunto;&lt;br /&gt;L’ambientazione del libro &lt;em&gt;Storia di O&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;L’&lt;a href="http://www.owk.cz/index.htm"&gt;OWK&lt;/a&gt; nella Repubblica Ceca;&lt;br /&gt;I film e le foto di &lt;a href="http://www.cruella.com/"&gt;&lt;em&gt;Cruella&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, ma questo vale solo per chi passa molto tempo su Internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È chiaro che queste ispirazioni nascano a loro volta da desideri molto diffusi e uguali un po’ in tutto il mondo, però trovo piuttosto curioso che quattro “cosette” abbiano generato una simile leggenda urbana. Già, perché purtroppo proprio di pura leggenda si tratta. Vediamo caso per caso…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il primo caso basta usare un po’ il cervello per rendersi conto che situazioni del genere semplicemente non si possono realizzare concretamente. Avete mai provato a organizzare un semplice compleanno per una trentina di persone, o una festa di laurea? Allora sapete di di sicuro quanto è difficile mettere d’accordo anche un numero limitato di persone… e per fare qualcosa di assolutamente “normale”.&lt;br /&gt;Adesso provate a pensare che razza di pasticcio sarebbe coinvolgere almeno un centinaio di persone, trovare il posto adatto, costumi, personale, eccetera. E non è finita: bisogna anche istruire tutti in modo che ognuno conosca la cerimonia e il suo svolgimento, e sperare che non si faccia prendere dall’emozione e combini qualche guaio. E a proposito… se c’è una cerimonia ci sarà anche qualcuno che l’ha studiata e ne ha preparato la regia… È un lavoro che fate voi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è di peggio, fidatevi. Per esempio preoccuparsi che non ci siano infiltrati, oppure assicurarsi che tutti siano sempre consenzienti per non rischiare una querela la mattina dopo, o anche solo semplicemente fare in modo che il modo di vivere la sessualità di tutti i partecipanti sia perfettamente “compatibile”, altrimenti finirebbe con qualcuno che va in bianco, altri che “rubano la scena” e così via. Per non parlare dei costi di mettere su un baraccone simile.&lt;br /&gt;I più arguti potrebbero a questo punto obiettare che però su Internet ogni tanto compaiono dei siti di organizzazioni, club e associazioni che dicono di fare proprio questo: organizzare meravigliose serate all’insegna della trasgressione. Ed è vero: peccato che poi la realtà sia infatti un bel po’ diversa. Se non mi credete potete guardare &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Hgyk8eR663I"&gt;questo servizio&lt;/a&gt;, realizzato da dei personaggi che di solito trovo molto sgradevoli ma ogni tanto risultano utili - le &lt;em&gt;Iene&lt;/em&gt;, che sono andate a riprendere proprio quel che accade agli incontri di quella gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del mito di &lt;em&gt;Histoire d’O&lt;/em&gt; avevo già scritto un po’ di tempo fa, ma lo sbugiardamento è molto simile a quello che ho appena descritto. In effetti, le difficoltà d’organizzazione sono esattamente le stesse… con l’aggiunta del problema di trovare sia un tot di persone capaci di vivere in continua schiavitù per lunghi periodi di tempo, sia altre persone capaci di gestirle, sia qualcuno che paghi i costi astronomici di tutto questo.&lt;br /&gt;Niente da fare, insomma, per chi si aspettava di ricevere un cartoncino nella buca delle lettere e venire invitato in qualche castello a usufruire della schiava o della Padrona dei suoi sogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dell’&lt;em&gt;Other World Kingdom&lt;/em&gt; cosa possiamo dire? Naturalmente tutto il bene possibile, perché è evidente che qualcuno abbia fatto un enorme sforzo per cercare di realizzare un posto davvero da sogno. Se non lo conoscete seguite il link ma soprattutto fate una ricerca nel mio blog, perché ne ho già parlato tempo fa e ne ho un’opinione piuttosto buona… con un “ma” bello grosso, però.&lt;br /&gt;Il dubbio riguarda una notizia che mi è giunta qualche settimana fa e che mi risulta essere proprio vera, anche se non ancora confermata. Pare infatti che l’OWK voglia chiudere i battenti per diventare solo un set cinematografico. Probabilmente verranno ancora organizzati dei brevi periodi di “vacanza” occasionali, ma sembra che il sogno sia destinato a finire a meno che qualcuno non decida di finanziare tutta l’operazione – che però è nettamente in perdita. Il motivo? Sempre lo stesso: realizzare grandi fantasie richiede impegno e disponibilità rare, senza le quali lo scontro con la realtà quotidiana risulta schiacciante.&lt;br /&gt;Cruella, invece, è stata sin dall’inizio concepito come un’attività “virtuale” a uso delle macchine fotografiche, quindi questi problemi non li ha.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A conti fatti, pertanto, la risposta è una sola. Le “società segrete della dominazione” non esistono. Vi sorprenderà scoprire però che secondo me questo non è affatto un male.&lt;br /&gt;Penso infatti che la cosa più bella dell’erotismo estremo sia giocare con le proprie fantasie, esplorare i propri sogni e impegnarsi a realizzarli pian piano. È un po’ come per i viaggi: spesso la fase in cui vengono organizzati e sognati è forse ancora più bella di quando si parte davvero, poi c’è un altro lungo momento di piacere nel rivivere i ricordi del viaggio e condividerli con chi ci è più caro.&lt;br /&gt;Se le cose stanno così, però, per divertirsi e vivere emozioni speciali non serve nessun club misterioso con messe suonate al contrario: bastano tanta passione e le persone giuste con cui lanciarsi in piccole esplorazioni dei propri sogni. Forse non si avrà a disposizione un castello (anche se ho un amico che ogni tanto mi cede la sua villa nobiliare, con un parco privato che è l’ideale per i pony-slave…) ma con un po’ di fantasia – e la Dominatrice giusta – ci si può sentire nella reggia più grande del mondo.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3503438229499915370?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3503438229499915370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3503438229499915370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/07/societ-segrete.html' title='Società segrete'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-5010938998786191019</id><published>2008-06-19T22:51:00.001+02:00</published><updated>2008-06-19T22:53:07.321+02:00</updated><title type='text'>Superstar!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Vi siete sentiti abbandonati, piccini? Vi capisco: dall’ultimo aggiornamento del blog è passato un bel po’ di tempo, ma non abbiate paura… Madame non è tipo da lasciarvi soli. Per me questi ultimi tempi però sono stati decisamente frenetici, da vera superstar della dominazione.&lt;br /&gt;Ora le cose sembrano essere tornate a ritmi più normali, e complice anche il tempo da lupi ho finalmente trovato il tempo di rimettermi alla tastiera per rendervi partecipi degli ultimi avvenimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è cominciato qualche giorno fa con un articolo &lt;a href="http://www.panorama.it/edicola/panorama/2008-24-80-28"&gt;uscito su &lt;em&gt;Panorama&lt;/em&gt; &lt;/a&gt; all’interno del quale è comparsa anche una mia intervista. Chi mi conosce sa bene quanto sia guardinga nei confronti dei giornalisti: per un motivo o per l’altro sono sempre in cerca di scandali anche dove non c’è proprio niente di strano, e non vedo alcun interesse a rendermi partecipe di questo loro gioco. Per me fetish e dominazione sono cose molto serie che meritano una loro privacy, quindi di norma ho sempre rifiutato le numerose richieste d’intervista che mi sono state fatte.&lt;br /&gt;A farmi fare un’eccezione questa volta è stata la combinazione di vari fattori: l’autorevolezza del giornale, i modi garbati e intelligenti dell’intervistatore, le altre persone intervistate (una volta tanto tutte competenti dell’argomento) e, dulcis in fundo, una buona parola messa da &lt;a href="http://www.ayzad.com/"&gt;Ayzad&lt;/a&gt;, che con il suo nome è sempre una specie di garanzia di serietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete sapere cosa ho dichiarato e come sono stata descritta non avete da fare altro che leggere l’articolo online. Qui può essere invece più interessante rivelare i retroscena dell’intervista, che ho trovato abbastanza divertenti. Dovete infatti sapere che l’autore dell’articolo era stato incaricato di realizzare un dossier sulle “perversioni degli italiani” ispirato allo scandalo Mosley, di cui abbiamo già parlato in passato. Tutto era già pronto per il solito articolo morboso e pecoreccio… finché l’autore non si è informato su ciò di cui avrebbe dovuto scrivere.&lt;br /&gt;Come potete facilmente immaginare, quel che ha scoperto lo ha lasciato molto sorpreso. Al posto di psicopatici e criminali ha trovato persone colte e piuttosto serene; invece di sex shop con i pavimenti appiccicosi ha visitato elegantissime boutique erotiche, e invece di trovare psicologi col dito puntato verso le fantasie erotiche ha incontrato gente appunto come Ayzad e i sessuologi del congresso di Roma di cui ho scritto qualche post fa. Risultato: l’erotismo estremo ha moltissimi lati positivi, fra cui anche l’esistenza di persone come me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando è venuto a trovarmi per l’intervista è rimasto stupito nel vedere che per la prima ora d’incontro tutte le domande le ho fatte io, per capire meglio che tipo di persona fosse e quali fossero i suoi veri scopi. Poi, una volta che mi ero assicurata della sua buona fede, ho risposto con piacere alle sue domande.&lt;br /&gt;Alla fine ne è uscito un ritratto un po’ ironico ma equilibrato, che mi ha reso per quel che ne so la prima Dominatrice italiana a ricevere l’onore di una intervista seria su un settimanale d’opinione importante come quello. Non sarà un grande merito, ma almeno un po’ d’orgoglio credo sia giusto avercelo.&lt;br /&gt;A ogni modo, la pubblicazione dell’articolo mi ha fatta contattare da tante vecchie conoscenze e da parecchi nuovi amici, che hanno assorbito quasi completamente il mio tempo nelle scorse settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché ho scritto “quasi”? Ma è ovvio: perché le ore rimanenti le ho invece dedicate a preparare la mia partecipazione al &lt;a href="http://www.secretfetishparty.com/"&gt;Secret Fetish Party&lt;/a&gt; di Milano, dove mi sono esibita in una breve ma intensa performance di foot fetish. A cose fatte ho ricevuto molti complimenti, fra cui quelli di un signore (giornalista anche lui: sarà un’epidemia?) che a occhi sgranati mi ha detto: “sa, prima di vederla pensavo che il feticismo del piede fosse fatto solo di leccate e calpestamento… non avrei mai creduto che potesse essere così eccitante!”&lt;br /&gt;Se devo dire la verità mi sarebbe piaciuto rispondergli: “per forza, perché di persone che sanno veramente cosa sia l’erotismo dei piedi ce ne sono ben poche…” ma mi sono trattenuta perché sarei potuta sembrare antipatica. Ciò nonostante è proprio vero che la gente sembra avere il dono di non godersi le cose: tante volte basterebbe solo un po’ d’attenzione per trasformare anche un piccolo gesto in una grande emozione… e invece quel che ho visto attorno a me quella sera era tutto un gran calpestare e basta. Peggio per le altre (e gli altri), che vi devo dire…?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte questa osservazione tecnica, in compenso, la festa è stata come sempre molto bella. Sotto un certo punto di vista, c’è quasi da ringraziare che Milano si sia trovata sotto un nubifragio come pochi, altrimenti sarebbe arrivata ancora più gente e il locale si sarebbe riempito fin troppo.&lt;br /&gt;Quel che ho visto invece è stato qualche centinaio di persone in ottimi dresscode e francamente piuttosto belle – un’estetica di gran lunga migliore di quella di tanti altri eventi sia italiani che stranieri, che denotava una vera passione per il fetish. Naturalmente non mi sono fatta scappare l’occasione per stringere qualche nuova interessante conoscenza e scambiare un po’ di idee, che non mancherò di mettere in pratica al più presto.&lt;br /&gt;Tanto, come dicevamo, sotto questa pioggia autunnale vengono in mente un sacco di spunti per qualche divertente passatempo.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-5010938998786191019?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5010938998786191019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5010938998786191019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/06/superstar.html' title='Superstar!'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-5783836809140880081</id><published>2008-06-05T19:35:00.000+02:00</published><updated>2008-06-05T19:36:17.314+02:00</updated><title type='text'>Un crushing speciale</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Vi devo raccontare di un mio amico, che per l’occasione chiameremo Umberto. È una persona estremamente colta, di classe, con cui è un vero piacere passare del tempo e conversare. In altre parole, una di quelle rare persone per cui il termine “gentiluomo” è non solo appropriato, ma perde anche quell’aria di antiquatezza e noia che viene di solito associata alla parola.&lt;br /&gt;Umberto è un gentiluomo con gusti molto particolari e, ci tengo a dirlo, mi ha autorizzata a raccontare brevemente quali siano questi suoi gusti, che trovo così deliziosamente bizzarri che è un peccato restino segreti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sapete non è mia abitudine violare la privacy delle persone che mi si rivolgono, né tantomeno additare un qualsiasi gioco erotico come “strano”. Per fortuna ci sono tanti gusti differenti quante sono le persone, e ridurre una cosa tanto bella e privata quanto l’erotismo a una semplice questione di “strano” e “normale” sarebbe proprio da stupidi.&lt;br /&gt;Ciò nonostante, devo riconoscere che l’idea di dominazione di Umberto è davvero particolare e originale – oserei dire unica – e trovo che essere la partner con cui la mette in pratica sia un grande complimento. Ma partiamo da una premessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se guardate bene il mio sito vedrete che, nella parte dedicata ai piedi, c’è una pagina riservata al &lt;em&gt;crushing&lt;/em&gt;, cioè lo schiacciamento. Le cose da schiacciare ed eventualmente distruggere sono potenzialmente tantissime, e non è il caso di cominciare a tremare. Mi riferisco infatti a cibo, oggetti e tanto altro – a seconda delle preferenze.&lt;br /&gt;La maggior parte degli appassionati di questo tipo di gioco feticistico ama molto vedermi schiacciare cibi, come dicevo. Per me è piuttosto divertente veder crescere la loro eccitazione a seconda di come uso piedi e calzature… movimenti lentissimi e molto sensuali, gesti decisi, violenti e potenti, carezze che diventano minacciose… La varietà di quel che posso fare con piedi, suole e tacchi è davvero enorme, fidatevi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che succede a quel cibo naturalmente sono io a deciderlo. A volte mi piace farlo leccare dalle scarpe e dagli stivali finché non tornano perfettamente puliti; Altre volte uso il corpo e gli abiti di chi ho davanti (o meglio: di chi ho sotto) come zerbino, e ci sono ancora tante divertenti possibilità. Soprattutto mescolando certi sapori…&lt;br /&gt;Ma non dilunghiamoci. Una variante del crushing prevede invece l’uso di oggetti. Se vi dicessi quanti telefoni cellulari mi hanno chiesto di distruggere sotto i miei tacchi a spillo non ci credereste. È una fantasia che riguarda il potere femminile, l’eliminazione dei simboli, il sogno più diffuso di quel che si pensi di un mondo di gigantesse spietate, che possono devastare il mondo intero sotto i loro tacchi senza dare nemmeno un pensiero alle catastrofi che provocano. Se cercate un po’ su Internet vedrete che in Giappone ci sono addirittura studi specializzati nel costruire riproduzioni di intere città da far calpestare a signore compiacenti… ma del resto loro sono cresciuti con Godzilla, e c’è da capirli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ulteriore variante, e qui sarà bene fare una importante precisazione, è anche il sogno di vedere spappolare piccoli animali – dall’insetto al gatto – e lì la mia benevolenza nei confronti delle fantasie altrui si ferma, perché non tollero che qualcuno possa essere così imbecille da voler fare violenza su una creatura inerme. Non è neanche questione di consensualità o meno… semplicemente la violenza non fa parte del mio mondo, e non accetto che ci entri. A chi mi propone robe simili (non molti, per fortuna) suggerisco una bella visita da uno psicologo – oppure di mettercisi loro, al posto degli animaletti.&lt;br /&gt;In ogni caso, comunque, chi ama il crushing di solito è una persona molto mite e tranquilla, con cui non ho alcun problema a confrontarmi. E ogni tanto capitano persone, come Umberto, che riescono a rendere il gioco davvero affascinante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante tutto il mio sadismo eviterò di tenervi ancora sulle spine e vengo al punto. Il gioco di Umberto consiste nel farmi distruggere con i piedi belle opere d’arte di cui lui stesso è il soggetto o l’autore. In altre parole: lui fa realizzare da artisti di un certo livello suoi ritratti, e il piacere consiste nel vedermi ridurre a brandelli quadri, frantumare statuine, polverizzare busti e così via. Se poi è lui stesso ad avere realizzato l’opera (è un pittore più che discreto, che per via del poco tempo libero però impiega mesi e mesi a completare un quadro) vedo in lui una tensione davvero indescrivibile.&lt;br /&gt;Quel che mi piace di questi incontri è soprattutto l’emozione fortissima che riesce a trasmettere con le sue parole, i suoi sguardi, la postura del corpo e mille altre cose. Come ho già scritto tante volte, l’emozione è tutto, ed è molto più importante di come si svolga in realtà il gioco che la provoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro aspetto che apprezzo molto sono le calzature che Umberto sceglie per questo gioco, realizzate di solito su misura da artigiani di altissimo livello che operano su suo disegno per creare stivali e scarpe davvero raffinate. Sapete quanto ami la mia collezione di calzature, e da vero signore qual è lui ogni volta queste creazioni entrano a farne parte come sentito omaggio – cosa che non può che farmi piacere.&lt;br /&gt;Il bello sta anche nello svolgimento del gioco. Un incontro lungo, dettagliato, curato nei particolari per abbigliamento, dialogo, musiche scelte come sottofondo… Un’esperienza davvero molto sensuale a dispetto di quel che si potrebbe immaginare, in cui entrambi entriamo in un altro mondo dove ogni più piccolo movimento assume un’importanza e una forza enormi, estremamente travolgenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una cosa di profumi, di luci di candela, di sorrisi e sospiri lasciati a metà… e quando c’è così tanta partecipazione vi assicuro che anche un gesto apparentemente fuori luogo come strisciare una suola sulla tela a sbriciolare lo strato superficiale delle pennellate diventa molto, molto coinvolgente.&lt;br /&gt;Per motivi evidenti gli incontri con Umberto sono rari quanto memorabili, ed è un bene che sia così. Alcune delicatezze devono rimanere qualcosa che si assaggia solo di tanto in tanto, se no anche il miglior manicaretto rischia di diventare banale. Per la prossima volta mi ha accennato a una novità: la prossima opera verrà realizzata da maestri orafi. Sono proprio curiosa di vedere che effetto fa distruggere il gioiello che mi ha descritto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-5783836809140880081?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5783836809140880081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5783836809140880081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/06/un-crushing-speciale.html' title='Un crushing speciale'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-74269855066775651</id><published>2008-05-30T12:32:00.000+02:00</published><updated>2008-05-30T12:34:00.905+02:00</updated><title type='text'>Performance a sorpresa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Prima di raccontarmi la mia nuova avventura lasciatemi dire un bel “ve l’avevo detto!” a proposito della storia di Mosley, di cui mi ero occupata in questo blog qualche tempo fa.&lt;br /&gt;Se ricordate, me l’ero presa un po’ con tutti: con la stampa che aveva montato lo scandalo, con l’opinione pubblica sempre pronta a impicciarsi della vita privata della gente, con l’incredibile stupidità del protagonista della vicenda e con le prostitute coinvolte. Perché, al di là di ogni altra considerazione, le avevo trovate vergognosamente prive di etica, che è una cosa cui tengo molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’arrivo di nuove notizie dall’Inghilterra si sono però scoperti un po’ di altarini. Prima è arrivata la cifra pagata dai giornali per il video incriminato: 100.000 euro (o sterline: ogni giornale dice una valuta diversa). A prima vista sembrano un sacco di soldi, ma mi avevano fatto subito drizzare le antenne.&lt;br /&gt;Facciamo un po’ di conti: basta telefonare a qualche “signora particolare” di Londra per sapere le sue tariffe all’ora, e anche immaginando che lavori proprio pochino quella somma è pari più o meno al guadagno di due anni e mezzo di attività. Ma attenzione: nel video compaiono diverse ragazze, e anche ammesso che la divisione del compenso non sia stata alla pari c’è poco da stare allegri. I soldi estorti ai giornali pagano meno di un anno di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vale la pena di fare un affare simile? Io non credo: se da una parte infatti c’è un certo guadagno, dall’altra quelle signore possono star sicure che nessuna persona sana di mente si fiderà mai più a rivolgersi a loro, temendo di finire in un altro video a sorpresa. In altre parole, possono pure cambiare mestiere.&lt;br /&gt;Non si tratta di una mossa molto intelligente, quindi… Così ho pensato che ci dovesse essere qualche altro motivo per tutta questa storia. E puntualmente l’altro giorno i quotidiani hanno scovato quale fosse questo motivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fate pure i complimenti a Ingrid la detective: è venuto fuori infatti che la donna che ha ripreso di nascosto l’orgetta finto-nazi di Mosley era nientemeno che la moglie di un agente dei servizi segreti inglesi. Secondo voi dove avrà mai potuto imparare l’uso delle telecamere nascoste, e dove si sarà procurata le attrezzature?&lt;br /&gt;Anche se il marito e il ministero, alla faccia di 007, hanno dichiarato che loro non ne sapevano nulla nessuno ci ha creduto. Dai, c’è qualcuno che davvero può pensare che i servizi segreti non facciano qualche controllo sulla vita di chi abita insieme ai loro agenti? È una procedura che persino in Italia si fa pure per le guardie giurate… e loro no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente la verità è ben diversa. Se volete accettare una scommessa, io dico che nel corso dei prossimi mesi (o anni) verrà fuori che tutta l’operazione era stata organizzata proprio dai servizi segreti per ricattare Mosley. Per quale motivo non lo saprei proprio dire: sarà quasi sicuramente qualcosa che ha a che fare con la politica o con i rapporti commerciali delle sue aziende di famiglia, ma evidentemente lui non deve avere accettato.&lt;br /&gt;La punizione è stata rivelare le sue marachelle… e dal momento che gli spioni non ci guadagnano niente, immagino che si tratti di una specie di messaggio in codice ad altri possibili collaboratori. “Avete visto cosa è successo a lui? Se non fate quel che diciamo noi vi ritroverete nella stessa situazione!”. Scommettiamo che ho ragione io?&lt;br /&gt;Tutto questo discorso serviva comunque per dimostrare quel che ho sempre sostenuto dall’inizio: al di là di tutti gli aspetti più stupidi e assurdi di questo scandalo, una vera Dominatrice non si sarebbe mai prestata a una sceneggiata così pietosa. Certo, se però si è così ingenui da rivolgersi a dominatrici improvvisate, può capitare anche questo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma veniamo adesso a un argomento molto più concreto e del tutto italiano: la mia prossima performance, che si svolgerà a Milano il 13 giugno. Cosa farò di preciso rimarrà un segreto fino all’ultimo, ma restando in tema di gialli e indizi posso darvi un indizio bello grosso: la cosa avverrà durante un grande fetish party, quindi avrà chiaramente a che fare con le mie passioni più fetish.&lt;br /&gt;La festa in questione si chiama &lt;em&gt;Secret&lt;/em&gt; ed è senza dubbio il migliore evento di questo tipo fra quelli che si tengono entro i nostri confini. Se fate una ricerca su Internet non vi sarà difficile per esempio trovare gli articoli pubblicati dai grandi quotidiani, che non a caso ignorano del tutto le numerose festicciole da discoteca spacciate per appuntamenti fetish e frequentate da tutt’altro genere di pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre girate sul Web, vi consiglio di studiarvi anche il sito ufficiale di &lt;a href="http://www.secretfetishparty.com/"&gt;Secret&lt;/a&gt;, dove potrete vedere le foto scattate durante le edizioni precedenti e trovare, se volete, tutte le informazioni per partecipare e avere l’onore di incontrarmi.&lt;br /&gt;Io sto già preparando una scelta di abbigliamenti fetish selezionati dal mio grande guardaroba… cercate di non sfigurare, mi raccomando!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-74269855066775651?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/74269855066775651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/74269855066775651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/05/performance-sorpresa.html' title='Performance a sorpresa'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-7922080427049923784</id><published>2008-05-19T21:59:00.000+02:00</published><updated>2008-05-19T22:00:15.968+02:00</updated><title type='text'>L'odore della primavera</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nonostante il meteo ballerino sembra proprio che sia arrivata la stagione calda: come diceva mia nonna è tempo di accorciare la gonna e togliere le calze… E anche se non mi vesto in maniera molto simile alla nonna non c’è dubbio che il cambiare della temperatura porti, ahimé, ad alcune considerazioni che hanno a che fare anche con la dominazione.&lt;br /&gt;Oggi voglio infatti parlare di un argomento forse sgradevole, ma che sembra proprio sia meglio mettere nero su bianco. Ci sono infatti un bel po’ di persone che (anche quando fa più fresco) vengono allontanate dalla mia augusta presenza perché, evidentemente, non hanno mai dato retta a quel che dicevano loro i genitori quando erano più piccini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è, cari miei, che come potete facilmente intuire da quel che vedete su questo blog e sul resto del mio sito, avete a che fare con una Signora. Vedete, le persone bene educate hanno l’abitudine di seguire semplici norme di comportamento che si adottano per igiene personale e per una serena convivenza con il prossimo – e pretendono che anche gli altri le seguano.&lt;br /&gt;Mi riferisco nello specifico all’uso, comune da qualche millennio, di lavarsi. Soprattutto quando fa caldo e succede di poter sudare. Soprattutto quando si è nervosi perché si sta andando a trovare Madame. Soprattutto quando si hanno pessime abitudini alimentari, o si abusa di fumo, alcool o medicine, e il corpo tende a emettere olezzi più pungenti del normale. Insomma, considerato che mi rivolgo a individui con almeno 18 anni di vita alle spalle, credo sia normale che costoro abbiano abbastanza coscienza di sé e dei propri odori per sapersene prendere cura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò nonostante succede, per fortuna non troppo spesso, che qualcuno abbia la bella pensata di presentarsi a un appuntamento con me emanando fetori che non sarebbero tollerabili nemmeno in un cane… e figuriamoci da un essere umano. Per questi personaggi c’è un trattamento semplice e che non lascia spazio a discussioni: vengono rispediti a casa loro, e possono scordarsi la possibilità di tornare a relazionarsi con me.&lt;br /&gt;Dopotutto, non vedo perché dovrei costringermi a essere gentile con qualcuno che non ha rispetto per me, e in fin dei conti neanche per sé stesso. Se proprio avete dovuto attraversare il deserto a piedi per raggiungere il mio studio, basta organizzarsi con il necessario e chiedere gentilmente, come prima cosa, di potersi dare una rinfrescata nel bagno di servizio. Ciò però mi porta a parlare anche di un’altra categoria di personaggi che non avranno mai alcuna speranza di avere a che fare con me, e che nominerò solo questa volta e mai più. Mi riferisco ai feticisti degli odori molesti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo di chiarirci. È ovvio che tutti abbiano dei profumi preferiti, e non ci vedo nulla di strano nemmeno nel fatto che alcuni di questi profumi possano essere un po’ strani. Per esempio, io stessa trovo splendidi gli aromi del latex e della pelle (intesa come cuoieria), e questo aspetto della cosa gioca un certo peso nella mia passione per tali materiali.&lt;br /&gt;Naturalmente mi piacciono i profumi veri e propri, specie una fragranza che è stata preparata appositamente ed esclusivamente per me da un caro amico che è anche mio schiavo e profumiere di fiducia. Mi piace l’odore della pelle (questa volta nel senso di corpo umano) quando è pulita e calda, e mi piacciono almeno duemila altre sfumature olfattive più o meno comuni. Quello che però non mi piace affatto sono le puzze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, lo so benissimo che fra le mie passioni c’è anche quella per il pissing, per esempio, ma a parte il fatto che se una persona è in buona salute e si alimenta correttamente la sua orina non ha un odore particolarmente forte, qui sto parlando di veri e propri afrori molesti. Vogliamo fare qualche sgradevole ma purtroppo concreto esempio?&lt;br /&gt;Ogni tanto mi contattano feticisti della puzza di piedi o di scarpe da ginnastica vecchie; Maniaci dei peti; Nemici dell’igiene intima; Fanatici delle ascelle putride… E purtroppo l’elenco potrebbe andare avanti ancora a lungo. Non sto parlando dei normali odori corporei di chi non è appena uscito dalla doccia, ma di olezzi nauseabondi – e un conto è giocare con la fantasia e immaginare che aromi del tutto tollerabili siano molto più forti che nella realtà, ma superare il limite della decenza è tutta un’altra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo tipo di persone c’è poco da fare: anche senza voler dare un giudizio sui loro gusti, resta il fatto che Madame è una signora, e le signore hanno l’abitudine di lavarsi. Spesso, e bene. Figuratevi: io sono il tipo di persona che di ritorno da un pomeriggio di shopping affida i propri abiti alla cameriera per farli ripulire dagli odori del traffico e della città… Convincermi a fare un’eccezione richiede una capacità di supplica fuori dalla norma.&lt;br /&gt;Per tornare al nostro discorso iniziale, ci tenevo che fosse chiara questa cosa. Anche nei prossimi mesi, quando il termometro toccherà i quaranta, scordatevi pure di offendermi con un’igiene da zoticoni maleducati. Anzi, sarà molto più facile che vi dia retta se mi proponete un pomeriggio a bordo piscina. Dopotutto far nuotare qualcuno trainandolo per un paio di pinzette attaccate ai suoi capezzoli potrebbe essere un gran bel passatempo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora sciò, che ho appuntamento con una schiava specializzata in aromaterapia…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-7922080427049923784?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/7922080427049923784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/7922080427049923784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/05/lodore-della-primavera.html' title='L&apos;odore della primavera'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-4542389880691331607</id><published>2008-05-01T02:50:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T02:53:29.740+02:00</updated><title type='text'>Giochiamo ai detective</title><content type='html'>&lt;a href="http://a.abcnews.com/images/US/abc_smdeath_080422_mn.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://a.abcnews.com/images/US/abc_smdeath_080422_mn.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Facciamo un gioco. Io vi faccio vedere una fotografia di una coppia dedita a giochi di dominazione (questa qui di fianco) e voi mi dite chi dei due tiene in mano la frusta e chi la riceve. Su, che è facile: basta vedere gli sguardi… e sbagliare.&lt;br /&gt;Sì, sbagliare, perché quella signorina con la faccia da topolino spaventato in realtà ama il ruolo della dominatrice, mentre l’uomo tanto altero è il suo schiavo. O meglio “era”, ma su questo torniamo dopo. Oggi infatti voglio mettere alla prova il vostro inglese e farvi vedere tre articoli tratti dal sito della Abc, che è uno dei più importanti network giornalistici degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andando in ordine di tempo il primo è &lt;a href="http://i.abcnews.com/US/wireStory?id=3718390"&gt;questo&lt;/a&gt;. Sull’inglese scherzavo: se volete potete leggerlo anche voi, ma il riassunto posso farvelo tranquillamente io.&lt;br /&gt;In pratica, un uomo inglese conosce su Internet un dominatore e dopo avere chiacchierato un po’ decide di andarlo a trovare dall’altra parte dell’oceano. Lo scopo è giocare con il bondage, cioè con l’immobilizzazione erotica. I due si accordano per legare l’inglese, mettergli un cappuccio, un tubicino in bocca attraverso cui respirare e poi chiuderlo in un armadio. Quando l’americano riapre l’armadio il suo amico è morto soffocato. Il dubbio sollevato nell’articolo ha tenuta occupata la stampa per un bel pezzo: il consenso della vittima è una valida attenuante di pena per un omicidio colposo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo &lt;a href="http://i.abcnews.com/Health/story?id=4285958&amp;amp;page=1"&gt;articolo&lt;/a&gt;. Un professore di college va in un famoso &lt;a href="http://www.nutsuite.com/"&gt;studio americano&lt;/a&gt;  di dominatrici, si fa legare appeso per le braccia e incappucciare, viene lasciato solo per un po’ e quando una signora si decide di passare nelle sue vicinanze nota che ha un piede blu. Lo tira giù e lo trova in coma, dal quale si riprende del tutto dopo tre giorni di spavento.&lt;br /&gt;Le tre pagine di articolo esaminano alcuni incidenti simili (fra cui quello del reportage precedente) e procedono con lo spiegare che ci sono vari tipi di persone che sono attratte dalla sottomissione. Secondo il redattore, una parte ama il “gioco sociale e la teatralità”, mentre alcuni sono vittime di traumi infantili che li porta a cercare dolori atroci… e vi risparmio le altre stupidaggini raccontate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo articolo invece è &lt;a href="http://i.abcnews.com/US/story?id=4703433&amp;amp;page=1"&gt;questo&lt;/a&gt;, ed è da lì che ho tratto la foto iniziale. Tanto per cambiare si parla ancora di disgrazie: i due hanno un rapporto cosiddetto “di cuckoldismo”, ossia di cornificazione volontaria, consapevole e gradita. Lei lega lui a una sedia, gli mette un sacchetto in testa con due taglietti in corrispondenza delle narici e va dal suo amante. Quando torna 20 ore dopo il marito è, guarda caso, morto soffocato.&lt;br /&gt;Pare che la coppia avesse fatto molte volte questo tipo di cosa, e che l’uomo si fosse sempre liberato appena uscita la moglie per aspettarla buono buono davanti alla tv. Qui il caso è simile a quello del primo articolo, ma con una variante: mentre i giudici discutono delle possibili attenuanti, i famigliari del morto spingono per un inasprimento della pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna qui non siamo a &lt;em&gt;Forum&lt;/em&gt; e l’unico mio coinvolgimento con tutti e tre i casi si limita a un normale dispiacere davanti a delle vite spezzate. Il motivo per cui vi ho reso partecipi di queste notizie invece è un altro: vorrei mettervi nei panni dei detective e chiedervi quale elemento trovate in comune in questi incidenti.&lt;br /&gt;Se mi rispondete che ci sono di mezzo delle legature, che sono tutti soffocati o che sono stati degli imbecilli avete ragione ma siete fuori strada. Il vero elemento chiave è uno solo: tutte le vittime sono state lasciate sole nel momento in cui più avevano bisogno di essere invece tenute d’occhio! Vediamo un po’ la cosa dal punto di vista di chi il bondage lo pratica da anni…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo caso: che senso aveva chiuderlo in un armadio? Certo, probabilmente la vittima trovava eccitante l’idea di essere “abbandonato e dimenticato” come si fa con un oggetto – non sarebbe certo il primo ad avere fantasie del genere. Ma diciamoci la verità: per ottenere lo stesso effetto sarebbe stato sufficiente bendarlo, e non si sarebbe potuto rendere conto della presenza o meno del suo amico. O, se proprio, lo si poteva chiudere dietro uno sportello a griglia, attraverso cui tenerlo costantemente sott’occhio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo caso: qui la colpa è tutta della volpona che ha pensato bene di lasciare una persona sola in quella posizione, e a giudicare da come sono andate le cose pure per un bel pezzo. Tenere a lungo le braccia sopra la testa pone infatti sotto sforzo il sistema cardiocircolatorio e, a parte nei film, è una posizione che può essere mantenuta senza problemi per non più di una decina di minuti.&lt;br /&gt;In effetti, lo studio dove è avvenuto l’incidente è una delle moltissime “catene di montaggio della dominazione” così diffuse all’estero. Le ragazze che vi lavorano sono di solito prostitute o studentesse in cerca di arrotondare, che non hanno alcuna idea di come funzionino i giochi di dominazione e, evidentemente, nemmeno molto buon senso. Per evitare guai sarebbe bastato stargli vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo caso: questa volta è proprio tutta la situazione a essere così assurda che voglio ben sperare che non vi serva una spiegazione. Venti ore! Una persona ci mette molto meno di venti secondi a subire danni cerebrali in condizione di soffocamento… e quella lo lascia senz’aria per venti ore!&lt;br /&gt;Se l’infermiera che è in me rabbrividisce, la Dominatrice è davvero infuriata. Se rileggete i vecchi post di questo blog vedrete che ho già parlato – e condannandolo molto chiaramente – di soffocamento in passato. Non è che pretenda che tutto il mondo legga il mio blog (beh, non sarebbe male…), ma il fatto è che per sapere che eros e apnea non vanno d’accordo non ci vuole certo un genio, o un corso di laurea. In effetti, come avete visto basta leggere i giornali: con notizie come queste, ci si aspetterebbe che la gente smettesse di fare certi giochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà ho letto da poco una statistica che dice che ogni anno muoiono così circa 1.200 persone nei soli Stati Uniti. Figuriamoci quindi quanti sono gli idioti in tutto il mondo… Ma come dicevo prima non bisogna lasciarsi trarre in inganno dalle apparenze. Qui il vero problema non è la stupidità dei protagonisti e per assurdo nemmeno la scelta del gioco più pericoloso che ci sia.&lt;br /&gt;Il dramma sta tutto nel fatto che le persone legate siano state lasciate sole. Un po’ perché se si sta condividendo un’esperienza – grande o piccola che sia – la parola stessa dice che bisogna essere almeno in due. Perché mai bisognerebbe andarsene e lasciare l’altro da solo? Ma soprattutto: se i partner fossero rimasti a portata di sguardo, sui giornali non ci sarebbe stato nessun articolo morboso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so se avete mai visto soffocare qualcuno, e comunque non ve lo auguro. Però una cosa è certa: può essere legato finché volete, ma potete star sicuri che saprà attirare la vostra attenzione. Distinguere i segni di panico, pericolo o semplice disagio è una semplice questione di istinto.&lt;br /&gt;Anche se in queste pagine non faccio altro che lodare l’intelligenza, la preparazione tecnica e le conoscenze pratiche di chi domina, a volte l’istinto è tutto quel che serve per riconoscere un brutto imprevisto e risolverlo nell’arco di pochi secondi. Certo, bisogna essere presenti. E avere buon senso. Ed essere interessate a ciò che si sta facendo… A differenza delle persone di cui avete letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altra parte della barricata, naturalmente, è ancora più semplice. Quando si ha voglia di fare un’esperienza di sottomissione, basta mettersi nelle mani di qualcuno che sappia cosa fa. Ma più di tutto: che sia interessata a voi come persone, non come polli da spennare, mariti di scarto o altro.&lt;br /&gt;Non è difficile. È sufficiente scegliere una Dominatrice (come se poi ce ne fossero molte!) che fa ciò che fa per passione, e sa dimostrarlo. Io una la conosco di sicuro, e voi?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-4542389880691331607?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4542389880691331607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4542389880691331607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/05/giochiamo-ai-detective.html' title='Giochiamo ai detective'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-5808487785510522898</id><published>2008-04-20T14:22:00.001+02:00</published><updated>2008-04-20T14:25:13.348+02:00</updated><title type='text'>Dal Convegno di Sessuologia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ormai questo blog sta diventando una specie di telegiornale. Ogni volta che mi preparo a scrivere qualcosa sulle mie esperienze personali avviene qualche avvenimento che le fa passare in secondo piano, e conquista inevitabilmente la tastiera. Oggi tocca a un evento che si è appena concluso a Roma e al quale ho avuto l’opportunità di partecipare come osservatrice grazie all’invito di uno dei miei servitori più fedeli, che conosco sin dai tempi in cui si era appena laureato. Oggi è uno psichiatra piuttosto noto, ed è per il suo lavoro che ha partecipato al convegno annuale della &lt;a href="http://www.europeansexology.com/"&gt;Federazione Europea di Sessuologia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Sapete come vanno queste cose: giorni e giorni di incontri, conferenze, lezioni e seminari ai quali partecipano centinaia di esperti provenienti da tutto il mondo. Per quanto l’argomento mi interessi molto, devo sinceramente ammettere che seguire tutta la manifestazione sarebbe stato un po’ troppo pesante. In compenso ho presenziato volentieri all’evento che ha aperto il convegno, e di cui mi dicono si sia continuato a parlare per tutta la settimana a seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema del seminario era, come avrete intuito, il BDSM e la sessualità estrema in generale. Il relatore principale è stato un giovane professore membro dell’Associazione &lt;a href="http://www.aispa.it/"&gt;Italiana di Sessuologia e Psichiatria Applicata&lt;/a&gt;, che ci ha intrattenuti per un’ora abbondante con la presentazione dei suoi studi scientifici.&lt;br /&gt;Il motivo per cui la cosa mi ha interessata tanto è che, una volta tanto, chi pratica erotismo estremo non è stato stigmatizzato o preso per matto. Anzi, la presentazione ha spiegato con il supporto di ricerche inconfutabili che… chi fa queste cose di solito sta molto meglio della media, con meno nevrosi e un rapporto di coppia di gran lunga più sereno. Il merito sembra che non sia tanto delle corde e delle fruste ma dell’abitudine che abbiamo a comunicare in maniera più chiara e sincera con i nostri partner – ma anche avere l’apertura mentale di esplorare le sensazioni più insolite fa la sua parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella seconda parte del seminario ha preso la parola &lt;a href="http://www.ayzad.com/"&gt;Ayzad&lt;/a&gt;, che oltre a essere un amico è l’autore del più importante libro sulla dominazione mai realizzato in Italia, e ha brevemente spiegato quei concetti di rispetto, sicurezza e maturità di cui vi parlo ormai da anni e che non credo abbiano bisogno di essere approfonditi. I sessuologi intervenuti però sono rimasti sorpresi da cose quali l’attenzione che viene posta nel praticare “torture” anche tremende senza però provocare alcun danno… e sono state vittime di un gioco che ho trovato molto divertente.&lt;br /&gt;Sul grande schermo allestito sono infatti passate dei brani tratti da vari libri, e il gioco consisteva nel capire da che tipo di opera fossero stati tratti. Per esempio, nel primo caso c’erano due descrizioni: una di come cavare un occhio a qualcuno facendolo soffrire il più possibile e una di come prepararsi a ogni genere di emergenza, comprese le insolazioni e le crisi di panico. Poi è stato chiesto: “quale di queste viene da un manuale di BDSM e quale da un corso per operatori umanitari?” Ovviamente la risposta è che quella descrizione violentissima era stata tratta da un corso per soldati americani di stanza in medio oriente… ma molti ne sono rimasti sorpresi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine di tutto questo c’è poi stata una dimostrazione pratica di alcuni giochi classici. Una partecipante si è fatta fare un bel bondage in stile giapponese, un’altra si è fatta frustare (moooooolto leggermente) da un artigiano specializzato nella creazione di fruste di altissima qualità che era stato invitato a presentare i propri lavori, e mi dicono che un’altra sessuologa abbia provato la stimolazione elettrica, ma sinceramente non sono riuscita a vederlo perché ero impegnata a parlare con l’artigiano.&lt;br /&gt;Ho trovato molto bello che questi personaggi che di solito se ne stanno lontano da tutto nell’alto delle loro torri d’avorio abbiano accettato di “sporcarsi le mani”, anche solo per un piccolo gioco come questo. A dire la verità il conferenziere gli ha dovuto ricordare più volte che “se non lo fate voi che siete sessuologi, chi lo deve fare?”, però l’importante è il risultato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, ancora più importanti sono state le conclusioni del seminario. L’ultima presentazione conteneva infatti le dichiarazioni più sconvolgenti. Per capire di cosa sto parlando dovete ricordare che sino a oggi chi pratica sessualità alternative non era visto precisamente come un malato dagli psicologi, però sicuramente era guardato con un bel po’ di sospetto. Invece…&lt;br /&gt;Invece gli studi scientifici presentati hanno dimostrato che non solo chi fa BDSM non è un malato, ma addirittura che le persone “normali” dovrebbero prendere esempio dalla maturità con cui noi affrontiamo questa sfera così importante della nostra vita. Oltre a questo è stato spiegato ai sessuologi come studiare il fenomeno, in modo da potere rispondere correttamente alle domande dei clienti e saper risolvere loro eventuali problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché l’unico modo per conoscere la dominazione è osservarla molto da vicino, è stato raccomandato di fare “ricerca sul campo” approfittando dell’occasione per sperimentare di persona almeno qualcuna delle sensazioni provocate dal nostro tipo di giochi. Ma poiché le vere ricerche scientifiche richiedono molto tempo e il dispiegamento di forze ingenti c’è stato ancora di più.&lt;br /&gt;La Federazione di Sessuologia Europea ha infatti dichiarato che aprirà un osservatorio di ricerca su questi temi, in modo che per la prima volta al mondo sarà possibile raccogliere e studiare dati precisi, realistici, e forse si riuscirà a cancellare una parte della discriminazione che oggi pesa ingiustamente su chi ama collari e manette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono rientrata a casa da Roma con il sorriso sulle labbra, che si è allargato ancor di più quando nei giorni successivi ho letto i molti articoli che hanno parlato del seminario sui giornali e ho ricevuto notizia di quante volte sia stato citato in radio. Insomma, da questo momento in poi è ufficiale: se qualcuno si permette di dirci che siamo matti, malati o qualcosa del genere gli si può rispondere “no, e lo dicono anche gli scienziati”.&lt;br /&gt;Secondo me è una vittoria mica male per il mondo dell’erotismo…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-5808487785510522898?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5808487785510522898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5808487785510522898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/04/dal-convegno-di-sessuologia.html' title='Dal Convegno di Sessuologia'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6890526496662509996</id><published>2008-04-08T13:04:00.001+02:00</published><updated>2008-04-08T13:06:14.890+02:00</updated><title type='text'>Scandalo in Formula Uno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E di che cosa potremo mai parlare, oggi? Vediamo… Che ne dite un argomento scelto completamente a caso… Tipo quello che da giorni ci viene propinato su tutti i giornali, telegiornali, radiogiornali e giornalacci di ogni genere? No, non mi sto riferendo alla farsa delle elezioni, ma allo scandalo di Max Mosley, il presidente della &lt;em&gt;Fia&lt;/em&gt; (l’associazione che controlla, fra le altre cose, il mondo della Formula Uno).&lt;br /&gt;Per amore di precisione voglio cominciare dall’inizio, con &lt;a href="http://www.newsoftheworld.co.uk/3003_nazi_orgy.shtml"&gt;l’articolo&lt;/a&gt; che ha dato il via alla storia . Poiché a tutt’oggi è in corso una battaglia legale che probabilmente costringerà il sito a cancellare &lt;a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-4062061855931835341&amp;amp;q=max+mosley+video&amp;amp;total=134&amp;amp;start=0&amp;amp;num=10&amp;amp;so=0&amp;amp;type=search&amp;amp;plindex=0"&gt;il filmato&lt;/a&gt; che lo accompagna, sarà bene descriverlo per i posteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come potete leggere nell’articolo che ho linkato, il video raffigura il signor Mosley impegnato in un incontro più o meno BDSM con cinque donne che, per motivi che chiarirò dopo, possiamo definire serenamente come “prostitute”. L’uomo entra nel loro piccolo studio sotterraneo (e Londra ne è piena, soprattutto in alcune zone), viene fatto spogliare e comincia un gioco di ruolo in cui lui interpreta un prigioniero trasferito da un campo di concentramento all’altro, e finito nelle mani di una crudele direttrice di lager.&lt;br /&gt;Viene esaminato, legato a un cavalletto e preso a gran colpi di cane (non l’animale, ma la bacchetta di vimini) mentre la signora racconta una confusa storia di colpe, pentimenti e punizioni. Poi improvvisamente i ruoli cambiano: lui si veste da ufficiale nazista, e insieme alla “direttrice” infierisce su tre ragazze vestite da prigioniere. Il gioco sembra essere molto più soft e molto più ironico, tanto che gli aguzzini si mettono a parlare in un finto tedesco equivalente a quello dei nostri fumetti di &lt;em&gt;Sturmtruppen&lt;/em&gt;. C’è un po’ di sesso, poi tutti prendono un tè insieme in grande allegria. Fine del video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A giudicare da come è stato realizzato il tutto non abbiamo a che fare con una ripresa fatta dal diretto interessato per uso personale. Tutto fa pensare a un pedinamento e un ricatto eseguito con telecamere nascoste dietro a finti specchi e così via. A un certo punto Mosley deve essersi rifiutato di pagare l’estorsione e il materiale è finito nelle mani di uno dei peggiori giornali scandalistici del mondo.&lt;br /&gt;La storia vera e propria inizia qui. Appena la notizia comincia a girare, infatti, tutti i mass media si precipitano a riprodurre video e articolo originale per mettere alla berlina il patron della Formula Uno. Nell’arco di un giorno c’è una levata di scudi che richiedono il suo immediato licenziamento, e 24 ore dopo le ultime notizie dicono che il gran premio previsto nel Bahrein rischia di essere annullato “per l’immoralità di Mosley”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il momento non so dirvi altro, a parte il fatto che uno dei miei fidi schiavi informatici mi ha comunicato che tutti i siti BDSM italiani e stranieri non fanno altro che parlare di questo avvenimento, perdendosi di solito nei comuni sterili litigi che contraddistinguono sempre il Web. Quello che posso però dire sono le mie considerazioni personali su tutta questa vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima riguarda le reazioni delle uniche persone veramente interessate. Mosley ha dichiarato di essere dispiaciuto per l’imbarazzante rivelazione, ma anche che si è trattato di una campagna finalizzata a danneggiare la sua carriera. Sua moglie (che nelle foto ha un’aria decisamente da Dominatrice) ha mantenuto il riserbo, mentre Bernie Ecclestone, che è stato il predecessore di Mosley, ha detto semplicemente che “quello che uno fa in privato sono solo affari suoi, e non c’entra niente con la sua vita professionale”.&lt;br /&gt;Beh, sapete che vi dico? Sono d’accordissimo con tutti e tre: mi sembrano le reazioni più logiche, sincere e appropriate di fronte a una situazione in cui non si sarebbe voluto trovare nessuno, ma che francamente riguarda solo il protagonista e, semmai, sua moglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi vi risparmio le mie considerazioni su chi ha architettato tutto lo scandalo. In passato c’è stato un uomo che amava ripetere che “basta frugare un’oretta nella vita di una qualsiasi persona, e qualcosa per distruggerla lo si trova di sicuro”: era Goebbels, che di mestiere faceva guarda caso proprio l’ideologo dei nazisti.&lt;br /&gt;Purtroppo viviamo in un’epoca in cui gli insulti e le insinuazioni sono diventati uno strumento comune di battaglie politiche, scatti di carriera, stragi e così via: ormai ci siamo abituati a considerare queste cose normali, ma fino a pochi anni fa era altrettanto normale che a vergognarsi dovesse essere la persona che insultava, perché si era dimostrata incapace di sostenere una discussione logica e adulta. Abbiamo avuto molte occasioni di capire che avevano ragione i nostri antenati: basta pensare alla guerra in Iraq, alle storie di fotoricatti ai “vip”, allo sfascio della politica. Eppure si continua su questa china… e non me la sento di essere proprio io a lottare contro i mulini a vento come Don Chisciotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delle persone su cui mi sento invece di potere esprimere giudizi precisi sono le compagne di giochi di Mosley. Escludiamo pure che non fossero al corrente della presenza di telecamere e microfoni nascosti: è una tesi che non sta in piedi. Ciò vuol dire che sono state complici consapevoli, e che per il miraggio di un guadagno hanno buttato nella spazzatura la loro etica, il rispetto per sé stesse e per quello che era un loro cliente. Personaggi del genere, senza alcuna morale, si possono solo chiamare prostitute.&lt;br /&gt;Credo che mi conosciate abbastanza per sapere che una Dominatrice è tutt’altro genere di persona. Sì, può partecipare a giochi erotici anche più strani e perversi di quelli che si vedono nel video incriminato, ma per motivi completamente differenti. Soprattutto, ogni sua azione è guidata dal rispetto per il partner e per la sua privacy e benessere, che non vengono mai messi a repentaglio. Vedere che alcuni giornali si sono permessi di definire “Padrone, Mistress, Dominatrici” e così via le donnacce dello scandalo mi fa rabbrividire per l’ignoranza delle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto lasciatemi parlare, e male, di Max Mosley. Ho mille motivi per farlo. Innanzitutto perché bisogna essere degli emeriti imbecilli per mettere a rischio la propria carriera e la propria vita andandosi a infilare in un pasticcio simile. Figuratevi se non posso capire la sua voglia di passare qualche ora a divertirsi come più gli piace… ma vi pare sensato andarlo a fare con persone sconosciute, nella città in cui abita, in un ambiente evidentemente per nulla professionale (provate a confrontare le foto dell’appartamentino incriminato e quelle per esempio del mio studio e ditemi se vi sembrano simili…)… quando ci sono tante alternative?&lt;br /&gt;Ma dico… Gli sarebbe costato tanto sforzo contattare una delle oltre cinquecento dominatrici professioniste di Londra? Sarebbe stato tanto difficile, soprattutto per una persona ricca e potente come lui, organizzare un festino privato a casa propria? Era così complicato coinvolgere qualcuna fra le miriadi di splendide ragazze che girano attorno al mondo della Formula Uno e non si sognerebbero mai di rivelare certi segreti imbarazzanti anche per loro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bello è che Mosley è solo l’ultimo di una serie infinita di personaggi pubblici che seguono lo stesso comportamento. Ve li ricorderete anche voi: il senatore conservatore americano che è molestava la gente nei bagni pubblici; il presidente degli Stati Uniti che professava fedeltà e si è fatto beccare letteralmente a braghe calate; il principe feticista degli alluci; l’esercito di preti, vescovi e cardinali che regolarmente si fanno scoprire con prostitute di ogni sesso e purtroppo spesso con bambini… Fateci caso: di solito sono proprio le stesse persone che conducevano le più grandi crociate contro il sesso, la pornografia, l’educazione sessuale e così via.&lt;br /&gt;La realtà invece è molto semplice: nella vita bisogna essere onesti, soprattutto se si ricopre una posizione pubblica. Forse vi ricorderete di come andarono le cose durante la prima guerra del Golfo, quando si scoprì che un ispettore delle Nazioni Unite era membro di una grande associazione BDSM gay: lui disse semplicemente “embè? Mica l’ho mai nascosto. Se vi azzardate a discriminarmi per come vivo la mia vita privata vi denuncio tutti. Se invece ci sono dei problemi con il mio lavoro di ispettore ditemelo e licenziatemi pure, ma non vi sarà facile, perché sono una persona responsabile e mi comporto molto più seriamente di tanti miei colleghi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risultato: se ne stettero tutti zitti. La cosa occupò una piccolissima notizia su alcuni giornali, e amici come prima. Chi invece comincia a raccontare balle e mettersi sulla difensiva è proprio stupido… come Mosley, che ha pensato bene di dichiararare che lui dalle prostitute c’è andato, ma la parte nazista non è mai avvenuta.&lt;br /&gt;Ma per la miseria… Ma se ci sono le riprese di te che giochi al lager nazista, perché devi raccontare una scemenza simile? Cosa ti costa dire: “a parte il fatto che in privato mi vesto come voglio, che l’uniforme non era vera ma solo qualcosa che ci assomigliava (ed è vero: come riproduzione è pure bruttina) e che se ci avete fatto caso ho giocato anche a fare il prigioniero ebreo… Non avete visto che era solo una recita? Siete proprio scemi, neh?” Bastava una risposta del genere e la storia si sarebbe per lo meno sgonfiata… e invece no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, sta ancora gonfiandosi un secondo scandalo sul fatto che il padre di Mosley fosse un simpatizzante nazista, sui contenuti, sul fatto che uno che si mette un’uniforme così non possa gestire la Formula Uno (eh? E perché? Cosa diavolo c’entra?) e così via. E se tanto mi dà tanto vedrete che nelle prossime settimane la cosa si complicherà ulteriormente.&lt;br /&gt;Ma per tornare ai cosiddetti Vip coinvolti negli scandali: a parte essere onesti e non comportarsi da deficienti c’è un modo ancora più semplice per non finirci. Basterebbe che i vari senatori, presidenti, preti, eccetera la smettessero di criminalizzare le fantasie sessuali. Non certo la pedofilia, che resta comunque un crimine gravissimo, ma tutti i giochi fra adulti consenzienti e consapevoli. Ve la immaginate la scena?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ministro! Lei è stato visto con una prostituta!”&lt;br /&gt;        “Embè? Mica è un crimine.”&lt;br /&gt;“Reverendo! Lei ha fatto sesso con un uomo!”&lt;br /&gt;        “Embè? Mica è un crimine.”&lt;br /&gt;“Presidente! Lei si è fatto succhiare l’uccello!”&lt;br /&gt;        “Embè? Mica è un crimine”… e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma: ci piacciono i giochini? Mica è un crimine, suvvia… Vedete un po’ tutti di pensare a cose più serie, piuttosto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6890526496662509996?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6890526496662509996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6890526496662509996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/04/scandalo-in-formula-uno.html' title='Scandalo in Formula Uno'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-5619900612137558774</id><published>2008-03-30T01:20:00.001+01:00</published><updated>2008-03-30T01:20:43.039+01:00</updated><title type='text'>Ballbusting (seconda parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Eravamo rimasti in compagnia del caro Andrea, appeso nella mia stanza dei giochi senza la possibilità di difendersi. Ricorderete che il tema dell’incontro era il ballbusting, e che la mia volonterosissima vittima era bendata, senza la possibilità di sapere quando sarebbe arrivato il primo colpo sulle sue parti più sensibili.&lt;br /&gt;Il gioco è iniziato con il tormento della parte che invece piace più a me, cioè il cervello. Prima di cominciare me la sono presa molto comoda: so benissimo che la paura dell’ignoto è ben più terribile di qualsiasi tortura fisica, così ho lasciato il mio amico a interrogarsi su cosa stessi preparando per lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come previsto sono bastati pochi minuti per vederlo cominciare a sudare e tremare per i brividi causati dall’ansia e dalla posizione scomoda in cui l’avevo obbligato. Poi mi sono concessa una passeggiatina fino alla mia Scarpiera: come ben sapete è piena di calzature fetish e raffinate, così ho dovuto fare una certa fatica prima di trovare un paio di scarpe abbastanza pesanti da fare un rumore adeguatamente minaccioso. A quel punto le ho indossate e, complice l’impossibilità per lui di vedermi, mi sono divertita a tornare da lui calcando forte i passi – come prevedevo, alla fine dei giochi mi ha confessato di aver pensato che mi fossi messa chissà quali stivali chiodati per massacrarlo…&lt;br /&gt;In realtà per un po’ mi è bastato vederlo tremare ed eccitarsi sotto il perizoma nero che gli avevo fatto tenere addosso. Per un bel pezzo non ho detto neanche una parola, ed era evidente che Andrea volesse spezzare quel silenzio con una frase qualsiasi… ma è stato abbastanza intelligente da evitarlo e contribuire così a far crescere l’atmosfera di tensione che si stava creando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tornata alla Scarpiera per indossare qualcosa di più consono alle mie deliziose estremità, poi mi sono riavvicinata al mio amico stando questa volta bene attenta a non fare alcun rumore. “Mmh… Sai, sto pensando a quale sia il modo migliore per divertirmi con le tue inutili palle,” gli ho detto quindi all’improvviso, facendolo trasalire. “O meglio, le palle che saranno presto rese inutili dai miei giochi crudeli…”&lt;br /&gt;Ormai l’avevo portato al confine con la paura vera, ma siccome sono convinta che nei giochi di dominazione ci debba sempre essere la massima fiducia fra i partecipanti, ho introdotto anche un nuovo elemento che non gli facesse chiedere di interrompere l’incontro prima del previsto. Più precisamente, gli ho applicato un paio di pinzette ai capezzoli – cosa che so che gli piace molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stato necessario usare un modello particolarmente severo: in quelle condizioni anche il minimo tocco risulta amplificato all’inverosimile, e infatti la reazione è stata di sorpresa mista a dolore e, ovviamente, a un’aumento dell’eccitazione. Che ho subito utilizzato contro di lui.&lt;br /&gt;“Chi ti ha dato il permesso di fare così?” gli ho chiesto. “La tua insolenza mi fa venire in mente che forse dovrei schiacciare in questo modo anche i tuoi testicoli… Ti immagini che effetto farebbe trovarseli stritolati da una bella morsa?” Non avete idea di quanto mi piaccia sconvolgere la mente di chi si mette nelle mie mani: Andrea non sapeva più cosa fare o dire, la sua eccitazione naturalmente aumentava sempre di più, e a quel punto ho alzato ancora una volta la posta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima gli ho appoggiato l’indice alla base della gola, spingendo sulla pelle appena appena il necessario per graffiarlo un po’ con la mia unghia fresca di manicure. Quel contatto improvviso l’ha lasciato senza fiato… e riprendere a respirare normalmente è stato ancora più difficile quando il dito ha cominciato a scendere, lasciandogli una leggerissima striscia rossa sul petto, sui suoi begli addominali da atleta e… basta.&lt;br /&gt;“Non ti sarai mica creduto che una Signora come me si abbassasse a toccarti là sotto, vero?” l’ho sorpreso un po’. “No, a me l’unico motivo per cui potrebbe interessare sfiorarti i genitali è per farti piangere. Cosa dici, pensi che dovrei farlo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio piccino ha preso a tremare come una foglia, combattuto su come rispondere. E poi: “Sì, signora.”&lt;br /&gt;“Sì cosa?”&lt;br /&gt;“Sì, la prego di toccarmi, signora.”&lt;br /&gt;“Non ho ben capito. Perché dovrei toccarti, schifoso che non sei altro?”&lt;br /&gt;“Per… farmi male, signora.”&lt;br /&gt;“Sei davvero un disastro… Nemmeno in grado di mettere insieme una frase comprensibile. Chiedi bene.”&lt;br /&gt;“La prego, signora, sarebbe così gentile da volersi divertire a farmi male… alle palle, signora?”&lt;br /&gt;“Mmh… Molto meglio. Vediamo cosa si può fare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potete immaginare che Andrea fosse ancora dell’idea che un gioco di ballbusting fosse solo una storia di calcioni violenti. Pensate quindi alla sua sorpresa quando gli ho accarezzato il viso con un lungo guanto di pelle, facendogliene assaporare il profumo. “Scordati pure che mi sporchi con qualcosa di disgustoso come te,” gli ho detto. “Per toccarti devo come minimo proteggermi le mani.”&lt;br /&gt;Ho fatto un altro passaggio come quello di prima, ma questa volta sfiorando con la punta delle dita anche le pinzette che aveva ancora attaccate ai capezzoli. Ormai Andrea era in stato confusionale, ed è stato un piacere riportarlo coi piedi per terra scendendo sino al perizoma… e stringendogli i gioielli di famiglia fra le dita. In queste cose non è necessario esagerare: anche una stretta moderata è più che sufficiente per far vedere le stelle al sottomesso, e infatti sono stata bene attenta a comprimere quanto bastava per ridurre un po’ la sua eccitazione, ma non del tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi sembra il caso di starvi a raccontare troppo dettagliatamente il resto dell’incontro. Vi basti sapere che mi sono divertita a lungo a ripetere questo giochino: ogni volta lo portavo sul ciglio dell’orgasmo… e ogni volta lo strizzamento lo faceva impazzire. Ogni volta, naturalmente, la stretta diventava anche più forte e più lunga, così come sui capezzoli si aggiungevano pesi piccoli ma gradatamente più duri da sopportare. E ogni volta la mia vittima era la prima a supplicarmi di continuare.&lt;br /&gt;Insomma, dopo un po’ Andrea era cotto a puntino. È stato lì che gli ho ricordato con tutto il mio sadismo che lo aspettava ancora un incontro molto ravvicinato con le mie scarpe… e ho continuato a giocare in altro modo. Prima l’ho fatto quasi svenire accarezzandolo con un paio di forbici… che naturalmente sono servite solo a tagliare il suo perizoma. Poi ci siamo divertiti a scoprire i diversi effetti di un torchietto per genitali, una leggera frusta di crine di cavallo fatta apposta per colpire quelle parti senza provocare altro che un interessante calore ma nessunissimo segno o danno, poi qualche carezza con una spugnetta abrasiva…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante tutti questi giochi è stato molto bello, per me ma anche per lui, continuare anche a sperimentare gli effetti delle mie parole su di lui. In alcuni momenti prevaleva la sensualità, in altri la cattiveria, a volte ero confortante e altre un’umiliazione continua. Quando si ha una certa abilità in queste cose, ogni sfumatura può portare risultati affascinanti.&lt;br /&gt;Ma per quanto potesse piacermi quel passatempo, stava arrivando il momento in cui doverlo tirar giù dalla posizione in cui l’avevo messo. Nei film infatti è normale vedere gente appesa con le mani più in alto della testa, ma nella realtà dopo un po’ quella posizione scombussola la circolazione e può risultare molto sgradevole, così…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così mi sono divertita a farmi implorare in ogni modo di dargli quei calci per cui era venuto a trovarmi. Scommetto che vorreste sapere tutto di quei momenti, vero?&lt;br /&gt;Beh, mi spiace. Come tutte le esperienze davvero speciali, credo che sia giusto che rimanga un ricordo solamente mio e di Andrea. Al massimo posso dirvi che si è trattato di qualcosa molto, ma molto differente da quel che aveva in mente lui all’inizio. Non ho detto meno forte, sia chiaro: i colpi sono stati pochi ma ben decisi. Quel che non si aspettava era che una pratica del genere potesse essere gestita anche “in stile Madame Ingrid” – cioè indimenticabile, sicura, e soprattutto piacevole, per quanto possa sembrare strano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che la conclusione più interessante di questa storia sia sulla mia agenda degli appuntamenti. Andrea si è già prenotato per ripetere l’esperienza. E non immagina nemmeno cosa altro mi inventerò la prossima volta…&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-5619900612137558774?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5619900612137558774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5619900612137558774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/03/ballbusting-seconda-parte.html' title='Ballbusting (seconda parte)'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3474637914364128306</id><published>2008-03-25T14:33:00.000+01:00</published><updated>2008-03-25T14:37:29.708+01:00</updated><title type='text'>Ballbusting!</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Oggi è stata una giornata meravigliosa. Non solo per il bel tempo meteorologico, ma soprattutto per le belle ore passate con… chiamiamolo Andrea, un bel ragazzo che viene ogni tanto a trovarmi partendo dalla Romagna. È un tipo di persona che mi piace molto: quando si gioca sa fare onore al suo ruolo e tenere la bocca chiusa se non gli viene ordinato, ma prima e dopo è capace di tenere una conversazione dignitosa, in cui esprime chiaramente e in maniera molto diretta i suoi pensieri.&lt;br /&gt;Se pensate che in questo non ci sia niente di strano evidentemente non avete conosciuto una buona parte delle persone che mi contattano. Non si può naturalmente fare di tutta l’erba un fascio, ma una caratteristica comune a molte di loro è la gran confusione che fanno quando si tratta di comunicare ciò che sentono, desiderano, sognano, temono e così via. Certo, ho i miei modi per farli parlare… ma è raro che abbia voglia di applicarli. Non ne vale la pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Andrea invece, come dicevo, parlare è un piacere. Comunicare con semplicità è un dono importante in generale, ma ancora di più quando ci si incontra per impostare un’esperienza di dominazione. In questo caso, per esempio, ho deciso di affrontare con lui una pratica che sapevo lo terrorizzava e intrigava da tempo.&lt;br /&gt;Non sono una donna che giri tanto attorno alle cose. “Andrea,” gli ho detto appena arrivato, “oggi mi piacerebbe provare con te un po’ di &lt;em&gt;ballbusting&lt;/em&gt;”. Lui ha reagito in un modo carinissimo: prima è impallidito, poi arrossito, poi di nuovo pallido… e così via per tutta la durata della nostra chiacchierata “orientativa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammetterò che quell’effetto technicolor era abbastanza giustificato. Il ballbusting, cioè l’inflizione di dolore tramite colpi ai testicoli (di solito calci, ma non solo), è una delle pratiche più estreme cui si possa sottoporre un uomo. Le palle infatti sono molto più resistenti di quanto normalmente si pensi, ma sono anche parecchio più sensibili di quel che crede la maggior parte delle donne.&lt;br /&gt;Nelle pellicole d’azione capita abbastanza spesso che durante una rissa qualcuno venga messo KO da un calcio fra le gambe… E nella vita vera è la stessa cosa, con la differenza che la reazione naturale dell’organismo a un impatto di quel tipo è, oltre a piegarsi in due, una crisi di vomito, crampi e altri sintomi che di erotico non hanno proprio niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò nonostante gli appassionati di ballbusting sono moltissimi, almeno in teoria. È una cosa che accade con tutte le pratiche estreme: a parole tutti le adorano, e poi quando viene il momento di provarle sul serio non si sa come mai, ma sono ben pochi quelli che non si tirano indietro. Con Andrea era la stessa cosa.&lt;br /&gt;Da una parte l’idea di essere alla mercé di una Dominatrice con tutte le intenzioni di provocargli una sofferenza così intensa lo eccitava molto, al punto di avermene parlato fin dal nostro primo incontro. Dall’altra, la sola possibilità di ritrovarsi a gambe aperte di fronte ai miei stivali a punta affusolata era sufficiente per fargli tremare la voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapeste quanto mi piacciono, le voci che tremano… Così l’ho lasciato parlare un po’ e ho inquadrato meglio il problema. In pratica, la sua paura derivava soprattutto dai filmati scaricati da Internet, dove a volte si vedono calcioni che addirittura sollevano di peso la vittima. Forse una fantasia interessante per chi ama la violenza, ma qualcosa che personalmente trovo ripugnante.&lt;br /&gt;L’altro timore che aveva, e che lui stesso dichiarava essere ridicolo, era di “far finire tutto troppo presto”. Cosa sarebbe successo se fosse crollato al primo colpo? Avrebbe sprecato l’occasione di questo viaggio per vedermi ed esplorare insieme la sensualità dell’erotismo estremo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo anche riconoscere che conversare mi piace molto ma non è per chiacchierare che di solito mi si viene a trovare, così a un certo punto ho dovuto tagliare corto.&lt;br /&gt;“Dimmi cosa vuoi fare, Andrea,” l’ho affrontato. “Puoi stare qui a parlare, oppure provare la cosa che riempie tante tue fantasie di sottomissione. Non ti voglio costringere a fare niente, ma ora devi decidere. Se accetti ti prometto che ti farò molto male, proprio come sogni e come ho voglia di farti… Ma anche che sarà un’esperienza molto più piacevole di quello che puoi immaginarti. Decidi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi minuti dopo era in perizoma, trascinato a quattro zampe dietro di me da un guinzaglio di cuoio nero. Potevo quasi sentire i suoi occhi fissi sui tacchi delle mie decolleté, così mi sono divertita a fargli arrossare un po’ le ginocchia passeggiando per il mio studio, fino a quando non l’ho portato alla Scarpiera.&lt;br /&gt;Andrea, come la maggior parte delle persone, è un incontenibile feticista. Era quindi naturale che lo facessi impazzire un po’ scegliendo con tutta calma le calzature per la sua tortura: stivali con tacco a stiletto? Sandali a zeppa con tacco tempestato di swarovski? Un bel modello da gala di seta finissima ma con una punta acuminata come poche? O sandali maculati dove la punta è addirittura in metallo? Ogni modello è stato provato con la sua gentile e sbavante assistenza, fino a che non mi sono decisa per un design firmatissimo di una pelle che adoro: quando si scalda al contatto col piede emana un sottile aroma di cuoio che fa andare in brodo di giuggiole i fortunati che dovessero trovarsi col naso a pochi centimetri dalla tomaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tappa successiva è stata nella Camera Rossa, dove ho piazzato il mio schiavetto in ginocchio in un angolo, faccia al muro mentre mi prendevo tutto il tempo per decidere quali fossero gli strumenti migliori con cui immobilizzarlo, e dove. Alla fine ho propeso per il mio argano preferito, usato insieme a una sbarra con polsiere e due catene a terra che costringono a tenere le gambe bene aperte.&lt;br /&gt;Ho immobilizzato per bene Andrea, che a quel punto era teso come una corda di violino, ho premuto il pulsante che ha sollevato la sbarra fino a fargli alzare le braccia sopra la testa, e ho pensato che fosse molto più carino bendare la mia vittima, in modo che non potesse sapere cosa stava per accadergli. Anche le bende non funzionano come nei film: riuscire a bloccare completamente la visuale di qualcuno è difficilissimo… A meno di avere gli strumenti giusti, che per fortuna nelle mie camere abbondano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato così che Andrea si è trovato imprigionato senza via di fuga, al buio, circondato dai rumori della sua Dominatrice che si aggirava a preparare i giochi a venire. L’unica cosa di cui poteva essere certo è che l’avrei fatto soffrire, e molto.&lt;br /&gt;E siccome sono sadica (l’avreste mai detto?), il resto della storia ve lo racconto la prossima volta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3474637914364128306?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3474637914364128306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3474637914364128306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/03/ballbusting.html' title='Ballbusting!'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-5511230046852542536</id><published>2008-03-11T12:59:00.001+01:00</published><updated>2008-03-11T12:59:58.430+01:00</updated><title type='text'>Clinical</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Sono tornata da poco da un ospedale, dove sono andata a trovare una cara amica vittima di un incidente non troppo grave ma non di meno spiacevole. Come sapete ho un passato da infermiera e pertanto sono abituata alle atmosfere di certi ambienti, ma la visita mi ha portata ad alcune considerazioni che potreste trovare interessanti.&lt;br /&gt;La prima è la risposta a una battuta che fanno sempre un po’ tutti, compresa la mia amica (che sarà dimessa entro un paio di giorni, tanto per la cronaca): sì, in effetti le infermiere e i medici sono un po’ sadici. In parte lo sono per ragioni professionali, visto che purtroppo a volte per applicare determinate cure non si può fare a meno di provocare “qualche disagio” (traduzione: fare un male cane) al paziente. Per esperienza posso però dire anche che fra il personale medico c’è abbondanza di amanti del BDSM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non spaventatevi: non è che si divertano a infierire sui pazienti. Tuttavia l’inevitabile abitudine a stare a contatto con sofferenze vere porta a considerare molto meno drammatici i piccoli dolori di certe pratiche erotiche; Inoltre non si può negare che il semplice fatto di sapere di avere fra le proprie mani la vita dei degenti dà ogni tanto un certo senso di eccitazione per il potere di cui si è conferiti… e da cosa nasce cosa.&lt;br /&gt;Fidatevi di me: se doveste avere a che fare con personale medico, almeno uno su tre vede certe pratiche con un bel po’ di divertimento. Se negano è solo per ipocrisia, o più probabilmente per tenervi tranquilli. Chissà, magari dopo questa rivelazione potreste vedere in maniera più piacevole un’eventuale ricovero…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando di questa cosa non si può fare a meno di farsi venire in mente anche il cosiddetto &lt;em&gt;clinical&lt;/em&gt;, cioè tutte quelle pratiche erotiche che si ispirano al mondo della medicina e ai suoi rituali. Io personalmente trovo questo tipo di giochi particolarmente affascinanti, ma come dicevamo prima potrebbe trattarsi di una specie di strascico del mio passato. Altri però non vedono allo stesso modo questo modo di “giocare al dottore”.&lt;br /&gt;Naturalmente posso capirli: proprio come un medico è abituato a sdrammatizzare certe situazioni, chi per sua fortuna non ne ha una vera esperienza pratica tende a essere piuttosto spaventato da strumenti chirurgici, camici e mascherine – anche quando li si usa solo per divertimento. Ma a volte è proprio lì che sta il bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come accade sempre quando si ha a che fare con l’erotismo, anche per il clinical ci sono molti modi di giocare. C’è chi è pienamente soddisfatto dal farsi un po’ maltrattare da un’infermiera dal carattere molto deciso e chi invece ama l’ebbrezza di farsi veramente praticare piccole procedure mediche, che possono raggiungere anche livelli di intensità decisamente intensi.&lt;br /&gt;In questi casi è importante come non mai sapersi capire bene e soprattutto mettersi nelle mani di qualcuno che sappia cosa sta facendo. Mi è capitato per esempio di ritrovarmi nell’ambulatorio del mio studio con qualcuno che m’aveva chiesto insistentemente di provare il cateterismo (cioè l’inserimento di un tubicino nella vescica, passando ovviamente per l’uretra) e, dopo che gli avevo chiesto più volte se sapeva bene di cosa si trattasse, vederlo sobbalzare terrorizzato dicendo “ehi, ma me lo vuole infilare DAVVERO?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quando però le idee sono ben chiare è consigliabile andare con i piedi di piombo. Quando si lavora con il corpo umano ogni dettaglio è importante per la sicurezza. Anche in una pratica semplice come un clistere, per esempio, è indispensabile utilizzare strumenti sterili, inseriti correttamente e usare liquidi adatti, nella giusta quantità e temperatura. Tutto sommato, basta che la cannula venga inserita malamente (anche se, lo ammetto, non è una cosa facile) per provocare una lesione anche seria. Figuriamoci quindi cosa può capitare con pratiche anche più impegnative, come per esempio la sutura!&lt;br /&gt;Ciò nonostante il fascino del clinical è proprio questo. Qualsiasi altro tipo di gioco fisico, anche il più intenso, si limita in ogni caso a coinvolgere solo l’esterno del corpo umano. Quando invece si passa alle pratiche mediche è l’interno (magari anche solo un millimetro sotto la pelle, ma non di meno interno) che si va a stimolare, e anche il più piccolo movimento risulta enormemente più sensibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso garantirvi che non c’è niente che possa fare sentire totalmente alla mercé della Dominatrice come lasciarle il controllo delle proprie funzioni fisiologiche e di parti così intime che probabilmente nemmeno voi avete mai pensato di toccare. A volte può essere solo un gioco di ruoli, ma se si sceglie di fare sul serio l’esperienza è davvero travolgente per entrambi.&lt;br /&gt;Un aspetto che mi affascina molto è anche che, dopo avere provato questo tipo di giochi, di solito passa anche molto la paura di medici e ospedali. Almeno un paio di miei amici mi ha chiesto di fare questa esperienza proprio per esorcizzare il timore in vista di un ricovero, e il risultato è stato decisamente positivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordatevi solo di una cosa. Prima di entusiasmarvi troppo all’idea di finire in clinica, tenete quel che dicevamo all’inizio. Molte infermiere sono segretamente sadiche: se doveste dimostrarvi un po’ troppo arzilli mentre siete in corsia, rischiate di attirare le loro attenzioni più crudeli.&lt;br /&gt;Io v’ho avvertito. Poi scegliete voi come comportarvi…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-5511230046852542536?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5511230046852542536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5511230046852542536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/03/clinical.html' title='Clinical'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3748690179691603217</id><published>2008-03-05T20:44:00.001+01:00</published><updated>2008-03-05T20:44:45.834+01:00</updated><title type='text'>Il "vero" sadomaso</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ci sono momenti in cui essere appassionate di dominazione quanto lo sono io è un po’ sconfortante. Parlo di quando mi tocca confrontarmi con l’ignoranza tremenda che la gente ha del BDSM e di queste forme di erotismo: senza stare a ripetere per la centesima volta i motivi “culturali” che hanno reso certe pratiche una barzelletta (o un pericolo) secondo l’opinione pubblica, non posso fare a meno di notare una grande confusione anche in chi – poverino – pensa davvero di capirci qualcosa.&lt;br /&gt;Oggi approfitterò allora dell’occasione per darvi un po’ di definizioni che possano permettervi di evitare equivoci e figuracce anche quando mi scrivete o mi contattate per telefono – cosa che capita con una certa frequenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dal principio con un concetto semplicissimo, che avete senz’altro già sentito esprimere anche nei documentari di Piero Angela. I mammiferi (per i più distratti: noi esseri umani siamo mammiferi) posseggono un istinto innato per la dominazione e la sottomissione.&lt;br /&gt;Ciò vuol dire che fa parte della natura di tutti provare un certo piacere sia nell’imporre arbitrariamente la propria volontà sugli altri, sia nel rinunciare a ogni resistenza e abbandonarsi ai desideri di un’altra persona. Questi istinti possono essere più o meno forti a seconda di tanti fattori che cambiano col tempo, e sono sempre rafforzati se la dominazione/sottomissione avviene in un contesto erotico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l’istinto di dominare qualcuno o di farsi dominare è così forte da essere incontrollabile e da influire negativamente sulla vita quotidiana si parla di “sadomasochismo”. Senza entrare nei dettagli, il sadomasochismo è una malattia che deve essere tenuta sotto controllo e possibilmente curata da professionisti.&lt;br /&gt;Sia ben chiaro: non sto parlando della voglia di dare uno sculaccione al proprio partner… Qui mi riferisco a raptus incontrollabili per cui un sadico (patologico) finisce col far male per davvero a qualcuno oppure un masochista (patologico) si fa fare dei danni – anche solo a livello mentale – dal prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece, come accade nella quasi totalità dei casi, l’istinto di dominazione e sottomissione viene tenuto bene sotto controllo e magari si impara a sfruttarlo nell’ambito dei propri giochini privati abbiamo a che fare col “BDSM”. La differenza è bella grossa, quindi conviene tenerla bene a mente.&lt;br /&gt;Il BDSM si fonda sul principio della consensualità fra adulti consapevoli, sul non provocare danni di alcun tipo e sul piacere reciproco – tutti aspetti che mancano nel sadomasochismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò vuol forse dire che chi pratica BDSM faccia solo giochi “all’acqua di rose”? Ovviamente no: è BDSM anche perforare con aghi la pelle di una persona, schiacciare i testicoli con una morsa, fare pipì in bocca a qualcuno o frustare a sangue una schiena. Il fatto che siano gesti compiuti con consapevolezza, tecnica e coscienza non vuol mica dire che siano meno intensi.&lt;br /&gt;Questo ci porta a un secondo discorso che mi ha fatto arrabbiare abbastanza spesso, cioè l’atteggiamento di alcune persone che si definiscono “della vecchia scuola” o “vecchia guardia” o, peggio di tutti, “veri praticanti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo genere di personaggi, composto in gran parte da presunti dominatori e dominatrici con i quali faccio tutto il possibile per non mescolarmi, l’aspetto del gioco, dell’esplorazione sensoriale e spirituale e soprattutto del rispetto del partner è completamente assente. Credo che li abbiate presenti anche voi, come minimo perché è il modo di fare tipico di molte “mistress da Internet”, che di questi discorsi ci riempiono i loro siti web.&lt;br /&gt;Riassumendoli, il concetto è: “siccome sono convinto di essere superiore al resto del mondo è vostro dovere assecondarmi, farvi massacrare psicologicamente e fisicamente e non discutere… se no, non siete degni di ritenervi ‘veri sottomessi’.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come no. Spero proprio che non ci sia bisogno che ve lo dica io, ma chi si pone a questo modo non solo non ha capito niente di dominazione, ma presenta pure tutti i segni di un brutto squilibrio mentale. Certi ricatti psicologici funzionano alla grande con chi ha poca autostima, sta passando un momento difficile o crede di dover dimostrare il proprio valore anche in campo erotico.. ma restano delle gran stupidaggini.&lt;br /&gt;Se avete l’abitudine di leggere il mio blog sapete benissimo che, oltretutto, l’idea stessa di “vero BDSM” o “vero feticismo” è del tutto ridicola. Ognuno vive la propria sensualita come gli pare e piace, esplorandone gli aspetti più interessanti a seconda del momento e dei propri gusti. L’unica “verità” è quella che dicevo prima: rispetto, consapevolezza e consensualità. Nessuno potrà mai dare una certificazione Iso 9000 di sottomissione D.O.C. o un marchio ufficiale di dominazione, quindi è inutile riempirsi la bocca di certe panzane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la storia della Vecchia Guardia, allora? Non ha proprio nessun fondamento?&lt;br /&gt;In realtà sì, ma è completamente diversa da quel che abbiamo detto finora. Se avete un po’ di pazienza, ecco tutta la verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Vecchia Guardia sadomaso esiste davvero, o meglio esisteva. Il fatto è che però si trattava degli anni ’50, e degli Stati Uniti. Niente a che fare quindi con la nostra situazione di adesso.&lt;br /&gt;La cosiddetta Old Leather Guard (per usare il termine corretto) era composta da quegli uomini nati fra il 1900 e il 1920 che avevano passato buona parte della loro vita adulta sui campi di battaglia di due guerre mondiali. Non ci vuole un sociologo per capire che in quelle condizioni era stato facile per molti di essi sviluppare una sessualità molto orientata alla disciplina e al tipo di persone che avevano intorno, cioè altri uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la fine delle guerre questi personaggi erano tornati a casa e si erano ritrovati in un mondo incapace di accettarli: omofobico, poco strutturato (almeno per i loro standard) e nel quale non sapevano orientarsi. Di conseguenza avevano allora creato confraternite, club e ritrovi in cui poter rivivere il tipo di erotismo che amavano: luoghi in cui la gerarchia e le regole erano inflessibili, in cui le donne non potevano assolutamente entrare e nei quali alla disciplina militare si erano sostituiti altri rituali.&lt;br /&gt;Anche le uniformi erano cambiate. Non potendo andare in giro con mostrine e medaglie, il nuovo look da macho si basava sulla pelle nera… che però aveva un piccolo difetto. Era infatti lo stesso tipo di abbigliamento delle bande di motociclisti, e per vari motivi andò a finire che i due mondi confluissero in un solo ambiente gay, che prese il nome di “scena Leather” (leather vuol dire “cuoio”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aspetto interessante della cosa è che fra i vecchi leather venivano tenuto in gran considerazione aspetti morali come l’Onore, la Reputazione e l’Onestà. Sotto molti aspetti, la maggior parte del gioco consisteva nel guadagnarsi il rispetto del resto del gruppo comportandosi in maniera ineccepibile.&lt;br /&gt;In effetti, il termine “Master” che usiamo oggi – e la sua versione femminile, cioè “Mistress” – sono nati proprio in questo ambiente, ma avevano tutto un altro significato. Un Master infatti non era un tizio che urla e pretende in nome di chissà quale diritto di dominazione, ma semplicemente qualcuno che si era adoperato così tanto per il benessere e la crescita della comunità leather da essersi meritato il titolo di “Maestro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre i Dominanti sono sempre stati molti, i Master erano e sono una cosa rarissima, nominata nel corso di cerimonie ufficiali e presi come esempio dall’intera comunità. Poi, naturalmente, sono arrivati gli anni ’80 e tutta la cultura leather si è imbastardita, diffondendosi e distorcendosi fino a risultare irriconoscibile.&lt;br /&gt;La prossima volta che qualcuno pretende che la chiamiate Mistress provate a ripensare a tutto questo discorso, e sappiatemi dire se non vi viene da riderle in faccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro che “vero sadomaso”, tzè!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3748690179691603217?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3748690179691603217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3748690179691603217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/03/il-vero-sadomaso.html' title='Il &quot;vero&quot; sadomaso'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-4208370043332736954</id><published>2008-02-26T13:49:00.002+01:00</published><updated>2008-03-27T22:29:01.142+01:00</updated><title type='text'>Furto d'identità</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;A volte ci sono brutte storie che nonostante tutto finiscono per strappare un sorriso: ecco quella che ho vissuto io negli ultimi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda comincia qualche giorno fa con una segnalazione proveniente da Luca, un mio fido adoratore che tutto preoccupato mi avverte che “mi hanno rubato il sito”. Ohibò: vado a controllare, e il mio sito è tutto in ordine. Che sta succedendo allora?&lt;br /&gt;Un piccolo chiarimento, e scopro che il furto c’è stato davvero, ma non di &lt;a href="http://www.mistressingrid.it/"&gt;http://www.mistressingrid.it/&lt;/a&gt;, bensì dei suoi contenuti. Avviene infatti che un altro sito, di cui non fornirò l’indirizzo per ovvi motivi, presenta come suo il materiale che da più di un anno si trova al mio indirizzo web. E non è finita qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, la parte più scocciante della cosa è che le mie foto, le mie parole e così via sono stati appropriati da dei delinquenti (nel senso legale del termine) che li usano per promuovere un telefono erotico – ovviamente a pagamento, e pure caro. Era quindi venuto il momento di fare un po’ di indagini.&lt;br /&gt;Mentre sempre più amici e schiavi mi scrivevano e telefonavano per segnalare lo spiacevole avvenimento, da parte mia mi sono rivolta come prima cosa a un mio caro conoscente esperto di informatica e del cosiddetto “mercato del porno”. E ho scoperto l’esistenza di un intero mondo che proprio non conoscevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In poche parole, sembra che ci siano vere e proprie aziende il cui mestiere consiste nell’attivare numeri di telefono a pagamento in quantità. Ogni giorno nascono decine e decine di telefoni cosiddetti “premium” rivolti a ogni genere di pubblico: ci sono quelli di ricette (per le casalinghe), quelli di sport, di musica, oroscopi (un classico!), notizie (riciclate dal televideo) e così via. La fetta più grande del mercato è tuttavia quella della pornografia.&lt;br /&gt;In effetti avevo visto anche io le pubblicità di questi “servizi”. Sarebbe difficile il contrario: dopotutto le si trova dappertutto, dalle piccole televisioni ai rotocalchi, ma sinceramente non mi sarebbe mai passato per la testa di dedicare loro la minima attenzione. La maggior parte dei telefoni erotici consiste infatti semplicemente in una registrazione – tirata decisamente per le lunghe – di una voce femminile che ansima discorsi che vanno dal sottilmente sexy al pesantemente osceno, a seconda del tipo di pubblico cui si rivolge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio amico mi informa che non solo le telefonate sono decisamente costose – anche nell’ordine delle decine di euro se si incappa in trucchetti tipo un numero apparentemente italiano che rimanda invece a un servizio a pagamento in territorio straniero, non soggetto alle limitazioni di costo imposte dalla legge. La parte buffa, o tragica a seconda dei punti di vista, è che ci sono pure registrazioni davvero pietose. Tanto per chiarire, lui e un suo amico qualche anno fa tenevano una trasmissione radiofonica notturna (in Svizzera) nella quale mandavano in onda gli spezzoni più ridicoli che riuscivano a trovare. Pare che in cima alla hit parade ci fosse la voce di una poveretta dall’accento africano e quasi incomprensibile che cercava senza riuscirci di dire “mi sto titillando i capezzoli”: dopo due o tre tentativi l’unica cosa che usciva era “capezzuòli”, neanche si fosse trattato di un numero di cabaret.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando però a noi, un’altra scoperta che mi ha lasciata basita è stata che le società che gestiscono questi telefoni a pagamento sono:&lt;br /&gt;a) quasi tutte facenti parte di due gruppi industriali appartentemente di tutto rispetto, uno dei quali di proprietà di un politico sempre sulle prime pagine dei quotidiani.&lt;br /&gt;b) Prive di qualsivoglia pudore nell’impiego di tecniche pubblicitarie di ogni genere – come dimostra il mio caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica, una delle strategie adottate è di sparare nel mucchio lanciando centinaia di servizi praticamente identici, solo con piccole variazioni fra uno e l’altro. Per non perdere tempo e soldi nella pubblicità li si promuove soprattutto via Internet, realizzando piccoli siti tutti uguali fra loro che vengono “spinti” sui motori di ricerca con tecniche decisamente illegali di “hackeraggio degli algoritmi di ricerca” (parole del mio amico… non guardate me).&lt;br /&gt;Per i contenuti… si mette sotto pressione personale sottopagato che naturalmente non ha alcun vantaggio a scrivere dei testi originali, e quindi spesso rubacchia qua e là. In caso qualcuno si lamenti non c’è problema: si tiene il sito (e la linea telefonica) attiva il più possibile, e quando il rischio di finire in tribunale si fa concreto si oscura il tutto. Tanto nel frattempo sono stati lanciati altri mille numeri per gonzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia reazione è stata quindi di seguire le normali vie legali. Ho contattato il webmaster (che naturalmente non ha risposto) e il responsabile dell’hosting, ma soprattutto il mio avvocato. La denuncia è partita, e presumo che fra qualche giorno il sito-fotocopia scomparirà dal web. Sulla possibilità di farmi risarcire danni d’immagine e spese legali ho poche speranze, ma non si sa mai: dopotutto sono un osso duro, soprattutto con chi cerca di prendermi in giro.&lt;br /&gt;Come dicevo all’inizio, però, anche le cose più spiacevoli a volte possono portare a sorridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capezzuòli a parte, in questo caso mi ha fatto un immenso piacere riscontrare che ci siano stati così tante persone che si sono premurate ad avvertirmi dell’accaduto. Ciò non vuol dire solo che sono molto attente a tutto ciò che mi riguarda, ma anche che hanno capito sia il valore della mia immagine, sia che a volte basta molto poco per rendere la vita di una Dominatrice più piacevole. Una tale dimostrazione d’attenzioni è l’ideale.&lt;br /&gt;Naturalmente adesso spero che non si ripetano più episodi di furto d’immagine, ma in compenso non posso che invitare tutti voi a continuare così. Tenete gli occhi aperti, e non mancate di contattarmi anche per questo genere di inconvenienti. Se non sarò impegnata nel mio Studio e sarete cortesi, sarà un piacere ringraziarvi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-4208370043332736954?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4208370043332736954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4208370043332736954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/02/furto-didentit.html' title='Furto d&apos;identità'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-1852219446459806573</id><published>2008-02-13T20:52:00.001+01:00</published><updated>2008-02-13T20:52:42.801+01:00</updated><title type='text'>24/7 (Seconda parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Parlavamo di 24/7, dunque. Oggi sarò particolarmente crudele con voi, perché ho in progetto di spiegarvi una volta per tutte quale sia la realtà di un rapporto di schiavitù a tempo pieno come quello che sognate tanto. Come accade sempre in questi casi, sono sicura che passati lo shock e la sofferenza mi amerete ancora di più, riconoscenti di avervi aperto gli occhi.&lt;br /&gt;Prima di tutto facciamo però una importante premessa. Quando si parla di “24/7” (e andate a leggervi il post precedente per vedere cosa significhi questa sigla) ogni persona sembra avere la sua idea nell’interpretazione del termine. Fermo restando che si tratti di sottomissione full time, per alcune persone significa “essere a disposizione in qualsiasi momento”, per altre “avere un atteggiamento mentale costantemente rivolto al benessere della Padrona”, e per altre ancora “restare rinchiusi fino alla morte in una gabbia da cui si viene tirati fuori solo per essere torturati”. Io invece non pretendo di possedere la Verità Assoluta, ma dopo avere visto e vissuto diverse relazioni di questo tipo posso darvi un’opinione informata dei fatti su quale sia la realtà di queste cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto, come spiegavo nel brano della volta scorsa, è bene chiarire che in un rapporto di dominazione è chi viene dominato quello che serve il dominatore, e non viceversa. Si può quindi escludere in partenza che la Dominatrice metta in scena un complicatissimo, faticosissimo e costosissimo teatrino fatto di camere di tortura, abbigliamenti sexy, giochi astrusi e così via solo per realizzare le fantasie assurde del cosiddetto “schiavo”.&lt;br /&gt;È chiaro che stiamo parlando di persone che comunque amano e vivono la dominazione per gran parte delle loro giornate, ma come dice un mio caro amico “neanche Apollo sta sempre con l’arco teso”. Anche le Dominatrici hanno i loro momenti di relax, i loro hobby, altri interessi, amicizie e relazioni sociali da seguire e così via. Meglio quindi mettere le cose in un’altra prospettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle migliori definizioni di questo tipo di rapporti l’ho trovata in un contesto comico, che però come spesso accade con la comicità ben fatta nasconde grandi verità. La definizione è: “un rapporto 24/7 è come un matrimonio. Però consensuale”.&lt;br /&gt;Il riferimento è naturalmente a quei classici matrimoni d’altri tempi, in cui le mogli vivevano in completa dipendenza dal marito. Se avete presente un qualsiasi film americano degli anni ’50, tipo quelli con Doris Day, avrete anche un’immagine precisa di ciò di cui sto parlando. Si tratta di casalinghe perfettine, sempre sorridenti e disponibili, che passano la giornata in funzione del momento in cui il loro uomo rientrerà a casa. Loro gliela faranno trovare splendidamente pulita, ordinata, con fiori freschi e una cena magnifica pronta da sfornare, la musica preferita (di lui, ovviamente) sullo stereo, un grande sorriso e l’accordo implicito che dopo cena lei sarà cera nelle sue mani – ammesso che lui non preferisca uscire da solo con gli amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se anche voi leggendo queste parole avete avuto i brividi lungo la schiena vi capisco perfettamente. Anche io trovo abominevole quel tipo di rapporto, ma resta il fatto che la parità fra i sessi è un’invenzione molto recente: per secoli e secoli le cose sono andate più o meno così, e c’è persino chi dice che si tratti di una predisposizione naturale della razza umana.&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda, invece, la trovo pura schiavitù domestica – ed è il motivo per cui è un perfetto esempio di rapporto 24/7. Invertite i personaggi mettendo l’uomo nella posizione del casalingo, e avrete qualcosa di molto simile all’impostazione di base di un rapporto full time.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo schiavo 24/7 è quindi una specie di incrocio fra Doris Day e il perfetto maggiordomo inglese, perché “ovviamente” fare l’ometto di casa non basta affatto. Come ho scritto la volta scorsa, se devo pensare di provvedere alla vita di qualcuno dal punto di vista di alloggio, vitto, tempo e intrattenimenti mi aspetto come minimo che costui faccia tutto il possibile (e anche qualcosa di impossibile) per rendere la mia vita una favola, completamente priva di fastidi, incombenze e cose sgradevoli.&lt;br /&gt;Dopo tutto va tutto a suo vantaggio: se sono di buon umore posso avere voglia di premiarlo dedicandogli le mie attenzioni, mentre se sono costretta a occuparmi di mille piccoli impegni probabilmente non avrò tempo da assegnare a una creatura per definizione inferiore, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, è chiaro che la prospettiva di una schiavitù del genere non sia poi tanto male. Si tratta di una vita tranquilla e ben regolata, con una persona responsabile del benessere del sottomesso, e naturalmente non mancano gli aspetti più tipicamente legati a feticismi e BDSM. Una delle cose più belle dei rapporti 24/7, per esempio, è la possibilità di impostare giochi sul lungo e lunghissimo periodo che non si potrebbero assolutamente immaginare affidandosi solo a brevi incontri occasionali.&lt;br /&gt;Pensate solamente a tutte le meravigliose possibilità di teasing and denial, cioè del gioco di tenere lo schiavo eccitatissimo, provocarlo in continuazione, ma negargli molto, molto a lungo ogni forma di piacere. Pensate alla possibilità di trasformare fisicamente il suo corpo, forse facendolo diventare una bella camerierina che solo un occhio molto attento potrebbe riconoscere per maschio, o forse lavorando su aspetti come la sua dilatazione (che richiede tempo e costanza…) o l’applicazione di piercing particolarmente impegnativi. Pensate a tutte le tecniche di modificazione comportamentale che si possono applicare su di una persona che non ha l’obbligo di avere contatti sociali anche per lunghi periodi… o più banalmente pensate alla possibilità di poter veramente ordinare “non uscirai da questo sgabuzzino finché non avrai lucidato alla perfezione tutte le mie calzature con la lingua!” – cosa che quando si ha una collezione di scarpe e stivali come la mia, purtroppo, non si può fare a meno di avere a disposizione tante, tante, tante ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’idea di pensare più ai soufflé che alle fruste, più a lucidare pavimenti che al subire legature, più all’occuparsi delle scadenze delle bollette che alle date delle feste fetish continua ad attrarvi, probabilmente avete davvero una mentalità orientata a un rapporto 24/7. Ma non è certo finita.&lt;br /&gt;Che tipo di musica vi piace? Beh, in ogni caso scordatevela, perché escludendo il caso di una fantastica coincidenza se entrerete al servizio di una Dominatrice sentirete solo quella che piace a lei. Amate i film drammatici in TV? Cavoli vostri, perché magari lei guarda solo telenovelas (non io, per carità!) e pretende che le seguiate pure voi, o forse non vedrete mai più la televisione in vita vostra. Gradite la cucina francese? Purtroppo la Padrona però la odia, quindi dimenticatevi le escargot e preparatevi a ingozzarvi di pasta e ceci ogni giorno che dio manda in terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono solo esempi, naturalmente, ma sono utili per sottolineare che in un rapporto di questo genere non ci sono mezze misure. Se volete una Dominatrice a tempo pieno sarete trattati da schiavi a tempo pieno. Altrimenti state cercando una fidanzata o un’amica che ami l’erotismo estremo, e fareste meglio a evitare di impelagarvi in situazioni da cui è difficile poi uscire.&lt;br /&gt;A questo proposito sarà bene parlare di un altro argomento che di solito viene ignorato, e che si rivela poi invece essenziale. Ditemi, di preciso… che progetti avete per il futuro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che voglio dire è che è molto facile lasciarsi prendere dall’onda della fantasia e immaginare una vita tipo “due cuori, una capanna e una camera delle torture”. Però le persone non vivono in un mondo di fantasia e succede che possano cambiare idee, ammalarsi e sicuramente invecchiare. Avete pensato se davvero può piacervi l’idea di ritrovarvi a settant’anni a quattro zampe vicino a una vecchietta rugosa e magari un po’ rimbecillita dall’età?&lt;br /&gt;Se la risposta è “no” ricordatevi però che “a tempo pieno” vuol dire che una volta iniziato un rapporto full time non avrete il tempo di fare altro. Non potrete costruirvi un futuro alternativo, forse non avrete amici da cui rifugiarvi, e se la Dominatrice dovesse improvvisamente decidere di non volervi più fra i piedi vi trovereste abbandonati a voi stessi. Sicuri di avere ancora l’entusiasmo iniziale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente siamo tutti persone di buon senso e quindi si presume che, avendo a che fare con una Dominatrice seria, costei abbia pensato sin dall’inizio a creare una sorta di “fondo pensione” a vostro nome in modo da darvi una sorta di rete di sicurezza in caso di problemi. Naturalmente ci auguriamo tutti che da un rapporto così intenso sbocci prima o poi un amore così profondo che col tempo l’affetto sia più grande di ogni ostacolo e acciacco… però questi sono aspetti di cui poche persone tengono conto, e finiscono col mettersi in guai grossi.&lt;br /&gt;La prossima volta che vi ritroverete a sognare di portare un collare chiuso in maniera permanente al collo pensateci: stiamo parlando di scelte estremamente serie, che non si possono fare solo sulla base di quanti ormoni avete in circolo al momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che invece va benissimo per chi si lascia guidare dagli ormoni è vivere la dominazione e la sottomissione con grande intensità come è giusto che sia, eventualmente per periodi di più giorni continuativi, ma coltivando al tempo stesso anche una vita “normale” e proficua sotto tutti gli aspetti – primo fra tutti quello umano. Dopo tutto credo che mi conosciate abbastanza per sapere che ci sono Dominatrici perfettamente adatte a vivere e far vivere questi momenti nel modo migliore… e senza eccessi di cui ci si potrebbe pentire.&lt;br /&gt;Se però dopo aver letto tutto questo state ancora pensando a proporvi come schiavi a tempo pieno contattatemi: sono davvero curiosa di conoscervi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-1852219446459806573?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1852219446459806573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1852219446459806573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/02/247-seconda-parte.html' title='24/7 (Seconda parte)'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-2527596404866031017</id><published>2008-01-31T17:30:00.000+01:00</published><updated>2008-02-01T17:31:53.181+01:00</updated><title type='text'>24/7 (Prima parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;In uno dei primi post di questo blog (e non c’è niente da fare: questi termini mi fanno sempre sentire come un extraterrestre da fumetti…) avevo promesso che prima o poi avremmo dovuto parlare di relazioni 24/7, cioè a tempo pieno. Pochi giorni fa un emerito sconosciuto mi ha fatto l’ennesima proposta di “diventare un oggetto di mia proprietà per sempre”, e quindi credo che i tempi siano maturi per tornare sull’argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partendo come sempre dall’inizio, varrà la pena ricordare che la sigla “24/7” significa “ventiquattr’ore al giorno, sette giorni su sette”. Come dire disponibilità continua, un po’ come quei supermercatini aperti anche la notte che infatti negli Stati Uniti vengono chiamati proprio con la stessa abbreviazione.&lt;br /&gt;Non c’è bisogno di dire che l’ideale di sottomettersi definitivamente e per sempre a una Dominatrice è un vero classico. Credo che non ci sia niente di strano: la gente dopo tutto considera del tutto normale aspirare all’amore eterno… e considerato che le emozioni date da un rapporto di dominazione sono di norma molto più coinvolgenti di quella recita ispirata all’immaginario di Tv e pubblicità che viene erroneamente definito “amore”… perché no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono convinta che chi pratichi BDSM faccia parte degli ultimi veri romantici. Come altro si può chiamare affidarsi così completamente a un’altra persona, venerarne ogni capriccio, adorarla come una divinità, lasciarsi plasmare secondo i suoi desideri, superare con gioia terribili sofferenze solo per compiacerla? Romanticismo, non c’è dubbio.&lt;br /&gt;Siccome però cercare gli estremi fa parte della natura di ogni passione, ecco qui che nasce l’aspirazione al 24/7, alimentata anche da tanta pornografia più o meno ben fatta. Chi può mai restare insensibile di fronte all’immagine di una vittima tenuta in catene nei sotterranei della Padrona? Chi non trova morbosamente eccitante l’idea di una schiavitù senza via di fuga, alla mercè di una tiranna sexy e crudele?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È così che, giorno dopo giorno, la mia cartelletta “24/7” si riempie di proposte provenienti da uomini e donne di tutte le età, provenienza geografica, estrazione sociale ed esperienza di dominazione. Tutti che vogliono diventare miei schiavi full time. Anzi, a dire la verità, tutti che vorrebbero diventare schiavi full time di una Dominatrice qualunque, purché disposta ad accettarli al proprio servizio permanente.&lt;br /&gt;Già, perché uno dei primi miti da sfatare è che la pulsione verso la sottomissione assoluta sia dovuta al fascino di una particolare persona. È chiaro che capitano anche casi in cui il motivo è proprio quello (basti pensare ai tanti amori tragici che hanno costellato la storia umana), ma in genere le cose stanno un po’ diversamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la mia non piccola esperienza, nella maggior parte dei casi la molla che spinge queste entusiaste “proprietà umane” è puro egoismo. Non c’è niente di male, sia chiaro: tutti noi facciamo quasi tutto quel che facciamo per soddisfare i nostri bisogni personali, quindi è del tutto comprensibile.&lt;br /&gt;Stando a quello che ho visto, le persone interessate ai rapporti 24/7 appartengono soprattutto a tre tipologie di carattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima è quella di chi ha già qualche esperienza di sottomissione, si trova in un momento difficile o particolarmente stressante della propria vita, e in maniera più o meno cosciente è in cerca di una via di fuga dalle pressioni delle responsabilità e delle scelte fatte. È difficile che ci sia l’introspezione necessaria per ammetterlo, ma il desiderio è semplicemente “voglio scappare, spegnere il cervello e perdermi in un mondo che mi piace e in cui non devo fare altro che eseguire gli ordini di qualcuno che sa perfettamente come gestirmi”.&lt;br /&gt;È un po’ la stessa mentalità di chi sceglie la carriera militare o prende i voti religiosi: naturalmente ci possono anche essere motivazioni molto nobili quali volere aiutare l’umanità o cose del genere… ma è evidente che il mondo può essere aiutato anche senza bisogno di rifugiarsi in una vita completamente irregimentata, che elimina la personalità individuale riducendo un essere umano a rotella di un meccanismo molto più grande di lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro tipo frequente di mentalità è quella di chi invece il BDSM non lo conosce affatto. Magari non ha nemmeno mai provato a farsi legare i polsi da un’altra persona, ma già fantastica di vette eccelse – forse proprio perché non si rende conto di quanto possa essere difficile scalarle. Il ragionamento non è tanto diverso da quello che fanno i bambini quando vedono un atleta in televisione: “voglio diventare come Totti!” strillano, e si fanno iscrivere dai genitori in una scuola di calcio.&lt;br /&gt;Quello che un bambino non può capire è che i calciatori della Nazionale sono i più visibili e spettacolari di tutti, ma quegli 11 ragazzi sono solo una frazione microscopica delle centinaia di migliaia di appassionati di calcio che, per la maggior parte, non solo non riescono a segnare manco una rete, ma fanno persino fatica a giocare una partita intera senza stramazzare a terra senza fiato. Qui la cosa è la stessa: uno guarda qualche sito Internet in cui viene messo in scena un rapporto totalitario e assoluto, e pensa che per essere valida ogni storia di dominazione debba essere così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo tipo di “cervello da 24/7” è quello completamente scollegato di chi vive in un mondo di fantasia, senza tenere in minima considerazione le leggi scientifiche che governano il mondo. “Per Lei vivrò sempre nudo e in catene, Signora,” mi dicono… E io penso semplicemente al fatto che i vestiti li hanno inventati per dare al corpo umano quel tipo di protezione e di calore di cui tutti hanno bisogno. Suppongo che in effetti si possa stare anche nudi tutta la vita, ma a prezzo come minimo di continui raffreddori e bronchiti, considerato che abito a Brescia e non su un’isola tropicale.&lt;br /&gt;“Non mangerò altro che i Suoi divini escrementi, Padrona,” e l’infermiera che è in me scoppia a ridere pensando alle condizioni in cui finirebbero fegato e reni di qualcuno che facesse veramente una cosa del genere. Probabilmente bisognerebbe portarlo d’urgenza in un reparto dialisi prima ancora che il resto del corpo crollasse per il mancato apporto calorico e la disidratazione…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo quindi un paio di conti con la realtà. Nel primo caso, quello dei “fuggitivi”, il fatto è semplicemente pratico: cosa mai potrebbe convincermi a farmi carico della vita di un’altra persona completamente passiva? Attenzione: passivo e sottomesso sono due cose diverse. Il punto è che di una larva non me ne faccio niente, e anzi sarebbe per me una gran palla al piede. Quello che potrebbe servirmi è – e infatti nella mia vita c’è già chi ha questo ruolo – un maggiordomo fatto e finito, cioè qualcuno capace di prendersi carico di assolutamente tutte le piccole difficoltà quotidiane.&lt;br /&gt;Questo tipo di schiavo dovrebbe fare tutto, dall’andare a fare una spesa oculata al gestire un menu equilibrato, sano, vario e di qualità. Dovrebbe gestire il lavaggio e la stiratura dei miei capi e della biancheria, tenere la casa in ordine perfetto, curare la mia agenda degli impegni, aiutarmi a ottimizzare la vita sociale, farmi da autista (e naturalmente curare tutto ciò che riguarda le mie auto), da traduttore e interprete, da segretario, da sveglia, da consulente per lo shopping, da estetista, da uomo di fatica, da idraulico ed elettricista, essere un ottimo conversatore e un attento investitore… devo andare avanti? La lista sarebbe infatti ancora molto lunga, ma credo che già così sia sufficiente per far realizzare che essere un vero schiavo a tempo pieno è un compito estremamente carico di responsabilità, altro che una vacanza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo caso: i pochi veri schiavi 24/7 (che oltretutto di solito sono donne e non uomini) che compaiono “pubblicamente” in giro sono effettivamente delle eccezioni incredibili, tanto quanto il Totti della situazione. Per arrivare a quei livelli hanno impiegato molti anni di disciplina assoluta, e non parlo solo di prendere frustate. Soprattutto hanno avuto una costanza invidiabile nel perseguire i loro scopi. Come tutti i “grandi”, di qualsiasi campo essi siano, queste persone hanno rinunciato a mille altre cose pur di inseguire il proprio sogno, o forse dovrei dire vocazione.&lt;br /&gt;Bisogna però ricordare che per ogni capocannoniere della Nazionale ci sono mille e mille amatori che si divertono un mondo a giocare una volta ogni tanto insieme ai propri amici… e spesso trovano anzi molto più piacere in questo che un professionista, che è invece sovrastato da impegni, obiettivi, ossessioni, competizioni, allenamenti costanti e così via. La realtà, insomma, è che non bisogna confondere l’eccellenza con la normalità. Credo che fra chi ama l’erotismo estremo siano ben pochi quelli che non guardano con ammirazione i rapporti 24/7, ma ciò non vuol dire che si debba per forza fare quello o nient’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul terzo caso è meglio stendere un velo pietoso. Di sciroccati è pieno il mondo, dopotutto, e potete star sicuri che presentarsi con uscite esagerate come quelle che ho citato è il modo migliore per non ottenere mai un’udienza con me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uff… come al solito le cose da dire sarebbero ancora moltissime ma ho già scritto fin troppo. Per questa volta allora mi fermo qua, dandovi però appuntamento al prossimo post per la conclusione dell’argomento “24/7”. Per eliminare ogni dubbio sarà infatti meglio che vi descriva come è la vera vita di uno schiavo full time… e credo che l’esperienza vi aprirà gli occhi su un mondo che non immaginate neanche. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-2527596404866031017?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2527596404866031017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2527596404866031017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/02/247-prima-parte.html' title='24/7 (Prima parte)'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-4656540293735535615</id><published>2008-01-19T22:25:00.000+01:00</published><updated>2008-01-19T22:26:02.979+01:00</updated><title type='text'>Complimenti speciali</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Qualche ora fa mi hanno fatto dei sentitissimi complimenti per qualcosa di piuttosto insolito, almeno per la maggior parte delle persone. Le congratulazioni erano per la mia capacità – che pare sia molto superiore alla media – nell’uso dello &lt;em&gt;strap-on&lt;/em&gt;. Come al solito non è il fatto in sé a essere particolarmente interessante, ma tutto ciò che porta a pensare.&lt;br /&gt;Ma cominciamo dall’inizio. Per chi non lo sapesse, “strap-on” è l’abbreviazione del termine inglese “strap-on dildo”, che vuol semplicemente dire “fallo da allacciarsi addosso”. In italiano lo stesso oggetto credo che si chiami qualcosa come “mutanda fallica”, e con un nome del genere non c’è da sorprendersi se tutti preferiscono usare il vocabolo inglese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno strap-on, in effetti, con le mutande ha molto poco da spartire. Benché ce ne siano decine di modelli differenti, è più che altro un sistema di cinghie che permette di fissare un fallo artificiale all’altezza del pube. Ovviamente è quindi più in alto di dove si trova normalmente un pene, ma per un buon motivo: piazzandolo qualche centimetro più in su la base può appoggiare sulla pelvi, che può così spingere il tutto con più forza.&lt;br /&gt;Il perché dovrebbe essere evidente, ma dal momento che sto spiegando tutto lo dico chiaramente: gli strap-on si usano quando una signora (o un maschietto con qualche difficoltà d’erezione, ma quello è un altro discorso) desidera penetrare qualcuno con gesti tipicamente virili. Il “qualcuno” nel mio caso è in genere una persona che vuole esplorare le sensazioni date da un ruolo sottomesso, e non avendo paure immotivate riguardo la penetrazione si sottopone volentieri a questo tipo di gioco. Se la parola “immotivate” vi sembra strana è perché non avete letto attentamente il mio blog. Qualche mese fa ho già parlato approfonditamente dei giochi anali, e fareste bene ad andare a rileggervi quel post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a noi: trovare lo strap-on giusto non è affatto una cosa facile. Col tempo mi sono fatta una bella collezione di vari modelli di dimensioni e caratteristiche differenti, ma poiché ogni persona ha una conformazione tutta sua servono parecchi tentativi prima di trovare il design che permetta di muoversi confortevolmente. Spesso finisce infatti che il fallo se ne scappi dove vuole lui, che le cinghie diano fastidio o che la consistenza dello strumento renda impossibile usarlo decentemente.&lt;br /&gt;Quando si trova il modello corretto per sé stessi però la musica cambia. Non dico che indossare un oggetto simile sia proprio la stessa cosa di avere un pene vero, ma devo ammettere che col passare dei minuti si finisce per sentirlo sempre più come una parte del proprio corpo. È una di quelle cose che non si possono spiegare a parole ma che assumono un senso appena si prova: ho diverse amiche che mi hanno confermato di provare le stesse sensazioni, quindi dev’essere qualcosa che ha a che fare con gli istinti innati degli esseri umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo non ci sia bisogno che dica proprio a voi qual è l’istinto più forte che si ha avendo a disposizione un fallo, vero? Qui succede però una cosa un po’ strana, legata al solito concetto di vivere la dominazione in maniera responsabile invece che come un assurdo gioco al massacro.&lt;br /&gt;Non so infatti cosa facciano le altre, ma per quanto mi riguarda la prima cosa che faccio quando mi appresto a penetrare qualcuno con uno strap-on è sforzarmi di essere più razionale possibile (a proposito: l’igiene e il buon senso impongono di mettere sempre un preservativo sul fallo finto, in modo che resti sempre pulito e privo di possibili agenti patogeni). Gli istinti sono una cosa bellissima, ma le cose vanno sempre fatte con criterio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Dominatrice degna di tal nome si preoccupa quindi di fare le cose con calma per non provocare contrazioni o lesioni, abbonda col lubrificante e tiene sempre a mente quelle nozioni di anatomia che permettono di non provocare alcun danno. Razionalità, quindi.&lt;br /&gt;Razionalità e dialogo – anche se magari solo di sguardi – con chi mi sta sotto per mantenere il giusto rapporto di fiducia e intimità che è indispensabile per potere vivere bene un momento simile. Dopodiché si entra, si ottiene un buon livello di rilassamento… e a quel punto cominciano davvero i giochi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh sì, perché tutta l’abilità di cui si parlava all’inizio non sta certo nel saper scegliere un oggetto e infilarlo con un minimo di capacità: purtroppo mi hanno raccontato che c’è anche chi non sa fare nemmeno questo, ma preferisco dare certe cose per scontate. Ciò che rende davvero speciale un’esperienza del genere invece è tutta un’altra cosa, che però può venire solo dopo avere superato le normali reticenze iniziali.&lt;br /&gt;Il punto, secondo me, è che la Dominatrice mantenga un vero rapporto con… lo strap-on! Non mi sto naturalmente riferendo a uno scambio di ruoli, per carità, ma a un atteggiamento psicologico importantissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vuole farsi penetrare da una donna che indossa un fallo finto, magari di dimensioni esageratamente grandi, di solito non lo fa per farsi fare due coccole. Il tipo di esperienza che cerca è di essere sbattuto in modo indimenticabile, non un amplesso tenero ed egalitario. Una cosa del genere ha caratteristiche molto particolari.&lt;br /&gt;Non si tratta di una femminista frustrata che si agita mossa da una fantomatica sete di vendetta verso il genere maschile; Non si tratta di una donna che finge di essere un uomo (se no tanto valeva andare con un uomo vero); Non si tratta di un’esperienza asettica e bene educata… Ma soprattutto non si tratta di due persone separate da un pezzo di gomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gioco è proprio il contrario: unire due persone tramite lo strap-on. Questo però non accadrà mai se già la Dominatrice lo percepisce come qualcosa di separato da sé, come uno strumento da muovere in maniera “tecnica” senza trarne nessun piacere. Certo, il piacere è ovviamente tutto mentale anziché fisico, ma il bello è proprio stimolare il cervello, no?&lt;br /&gt;Per come la vivo io, il bello sta nel percepire la connessione di due menti attraverso un tipo di gesto e rapporto che non è la simulazione mal riuscita di un accoppiamento, ma proprio qualcosa di completamente nuovo e unico, anche se i colpi di bacino assomigliano a quelli più tradizionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei momenti c’è un misto travolgente di emozioni: il fatto di trovarsi all’interno del corpo dell’altro, la fisicità dei gesti, la violazione dell’intimità altrui, la vicinanza dei corpi, la piacevole artificiosità dello strumento, la possibilità di continuare all’infinito e addirittura di cambiare le proprie dimensioni, l’assoluta sottomissione di chi mi riceve… Come dicevo prima, sono cose che scritte su una pagina (o su uno schermo) non riescono quasi per niente a trasmettere l’intensità di certe sensazioni.&lt;br /&gt;Una cosa è certa. Passata la fase iniziale è bellissimo potersi abbandonare nuovamente all’istinto di cui si parlava qualche riga più su e scatenare piaceri del tutto particolari, inimitabili. La descrizione fatta dalla persona che mi ha fatto quei complimenti è stata: “mi ha fatto sentire come se fossi stato un tutt’uno con lei, madame”. Ed è vero, ci si sente proprio così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse alla fine il punto non è però il tipo di strumento che utilizzo. Tutto sommato si tratta dello stesso tipo di sintonia che riesco a creare anche quando uso le mie corde per legare, quando calpesto un corpo nudo sotto i tacchi a spillo, quando faccio fischiare la frusta nell’aria o quando semplicemente do l’ordine perfetto per far vibrare le corde giuste nell’anima del mio schiavo.&lt;br /&gt;In definitiva credo che tutto si riconduca nel divertirsi in ciò che si fa, nel farlo con passione e saper trasmettere questo stesso entusiasmo in chi ci circonda. Poi è naturale sentirsi fare i complimenti…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-4656540293735535615?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4656540293735535615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4656540293735535615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/01/complimenti-speciali.html' title='Complimenti speciali'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-2742728435411449519</id><published>2008-01-09T21:56:00.000+01:00</published><updated>2008-01-09T21:57:34.409+01:00</updated><title type='text'>Il richiamo di Hollywood</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Beh, che dire… è stato un inizio d’anno decisamente intenso! Non potete immaginare come mi piacerebbe potervi raccontare tutti i dettagli di ciò che ho fatto in questi giorni (ebbene sì, lo ammetto: sono un po’ esibizionista e molto vanitosa… Semplice natura femminile!), ma il rispetto per la privacy di chi ha giocato con me me lo impedisce.&lt;br /&gt;Vi basti sapere che ho avuto modo di sperimentare un sacco di piacevolissimi (per me) passatempi basati fra le altre cose sull’utilizzo di ghiaccio, neve, il calore di una sauna, un bellissimo set per fondute di cioccolata e tanti altri oggettini tipicamente stagionali – oltre a molte altre cosine che fanno sempre parte del mio necessaire da viaggio. È stata una esperienza lunga, estremamente eccitante e piuttosto stancante, nonostante buona parte del tempo sia stata ovviamente passata a rilassarsi fra i magnifici scenari di alcune fra le più spettacolari località alpine che ci siano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica cosa che rivelerò, ma solo perché se no il discorso che segue non avrebbe senso, è che uno degli amici che hanno condiviso con me parte di questa fuga in montagna è un produttore cinematografico (straniero, quindi è inutile che vi mettiate a giocare alla caccia al Vip). Pare che fra chi fa la sua professione sia abbastanza comune avere anche una seconda attività in cui i film realizzati non sono propriamente quelli che passano nei cinema di prima visione. Mi è stato spiegato che molti si danno al porno un po’ per gioco e un po’ per guadagno, mentre altri si specializzano in generi più originali soprattutto per divertirsi a mettere in scena le proprie fantasie.&lt;br /&gt;Inutile che vi spieghi il tipo di fantasie che piacciono a questa persona, quindi è stato naturale che nei momenti di pausa fra un gioco e l’altro si chiacchierasse anche di questo argomento. La prima cosa di cui ho avuto conferma è che, nonostante quel che la gente crede, i tempi in cui i film per adulti rendevano ricchi produttori e protagonisti sono finiti da molto. Sembra che, a parte quelli che come il mio amico possono permettersi di prendere la cosa come un semplice gioco, per tutti gli altri valga la regola di preferire la quantità alla qualità. Già i porno non mi piacevano prima, ma figuriamoci che poco entusiasmo possa avere per un filmino fatto in fretta e furia da gente disperata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò non toglie che anche lui mi abbia fatto una domanda che mi sento fare spesso anche da voi: perché non mi metto a fare film di dominazione? Domanda che in questo caso prevedeva anche una proposta concreta di realizzare una o più produzioni di livello… diciamo “non arrangiato”, e quindi un po’ più interessante di quel che si vede di solito in giro.&lt;br /&gt;Chiariamo allora la cosa una volta per tutte: ci sono un sacco di motivi per cui non mi si vede in nessun videoclip, Dvd, cassetta o altro. Il primo e più importante di tutti è che per me quel che faccio è una cosa importante, in cui credo molto. Sapete che considero la dominazione un’arte, una materia di studio e di ricerca, un’espressione della mia natura più profonda… E proprio per questo non voglio svilirla mettendola allo stesso livello di tutte le scemenze che si trovano in rete. Non mi sembra affatto strano se ritengo che il mio stile di vita meriti qualcosa di meglio che essere ridotto a un passatempo per ragazzini fissati con YouTube o per maniaci delle videoteche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro motivo importantissimo è il rispetto delle persone che scelgono di condividere con me momenti così speciali come quelli che si vengono a creare quando si trovano in ginocchio di fronte a me, abbassando tutte le loro difese per lasciare che il loro corpo e la loro mente vengano manipolati dalle mie fantasie. Come avete letto all’inizio, sono il tipo di persona che piuttosto di violare la privacy altrui preferisce rinunciare a una bella soddisfazione: sarebbe quindi assurdo farlo addirittura in questo modo.&lt;br /&gt;È anche vero che ci sono molte persone per cui invece mostrarsi in video potrebbe essere molto piacevole… ma una parte importante del mio ruolo di Dominatrice consiste anche nel proteggere le persone che mi si affidano. Non vorrei mai che l’entusiasmo di oggi si trasformasse in un futuro anche lontano in qualcosa di cui i miei amici possano pentirsi.. E fino a oggi non ho ancora trovato qualcuno che mi abbia trasmesso l’assoluta certezza che comparire in un film di questo tipo sia davvero il suo sogno e non solo una fantasia passeggera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza ragione è che – diciamolo francamente – a parte alcune rarità estreme i film di dominazione sono di solito piuttosto bruttini. Come mi è stato spiegato il motivo è abbastanza semplice: per via della crisi economica di cui parlavamo prima nessuna produzione è disposta a investire in set spettacolari, un impianto luci come si deve, costumi all’altezza, sceneggiature vere e proprie o anche solo una buona colonna sonora e un montaggio meno che affrettato.&lt;br /&gt;D’altra parte anche gli attori si dividono quasi sempre in due tipi: quelli belli, costosissimi e che oltretutto non sono affatto disposti a partecipare a veri giochi di dominazione, e quelli sinceri, entusiasti e disposti a lavorare magari anche gratis ma che in compenso non hanno certo un fisico da modelli e soprattutto non sanno proprio recitare. Risultato: i film fetish e BDSM sono quelli che sono. Il che è comprensibile, ma chi me lo fa fare di comparire in una cosa simile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un certo punto, mentre ci godevamo una forte nevicata immersi in una splendida piscina riscaldata, mi è stato però chiesto a quali condizioni potrei fare un film. Ci ho ragionato un po’ su, ed ecco quello che ho detto.&lt;br /&gt;“Innanzitutto si dovrebbe trattare di un prodotto serio, professionale e quindi di qualità. Poi dovrebbe essere diverso dalle centinaia di pellicole senza capo né coda che si vedono in giro: vorrei una storia, possibilmente interessante e originale, e la possibilità di dare al pubblico qualcosa di più di un semplice stimolo alla masturbazione. Senza pretendere di cambiare il mondo, basterebbe per esempio avere una storia che presenti la dominazione per quello che è invece di una semplice sequenza di pratiche senza senso. Mi piacerebbe far vedere che si può vivere questo tipo di erotismo in maniera positiva, senza angosce e in modo responsabile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come immaginavo, mi è stato risposto che realizzare qualcosa del genere è molto difficile. Ma sapete come sono: mi piacciono le sfide e soprattutto so come fare in modo che le persone sappiano superare se stesse per soddisfare i miei desideri. Per farla breve, è finita con la promessa che avrebbe fatto tutto il possibile per trovare il modo di trasformare il mio sogno in realtà.&lt;br /&gt;Potrebbe volerci una settimana come un decennio, chissà. Mentre aspetto con pazienza (tanto nel frattempo ho un sacco di cose molto gradevoli con cui impegnare il mio tempo) però mi è venuta un’idea. Mi piacerebbe molto vedere quali sono le vostre idee per un film con Madame Ingrid come protagonista. E trattandosi di un mio capriccio, ovviamente è un ordine. Potete cominciare subito a scrivere ciò che avete in mente, e naturalmente a spedirmelo tramite la mail che trovate sul sito. Chissà che qualcuno di voi non meriti un premio molto speciale…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-2742728435411449519?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2742728435411449519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2742728435411449519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/01/il-richiamo-di-hollywood.html' title='Il richiamo di Hollywood'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6791368399989340650</id><published>2008-01-03T19:38:00.000+01:00</published><updated>2008-01-03T19:44:05.632+01:00</updated><title type='text'>Ordalie</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nei libri di psicologia spicciola si legge abbastanza spesso una delle cosiddette Grandi Verità sulla dominazione erotica: “i più grandi amanti della sottomissione sono le persone che nella vita quotidiana detengono ruoli di potere, e viceversa gli individui più frustrati sfogano le loro tensioni adottando l’identità di dominatori”. Credo di avere abbastanza esperienza di queste cose per poter dissentire: nella realtà le cose non sono affatto così semplici.&lt;br /&gt;Per esempio, le persone frustrate e nevrotiche sono in realtà le meno adatte a condurre un gioco di esplorazione sensoriale fra adulti. A volte capita di vedere ometti isterici che si atteggiano a “padroni” strillando e facendo grandi scene, ma atteggiarsi non basta: quelli restano omuncoli, e ciò che fanno non ha nulla a che fare con il BDSM. Il discorso, ahimè, vale purtroppo anche per le donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono poi fior di schiavi e schiave che sul lavoro hanno posizioni di netta inferiorità ma si trovano benissimo nel ruolo di chi subisce le fantasie della Dominatrice, quindi anche questa parte dell’equazione semplicemente non regge. Tuttavia è vero che ci sono anche personaggi come quelli tanto appassionatamente descritti dagli “espertoni” dei rotocalchi, ed è di loro che voglio parlare oggi.&lt;br /&gt;Visto che l’ho incontrato pochi giorni fa, mi viene in mente in maniera particolare un carissimo amico sul cui lavoro per riservatezza non posso dire davvero nulla, ma che ricopre una posizione che definire “dirigenziale” è addirittura riduttivo. Lui, che chiameremo per comodità “Carlo”, è un po’ il prototipo di diverse altre persone che condividono la sua stessa storia e psicologia, quindi parlare di lui è come raccontare di tutta una categoria specifica di personaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo ha da tempo l’abitudine di vedersi con me prima dei meeting più importanti, quelli da cui dipendono bilanci aziendali, destini di intere categorie di lavoratori ed equilibri di cui si legge spesso sui giornali. Lui non ha proprio nulla da espiare: la posizione di potere che detiene oggi se l’è conquistata con tanto impegno e forza di volontà, e pur avendo i suoi aspetti stressanti gli piace davvero molto.&lt;br /&gt;Qui non si tratta quindi di “scendere in basso per mettersi l’animo in pace col mondo”, e a dire tutta la verità neanche di una passione masochista “pura”, cioè di amore per il dolore o l’umiliazione. Il meccanismo psicologico è molto più sottile e, dal mio punto di vista, affascinante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo e coloro che condividono il suo carattere vengono a visitare la mia Camera Rossa per compiere quella che gli antropologi chiamano una “ordalia”, cioè una specie di rito che sotto forme differenti accomuna molte culture. Nella società moderna le ordalie sono quasi scomparse del tutto se non nelle loro forme più astratte e simboliche, ma trattandosi di qualcosa che nasce dagli istinti primordiali della razza umana sopravvivono naturalmente dentro ciascuno di noi.&lt;br /&gt;Per capire di cosa sto parlando conviene però fare un esempio un po’ brutale, parlando delle ordalie “classiche”, quelle che si compievano nelle società primitive. Qui si trattava di riti di passaggio che venivano eseguiti per conquistare un ruolo di prestigio nella gerarchia della tribù, per “lavarsi le colpe” dalla coscienza e dalla reputazione, oppure per scopi “magici” che si traducevano in una maggiore senso di potere personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo svolgimento poteva assumere molte forme differenti, ma in generale si riduceva a questo: il soggetto si provocava volontariamente gravissime sofferenze, riducendosi a volte quasi in fin di vita, per poi ovviamente riprendersi e tornare in ottima forma. A quel punto poteva però fare una cosa che prima gli era preclusa: guardarsi alle spalle e dire “sono sopravvissuto, anche una cosa terribile come quella non mi ha distrutto. Sono stato più forte di lei”.&lt;br /&gt;Se pensate che si tratti di una stupidaggine lasciate che vi dica una cosa: gli stupidi siete voi. Sì, perché in realtà tutti noi superiamo nelle nostre vite decine e decine di ordalie piccole e grandi, e se solo ripensate alle vostre esperienze personali potete senz’altro ricordare il grandissimo piacere che avete provato nel dire anche voi “sono sopravvissuto”. Ma c’è una differenza: le ordalie “primitive” erano riti quasi pubblici, quindi superarle faceva guadagnare non solo il rispetto di sé stessi, ma anche quello di tutto il resto della società di cui si faceva parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo però a noi e ai nostri giorni. Penso che mi crederete se affermo che conosco davvero tanti, tanti modi per fare soffrire le persone. Modi raffinati, modi brutali, modi invisibili e modi che lasciano a lungo segni ben visibili. So come dare dolore fisico e psicologico, come far crollare le resistenze del corpo e quelle della mente… Insomma: di norma sono molto attenta a non superare alcun limite e rispettare l’integrità della persona con cui gioco, ma ho senz’altro tutti gli strumenti per potere andare oltre.&lt;br /&gt;Ebbene, quello che succede con Carlo è una specifica e precisa richiesta di andare oltre quei limiti. Non tanto di fare un gioco di dominazione, ma di sottoporlo a un’ordalia. In effetti non è questo il termine che usa lui, ma il significato è decisamente quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scommetto che vi state già facendo un’idea di dove stia andando a parare… Quel che succede in questi incontri di eccezionale intensità ed emozione è che, senza mai mettere a repentaglio nulla del mio soggetto, lo aiuto a “distruggersi” per potere rinascere alla fine della sessione molto più forte di prima.&lt;br /&gt;Come dice Carlo, “ogni volta mi sembra di essere sul punto di morire, ma quando esco dal tuo studio sono pronto ad affrontare qualsiasi cosa”. Se vi siete mai chiesti come facciano certi uomini di potere a trovare la determinazione, le energie e la volontà di gestire contrattazioni estremamente critiche e rischiose, a restare calmi in situazioni che farebbero tremare le ginocchia a qualsiasi persona cosciente delle proprie enormi responsabilità… Beh, adesso forse conoscete una delle possibili risposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa serve la dominazione erotica? A volte, anche a far funzionare il mondo. In molti, moltissimi modi più di quelli che pensavate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon anno, piccini…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6791368399989340650?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6791368399989340650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6791368399989340650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2008/01/ordalie.html' title='Ordalie'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3506676596034002752</id><published>2007-12-29T00:29:00.001+01:00</published><updated>2007-12-29T00:34:08.208+01:00</updated><title type='text'>Regalo di Natale in ritardo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Che lunga pausa che abbiamo fatto questa volta! Scommetto che vi sono mancata... E in effetti un pochettino il blog è mancato anche a me. Ma solo poco poco, visto che ho passato delle vacanze di Natale davvero stupende e molto, molto rilassanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Figuratevi che avevo addirittura preparato un post come regalo natalizio, ma per una serie di imprevisti non ho più avuto modo di pubblicarlo. Rimedio ora. Prendetelo come un prolungamento di feste, ok? Il messaggio diceva così...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ultimo post sul viaggio in Francia. O meglio: su qualcosa che è accaduto durante il viaggio e che credo sia un argomento interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un segreto che alle grandi feste fetish partecipino anche molte Dominatrici professioniste. Molte di loro ci vanno per godersi una serata dedicata all’argomento che più amano, altre ci vanno per cercare di farsi pubblicità, ma tutte quando si incontrano fanno quello che fa qualunque professionista quando trova un collega: prima o poi si mette a parlare di lavoro.&lt;br /&gt;Ebbene, mentre me ne stavo seduta al mio tavolino preferito (posizione ideale per vedere gli spettacoli sul palco, lontana dai grandi punti di passaggio e vicino a un aspiratore che teneva pulita l’aria: fantastico!) è capitato che poco distante passasse una signora decisamente bella – ma alla Nuit Dèmonia ci sono così tante modelle che la bellezza diventa banale – e con un dresscode favoloso. Bionda, alta, parlava in inglese… e automaticamente ha fatto partire un fitto pettegolezzo fra un paio di improvvisate prodomme poco distante, che tenevano un tono così acuto da rendermi impossibile non sentire cosa dicessero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farla breve, il discorso si poteva ridurre a: “Hai visto quella? È Ilsa Strix, l’americana!”&lt;br /&gt;        “Che invidia, che invidia!”&lt;br /&gt;        “Certo però che è proprio una carogna…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dico subito che, almeno secondo me, non si trattava nemmeno della persona in questione, anche perché come sto per spiegare si è ritirata da tempo a vita privata. Ma sarà meglio fare un riassunto delle puntate precedenti per permettervi di capire di chi stiamo parlando.&lt;br /&gt;Ilsa Strix era una Dominatrice professionista americana. Sicuramente bella, tecnicamente brava, ma a dire la verità anche del tutto simile a tante altre colleghe della West Coast, costrette dalla “cultura” locale a incarnare l’estetica delle bambole Barbie. Fra le sue imprese più importanti c’è stato un lungo periodo di attivismo politico per la difesa dei diritti di chi pratica forme di sessualità alternativa e la creazione di un centro di informazione dedicato alle professioniste del settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché abitava a Los Angeles fra i suoi clienti c’erano naturalmente molti personaggi provenienti dagli studi cinematografici di Hollywood. Verso la fine degli anni Ottanta, quando per intenderci Madonna stava rendendo il BDSM una moda trendy e socialmente accettabile, era abbastanza facile trovare Ilsa sulle pagine dei giornali scandalistici in compagnia di attori, produttori, registi e così via.&lt;br /&gt;Uno di questi suoi clienti era anche un regista molto creativo ma di scarso successo, che insieme al fratello aveva realizzato un paio di opere ricevute così tiepidamente da avere spinto entrambi a lasciare il cinema per darsi al mondo dei fumetti. Benché fosse sposato, questo signore di nome Larry frequentava lo studio della Strix per realizzare le proprie fantasie di travestismo: come migliaia di altre persone nel mondo trovava infatti eccitante interpretare il ruolo della camerierina sexy al servizio di una donna crudele, ma a differenza di altri non si accontentava di un costumino un po’ arrangiato. Abituato ai grandi teatri di posa e al trucco professionale, aveva trovato da Ilsa l’ambiente giusto e la serietà d’approccio che gli permettevano di “staccare” entrando in una diversa e più rilassante identità almeno qualche ora alla settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui non c’è niente di strano. Il fatto è però che Larry di cognome faceva Wachowsky, e prima di abbandonare del tutto il cinema aveva deciso di realizzare col fratello almeno un ultimo film. Il titolo era &lt;em&gt;Matrix&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Risultato: i fratelli Wachowsky diventano i registi e gli sceneggiatori più ricchi e potenti di Hollywood. Il conto in banca sale rapidamente a 30 milioni di dollari (ciascuno) e viene subito annunciata la produzione di ben due seguiti, che anche se piuttosto brutti riescono a guadagnare anche più del primo film.&lt;br /&gt;Voi a questo punto che cosa fareste? So cosa state pensando, ma il bello è che lui l’ha fatto davvero. Ha divorziato dalla moglie, è andato dalla sua Padrona e le ha proposto di dedicarsi alla sua trasformazione in “sissy maid” a tempo pieno. In cambio, naturalmente, si impegnava a farle vivere una vita da favola. Anzi, ancor più da favola di quella cui lei era abituata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto, fatto. Anche Ilsa Strix divorzia dal compagno (un personaggio abbastanza strano pure lui, ma lasciamo perdere) e vissero tutti felici e contenti. Soprattutto Larry, che nel frattempo ha cambiato anche chirurgicamente sesso e ora si chiama “Lana Wachowsky”.&lt;br /&gt;Adesso come adesso le pellicole “dei fratelli Wachowsky” sono realizzate in realtà quasi esclusivamente dall’altro fratello: Lana la camerierina è andata infatti a vivere nella nuova villa Strix, e Ilsa la Padrona ha abbandonato l’attività, l’attivismo e le attenzioni dei mass media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto credo che possiate immaginare perché delle ragazzotte della campagna francese fossero tanto invidiose della signora, ma anche perché le dessero pure della carogna. Di fronte a una storia simile è facile lasciarsi andare all’ipocrisia e giudicare la protagonista come una rovinafamiglie (e non una, ma due!) approfittatrice, forse addirittura responsabile del reato di circonvenzione d’incapace nei confronti di Larry.&lt;br /&gt;I commenti delle ragazze infatti sono stati tutti su questa linea, con dichiarazioni tipo “lo sanno tutti che non bisogna fidarsi delle pornostar”. Specie se hanno sempre dimostrato gran pelo sullo stomaco in tutte le battaglie combattute, immagino. Ma come spesso accade basta fermarsi a ragionare un momento per vedere l’altra faccia della medaglia. Per esempio anche solo ripensando alla mia stessa storia.&lt;br /&gt;Se io sono ho scelto di essere una Dominatrice a tempo pieno è stato unicamente per realizzare il mio sogno di vivere secondo la mia natura più profonda e sincera. Mi piace l’erotismo, giocare con le sensazioni della gente, comandare, farmi riverire, studiare la particolarissima psicologia delle sessualità alternative. Adoro il latex, la pelle, un sacco di forme diverse di feticismi – e mi è persino difficile descrivere a parole quanta emozione mi dà circondarmi di tutti i miei strumenti di tortura e di piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è trattata di una scelta a volte difficile, che mi ha portato a scontrarmi con tante persone e situazioni. È stata una scelta scomoda… ma anche facile, perché non si è trattato di altro che di seguire la mia passione. E ditemi: non è una scelta che sognate sempre di fare anche voi?&lt;br /&gt;Non raccontatemi storie, su… Siete qui a leggere le mie parole perché vi piace sentirvi più vicini a una vera Dominatrice, al suo mondo, alle sensazioni fantastiche delle sue pratiche. Guardate il mio sito abbeverandovi di ciò che vedete nelle foto, di quel che intuite nel mio sguardo o dei particolari che riuscite a scovare nei fondali delle immagini. Desiderate sperimentare o ri-vivere la sottomissione sotto i miei tacchi, l’abbandono alle mie mani e alla mia fantasia. Non provate a venirmi a dire che non sognereste anche voi di poter dedicare tutta la vostra vita a queste sensazioni meravigliose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Larry/Lana l’ha fatto, e fin qui non c’è molto di strano. Insolito, ma perfettamente comprensibile, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora: cosa c’è di strano nel fatto che anche Mistress Ilsa abbia voluto realizzare il proprio sogno? Perché bisogna per forza presupporre che si sia trattato solo di una squallida operazione finanziaria? Chi ci dice che quella donna non abbia finalmente tirato un sospiro di sollievo, lasciato alle spalle tutte le parti del suo lavoro che non la entusiasmavano più di tanto e che abbia trovato davvero il suo partner ideale?&lt;br /&gt;So quello che state pensando. Sarebbe troppo bello per essere vero. Ma allora vi dico un’altra cosa. La coppia Strix/Wachowsky si è formata all’inizio del 2003. Ora noi siamo all’inizio del 2008. Sono passati cinque anni, cioè il doppio dell’attuale durata media di un matrimonio nello stato della California.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo voi, se Ilsa avesse solo voluto mettersi in tasca i (tanti) soldi di Larry non si sarebbe comportata diversamente? Che so: per esempio facendosi intestare tutto e poi cacciandolo dalla porta di servizio. Oppure tenendolo incatenato nei sotterranei di casa (non ci sarebbe niente di troppo strano) mentre lei va a folleggiare in giro per il mondo insieme ad altri uomini e donne.&lt;br /&gt;E invece niente. Ilsa e Lana se ne stanno nella loro bella casa sulle colline di Hollywood a vivere a tempo pieno il sogno erotico della Padrona e la camerierina perversa. Da anni. E tutto fa pensare che non abbiano la minima intenzione di cambiare idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che invidia!” dicevano le “mie” ragazze alla festa. Secondo me avevano ragione, ma per i motivi sbagliati.&lt;br /&gt;Prendete questa storia come il mio speciale regalo di Natale per voi. Un regalo fatto di sogni, e della possibilità – se lo si vuole davvero – di realizzarli. Anche senza andare fino in California, anche solo per qualche ora ogni tanto. Dopotutto pure Larry ha cominciato così.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3506676596034002752?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3506676596034002752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3506676596034002752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/12/regalo-di-natale-in-ritardo.html' title='Regalo di Natale in ritardo'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-1519012763901743365</id><published>2007-12-17T19:56:00.000+01:00</published><updated>2007-12-17T20:02:17.913+01:00</updated><title type='text'>Cartoline da Parigi (La seconda)</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;[This is a special bilingual post. English text below!]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuano le operazioni per la riorganizzazione della cabina armadio in modo da mettere al loro posto tutti i nuovi abiti di cui vi ho accennato nel post precedente. Naturalmente il compito è affidato a uno schiavo-cameriera un po’ goffo sui tacchi da 16 cm che gli ho imposto, ma davvero divertentissimo nella sua vergognosa femminilizzazione.&lt;br /&gt;Ciò mi lascia tutto il tempo per mettermi alla tastiera del Pc mentre la mia deliziosa schiava di fiducia (geneticamente femminuccia, per fortuna) si occupa della mia pedicure. E sapendo quanto mi piace farmi coccolare i piedi credo proprio che sarà una cosa lunga…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il racconto della mia visita a Parigi eravamo rimasti alla fine dello shopping, che in realtà è proseguito a sprazzi per tutto il soggiorno francese, ma con cui non vi tedierò ancora. L’argomento di oggi è invece un grazioso invito a un aperitivo pre-serale che ho accolto con immenso piacere. La gentile ospite era infatti &lt;a href="http://www.maitresse-francoise.com/"&gt;Maitresse Françoise&lt;/a&gt;, che è forse la figura più importante del panorama BDSM francese.&lt;br /&gt;In Italia la si conosce soprattutto per il suo libro &lt;em&gt;La Dominatrice&lt;/em&gt;, in cui raccontava in maniera molto sincera la sua vita e la sua evoluzione nel ruolo di dominante: un diario talmente bello che a distanza di dodici anni viene ancora copiato da molte aspiranti dominatrici. In Francia invece è un’icona a tutto tondo, che oltre a possedere un bello studio in cui esplora la sensorialità della dominazione scrive libri e articoli, partecipa a trasmissioni televisive, vive come personaggio pubblico e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro incontro è avvenuto proprio nelle sue camere del piacere letteralmente all’ombra della Tour Eiffel, in un pomeriggio nel quale era venuta a trovarla anche la sua amica americana &lt;a href="http://www.mistress-antoinette.com/"&gt;Mistress Antoinette&lt;/a&gt;. Si è trattato di una piacevolissima conversazione fra persone che condividono la stessa passione con grande intensità, e devo dire che è stato veramente rinfrescante potersi confrontare con chi, una volta tanto, non ha la mente chiusa a doppia mandata dai preconcetti nei confronti della dominazione.&lt;br /&gt;Di fronte a una gigantesca coppa di champagne si è parlato delle differenze fra i nostri paesi, delle difficoltà comuni, dei nostri ideali e di come realizzarli. Naturalmente la conversazione è andata anche sul fetish, sulle boutique e sui tipici discorsi da donne. L’impressione generale comunque è stata quella che in fin dei conti si ha sempre quando ci si trova a contatto con dei veri “grandi” nel loro settore: persone gradevoli, serie e che danno molta più importanza ai propri limiti che ai propri successi. L’esatto contrario di chi invece si riempie la bocca di presunzione e prosopopea, ma alla prova dei fatti si rivela priva di sostanza – come accade spesso sia con gli schiavi (vedi il post precedente) che purtroppo con tante presunte dominatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro argomento di conversazione naturalmente è stata la &lt;em&gt;Nuit Dèmonia&lt;/em&gt;, la grande festa fetish attorno alla quale avevo organizzato tutto il viaggio. Non starò qui a riferire cosa ci siamo dette (quasi tutte cose positive, comunque) ma in compenso vale davvero la pena di raccontare come è stata la festa in sé. Luogo, impostazione e personaggi sono stati più o meno quelli degli anni scorsi, per cui vi rimando ai primi post di questo blog per farvene un’idea. A essere cambiati invece alcuni altri aspetti secondari ma interessanti.&lt;br /&gt;Uno è stato, con mia sorpresa, il rapporto con il fumo. La Francia è rimasto uno dei pochi paesi in cui si può fumare liberamente nei locali, e il contrasto con l’abitudine salutista e relativamente nuova dell’Italia è stato shockante. Per me il fumo è più che altro uno strumento di gioco fetish come tanti altri, quindi trovarmi immersa in quell’atmosfera tossica è stato piuttosto fastidioso. È stato anche un peccato, perché mi sarebbe piaciuto gustare meglio il profumo di latex di centinaia e centinaia di abiti di quel materiale… ma va beh. La cosa mi ha fatto però riflettere su quanto sia in realtà facile “perdere il vizio”, anche i peggiori, se appena appena si ha un po’ di disciplina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando di disciplina, mi lascia ogni volta un po’ intristita vedere quella della maggior parte degli schiavi e delle schiave che si vedono a questi eventi internazionali. Rispetto alla nostra media locale non solo hanno un’educazione e un rispetto dei ruoli molto maggiore, ma anche una dignità e un savoir faire che tanti italiani si scordano proprio… il che va tutto a loro svantaggio, perché risulterebbero molto più attraenti agli occhi di una Dominatrice.&lt;br /&gt;Come sempre la serata è stata più di estetica che di gioco, anche per via dell’affollamento, ma è stata anche una vera festa per gli occhi. Se fate una ricerca in rete troverete facilmente le foto delle sfilate e degli ospiti, e potrete rendervi conto del perché continuo a dire che il livello di eleganza di Parigi resta un palmo sopra anche ad altri eventi forse più grandi, sentiti o creativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche parola va poi dedicata anche ai nostri connazionali, che quest’anno sono stati un pochino più visibili che nelle edizioni precedenti. Fra gli incontri, necessariamente brevi, di questa Nuit ci sono stati il patron storico del BDSM italiano &lt;a href="http://www.disciplinaria.it/"&gt;Fulvio Brumatti&lt;/a&gt; in veste di fotografo ufficiale; L’esperta istruttrice di bondage &lt;a href="http://www.elmerald.net/"&gt;Elmerald&lt;/a&gt;; La bella &lt;a href="http://www.myspace.com/emmedeniemmea"&gt;Daniela&lt;/a&gt;, fetish model di Torino ormai trasferitasi in pianta stabile in Francia. So per certo che c’erano anche altri amici e amiche, ma francamente non ho avuto occasione di incrociarli.&lt;br /&gt;Vi risparmio i dettagli sul resto del mio viaggio, un po’ perché non voglio annoiarvi con le parti banali e un po’ perché mi diverte lasciarvi immaginare tutte le altre parti, in cui ho avuto modo di divertirmi parecchio. Ora resta solo da utilizzare al meglio tutti i miei nuovi abiti e giocattoli…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uff! No, che rabbia! La schiava ha appena fatto un errore davvero stupido nell’occuparsi dei miei piedini. Altro che abiti e relax… Ora mi tocca portarla nella camera rossa e torturarla a lungo per farle capire che deve essere molto più attenta. Proprio vero che gli impegni non ti lasciano mai tregua…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The large-scale operation to reorganize my dressing cabinet are proceeding smoothly, so that I will soon have all the new dresses I wrote about in my former post finally in their place. Of course that duty went to a sissy-maid who is quite unsteady on the 16 cm heels I imposed, but really funny in his shameful feminization.&lt;br /&gt;That leaves me all the time I need to sit at my computer keyboard while my delicious and trusted slavegirl (she’s genetically female, fortunately) takes care of my pedicure. And knowing how much I like to have my feet pampered I guess it will be a long work…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Back to my impressions of the Paris visit, then. Last time we left at the end of the shopping spree, which in fact continued here and there for the whole French holiday, but won’t be a subject any more. Today’s theme, instead, is a gracious invitation to a late afternoon drink which I accepted with utmost pleasure. The gentle host was in fact &lt;a href="http://www.maitresse-francoise.com/"&gt;Maitresse Françoise&lt;/a&gt;, who is perhaps the most important person on the French BDSM scene.&lt;br /&gt;Here in Italy we know her mostly for her book &lt;em&gt;La Dominatrice&lt;/em&gt;, in which she very honestly recounted her life and evolution as a domina: it is such a beautiful diary that twelve years later it is still being copied by many aspiring dominas. Yet in France she is an all-round icon, who beside owning a nice studio in which she explores the sensuality of domination is a book and article writer, television show guest, a public personality and so on.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Our meeting took place right in her pleasure chambers in the shade of the Tour Eiffel, on an afternoon in which her American friend &lt;a href="http://www.mistress-antoinette.com/"&gt;Mistress Antoinette&lt;/a&gt; was visiting too. It was a very pleasant conversation between people sharing the same passion with great intensity, and I must say it was very refreshing to be able, once in a while, to discuss with somebody whose mind isn’t double-locked against domination. Sipping from a giant champagne glass, we spoke about the differences between our countries, the common difficulties, our ideals and how to make them true.&lt;br /&gt;Of course the conversation steered also on the topic of fetish, boutiques and typical girl talks. The general impression, however, was the same which, after all, one always gets when facing real “greats” in their fields: pleasant people, serious and accounting much more for their limits than their successes. The exact opposite of those who fill their mouths with presumption and bragging, but in the end reveals itself as devoid of substance – just like it often happens with slaves (see the previous post) and, unfortunately, with many wannabe dominas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Another conversation topic was of course the &lt;em&gt;Nuit Dèmonia&lt;/em&gt;, the huge fetish party around which I organized the whole trip. I won’t reveal here the things we said (almost all of them postive, anyway), but it is really imperative to say how the party itself went. Place, organization and people were more or less the same of the past years, so you can check the first posts of this blog to get an idea of them. What changed were in fact other secondary but interesting aspects.&lt;br /&gt;One of them was, to my surprise, my reaction to smoking. France is among the few remaining countries where smoking is permitted inside public places, and the contrast with Italy’s healthy and relatively new habit of not smoking was shocking. To me a cigarette is mostly a fetish play tool like many others, so finding myself immersed in that toxic atmoshpere was really annoying. It has also been a shame, since I would have better liked to enjoy the latex smell of hundreds and hundreds of outfits… but c’est la vie. However, this thing made me reflect on how easy is, in reality, to “lose the vice” – even the worse of them – if you just have a little bit of discipline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And talking about discipline, I am always a bit saddened when I see the discipline of most of the slaves I meet at these International events. Compared to our local average they don’t just have a much better behaviour and respect for the roles, but also a dignity and a savoir faire which many Italians just can’t fathom… which only goes to their disadvantage, since they would look so much attractive to a Domina eyes.&lt;br /&gt;The evening was as usual more about aesthetics than play, also because of the crowding, but it has really been a joy for the eyes. If you do a little web search you will easily find pictures of the fashion shows and the guests, and you’ll be able to realize why I keep saying that the level of elegance of Paris remains well above other maybe bigger, creative or sincere events.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A few words remain for our connationals, who this year were a little more visible than in the former editions. Among my brief meetings during this Nuit there were the historical father of BDSM in Italy &lt;a href="http://www.disciplinaria.it/"&gt;Fulvio Brumatti&lt;/a&gt; as an official photographer; The bondage teacher &lt;a href="http://www.elmerald.net/"&gt;Elmerald&lt;/a&gt;; The beautiful &lt;a href="http://www.myspace.com/emmedeniemmea"&gt;Daniela&lt;/a&gt;, a Turin fetish model now permanently settled in France. I know for sure that other friends were attending, but honestly I didn’t have the chance to meet them.&lt;br /&gt;I will grace you the details about the rest of my trip, a bit because I don’t want to bore you with the mundane parts and a bit because I enjoy leaving you to imagine all the other parts, in which I had my chance to have my fun. Now I only have to find the time to use all my new dresses and toys at the best …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Groan! How annoying! My slavegirl has just done a very stupid mistake while taking care of my extremities. There go dresses and relaxing… Now I have to bring her to the Red Chamber and torture her long and hard to make her understand that she has to be much more careful. No rest for the wicked, indeed…&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-1519012763901743365?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1519012763901743365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1519012763901743365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/12/cartoline-da-parigi-la-seconda.html' title='Cartoline da Parigi (La seconda)'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-8131437201267672582</id><published>2007-12-12T14:29:00.000+01:00</published><updated>2007-12-12T14:31:34.019+01:00</updated><title type='text'>Cartoline da Parigi (la prima)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Eccomi di ritorno da Parigi. Quando si fanno viaggi così di cose da raccontare ce ne sarebbero sempre fin troppe, quindi per il momento mi limiterò a un rapido riassunto dei punti salienti – che come sempre dovrebbero darvi qualcosa di interessante su cui ragionare…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto, cari i miei “devotissimi” italiani, sappiate che avete fatto una figura da cialtroni sbeffeggiati (moralmente, perché nella realtà non se lo sarebbe mai permesso) dallo schiavo-autista che mi ha accompagnata durante tutta la mia permanenza francese. Sto parlando di una persona incontrata alla &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.nuitdemonia.com/"&gt;Nuit Dèmonia&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; dell’anno scorso, con cui avevo scambiato poche parole ma che si era premurato di lasciarmi il suo biglietto da visita, raccomandandosi di chiamarlo se avessi mai avuto bisogno di un’auto privata.&lt;br /&gt;Perché possiate capire meglio sarà meglio che spieghi una cosa. Naturalmente qui in Italia ho un paio di servetti fidatissimi che convoco ogni tanto se ho bisogno di uno chaffeur, magari per una serata di rappresentanza o anche solo per il gusto di farmi scarrozzare da uno schiavo di classe – magari con qualcuno dei miei diabolici strumentini nascosto sotto l’uniforme. Si tratta però di amici ultracollaudati, che hanno dimostrato nel corso di anni di meritare la mia fiducia e di essere affidabili, seri, professionali e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci sono le decine di altri “aspiranti autisti”. Evidentemente è una fantasia molto diffusa quella di poter portare a spasso una Dominatrice come me… ma il problema è che per tutte queste persone resta solo una fantasia. Non perché io non sia interessata, figuriamoci. Il fatto è che dopo avere giurato tutta la loro disponibilità (entro determinati giorni e orari, ovviamente, perché bisogna pure essere ragionevoli) hanno l’abitudine di sparire adducendo le scuse più pietose.&lt;br /&gt;Altri fanno sì da autista, ma non hanno un minimo di professionalità sia nel modo di comportarsi, sia nel look, sia nel conoscere le strade né a volte nemmeno di saper guidare decentemente. Per non parlare di quelli che vorrebbero che affidassi loro la mia, di auto! Naturalmente tutti costoro vengono immediatamente segnati nella mia lista nera e perdono ogni possibilità di rientrare in contatto con me, ma potete quindi capire il perché non abbia molte aspettative quando sento parlare di autisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amico parigino, invece, pur essendo stato chiamato all’ultimo minuto e senza troppa convinzione, si è rivelato davvero encomiabile. Un vero esempio di come dovrebbe comportarsi uno schiavo: dare una disponibilità chiara e realistica, mantenere la parola e non pretendere nulla in cambio. Sta poi al buon cuore e all’intelligenza della Dominatrice premiare chi lo merita, e posso assicurarvi che lui il suo premio l’ha avuto. Piangeva di gioia, il piccino!&lt;br /&gt;Prima di quel momento però mi è stato davvero utilissimo per il mio inevitabile giro di boutique fetish, dalle quali non sono propriamente uscita con un piccolo pacchettino. In effetti, quando al ritorno è venuto il momento di pesare le valigie la bilancia ha segnato 85 kg di bagagli… solo per quelli che contenevano i miei nuovi acquisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questi abiti, calzature, strumenti e altre piccole sorprese probabilmente vi parlerò in futuro (magari facendovi anche vedere qualche mia foto mentre li indosso, che ne dite?), ma visto che stiamo facendo un resoconto di viaggio sarà meglio concentrarci per ora sui negozi veri e propri.&lt;br /&gt;Si parte naturalmente dalla &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.demonia.com/"&gt;Boutique Dèmonia&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, spostatasi da poco in una nuova sede ma rimasta sostanzialmente identica a prima. Ciò non vuol dire che non meritasse la visita, anzi! L’amica Laurence, che la dirige, continua a selezionare il meglio per gli amanti del BDSM e ha persino ampliato il reparto libreria, in cui si trovano titoli piuttosto rari (per noi italiani) e interessanti. Naturalmente si tratta anche del punto di partenza per ogni shopping feticistico, e non ho mancato di acquistarvi qualche capo e accessorio molto carino. Ogni volta che ci torno purtroppo mi deprimo anche un po’ a fare il confronto con le dimensioni dei pochi negozi italiani… ma d’altra parte stiamo parlando della più importante fetish boutique di Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi risparmio naturalmente le descrizioni dei negozi “minori” e dei laboratori di alcuni artigiani specializzati nel realizzare creazioni meravigliose, ma che mantengono un giro di clientela estremamente elitario e non desiderano quindi essere pubblicizzati in alcun modo. In compenso merita una citazione un altro importante negozio fetish, &lt;em&gt;Phylea&lt;/em&gt;. No, non mi sono dimenticata di mettere il link: semplicemente questa boutique non ha bisogno di siti web, perché la sua produzione è piuttosto limitata e particolare, e gli estimatori (ma soprattutto le estimatrici) di solito prenotano le sue creazioni uniche con anni di anticipo.&lt;br /&gt;Cosa ha di tanto speciale, dite? Beh, è “solamente” il luogo in cui nascono alcuni fra i corsetti più spettacolari del mondo, spesso usati per video musicali, immagini pubblicitarie e così via. Parte degli abiti del film &lt;em&gt;Moulin Rouge&lt;/em&gt;, per esempio, viene da qui. Nonostante questo Phylea vende anche alcuni capi più “normali”, per così dire, e infatti ho approfittato della visita per prendere un mantello in latex di Demask che completa in modo fantastico un abito che avevo già in guardaroba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza tappa della nostra cronaca si trova pochi metri più avanti. Si tratta di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.parismarais.com/shopping-guide/metamorphose/index.htm"&gt;Metamorph’Ose&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, un luogo molto particolare che nasconde alcuni dei suoi migliori segreti nel grande sotterraneo, pieno di abiti e calzature fetish che spesso risultano molto originali. Esaminare con la giusta attenzione l’offerta dei posti che ho citato è stata una esperienza gradevolissima ma anche abbastanza stancante, sia per me che per l’autista che mi ha dovuta attendere in una condizione non proprio comodissima… che è stata un ottimo motivo per prendermela con calma.&lt;br /&gt;Vedo però che avevo proprio ragione all’inizio del post, quando dicevo che c’erano molte cose da raccontare. Non ho praticamente ancora iniziato e ho già scritto così tanto… Sarà allora meglio smettere qui, e riprendere la prossima volta con il racconto di un aperitivo indubbiamente eccezionale, con un personaggio che merita di essere raccontato senza costrizioni di spazio. Ci vediamo tra qualche giorno, piccini… &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-8131437201267672582?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8131437201267672582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8131437201267672582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/12/cartoline-da-parigi-la-prima.html' title='Cartoline da Parigi (la prima)'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3411621444092192293</id><published>2007-12-07T17:08:00.000+01:00</published><updated>2007-12-10T23:26:56.618+01:00</updated><title type='text'>I piaceri del bricolage</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Grazie alla magia dell’informatica e ammesso che tutto funzioni per il verso giusto questo post dovrebbe essere pubblicato automaticamente mentre io me la sto spassando a Parigi durante la mia ormai tradizionale settimana di vacanza per la Nuit Dèmonia, una delle più eleganti feste fetish del mondo. Di cose da raccontare ce ne saranno come sempre a bizzeffe, ma dato che sto scrivendo dal passato dovrete aspettare ancora qualche giorno prima che rientri in Italia.&lt;br /&gt;Nel frattempo posso invece mostrarvi un paio di simpatici regalini che mi ha portato uno schiavo davvero molto dotato per il fai da te…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/R1lwO5Q_OWI/AAAAAAAAAA0/HfaTnWYOBqQ/s1600-h/humbler.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5141263850812684642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/R1lwO5Q_OWI/AAAAAAAAAA0/HfaTnWYOBqQ/s320/humbler.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il primo è un &lt;em&gt;humbler&lt;/em&gt;, che in italiano si potrebbe tradurre “umiliatore”. Come potete vedere dalla fotografia si tratta di uno strumento in legno che viene chiuso alla base dello scroto e chiuso con un lucchetto, in modo che non si possa togliere senza la chiave. A questo punto si mette il soggetto a quattro zampe, l’humbler viene passato in mezzo alle gambe e lasciato dietro alle cosce, dove tiene i testicoli bene esposti ma non è particolarmente doloroso.&lt;br /&gt;Il dolore arriva dopo, se chi lo indossa prova ad alzarsi. In quel caso le palle rimangono infatti tirate all’indietro in maniera estremamente scomoda. Risultato: lo schiavo torna a quattro zampe e diventa molto, molto ubbidiente nella speranza che la Dominatrice sia così magnanima da liberarlo da quello strumento. Nel frattempo… giù la testa! Adesso capite anche voi perché l’hanno chiamato così, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/R1lwZ5Q_OXI/AAAAAAAAAA8/9LwT25gjNKU/s1600-h/cintura.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5141264039791245682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/R1lwZ5Q_OXI/AAAAAAAAAA8/9LwT25gjNKU/s320/cintura.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il secondo regalo invece è del tutto originale, e consiste di una cintura che viene chiusa con una fibbia a combinazione. Il punto è che la cinghia è fatta in modo da stringere il corpo all’altezza delle natiche, e nella parte posteriore c’è una parte di legno sagomato molto particolare. Se guardate bene l’immagine noterete infatti tanti piccoli perni di metallo che sporgono di circa un centimetro e formano la scritta “schiavo di Ingrid”.&lt;br /&gt;Come dite? Non la riuscite a leggere? Per forza, sciocchini… è scritta in maniera speculare, così che sedendosi i perni lascino un’impronta sulla pelle girata dalla parte giusta. Giusta per essere letta dalla Padrona, naturalmente, e da chiunque abbia occasione di vedere le chiappe dello schiavo nelle ore successive all’uso dello strumento. Carina come idea, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tutto va come credo, qualche nuovo giocattolo entrerà a far parte della mia collezione anche grazie a un artigiano francese che devo vedere/ho visto in questi giorni. E per fortuna il prossimo post non avrà problemi con la coniugazione dei verbi…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3411621444092192293?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3411621444092192293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3411621444092192293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/12/grazie-alla-magia-dellinformatica-e.html' title='I piaceri del bricolage'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/R1lwO5Q_OWI/AAAAAAAAAA0/HfaTnWYOBqQ/s72-c/humbler.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-4532411713197131416</id><published>2007-11-29T16:52:00.000+01:00</published><updated>2007-11-29T16:57:49.065+01:00</updated><title type='text'>I miei siti preferiti (Seconda parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un altro sito interessantissimo in lingua italiana è quello di &lt;a href="http://www.luigicascioli.eu/cascioli_italia/argomenti-nel-sito/argomenti-nel-sito/sesso-e-cristianesimo.html"&gt;Luigi Cascioli &lt;/a&gt;, un “ateo praticante” che si impegna da anni in una battaglia forse discutibile ma che meriterebbe senz’altro di essere almeno studiata per… abolire il cattolicesimo. Dal nostro punto di vista però la parte interessante non sono le sue avventure in tribunale o i suoi studi di storia, ma l’analisi che viene fatta di come la chiesa cattolica ha creato, praticamente da sola, tutti i problemi e i tabù sul sesso e l’erotismo che ci complicano tanto la vita ancora oggi.&lt;br /&gt;Ripeto: qui non è questione di professare una fede o un’altra, ma semplicemente di rendersi conto come, da un punto di vista puramente culturale e intellettuale, le affermazioni di quest’uomo sono tanto indiscutibili quanto terrorizzanti. Provate a leggere, e poi fatemi sapere se riuscite a guardare con gli stessi occhi la vostra stessa vita sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo avanti con un po’ di altri personaggi che credo sia meglio conoscere. Uno è &lt;a href="http://www.leatherviews.com/"&gt;Jack Rinella&lt;/a&gt;, uno dei più importanti divulgatori al mondo sul tema dell’erotismo estremo. Sul suo sito si trovano estratti dei suoi bei libri e l’archivio completo degli articoli che ha scritto per numerose riviste per adulti. L’aspetto più interessante è come per ogni sfumatura della dominazione Jack sia capace di discutere con gran buon senso di pro, contro, problemi e gioie di ogni pratica. Al suo confronto, tutti quei siti scritti da presunti “espertoni” sembrano svanire come neve al sole.&lt;br /&gt;Un’altra esperta è &lt;a href="http://www.deviantdesires.com/index2.html"&gt;Katharine Gates&lt;/a&gt;, autrice di un famoso libro intitolato &lt;em&gt;Deviant Desires&lt;/em&gt; in cui venivano descritte tutte le più curiose parafilie esistenti al mondo. Il suo sito è una specie di “seconda parte” del libro, con tantissime informazioni sia divertenti che utili, e addirittura una rubrica (purtroppo ferma da tempo) in cui si parlava a ogni puntata di una diversa “comunità di perversi”. Un vero e proprio atlante di un mondo sconosciuto anche a chi di sessualità bizzarra se ne intende parecchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punti di vista non sempre così autorevoli ma sempre interessanti si trovano invece in &lt;a href="http://www.section12.com/"&gt;Section 12&lt;/a&gt;, che è una raccolta di blog scritti da appassionati particolarmente convinti di BDSM, fetish e feticismo. Ancora una volta, poter sentire dalle parole dei diretti interessati come sia la realtà di questo tipo di pratiche, relazioni o addirittura stile di vita può essere un grande aiuto per conoscere meglio anche sé stessi e i proprio desideri.&lt;br /&gt;Un personaggio davvero incredibile invece ha l’unico sito a pagamento fra quelli che ho raccolto: è il sito tedesco &lt;a href="http://www.slave24-7.de/"&gt;Slave 24-7&lt;/a&gt;, realizzato da una coppia Padrone-schiava completamente fuori dalla norma. Il fatto è che, oltre a vivere un rapporto interamente basato sulla sottomissione, lui è anche un artigiano con la passione di inventare meccanismi e macchinari a un passo dall’assurdo con cui torturare la sua compagna. Cliccando fra le anteprime è possibile vedere un assaggio di strumenti pazzeschi, che la dicono lunga su come questi giochi possano assumere forme del tutto personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi due si sono evidentemente trovati, ma vogliamo parlare invece dell’argomento che un po’ tutti hanno sempre in testa, cioè la difficoltà di trovare il partner perfetto? In Italia è rinomata &lt;a href="http://www.gabbia.com/"&gt;la Gabbia&lt;/a&gt;, il più importante sito di annunci di questo genere. Il problema è che purtroppo la maggior parte delle inserzioni sono false: non per cattiva volontà del gestore (che conosco bene e so essere onestissimo), ma perché nel nostro paese è ritenuto normale e addirittura simpatico scrivere annunci fasulli con cui far perdere tempo alla gente. Andiamo allora a vedere che differenza c’è con l’estero…&lt;br /&gt;In Francia si trova per esempio &lt;a href="http://www.sensationsm.com/"&gt;SensationSM&lt;/a&gt;, un sito dove si entra solo registrandosi con una copia dei propri documenti per dimostrare di essere adulti e di non stare creando false identità. Il vero nome degli utenti naturalmente non compare, ma in compenso la maggior parte degli annunci (che sono meno della media, anche se sempre nell’ordine delle centinaia) è corredata di foto a volto scoperto, numero di telefono e così via. Massima chiarezza e onestà da parte di gente che non sente il bisogno di nascondersi, ma soprattutto che ha interesse a realizzare concretamente i propri desideri.&lt;br /&gt;In Germania invece c’è una grossa sezione di &lt;a href="http://www.swingerklub.de/kontakt.php?action=show_ads&amp;amp;category=11&amp;amp;PHPSESSID=137b537787c58436996c837f3f20536c"&gt;Swingerklub&lt;/a&gt;, uno dei più importanti siti di annunci a luci rosse del paese. A renderla particolare è il fatto che gli annunci distinguono già dalla prima occhiata molto chiaramente chi cerca contatti mercenari e chi no, i ruoli, le preferenze e così via. Anche qui foto e numeri di telefono si sprecano, ma soprattutto… ci sono centinaia di migliaia (no, non mi sono sbagliata!) di annunci dedicati alle forme di erotismo alternativo. Proprio un panorama simile ai quattro gatti che osano mostrarsi in Italia, eh?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anziché deprimersi, sarà meglio tirarsi su il morale con un paio di siti di puro intrattenimento, ma per lo meno ad alto livello. Il primo è &lt;a href="http://www.bdsmlibrary.com/stories/index.php"&gt;BDSM Library&lt;/a&gt;, dove sono raccolte molte migliaia di racconti di dominazione (quasi tutti in inglese, purtroppo) suddivisi per categorie, argomenti, eccetera. Dire che la qualità è sempre altissima sarebbe una bugia, ma le storie degne di nota sono molte e soprattutto spesso sono l’ideale per farsi venire nuove idee da sperimentare.&lt;br /&gt;L’altro è un sito davvero infinito. Si chiama &lt;a href="http://dungeonnet.com/weblinks/"&gt;Dungeon Net&lt;/a&gt; ed è la più grande raccolta al mondo di siti sulla dominazione, suddivisi per tipo. Cominciare a navigare lì dentro è come cadere in trappola per sempre, ma anche in questo caso gli spunti e gli stimoli sono senza limiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui finisce la mia “breve” carrellata sull’Internet che secondo me ha un qualche valore. Naturalmente si potrebbero aggiungere ancora moltissimi siti (anzi, perché non mi mandate gli indirizzi di quelli che preferite?), ma credo che già questa panoramica sia stata sufficiente per farvi capire che, volendo, ci si può spingere molto più in là di banali siti pornografici. Se si vuole imparare ed espandere i propri orizzonti, insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta.&lt;br /&gt;Ora mi chiedo solo: ma allora perché bisognerebbe rassegnarsi alla mediocrità che si vede in giro? Sarà meglio che vada a vedere come vanno le cose nella mia sala delle torture, così mi rilasso un po’…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-4532411713197131416?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4532411713197131416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/4532411713197131416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/11/i-miei-siti-preferiti-seconda-parte.html' title='I miei siti preferiti (Seconda parte)'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3421987639159193899</id><published>2007-11-26T15:57:00.000+01:00</published><updated>2007-11-26T16:03:22.834+01:00</updated><title type='text'>I miei siti preferiti (Prima parte)</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;So che quando parlo di Internet e dominazione finisco per suonare un po’ come un disco rotto (che espressione antiquata… ormai come si dirà? Come un Mp3 in crash? Mah…). Non c’è niente da fare: per quanto mi piacerebbe poter dire cose bellissime di come il Web abbia contribuito alla diffusione di una sana cultura feticistica e BDSM, la realtà è molto diversa. Basta usare un motore di ricerca per trovare un’infinità di pagine dedicate a questi argomenti, certo, ma la qualità media è così sconsolante che alla fine non riesco a dare che un giudizio negativo.&lt;br /&gt;Nelle mie navigazioni – che seguono le rotte tracciate per me da schiavi-informatici che hanno molto più tempo di me per andare a esplorare la Rete – ho visto siti di annunci falsi, di incontri truffaldini, di informazioni sbagliate, di comunità fratricide, di mitomanie spacciate per realtà… un vero caos! Come in tutte le cose, però, ci sono eccezioni che si elevano oltre la media. Oggi mi va di indicarvi alcuni siti forse non troppo noti, ma che ritengo interessanti da visitare almeno una volta per chi come voi è interessato a conoscere meglio il mondo della dominazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.xs4all.nl/~wijnands/laylah/laylah.html"&gt;The Laylah Martelli Archive&lt;/a&gt; è, come la maggior parte delle pagine che ho scelto, in inglese. Il che è buffo, considerato che tratta di una coppia di origini italiane trasferitasi negli Stati Uniti. Questo sito raccoglie numerosi messaggi inviati da Laylah, una schiava molto determinata, a un gruppo di discussione online fra il 1992 e il 1993. Il motivo per cui l’ho scelto è il punto di vista decisamente maturo con cui viene descritta una vita dedicata alla sottomissione ma in cui c’è posto per anche tante altre cose, prima fra tutti l’amore per il suo compagno di vita.&lt;br /&gt;Fra i temi trattati ci sono filosofia, spiritualità e numerosi altri aspetti che di solito vengono ignorati in ciò che si legge in giro, ma che costituiscono una parte importante dell’esperienza BDSM. Non mancano però anche descrizioni dettagliate di pratiche anche piuttosto estreme e dei loro effetti. Complessivamente, si tratta di una vera e propria finestra su un mondo che per qualche motivo resta sconosciuto anche a molti appassionati di erotismo estremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.xs4all.nl/~wijnands/rosie/rosie.htm"&gt;The Rosie Archives&lt;/a&gt; è una pagina abbastanza simile, che raccoglie i messaggi spediti allo stesso gruppo di discussione da parte di una schiava &lt;em&gt;24/7 Tpe&lt;/em&gt; (che nel gergo dei “pervertiti” americani significa: a tempo pieno, completamente sottomessa alla volontà del suo padrone anche nelle più piccole scelte). Qui le caratteristiche da tenere sott’occhio sono due.&lt;br /&gt;La prima è che si tratta di una delle primissime persone ad avere pubblicato su Internet dettagli anche molto intimi della propria vita. La seconda è il tono usato, che nonostante il ruolo sottomesso è davvero molto deciso e non risparmia critiche anche ferocissime a chi si permetteva di trattare con leggerezza i temi trattati. Rosie dava quindi una immagine della “schiava” molto diversa dagli stereotipi dei giornaletti porno, e tanti spunti per comprendere cosa significhi davvero realizzare il diffuso sogno di dedicare tutta la propria vita a un rapporto di sottomissione.&lt;br /&gt;Fra parentesi, credo che sia significativo che sia Laylah che Rosie abbiano presto abbandonato il Web dopo essersi stufate dei molti stupidi che cercavano di banalizzare e prendere in giro i loro importanti contributi alla conoscenza di un mondo ancora poco noto. Forse è proprio la natura di Internet a respingere le persone sincere e intelligenti… mah!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo sito è invece in italiano. Si chiama &lt;a href="http://www.appartenenza.altervista.org/"&gt;Appartenenza&lt;/a&gt;  ed è una piccola comunità centrata sulla discussione dei rapporti di dominazione. Fin qui sarebbe praticamente uguale a mille altri siti, ma c’è una differenza: una volta tanto le discussioni sono quasi sempre colte, serie e intelligenti. Non mancano però i problemi: i più grossi sono il fatto che la donna viene vista nel ruolo sottomesso nel 99% dei casi, e che a volte mi sembra di percepire una specie di “messaggio pubblicitario” da parte di chi scrive (quasi sempre le stesse persone), come se si trattasse di un grande annuncio per accalappiare aspiranti schiavette. Se però si sorvola su questi argomenti credo proprio che possa fornire diversi spunti interessanti.&lt;br /&gt;Un altro sito italiano che mi dà molto da ragionare invece è praticamente il suo opposto. Mi riferisco alla più sgangherata chat erotica che abbia mai visto, che si chiama &lt;a href="http://www.77chat.com/"&gt;77chat&lt;/a&gt;. Questa è, senza mezzi termini, la peggiore raccolta di imbecilli che si possa immaginare: ci sono centinaia di “stanze” dedicate agli argomenti più assurdi (molti dei quali decisamente illegali), e ogni utente può inserire una sua descrizione da cui con un po’ di psicologia è facile capire cosa gli passi per la testa. Risultato: io ogni tanto ci passo per farmi due risate – e poi preoccuparmi – di fronte ai contorcimenti mentali che la gente ha nei confronti dell’erotismo. Chattare non è necessario: basta leggere dall’esterno stanze e profili per comprendere orrori e pericoli di chi si dice “trasgressivo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando di cose più serie, lo &lt;a href="http://www.slaveregister.com/"&gt;Slave Register&lt;/a&gt; e la sua versione tedesca, &lt;a href="http://www.sklavenregistrierung.de/"&gt;Sklavenregistrierung&lt;/a&gt;  sono due siti praticamente identici e secondo me molto interessanti. Diciamo subito che la premessa su cui si fondano secondo me non ha alcun fondamento pratico ed è anche piuttosto stupidina: si tratterebbe infatti di assegnare a ogni schiavo o aspirante tale un numero unico (un po’ come le targhe delle automobili). Tale numero andrebbe poi tatuato sul corpo, magari sotto forma di codice a barre come le bistecche al supermercato, oppure usato per farsi riconoscere in tutto il mondo.&lt;br /&gt;Questa, come dicevo, è una scemenza. Vi immaginate cosa succede quando poi la persona cambia magari gusti, e si ritrova tatuata per sempre? E dove si troverebbero poi dei “lettori di codici di schiavi”? Evidentemente si tratta di una pura fantasia (carina, però!) che tende tuttavia ad attirare le persone o più mitomani, o che vivono le loro pulsioni erotiche con più intensità. Se si ignora la parte di registro vera e propria, gli annunci e soprattutto i forum si rivelano pieni di discussioni decisamente sopra la media, dalle quali è facile scoprire la realtà della vita di chi conduce rapporti molto strutturati di dominazione oppure a tempo pieno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, un sito molto interessante è anche &lt;a href="http://www.enslavement.org.uk/essays"&gt;Internal Enslavement&lt;/a&gt;, che raccoglie molti articoli interessanti sul concetto di schiavitù volontaria. Già, perché è facilissimo leggere racconti porno in cui la vittima di turno viene “costretta” a una vita di sottomissione… ma nella realtà questo tipo di rapporti, anche occasionali, si fondano invece sul desiderio di qualcuno di sperimentare la libertà (sì, la parola è proprio quella) di affidarsi completamente a un’altra persona.&lt;br /&gt;Leggere cosa pensano di tutto ciò psicologi, sociologi, ma soprattutto individui che vivono davvero questo tipo di vite, può essere davvero illuminante. Fra l’altro da qui partono molti link altrettanto interessanti, che possono impegnare molte serate di letture utili.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;[La lista continua nel prossimo post...]&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3421987639159193899?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3421987639159193899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3421987639159193899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/11/i-miei-siti-preferiti-prima-parte.html' title='I miei siti preferiti (Prima parte)'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-5601248649168451952</id><published>2007-11-21T12:18:00.000+01:00</published><updated>2007-11-21T12:19:00.034+01:00</updated><title type='text'>Equivoci pericolosi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho conosciuto un nuovo amico. Persona splendida, direi, anche per i suoi modi estremamente garbati e un po’ all’antica che comunque risultano sempre affascinanti. Potete quindi immaginare con che tono ed espressione un po’ preoccupata mi ha chiesto: “Madame, posso farle una domanda un po’ da stupido?”&lt;br /&gt;Potete probabilmente immaginare anche la mia, di espressione, quando gli ho risposto che l’unica domanda stupida è quella che non viene fatta. È un vecchio proverbio, d’accordo, ma è anche una grandissima verità – specie quando si parla di dominazione, che è un argomento su cui ci sono spesso equivoci madornali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda riguardava sculacciate, fruste e bacchettate. Questa persona aveva visto il tipo di segni che può lasciare una flagellazione intensa e si era preoccupata non del dolore (che anzi gli sarebbe piaciuto molto provare), ma dei “danni” subiti dalla pelle. Dopotutto, era il suo ragionamento, qualcosa che produce lividi ed ecchimosi di quel tipo tanto bene non può fare.&lt;br /&gt;Beh, questo è un classico esempio di quegli equivoci di cui vi dicevo. Appurato che nella vita è generalmente preferibile non farsi male, è infatti anche vero che in realtà quel tipo di segni non devono affatto preoccupare. Il corpo umano è più che attrezzato per subire impatti anche notevoli in alcuni suoi punti (guarda caso: proprio le natiche e le cosce…) e anche un enorme lividone bluastro non provoca alcun danno a lungo termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il mio amico è finita che ha potuto sperimentare di persona ciò che aveva appena imparato. L’episodio è però emblematico di come nel mondo dell’erotismo estremo succeda spesso che le prime impressioni ingannino. I segni di cui abbiamo parlato sono un esempio classico di pratica ragionevolmente sicura che però sembra micidiale… ma a volte vale anche il contrario.&lt;br /&gt;Prendiamo per esempio una di quelle cose che si vedono abbastanza spesso anche in film “per famiglie”, o quasi. Vi ricordate per esempio quel vecchio (e brutto) thriller con Madonna in cui lei colava cera fusa sul corpo del partner? Situazione molto eccitante, siamo tutti d’accordo, e per come veniva presentata sono sicura che anche molti telespettatori ogni volta pensino che si tratta di un giochino un po’ perverso ma che forse varrebbe la pena di provare. E si sbagliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non sto dicendo che giocare con la cera sia pericoloso in generale. Ciò che è pericoloso è farlo come fa Madonna in quel film: con grandi candele profumate e colorate, in cui alla cera sono mescolati aromi e altre sostanze che ne elevano il punto di fusione. Se infatti una normale candela bianca come quelle che si trovano nei più banali mercatini comincia a sgocciolare a poco più di 50 gradi, che è una temperatura molto piacevole sulla pelle, quelle che si vedono nel film possono arrivare facilmente a 120 o 130 gradi. E non parliamo di quelle di gel, che arrivano addirittura a 160.&lt;br /&gt;Con temperature come quelle il gioco non è più un giochino qualunque, ma un massacro che provoca ustioni di secondo grado che non piacciono a nessuno. E non basta: capisco che per favorire l’inquadratura sul set gli attori dovessero tenere le candele (finte, ovviamente) vicino al corpo, ma se non si lascia un po’ di spazio che permetta alla cera di raffreddarsi mentre cade il rischio di ustione aumenta anche usando candele normali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capite perché a volte mi arrabbio quando vedo il modo in cui la mia arte preferita viene rappresentata dai mass media? Un altro esempio sono le pubblicità di una casa di moda che ha pensato bene di usare scene di bondage (legature) per rendere più interessanti le immagini. Bellissime davvero, non c’è che dire… però chi ha disposto le corde ad uso del fotografo ha ritenuto normale passarle anche attorno al collo, e questa è una cosa che un vero conoscitore del bondage non farebbe mai. Non vogliamo mica rischiare di strozzarci, no? Immaginatevi cosa potrebbe succedere se qualcuno si facesse venire l’idea di riprodurre quelle scene…&lt;br /&gt;…Anzi no, non è il caso che immaginiate. È uscita proprio pochi giorni fa sui giornali la notizia di un signore milanese che è stato trovato morto in circostanze piuttosto imbarazzanti. Era infatti ammanettato sul suo letto, legato, imbavagliato e vestito da donna. Secondo le prime indagini insieme a lui non c’era però nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole, è stato un gioco erotico solitario finito molto male, come del resto succede relativamente spesso. Questo è il prezzo che si paga per fare le cose senza ragionarci su, o per farsi ispirare dalle fonti sbagliate.&lt;br /&gt;Credetemi, non ho assolutamente niente contro chi si diverte a esplorare da sé i labirinti dell’erotismo più insolito. Però lasciate che vi dia un consiglio: prima di partire per la vostra prossima avventura non siate stupidi, e fate anche quelle domande che vi sembrano superflue. Se le farete alle persone giuste, potreste scoprire di esservi grossolanamente sbagliati… e che ci sono piaceri inaspettati che vi attendono.&lt;br /&gt;Il mio numero, come sempre, lo trovate sul sito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-5601248649168451952?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5601248649168451952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5601248649168451952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/11/equivoci-pericolosi.html' title='Equivoci pericolosi'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6612762611883893502</id><published>2007-11-18T00:20:00.000+01:00</published><updated>2007-11-18T00:23:39.711+01:00</updated><title type='text'>Collari</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Rz935-EfQHI/AAAAAAAAAAs/3bawGnusBuo/s1600-h/collare.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133953938023727218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Rz935-EfQHI/AAAAAAAAAAs/3bawGnusBuo/s320/collare.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Mi piacciono molto i ristoranti a cinque stelle dove mi lascio invitare da alcuni miei devoti, ma altre volte trovo altrettanto piacevole una serata fra amici – soprattutto se la cena è comunque preparata dalle abili mani di un’ottima schiava e la conversazione è stimolante. Recentemente ho partecipato proprio a una di queste occasioni e, mentre si chiacchierava assaggiando ottimi tè speziati, la schiava in questione ha raccontato un divertente episodio.&lt;br /&gt;“Oggi ero in ufficio,” ha detto, “e chinandomi un collega mi ha sbirciato nella scollatura e ha visto il mio collare. ‘Quella più che una collana mi sembra qualcos’altro,’ ha commentato, e la prima reazione è stata di imbarazzo”.&lt;br /&gt;“Quindi cosa hai risposto?” le abbiamo chiesto.&lt;br /&gt;“Semplice: di tenere gli occhi al loro posto e che è un vecchio. Ma non lo sa che quest’anno la moda è così?”&lt;br /&gt;Tutti ci siamo fatti una gran risata, e la sera è proseguita in maniera molto, molto piacevole. Però perché non cogliere l’occasione per parlare di collari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per eliminare subito gli equivoci, diciamo che un collare è un simbolo evidente di sottomissione ma non è affatto l’unico simbolo adottato da chi fa BDSM. Ci sono anelli caratteristici, catenelle, spille… ma anche il niente di niente, perché non sta scritto da nessuna parte che si debba indossare un’insegna dei propri gusti privati. L’unica cosa certa è che i collari sono stati molto mitizzati dai soliti fissati di Internet, soprattutto americani, per cui “essere collarati” è ciò che distingue un “vero schiavo” da un sottomesso improvvisato. Niente di più falso.&lt;br /&gt;A parte il fatto che uno degli schiavi più convinti che conosco non ha mai portato nessun collare (il motivo è che lui ne vuole uno permanente o niente, ma questa è tutta un’altra storia), si tratta secondo me di una trasposizione dell’uso tutto da chat di indicare il proprio ruolo con un collare fatto di parentesi.“Schiavo[I]”, per esempio, vorrebbe dire “schiavo di Ingrid”… ma a me sa tanto di giochino da videogame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se proprio un collare va indossato, preferisco che sia almeno un oggetto reale. E qui apro ancora una parentesi tanto per sottolineare un’ovvietà: i collari li portano i sottomessi, non le Dominatrici. Spesso vedo fotografie ridicole in cui una presunta padrona indossa girocolli chiodati che starebbero meglio a un dobermann, o peggio ancora veri e propri collari con tanto di anello al quale attaccare il guinzaglio. Evito ogni commento su tali personaggi.&lt;br /&gt;Stabilite queste cose di ruoli, ci sono naturalmente un’infinità di diversi tipi di collare. Effettivamente è vero che la moda degli ultimi due o tre anni ha diffuso l’abitudine di creare collane che sembrano veri e propri collari. Credo che non si tratti di un caso ma proprio di un ammiccamento al mondo dell’erotismo estremo. In ogni caso tante case famose e anche prestigiose, da D&amp;amp;G a Hermes, hanno nei loro cataloghi “collane” che a volte sono addirittura chiuse a chiave!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della questione della moda, però, non c’è dubbio che vedere uno schiavo con il collare al collo sia un piacere sottile quanto intenso. Personalmente adoro quando dal colletto della camicia spunta qualcosa di così insolito ed eloquente, oppure quando le persone per strada guardano scandalizzate e intrigatissime i miei compagni di shopping e tempo libero che indossano collari inequivocabili.&lt;br /&gt;Naturalmente tirare le persone per il guinzaglio è una cosa che si fa solo nei fumetti perché dare uno strattone proprio sulle vertebre cervicali è una delle cose più potenzialmente pericolose che ci siano, ma anche solo il piacere estetico dato da questo oggetto è davvero notevole…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta allora da capire che collari scegliere. Qui l’unico limite è dato dalla fantasia: personalmente ho schiavi per cui la discrezione è fondamentale che portano al collo solo una normale catenina d’oro – ma alla quale ho schiacciato il fermaglio con un colpetto di pinza, in modo che non lo possano sganciare senza strappare la catena. In questo modo non possono nascondere un eventuale e inutile ribellione, e il mio potere su di loro gli viene ricordato in continuazione.&lt;br /&gt;Ci sono poi ragazzi che vivono in ambienti più artistici e alternativi per i quali vanno benissimo anche normali collari da cane. Per altri sottomessi ancora ci sono splendide catene d’acciaio (sì quelle da ferramenta, che infatti vengono riprese anche da molti gioiellieri in altri materiali) che mi piace bloccare con un lucchetto. Naturalmente non sto parlando di chiavistelli da bicicletta… Mi riferisco a lucchetti-gioiello, di cui tengo io la chiave. Una seconda chiave d’emergenza la do allo schiavo stesso… ma racchiusa in una colata di cera con il mio monogramma. Se vuole usarla può farlo, però io saprò inevitabilmente che ha osato togliersi il simbolo della sua sudditanza, e posso essere molto, molto risentita per un comportamento simile. Voi naturalmente state già immaginando come possa reagire Madame quando è risentita, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il passo successivo e che io preferisco su tutti è invece adottare un vero e proprio collare da schiavo. Se state pensando a pesanti ceppi medievali siete fuori strada: vi immaginate che razza di escoriazioni e lividi provocherebbero alle clavicole?&lt;br /&gt;No no, quelli che ho in mente io sono pezzi di grande qualità che vengono realizzati da pochi artigiani specializzati in tutto il mondo. La schiava di cui parlavo all’inizio, per esempio, ne ha uno creato su misura in acciaio inossidabile, che oltre a essere estremamente elegante non provoca allergie e ha una costruzione talmente precisa da sembrare a prima vista un pezzo unico. In realtà un segmento è separato, ma è anche chiuso da bulloncini nascosti e così minuscoli che richiedono una chiavetta speciale per potere essere aperti e chiusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E che effetto fa portare un collare? Ditemelo voi.&lt;br /&gt;Fare la prova è facile. Appena finite di leggere qui andate a prendere un pezzo di spago, legatevelo (senza strozzarvi, stupidini!) attorno al collo e fissatelo con un bel nodo. Poi provate a tenerlo lì per qualche giorno, senza mai toglierlo. Ogni volta che lo vedete allo specchio, o ne sentite la presenza sotto i vestiti, vedrete che vi verrò in mente io. Penserete al significato di quello spago, a chi siete e cosa volete essere. Al piacere che vi dà sentirvi come una cosa di proprietà altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passati cinque giorni togliete pure il “collare”. Scoprirete di sentirvi nudi.&lt;br /&gt;E allora saprete perché i collari sono così importanti nel mondo dell’erotismo estremo…&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anzi, finito l'esperimento scrivetemi una mail con le vostre impressioni. Sono molto curiosa di sentirle, e chissà che qualcuno non possa anche ottenere un segno del mio apprezzamento per il suo scritto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6612762611883893502?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6612762611883893502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6612762611883893502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/11/collari.html' title='Collari'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/Rz935-EfQHI/AAAAAAAAAAs/3bawGnusBuo/s72-c/collare.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-9119723000624473670</id><published>2007-11-13T19:33:00.000+01:00</published><updated>2007-11-13T19:36:42.144+01:00</updated><title type='text'>Balle in maschera</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Di solito mi dicono che ho interessi un po’ fuori dal comune, ma oggi mi va di parlare di qualcosa davvero strano anche per i miei standard. Prima di cominciare, però, andatevi a guardare &lt;a href="http://tv.boingboing.net/2007/11/01/american-furry.html"&gt;questo video&lt;/a&gt;. È in inglese, ma l’importante sono le immagini.&lt;br /&gt;Si tratta di una raccolta di spezzoni di un documentario ancora in produzione intitolato &lt;a href="http://rabbitholefilms.com/american_furry.html"&gt;&lt;em&gt;American Furry&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, che parla appunto dei cosiddetti “furry”. Se non ne avevate ancora mai sentito parlare mettetevi comodi, perché c’è sia da ridere che da meditare un po’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I furry sono quei tipi che avete visto nel video. Sì, quella gente che si veste da pupazzone peloso. Anche se nelle immagini si vede altro, il punto è che per queste persone travestirsi in quel modo non è solo un gioco buffo, ma proprio una cosa erotica. Bando ai giri di parole: questi sono individui che si vestono come un personaggio di Disneyland per fare sesso.&lt;br /&gt;Sconvolti? Beh, ammetto che la prima volta che sono venuta a conoscenza di questo fenomeno sono rimasta scossa anche io – e vi assicuro che di personaggi strani in vita mia ne ho visti proprio tanti. Nonostante questo però ho scoperto che i furry (che in inglese vuole dire più o meno “pellicciosi”) non sono solo quattro… ehm… gatti completamente fuori di testa, ma un numero considerevole di persone in tutto il mondo, per un totale di parecchie migliaia di amanti dei costumi da animale. Mi è quindi sembrato il caso di capire di che si trattasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come forse avrete sentito dire nel video, chi ha questa passione si veste da animale perché sente quel tipo di identità più vicina a “sé stesso” di quanto non lo sia quella quotidiana da comune essere umano. Apparentemente il fatto di usare quei buffi costumi è solo una comodità: meglio infatti indossare una tuta di pelouche rispetto a sottoporsi a trasformazioni più difficili, costose e dolorose.&lt;br /&gt;Nel video si intravede infatti anche un tipo di personaggio che ha fatto la stessa cosa ma in maniera più radicale: si tratta di &lt;a href="http://www.stalkingcat.net/"&gt;Stalking Cat&lt;/a&gt;, un signore che a furia di interventi chirurgici si sta trasformando in un vero e proprio gatto umano, con tanto di baffi, denti a punta e così via. E non è il solo: girando su Internet si trovano facilmente personaggi come &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Katzen"&gt;Katzen&lt;/a&gt;  o &lt;a href="http://www.thelizardman.com/"&gt;Lizardman&lt;/a&gt;,che hanno fatto scelte simili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho parlato di questi personaggi con un amico antropologo che mi ha dato una spiegazione molto lunga e circostanziata, ma riassumendo il senso è questo: così come facevano tante popolazioni primitive o i pellerossa, queste persone cercano di avvicinarsi al loro animale-totem assumendone anche l’aspetto. È un fatto di religione, di cultura, di sfida alla società e naturalmente di soddisfazione personale. In effetti mi sembra però più comodo vestirsi ogni tanto da Topolino, quindi non c’è niente di strano che ci siano più furry che persone come Stalking Cat.&lt;br /&gt;Nel video però quando viene chiesto perché si vestono da animali, i protagonisti spiegano anche diverse altre cose. Che è un loro diritto vestirsi come vogliono, che gli piace comportarsi come animali, che si sentono oppressi dalle regole della civiltà umana e – e qui sta il punto secondo me – che dentro al costume possono sentirsi discriminati, ma anche protetti dal loro personaggio peloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora. Sapete che non sono una vera psicologa, però mi renderete atto che a furia di incontrare appassionati delle forme più particolari di erotismo mi sono fatta una casistica sufficiente a capire abbastanza bene cosa passi nella testa della gente. Quelle frasi sulla “maschera che protegge” me le sono sentite dire pari pari un sacco di volte anche io, ma non da furry, bensì da persone che venivano nel mio studio per sperimentare giochi di tutt’altro genere. Purché mascherati.&lt;br /&gt;Non importa se la maschera era solo una mascherina “da festa in maschera”, un cappuccio di lattice, una briglia da pony umano o un costume completo da camerierina travestita. In molti casi indossare una maschera qualsiasi è lo strumento che permette di abbandonare la propria identità di tutti i giorni, “diventare un personaggio” e permettersi così comportamenti che di solito vengono invece repressi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto ciò non c’è niente di strano: è un fenomeno ben conosciuto e anche molto positivo. Tutto sommato il senso stesso del Carnevale (non la pagliacciata commerciale che c’è ora, ma la festa religiosa originaria) era proprio quello di liberarsi dal peso delle regole per potere vivere più serenamente durante il resto dell’anno, sotto il giogo della Chiesa e della nobiltà.&lt;br /&gt;La cosa è molto divertente anche in chiave erotica, perché a volte basta indossare una maschera per lasciarsi alle spalle paure e inibizioni, e cominciare finalmente a godersi tutte le meravigliose sensazioni che ci sono offerte dal corpo e soprattutto dalla mente. Quello che però ho trovato strano è tutto un altro fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando infatti dei furry, mi colpisce il modo in cui queste persone aggiungono un ulteriore passaggio al ragionamento che vi ho appena fatto. Per loro non basta essere “il signor X con su una maschera”, ma devono addirittura diventare qualcosa che va oltre il gioco di ruolo: creature non umane. E non solo animali antropomorfi… ma addirittura animali di pelouche, del tipo che mette tenerezza.&lt;br /&gt;Voglio dire: potrei capire se qualcuno avesse la fantasia, mettiamo, di diventare un sensualissimo e potentissimo uomo-pantera con una carica sessuale pazzesca. Tutto sommato sarebbe un po’ il principio di personaggi come i lupi mannari, che una loro sensualità ce l’hanno di sicuro. Ma un volpettone teneroso giallo e blu?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusate se mi improvviso psicologa, ma secondo me queste sono persone che hanno dei problemi davvero molto grossi non solo con sé stessi e la loro repressione, ma anche con la sessualità in generale. Non riesco a immaginare se no alcun altro motivo per cui – scusate il francesismo – per scopare questi individui debbano fingere di essere personaggi non solo di fantasia ma pure estremamente infantili, che di sessuale normalmente non avrebbero nulla.&lt;br /&gt;Non voglio sembrare una che spara giudizi: i furry non fanno male a nessuno e si divertono, quindi buon pro gli faccia. Ci mancherebbe anche che una Dominatrice a tempo pieno si mettesse a discriminare chi ha una sessualità fuori dalla norma. Però resta il fatto che queste persone mi lasciano un po’ perplessa e, francamente, mi fanno un po’ pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio neanche pensare al motivo per cui qualcuno possa arrivare a sviluppare una fantasia così regressiva, nella quale non c’è nemmeno posto per il contatto con un altro essere umano. Penso però che da una parte è bello che nella nostra epoca persone così abbiano la possibilità di vivere con relativa serenità le proprie fantasie sessuali, e dall’altra…&lt;br /&gt;No, dall’altra mi dispiace proprio per loro. Indossare un costume di quel genere, a meno che non sia un gioco occasionale di una volta, come minimo costringe a non provare nessuna delle sensazioni date dal corpo umano (a parte il sudore e il prurito, suppongo). Impedisce il piacere supremo di guardare negli occhi il proprio partner ed entrare in contatto con lui; Trasforma quella che è un’esperienza di “qui, ora” in qualcosa di talmente slegato dalla realtà da negare, secondo me, la soddisfazione stessa di sentirsi vivi e presenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltretutto i furry sono considerati anche da chi pratica erotismo estremo la feccia più abominevole di tutti: sono gli emarginati degli emarginati. Certo, è facile prenderli in giro… ma se ci si ferma un attimo a pensare a come devono sentirsi loro…&lt;br /&gt;Se ci si sofferma su questo pensiero credo che venga naturale interrogarsi anche sulle maschere che siamo soliti usare anche noi. Non i cappucci di pelle con gli zip sulla bocca e sugli occhi: le maschere della quotidianità, i personaggi che siamo talmente abituati a interpretare che ormai non ce ne accorgiamo neanche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io a volte faccio una domanda a bruciapelo alle persone che mi vengono a trovare: “chi sei?” Di solito mi rispondono con un nome, o con qualcosa di più poetico ed eccitante, ma a volte vengono fuori con cose agghiaccianti tipo “un impiegato di banca”, “un padre di famiglia” o cose del genere.&lt;br /&gt;Non che ci sia niente di sbagliato, per carità, ma noi non siamo mai ciò che facciamo. Tutti noi siamo persone con mille sfaccettature, che di volta in volta interpretano ruoli differenti. Se uno di questi ruoli prende il sopravvento sulla nostra anima… ahiahiahi… mi sa che c’è un problema bello grosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo di averlo già detto in passato: per me fetish e BDSM sono dei giochi bellissimi per le sensazioni che riescono a dare, ma soprattutto perché sono dei viaggi interiori, dentro noi stessi e i nostri istinti più profondi. Un’esperienza meravigliosa, che può fare crescere come persone oltre che essere estremamente piacevole.&lt;br /&gt;Se il gioco, per quanto seriamente possa essere vissuto, ha la meglio sulla nostra ricchezza come esseri umani, siamo nei guai. A volte non è necessario essere furry, e non è nemmeno necessario che il gioco sia di tipo erotico. Per fortuna, però, ho imparato come usare proprio i giochi sensuali (anche quelli con le maschere) per liberarci dalle mascherature. Provateci, una volta o l’altra. Potreste essermi molto grati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-9119723000624473670?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/9119723000624473670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/9119723000624473670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/11/balle-in-maschera.html' title='Balle in maschera'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-7188098939964008625</id><published>2007-11-09T01:04:00.000+01:00</published><updated>2007-11-09T01:05:53.909+01:00</updated><title type='text'>Formazione di base</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non so come siate abituati voi, ma io quando voglio fare qualcosa mi preoccupo innanzitutto di imparare come farlo. Credo sia normale, no? Se per esempio si vuole guidare un’automobile di solito si va prima a scuola guida; Se si vuole parlare in inglese si segue un corso di lingue… e così via.&lt;br /&gt;Capirete quindi che trovi sempre molto strane tutte quelle persone (e sono tante, credetemi!) che mi scrivono, oppure di cui leggo in giro, o che entrano in contatto con me in altro modo, che dichiarano di volere dedicare all’improvviso la propria vita alla dominazione e la sottomissione. O meglio: in questo non c’è niente di strano. Lo strano è che vogliano fare un percorso del genere senza sapere assolutamente nulla al riguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, mi chiedo, chi desidera fare una scemenza come una torta ripiena ha quasi sempre il buon senso di comprarsi un libro di cucina e chi invece vorrebbe fare qualcosa di ben più complicato come immergersi nel mondo del BDSM pretende di tuffarvisi alla cieca, senza alcuna preparazione? Certo, mi direte voi: ma non è mica facile trovare qualcuno che ti insegni queste cose. E qui vi sbagliate.&lt;br /&gt;Tanto per cominciare… Ci sono io, no? Basta una telefonata e se vi presenterete con un minimo di buone maniere probabilmente potremo organizzare un incontro divertente ed educativo – eventualmente anche solo via telefono se proprio abitate troppo lontano dal mio studio. Ma anche se per caso non ci dovessimo trovare in sintonia ci sono un sacco di altre possibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andate a rileggere il resto del blog. Visto quante volte ho già parlato di feste, incontri, seminari e così via? Quelli sono secondo me i modi migliori per avvicinarsi al mondo dell’erotismo estremo: si può osservare come si comportano persone più esperte, conoscerle e far loro qualche domanda (di solito siamo tutti piuttosto cortesi… tranne coi maleducati, ma voi non lo siete di sicuro, vero?). Ma immaginiamo che abitiate in un luogo così remoto e desolato da non avere proprio modo di partecipare a eventi simili. Non c’è da disperarsi nemmeno in questo caso.&lt;br /&gt;Una libreria vicino a casa ce l’avrete pure, no? Allora andate a riguardare tutti i libri dei quali ho scritto le mie impressioni: purtroppo quelli in italiano non sono molti, ma già possono aiutare a farsi un’idea della realtà del fetish e del BDSM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora non basta? Allora potete fare la cosa più semplice di tutte e leggervi un vero e proprio “manuale di istruzioni”. A parte quello indicato nei link qui a fianco ce ne sono molti altri, anche se soprattutto in inglese. La buona notizia è che li si può ordinare comodamente dal proprio Pc: su questo  &lt;a href="http://www.amazon.com/gp/community-content-search/results/ref=cm_srch_q_col_rpli/?query=bdsm&amp;amp;search-alias=rp-listmania"&gt;sito&lt;/a&gt; ci sono addirittura 141 diversi elenchi di testi consigliati!&lt;br /&gt;Sulla qualità dei siti Internet invece sapete come la penso. Purtroppo quelli del nostro paese sono popolati soprattutto da persone che vivono queste cose solo a livello di fantasia e – spero involontariamente – finiscono col diffondere notizie e informazioni poco realistiche. Secondo me è quindi meglio evitare, tuttavia alcuni siti attendibili ci sono, e meriterebbero di essere studiati almeno un po’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minimo di preparazione, dicevo, permette come minimo di non essere presi completamente alla sprovvista quando arriva il momento di incontrare davvero una Dominatrice. Consente di farsi un’idea di quali possano essere i giochi più adatti ai propri gusti, oppure di come rendersi conto della competenza dei partner con cui si ha a che fare.&lt;br /&gt;Soprattutto, quel pochino di dimestichezza che ci si può fare leggendo qualche pagina “giusta” risulta indispensabile per evitare figuracce terribili come quelle che mi tocca vedere di tanto in tanto qui. Perché vi giuro: un aspirante schiavo “imbranato” può anche essere divertente e mettere tenerezza, ma certe volte è proprio difficile trattenersi dallo scoppiare a ridere. Qui la mia etica impedisce di fare esempi, ma almeno un’eccezione voglio farla: il motivo per cui oggi il tema del blog è lo “studio” è in effetti una frase che ho sentito questa mattina. La riporto testualmente: “Signora, la prego, mi potrebbe sadonasizzare?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio neanche immaginare di che razza di pratica si tratti. E ora, passata l’irritazione, andate a fare i vostri compitini mentre io vedo di decidere quale sarà il prossimo argomento…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-7188098939964008625?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/7188098939964008625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/7188098939964008625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/11/formazione-di-base.html' title='Formazione di base'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-2402394875580479503</id><published>2007-11-05T16:59:00.000+01:00</published><updated>2007-11-05T17:00:45.563+01:00</updated><title type='text'>Histoire d'O</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Oggi ho incontrato una nuova aspirante schiava. Non credo, a dire la verità, che sia il tipo di persona con cui potrei trovarmi bene: la prima impressione è di una ragazza piacevole e interessante per qualche incontro di gioco occasionale, ma davvero inadatta a servirmi sul lungo termine.&lt;br /&gt;Non voglio entrare nei dettagli sia per una questione di privacy che perché li trovereste probabilmente noiosi, ma una cosa devo proprio dirla. L’elemento più negativo della sua psicologia è qualcosa che ho incontrato già molte volte nella mia esperienza, e quasi sempre nelle donne. È come un virus secondo me pericolosissimo, che per quanto si tenti di fare non viene debellato da decenni e anzi continua a diffondersi. Il suo nome è, come tutta la sua natura, subdolamente sensuale: si chiama &lt;em&gt;Histoire d’O&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto parlando naturalmente del famoso romanzo di Pauline Réage, che in moltissimi casi è stato il primo contatto di tante persone con il mondo della dominazione erotica. Personalmente lo trovo un libro appena dignitoso e anche un po’ noiosetto, ma non c’è dubbio che sia un grande classico e abbia i suoi meriti – soprattutto se si considera il periodo in cui è stato pubblicato. Per capire meglio ciò che sto per scrivere sarà quindi bene che andiate a rileggerlo anche voi. Se non l’avete mai fatto non temete: è probabile che vi piacerà.&lt;br /&gt;Una precisazione importante per chi sta già pensando di fare il furbetto: ho detto di leggere il libro, non di guardare il film. La pellicola, che pure ha una protagonista davvero affascinante, è stata necessariamente abbreviata e censurata nelle sue parti più scabrose, quindi non fa al caso nostro. Mi dicono in effetti che di recente sia stata prodotta una “edizione integrale” su una decina di DVD, ma non l’ho mai vista e non saprei dirvi se sia fatta bene o no. A giudicare dalla lunghezza sospetterei la seconda ipotesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va be’, visto che sono in un momento particolarmente magnanimo non vi risparmio la lettura del libro ma per comodità comincio col riassumervelo subito qui. O è una fotografa francese che si innamora di René, un cicisbeo con il gusto per la dominazione. I due fanno un po’ di giochini, dopodiché lui la porta in una tenuta a Roissy (periferia di Parigi che nella realtà è devastata dalla presenza di un grosso aeroporto) per essere addestrata a diventare una schiava perfetta.&lt;br /&gt;Qui O viene frustata e usata sessualmente da diversi uomini ma soprattutto dal proprietario della tenuta, un tale Sir Stephen che in realtà ha probabilmente mandato René in avanscoperta per catturare e tenere la ragazza per sé. Un’altra parte della trama riguarda il rapporto d’amicizia molto intima fra O e un’altra ragazza, e il modo in cui la sorellina minorenne di quest’ultima fa di tutto per farsi introdurre da O stessa nel mondo della schiavitù. Seguono storie di marchi a fuoco, piercing brutali, gran sesso anale e un finale piuttosto tragico, che però viene presentato spesso come una specie di variante opzionale al classico “e vissero tutti felici e contenti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bella storia, vero? Magari un po’ banale ma carina… come stimolo alla masturbazione. Se invece la si comincia a prendere un po’ troppo sul serio le cose cambiano. Eh già, perché il problema di tutte quelle aspiranti schiave di cui parlavo prima è proprio questo: leggono il romanzo, si fanno cogliere dall’entusiasmo e vanno in cerca della loro Roissy, decise a intraprendere una carriera di torrida e romantica sottomissione.&lt;br /&gt;In questo non ci sarebbe niente di male, a parte il fatto che è un po’ come andare al cinema, guardare Harry Potter e pretendere di iscriversi il giorno dopo a un’università per maghi e streghette. Il fatto è che scuole simili non esistono, ma soprattutto non esiste nessuna “università delle schiave”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, un posto del genere è anche nelle mie fantasie e in quelle di milioni di altre persone… ma è pura finzione letteraria. Nel mondo reale non c’è nessuno che abbia i mezzi e soprattutto la voglia di creare una specie di Disneyland super-raffinata per soddisfare i sogni masochisti di qualche ragazza. Perché mai dovrei mettere il mio castello, se mai ce l’avessi, a disposizione di un branco di sciocchine che aspirano solo a dormire in cella tutto il giorno finché qualcuno (che nel frattempo ha organizzato scenografie spettacolari, invitato ospiti bellissimi, fatto commissioni e lavorato al posto loro, eccetera eccetera) decide di andarle a prendere per vestirle, truccarle, prepararle, dar loro qualche frustata, soddisfare le loro voglie sessuali e poi rimandarle educatamente a nanna? E gratis, magari!&lt;br /&gt;Eh no, cari miei (e care mie)… La realtà è un bel po’ diversa. Le schiave non vengono “addestrate”, ma devono impegnarsi in prima persona per meritare le attenzioni e le fatiche dei Dominanti. Non hanno un ruolo passivo e sostanzialmente molto comodo, ma devono preoccuparsi di rendere comoda la vita della Padrona. E soprattutto, il mondo reale ha scomode ma inevitabili esigenze con cui tutti noi dobbiamo fare i conti, quindi sognare è bellissimo, ma per vivere il sogno bisogna rimboccarsi le maniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, questo è il motivo per cui ho il forte sospetto che la mia nuova “aspirante” scapperà a gambe levate quando si renderà conto che il BDSM è una cosa bellissima, ma richiede un certo impegno da parte di tutte le persone coinvolte. In compenso tutto ciò mi dà lo spunto per un paio di ragionamenti.&lt;br /&gt;Primo: è un bene che gli uomini abbiano fantasie un po’ più varie (anche se spesso altrettanto irrealizzabili) e meno stereotipate. Secondo: in realtà un posto simile alla Roissy di O esiste, ed è l’OWK di cui ho scritto qualche tempo fa. Credo sia significativo il fatto che, dopo avere spiegato di cosa si tratti, le candidature che sono arrivate e continuano ad arrivare siano relativamente poche e molto caute. Forse c’è qualcosa nella mente maschile che vi rende un po’ più pragmatici quando si tratta di affrontare i vostri sogni nel concreto.&lt;br /&gt;E infine – e questa è la cosa più importante – che peccato che tutti si perdano a fantasticare su un romanzetto porno qualsiasi quando la vera storia interessante di Histoire d’O riguarda la sua realizzazione. Poiché non è una vicenda molto nota, lasciate che ve la racconti io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto, Pauline Réage non esiste. C’era invece Anne Desclos, una giornalista e traduttrice di romanzi morta nel 1988, che nel 1946 aveva trovato un impiego in una divisione della leggendaria casa editrice francese Gallimard. Il suo capo era Jean Paulhan, un celebre intellettuale che divenne (prima dell’assunzione? Dopo? Certe carriere sono sempre misteriose…) anche l’amante di Anne, così appassionata di pseudonimi da farsi chiamare in quel periodo Dominique Aury.&lt;br /&gt;Mentre la Aury diventava una oscura ma apprezzata firma sulle pagine culturali delle riviste parigine Anne e Jean si divertivano sia nel letto che in ufficio, dove pare avessero interessanti discussioni letterarie. Durante una di queste lui dichiarò che nessuna donna era in grado di scrivere un bel romanzo erotico… e lei prese la cosa come una sfida. Ispirandosi ai gossip sulla scrittrice masochista Janine Aeply, Dominque si sdoppia anche in Pauline… ed ecco nascere Histoire d’O.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 90 anni suonati l’autrice confessò che il romanzo era la sua lettera d’amore per monsieur Paulhan, che probabilmente diede una grossa mano a rifinire l’opera prima di farla pubblicare. In buona sostanza, quella che per molte donne è la bibbia del sadomasochismo non è quindi altro che un gioco erotico fra due amanti: lei scriveva, lui modificava, lei scriveva un altro po’… Mi auguro solo che strada facendo abbiano sperimentato anche alcuni dei giochi di cui scrivevano tanto!&lt;br /&gt;Un po’ più triste è il fatto che nella stessa intervista in cui finalmente svelava l’enigma dell’identità di Pauline Réage, la signora Desclos abbia dichiarato anche che Histoire d’O avesse pure un altro scopo: mantenere il partner interessato a lei per paura che la lasciasse per una segretaria più giovane. Che peccato! Tanta passione, e poi non si trattava d’altro che di una donnetta timorosa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo equivoco di confondere la sottomissione con un comodo sistema per farsi amare è una cosa che prima o poi mi farà impazzire. Secondo una mia stima personale almeno il 90% delle cosiddette schiave ragiona in questo modo e una buona metà dei presunti schiavi fa lo stesso errore. Sì, errore, perché posso garantirvi che non è questo il modo per conquistare una persona, né il modo giusto per vivere un mondo di erotismo che invece può dare grandissimi piaceri, soddisfazioni e serenità.&lt;br /&gt;In effetti, il problema spesso è proprio questo. Chinare la testa per paura di essere rifiutati; Sperare che qualcun altro si prenda la responsabilità di “addestrarci” anziché fare lo sforzo di migliorare da soli; Sognare luoghi impossibili quando i piaceri più intensi e raffinati si trovano solamente nelle nostre teste e nel rapporto con le persone che si hanno vicine, anche se si abita in un monolocale.&lt;br /&gt;Se solo sapeste quanto mi piacerebbe che tante e tanti “aspiranti” chiudessero libri e siti web e aprissero invece il proprio cuore e la porta di casa, per uscire… &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-2402394875580479503?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2402394875580479503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2402394875580479503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/11/histoire-do.html' title='Histoire d&apos;O'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-8018613187010714049</id><published>2007-11-02T00:04:00.000+01:00</published><updated>2007-11-02T00:05:22.626+01:00</updated><title type='text'>Perdita di controllo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Forse avrete già letto quella famosa frase di Einstein che recita: “Ci sono solo due cose infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sulla prima non sono del tutto sicuro”. Ora, io non voglio certo paragonarmi a un genio come lui… ma l’imbecillità delle persone continua a lasciarmi senza fiato. Naturalmente potrei fare un sacco di esempi, ma visto che qui si parla di BDSM…&lt;br /&gt;Il fenomeno di cui voglio occuparmi oggi è una vera e propria moda che mi è stata fatta notare soprattutto da alcuni schiavi che, per lavoro o per passione, hanno l’abitudine di passare molte ore su Internet. Ciò che hanno notato da più parti è come negli ultimi tempi si stiano moltiplicando le “dominatrici” (qui le virgolette sono proprio obbligatorie) fuori di testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui siti di annunci, ma soprattutto nelle chat, stanno infatti fiorendo da qualche mese dei personaggi che si pubblicizzano in maniera assurda. Quelle relativamente più normali fanno un gran clamore attorno al fatto di essere spietatissime, crudelissime, senza cuore e così via.&lt;br /&gt;Già qui a me viene da sollevare un sopracciglio perplesso, ma si tratta in effetti di una questione di gusti. Come ben sapete per me la dominazione è qualcosa che riguarda l’incontro e la fusione di due anime prima ancora che di due corpi. Uno degli ingredienti fondamentali perché questa danza sia possibile è l’ascolto delle sensazioni altrui, la capacità di adattare le proprie azioni di momento in momento per ottenere il risultato desiderato. Per fare tutto ciò bisogna essere tutt’altro che spietate e senza cuore: è chiaro che il mio ruolo – o meglio il mio compito – richiede che io sappia essere severa, addirittura inflessibile. Ma questa è tutta un’altra cosa dall’essere degli schiacciasassi che procedono senza riguardo… come queste ultime possano essere in qualche modo erotiche sfugge veramente dalla mia comprensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se però questa categoria è semplicemente lontana dal mio modo di vedere l’erotismo della dominazione, ce n’è un’altra che proprio mi sconvolge. Sto parlando dei sempre più numerosi personaggi – e dico personaggi perché sospetto che nella maggior parte dei casi siano creati da uomini immaturi e non da vere donne – che si presentano come letteralmente fuori controllo.&lt;br /&gt;“Mistress cocainomane”, “Padrona violentissima”, “Dominatrice scatenata senza limiti”… e la lista degli alias che si autoconferiscono potrebbe andare avanti a lungo. Allo stesso tempo, c’è chi usa nomi più normali ma poi si descrive sostanzialmente allo stesso modo: come una tizia armata di frusta e altri strumenti oggettivamente pericolosi che tuttavia trova naturale e addirittura eccitante trovarsi in stato d’ubriachezza, sotto l’influsso di droghe e così via. Stendo poi un velo pietoso sulle mitomani che cercano di mescolare BDSM e satanismo: magari di questo parleremo un’altra volta, ma il succo del discorso l’ho già scritto: “mitomani”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tornare a noi, mi chiedo come prima cosa perché qualcuno (il potenziale sottomesso, ma anche la pseudo-dominatrice stessa) dovrebbe trovare stimolante l’idea di trovarsi nelle mani di individui del genere. Se penso a un violento senza controllo che spadroneggia su una vittima inerme mi vengono in mente diverse scene che appartengono tutte a film dell’orrore: per esempio l’episodio di &lt;em&gt;Hannibal&lt;/em&gt; in cui il serial killer Hannibal Lecter massacra un poveretto sotto l’influsso di droga, oppure la scena della mutilazione nel magazzino de &lt;em&gt;Le Iene&lt;/em&gt;.  Nulla comunque che possa anche lontanamente eccitarmi.&lt;br /&gt;Soprattutto, niente che possa risultare eccitante per qualcuno che immagini di trovarsi nei panni della vittima. Cosa diavolo c’è di stimolante nel pensare di essere alla mercé di una sconosciuta in preda alle allucinazioni, o incapace di rendersi conto di quel che fa? Anzi, ora che ci penso su questo tipo di situazione ci hanno perfino girato un pessimo film qualche anno fa, intitolato “Amorestremo”. Nonostante tutto il mio sadismo vi sconsiglio di guardarlo: ha vinto addirittura diversi premi per il peggior film dell’anno… e in ogni caso era un thriller e non certo una pellicola erotica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là di questo mi pongo poi altre domande. Una su tutti: ma come può anche venire solo in mente una figura come la dominatrice ubriaca? Non perché una mistress sia immune agli effetti dell’alcool (e anzi, soprattutto all’estero ne ho viste diverse che non si reggevano in piedi… che tristezza!) ma perché… che senso ha? È un po’ come immaginarsi un tuffatore con la paura dell’acqua, un camionista che non sa guidare, una modella sfigurata – forse potranno essere personaggi interessanti per un romanzo, ma nella vita reale non hanno alcuno spazio.&lt;br /&gt;E infine: che utilità ha tutto ciò? Mettiamo che la nostra “dominatrice cocainomane” (ed è un vero nickname visto su una chat) speri di incontrare qualcuno che le passi una dose in cambio di qualche frustata, ma cosa si può aspettare “mistress sanguinaria”? Un autolesionista che la farà finire in galera alla prima ferita, per quanto consensuale? Uno psicopatico che potrebbe poi perdere a sua volta il controllo e vendicarsi su di lei? Che razza di individui s’immaginano di attirare con una presentazione del genere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temo che questi interrogativi siano destinati a rimanere senza risposta, ma come al solito il semplice fatto di porseli significa che nel mondo dell’erotismo succedono cose anomale, che nel bene e nel male (in questo caso nel malissimo) meritano comunque di essere osservate e stimolare al ragionamento. Magari fatemi sapere la vostra impressione.&lt;br /&gt;La mia, invece, è molto semplice. La mia esperienza, ma anche il semplice buon senso, mi hanno confermato infinite volte che l’erotismo estremo sia qualcosa di bellissimo, molto piacevole e tutto sommato piuttosto sicuro – sempre ammesso che venga affrontato con la testa sulle spalle e la coscienza di ciò che si sta facendo. In caso contrario non è detto che ci si debba per forza fare male, ma non c’è dubbio che il rischio è sempre in agguato e, sopratuttto, la cosa diventa molto meno divertente per tutte le persone coinvolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse sarò un po’ una tradizionalista, ma io continuo a basare ciò che faccio sul solido principio del “sano, sicuro e consensuale” – qualcosa che non ha nulla a che fare con le droghe, l’alcool o le malattie mentali. Se c’è una cosa di cui potete stare sicuri è che non mi vedrete mai, nemmeno per un attimo, senza il pieno controllo su tutto ciò che mi avviene attorno. In effetti, per me essere una Dominatrice, una di quelle senza virgolette, sta tutto qui.&lt;br /&gt;E non solo: quel tipo di controllo lo pretendo anche da chi gioca con me. A volte è accaduto che qualcuno si sia presentato nel mio studio pensando di potere interagire con me usando popper o mezzo sbronzo… e in ogni caso è stato prontamente messo alla porta. Gli stati di coscienza alterati non mi riguardano, e su questo non si discute. Forse dipenderà dal fatto che non sono una creatura di Internet, ma una Signora del tutto concreta.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-8018613187010714049?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8018613187010714049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8018613187010714049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/11/perdita-di-controllo.html' title='Perdita di controllo'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6545054128099324797</id><published>2007-10-23T12:49:00.000+02:00</published><updated>2007-10-23T13:21:33.454+02:00</updated><title type='text'>Semplice e krystallino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ma che occhietti attenti che avete! Da quando nella pagina iniziale del sito è comparso l’annuncio della mia performance del 27 ottobre hanno cominciato a piovere email e messaggi da parte di tanti amici, ma soprattutto da chi segue con grande cura questo sito e il suo blog.&lt;br /&gt;Le domande sono sempre le stesse: cosa c’entra Madame Ingrid con un locale come quello? È una festa BDSM? È una trovata pubblicitaria? Di che si tratta?&lt;br /&gt;Francamente trovo tanta agitazione piuttosto buffa. Con tutte le performance che faccio – soprattutto all’estero – non pensavo proprio che questa notizia avrebbe provocato tanto scompiglio. Comunque, visto che non vorrei mai farvi venire un infarto per così poco, ne approfitto per chiarirvi un po’ le idee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo per gradi, va bene? Tanto per cominciare: la performance si svolgerà al &lt;em&gt;Krystall&lt;/em&gt;, che è un club priveè di Vicenza. Se state per chiedere come mai un locale di questo tipo vuol dire che non siete stati attenti a ciò che ho scritto in passato, quindi mi aspetto come minimo che finito di leggere qua riprendiate tutto il mio blog dal suo primissimo post e lo studiate daccapo. E ringraziate che non interrogo, perché la mia bacchetta scolastica è molto, molto dolorosa.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, secondo la legge italiana i club privati sono gli unici locali in cui è possibile praticare la dominazione davanti ad altre persone. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il motivo per cui si svolge proprio lì e non in un altro club è altrettanto semplice: i proprietari del Krystall sono amici di lunga data, che qualche tempo fa mi hanno invitata a vedere il loro nuovo locale, di cui sono giustamente orgogliosi. Fra i vari ambienti che lo compongono c’è anche (e qui cito le loro parole testuali) una “stanza Sadomaso” allestita con attrezzi per “giochi BDSM” su cui mi è stato chiesto un commento da esperta.&lt;br /&gt;Dopo avere ascoltato con interesse le mie precisazioni sull’uso di una parte delle attrezzature e i suggerimenti per utilizzarle al meglio, chiacchierando è saltato fuori che sia loro che molti dei loro soci sarebbero stati molto curiosi di assistere a una vera performance BDSM anziché il classico spettacolino di lap dance fatto da cubiste con stivali di vernice e frustino. Il problema consisteva però nella difficoltà di mettere in contatto chi avesse una sana curiosità con l’ambiente delle feste a tema, che invece respinge rigorosamente chi già non dimostra una certa confidenza con la dominazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio la cosa mi ha lasciata molto perplessa e piena di dubbi. Dovreste già sapere infatti che sono la prima a non volere mescolare dominazione e altri tipi di giochi, e che sono piuttosto contraria alla spettacolarizzazione di quella che per me è un’arte di grande erotismo e intimità in ambienti che non siano predisposti a recepirla e apprezzarla. In altre parole, provo orrore a pensare di ritrovarmi in una situazione tipo &lt;em&gt;Mi-Sex&lt;/em&gt; – di cui come ricorderete avevo avuto una terribile impressione un anno fa.&lt;br /&gt;Vista l’amicizia che mi lega ai gestori ho però voluto provare a sondare il terreno parlando con alcuni soci e ascoltando un po’ di opinioni… e alla fine mi sono resa conto che in questo particolare caso le persone provavano un reale interesse per il BDSM, e potevano esserci le condizioni per fare un po’ di quella divulgazione di cui parlo sempre. Insomma, se c’è l’occasione per portare avanti la propria filosofia, perché non provarci?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di prendere un impegno del genere ho preteso alcune condizioni per me fondamentali. La più importante era avere carta bianca sull’organizzazione della performance, dai contenuti alla regia luci, la musica e così via. Una volta confermato tutto ciò ho selezionato fra i miei sottomessi alcuni professionisti di questi aspetti tecnici, e mi sono assicurata di avere la possibilità di realizzare uno spettacolo all’altezza di ciò che avessi in mente.&lt;br /&gt;Solo a questo punto, dopo avere valutato ogni possibilità, ho finalmente accettato l’invito del Krystall… ed ecco perché sabato 27 sarò sul suo palco. Ciò che accadrà è ovviamente una sorpresa, e come accadrà mi sa che lo potranno sapere solo i presenti. Io però sono molto soddisfatta, e prevedo una serata molto interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, visto che fra voi lettori ci sono anche molti che frequentano abitualmente feste e ambienti BDSM, è utile fare qualche precisazione. La serata del club è sì dedicata al fetish, ma non è un party a tema come altri di cui ho parlato recentemente. Le attività che si svolgeranno – al di là della mia performance – saranno prevalentemente quelle che normalmente si addicono a quel tipo di locale.&lt;br /&gt;L’intenzione è di portare a conoscenza di soci del Krystall cosa sia realmente il BDSM così come viene praticato dai veri appassionati di questa forma di erotismo. Ciò nei modi e nei limiti di quello che è un semplice piacere offerto a degli amici: non c’è quindi da aspettarsi un megashow multimilionario, ma un’esperienza comunque unica e particolare, come tengo che sia ogni esperienza legata a ciò che più mi sta a cuore.&lt;br /&gt;Nessuna sparata pubblicitaria, quindi (del resto, né io né il club ne abbiamo certo bisogno), bensì un’opportunità in più per tutti di avvicinarsi a un mondo affascinante senza dover sottostare alle – giustissime, peraltro – regole applicate in altri tipi di eventi fetish e BDSM. Se ritenete che possa interessarvi, cliccando sulla homepage trovate tutte le informazioni del caso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6545054128099324797?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6545054128099324797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6545054128099324797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/10/semplice-e-krystallino.html' title='Semplice e krystallino'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-6726407142060832789</id><published>2007-10-21T19:39:00.000+02:00</published><updated>2007-10-21T19:40:41.270+02:00</updated><title type='text'>Senza fiato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Credo di averlo già detto in passato: una cosa che non cesserà mai di stupirmi è il modo in cui anche le pratiche di dominazione sembrano essere soggette alle mode. Ci sono lunghi periodi in cui vengo contattata soprattutto da persone che vogliono essere iniziate ai sottili piaceri del feticismo delle calzature… Poi all’improvviso questi personaggi scompaiono, e arriva un’ondata di cultori della frusta, o dei giochi d’ambientazione medica, del bondage e così via.&lt;br /&gt;Dal mio punto di vista va benissimo anche così: confesso di essere talmente appassionata di tutto ciò che avviene nel mondo privato del mio studio che vivo ogni proposta come uno stimolo ad esplorare nuove sfaccettature. Insomma, è ben difficile che possa annoiarmi, come minimo perché in ogni caso sono io a dirigere il gioco, ma… Le mode mi hanno lasciata perplessa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tendenza di questi ultimi giorni sembra proprio essere una di quelle che però fanno parte delle mie rare eccezioni. Mi riferisco alle tante varianti del controllo della respirazione, che per vari motivi è una di quelle cose che non amo affatto. Ma sarà meglio cominciare come sempre coll’assicurarci di capire di cosa sto parlando.&lt;br /&gt;La limitazione del respiro, che i fissati dell’inglese chiamano “breath control”, consiste né più né meno in ciò che state immaginando: togliere l’aria alla persona sottomessa. Il principio consisterebbe nel fatto che poter decidere quando e come farla respirare è una situazione di dominazione assoluta, e su questo posso anche essere d’accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che avere il controllo sull’aria stessa crei un’intimità eccelsa mi pare ovvio, e gli estimatori di questa pratica riferiscono poi un altro aspetto da non sottovalutare. Il fatto è che, quando l’ossigeno comincia a calare, queste persone provano un piacere sessuale molto forte.&lt;br /&gt;C’è solo un problema: questo fenomeno è reale e concreto, ma dipende semplicemente dal fatto che l’organismo reagisce automaticamente all’asfissia producendo sostanze chimiche con la funzione di… rendere meno atroce la sensazione di morire. In altre parole, con questo “gioco” si prova piacere solo quando è troppo tardi – e mi sembra chiaro che ciò non sia una cosa accettabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma mica si muore!” obiettano gli appassionati. “Il rischio ci sarebbe se si giocasse da soli, ma ci sei tu apposta a tenere sotto controllo la situazione!”&lt;br /&gt;Siccome purtroppo mi sono sentita fare questi discorsi un po’ troppe volte, credo sia venuto il momento di spiegare una volta per tutte perché non mi convincerete mai a fare breath control.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima osservazione: non ho poteri telepatici, quindi non ho modo di capire quanto ossigeno abbia nel sangue la persona sotto di me e cosa stia sentendo in un dato momento. Da fuori la differenza fra “sento il bisogno di prendere fiato”, “sono in panico da soffocamento” e “ho convulsioni da danni cerebrali” è minima, e dal momento che non ho nessuna intenzione di ritrovarmi cadaveri fra le mani non voglio nemmeno trovarmi nella brutta posizione di dover tirare a indovinare.&lt;br /&gt;Secondo: come ho scritto poco fa questa è una pratica che diventa piacevole solo quando il corpo è ormai convinto di stare per morire, e in tale situazione ci sono *sempre* dei danni fisici, soprattutto al cervello. Anche senza arrivare alla perdita di funzioni vitali, sono sicura che non gradireste perdere l’uso nemmeno di un neurone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo: ci sono tanti altri modi per giocare. Anche col respiro. Non ci credete? Evidentemente allora non avete mai avuto a che fare con me…&lt;br /&gt;Per esempio, conosco almeno una decina di modi per provocare la sensazione, o anche la sola illusione (ma convincente, credetemi…) di stare soffocando pur non bloccando affatto il respiro. Molto consiste in una certa abilità psicologica, e tanto anche nella mia esperienza medica. Sarebbe interessante svelare i miei sistemi, ma non ho alcun motivo di svelare i miei assi nella manica…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conclusione del post di oggi è questa. Non azzardatevi a chiedermi di farvi rischiare una corsa (inutile) al pronto soccorso. Il fatto che abbia una certificazione in rianimazione cardiopolmonare non vuol dire che mi faccia piacere usarla, e visto che per fortuna sino a oggi non è mai capitato, preferisco che le cose restino così.&lt;br /&gt;Se volete sperimentare le sensazioni che derivano dall’affidare la vostra stessa vita nelle mani di una perfida Dominatrice basta chiederlo gentilmente, e sono sicura che troveremo un modo molto più sicuro e divertente per fare insieme questo tipo di esplorazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, ancora un’ultima nota per tutti quei furboni che arrivati a questo punto stanno pensando di mettersi a provare il breath control da soli, magari inventandosi qualche sistema complicato per strangolarsi… Fossi in voi non ci proverei.&lt;br /&gt;Di tutti i possibili giochi erotici estremi, questo è infatti quello che in assoluto miete più vittime. O meglio: è l’unico che abbia mai provocato direttamente dei decessi, perché in tutti gli altri casi si è trattato di incidenti avvenuti durante momenti di gioco, ma indipendenti dalla pratica svolta. Ogni anno nel mondo c’è circa una dozzina di cretini (e cretine, naturalmente) che si suicidano senza nemmeno volerlo, semplicemente perché avevano pensato di avere scoperto un sistema a prova di bomba per controllare la mancanza di controllo. E già questo la dice lunga sulla loro intelligenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi adesso fate i bravi, tirate un bel respiro e provate a pensare a tutte le cose terribili e bellissime che invece potrei farvi… &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-6726407142060832789?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6726407142060832789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/6726407142060832789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/10/senza-fiato.html' title='Senza fiato'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-1295040562529808340</id><published>2007-10-17T04:37:00.000+02:00</published><updated>2007-10-17T04:40:00.938+02:00</updated><title type='text'>Critica cinematografica</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Oggi voglio essere magnanima. Come prima cosa conferisco allora una menzione d’onore speciale a un mio nuovo amico con cui mi sarei dovuta incontrare per pranzo e che invece è arrivato nel mio studio solo in serata. Quando avvengono questi ritardi, ma anche ritardi molto meno gravi, di solito non faccio altro che segnare il colpevole nel mio libro nero dei perditempo, dal quale una volta entrati non si scappa più. E credetemi: ho una memoria eccezionale nel riconoscere la voce delle persone anche a distanza di tempo, anche se chiamano da un numero differente o – è capitato anche questo – cercano di camuffare la voce. Scene da Fantozzi, davvero!&lt;br /&gt;In questo caso invece ho dovuto riconoscere che il ritardo era più che giustificato: lui era partito in perfetto orario dalla Svizzera tedesca, ma a metà mattinata mi sono vista arrivare un Mms con due foto da parte sua. La prima mostrava la sua auto, o meglio quel che ne restava, dopo un incidente in autostrada. La seconda era lui stesso, con un’ingessatura ancora umida ad un polso nell’atrio di un pronto soccorso. Ma la cosa più interessante era il testo del messaggio. “Sono desolato per l’imperdonabile ritardo,” diceva. “Se non La disturba La prego di concedermi di offrirLe la cena prima di subire, se vorrà, la giusta punizione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, come vi dicevo alla fine ha dovuto usare treni e taxi, ma è arrivato davvero. Di fronte a una così spettacolare devozione accettare il suo invito mi è sembrato il minimo della cortesia. La punizione, naturalmente, è stata raccontargli molto dettagliatamente tutto quello che avrei potuto fare di lui… e che mi sono guardata bene dal fare. Figuriamoci se potevo premiare qualcuno che guida così da sconsiderato!&lt;br /&gt;Il tema di oggi tuttavia non è la sicurezza stradale o le buone maniere, bensì il cinema. Beh, più o meno. Il punto è che per ingannare il tempo mentre aspettavo il mio fratturato amichetto ho passato un paio d’ore al computer, dove mi sono divertita a curiosare nell’hard disk che mi ha prestato un’amica Dominatrice. Il suo schiavo prediletto, che è anche suo marito, è un collezionista di foto e filmati BDSM, e qualche tempo fa mi aveva lasciato qualcosa come trecento gigabyte di materiale pensando che anch’io covassi il suo stesso entusiasmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà anche se non disdegno certo curiosare di tanto in tanto questo tipo di cose il mio è un interesse quasi del tutto professionale. Infatti sono ben felice di avere sviluppato col tempo un mio stile personale di dominazione, e osservo i giochi e la creatività di altre persone solo per vedere se per caso ci sia qualche idea che meriti di essere elaborata e integrata in ciò che già amo.&lt;br /&gt;Stando così le cose potete immaginare la noia con cui ho visto passare centinaia di scene di fustigazione, pissing, bondage e chi più ne ha più ne metta… Tanto che presto il mio interesse si è spostato sugli aspetti tecnici delle riprese. Sono perversa, lo so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, per farla breve sono rimasta shockata da quanto male vengano realizzati i filmati BDSM! Luci sbagliate, inquadrature pietose, montaggio che farebbe vergognare anche un cineamatore alle prime armi… A vedere quel materiale quasi passa anche a me la voglia di fare certi giochi! Delle atmosfere sensuali e particolarissime che mi piacciono tanto non c’è nemmeno l’ombra; Dell’attenzione ai dettagli più erotici neanche… Ma come fa la gente a trovare addirittura eccitanti certe riprese?&lt;br /&gt;Per vostra fortuna ho imparato che nella vita però non bisogna mai limitarsi a fare critiche distruttive, altrimenti non si conclude nulla. Di conseguenza ho pensato di fare cosa utile ai numerosi masturbatori da video fra voi – ma sì, certo che conosco le vostre abitudini… Non avrete mica creduto che non si capisse subito come passate il tempo, vero? -  dandovi qualche dritta sui film BDSM che meritano di essere visti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa importante: qui stiamo parlando di filmati espliciti, come quelli che trovate su Internet e nei sex shop. Per la grande cinematografia ci sono fior di ottime guide critiche in ogni libreria, e potete tranquillamente andare a consultarvele da soli. E ora veniamo al dunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo consiglio è di guardare i lavori di &lt;a href="http://www.bleuproductions.com/"&gt;Maria Beatty&lt;/a&gt;, una vera artista che non ha alcun timore a dichiararsi masochista convinta. Spesso nei suoi film compare in prima persona, quindi non avrete difficoltà a rendervi conto del fatto che non scherza affatto.&lt;br /&gt;Il punto è che questi sono cortometraggi veri e propri, con regia, montaggio, musica e recitazione degni di tal nome. A volte i tempi sono un po’ lunghi, ma per lo meno il livello di sensualità è molto, molto elevato e le ambientazioni sono un po’ diverse dagli squallidi capannoni e tinelli che abbondano nei “normali” film a contenuti sadomaso. Se ne dovete scegliere solo uno provate &lt;em&gt;The Elegant Spanking&lt;/em&gt;: a dispetto del titolo le sculacciate sono ben poche, mentre c’è una bellissima (e realistica) rappresentazione della venerazione dovuta a una vera Dominatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra cosa che mi ha molto delusa nella collezione che ho consultato è stato il livello di intensità dei giochi. Sono la prima a dire che a volte una carezza può essere molto più devastante di una frustata, ma è anche vero che ho visto un sacco di cosiddette “torture” dove l’unica sofferenza era la noia mortale dei partecipanti! La cura a tutto questo sono due tipi di video. Se, come sospetto, vi piacciono le scene di sottomissione maschile, i più consigliabili sono &lt;a href="http://www.femdomextreme.cz/"&gt;quelli girati all’Owk&lt;/a&gt;; Se invece vi incuriosisce anche vedere come sono fatte delle buone schiave ci sono i video di &lt;a href="http://www.mood-pictures.com/"&gt;Mood Pictures&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;In entrambi i casi vi avverto: si tratta di scene MOLTO estreme. Così estreme, per intenderci, che vanno in genere parecchio al di là dei livelli di sofferenza che trovo piacevole infliggere anche sui miei schiavi più navigati. Però sono sicura che vedere certe cose vi aiuterà a mettere la vostra sottomissione in prospettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parliamo poi di bondage. Spero che sappiate già che non basta avere un paio di manette per potersi definire esperti, e probabilmente avrete notato che ormai le nozioni fondamentali delle legature si trovano un po’ ovunque. Di conseguenza i filmati che sto per suggerirvi sono, come al solito, su tutto un altro livello.&lt;br /&gt;Parlo delle produzioni di &lt;a href="http://www.houseofgord.com/"&gt;House of Gord&lt;/a&gt;, un gruppo di americani decisamente molto creativi che ha un concetto di immobilizzazione e utilità del bondage assolutamente encombiabile. Per intenderci: sono quelli che hanno costruito i sistemi di immobilizzazione estrema che si sono visti in una celebre puntata del telefilm &lt;em&gt;Csi&lt;/em&gt;. E no, fuori dai telefilm polizieschi non ammazzano proprio nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per finire aggiungerei i film di &lt;a href="http://www.alexd.net/indexalexdsworld.htm"&gt;AlexD&lt;/a&gt;, un regista tedesco su cui ho però qualche riserva. Da una parte infatti ha il pregio di essere un vero regista: inquadrature, montaggio, musiche e così via sono studiati con un certo criterio, e questo non fa mai male. Dall’altra però ha il brutto vizio di costruire atmosfere bellissime che poi rovina scadendo spesso nel porno più banale, e lì il mio interesse svanisce immediatamente.&lt;br /&gt;In ogni caso la sua specializzazione sono gli scenari fetish, con costumi e scenografie molto affascinanti che non hanno niente a che vedere con le meschinità realizzate dalla maggior parte degli altri cosiddetti “autori”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che lo schiavo-collezionista leggerà questo blog e rimarrà terribilmente sconsolato. Peggio per lui.&lt;br /&gt;Anche perché sono sicura che subito dopo lo leggerà anche la sua Padrona, e non sarà per nulla contenta di possedere una creatura che serve addirittura da cattivo esempio pubblico… Le conseguenze saranno davvero interessanti… &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-1295040562529808340?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1295040562529808340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/1295040562529808340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/10/critica-cinematografica.html' title='Critica cinematografica'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-3357167961443165392</id><published>2007-10-14T00:06:00.000+02:00</published><updated>2007-10-14T00:08:45.076+02:00</updated><title type='text'>Impegni... segreti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Questo nuovo post arriva con un certo ritardo rispetto alla mia solita media. Il motivo è stato il sovrapporsi di diversi impegni molto… impegnativi, che mi hanno assorbita completamente. Oggi desidero parlarvi in particolare di &lt;a href="http://www.secretfetishparty.com/"&gt;Secret&lt;/a&gt;, una festa fetish che si è tenuta a Milano venerdì 5 e alla quale ho partecipato con grande piacere.&lt;br /&gt;È probabile che ne abbiate sentito parlare, perché è stata molto pubblicizzata ed è finita un po’ dappertutto, compreso il serissimo &lt;a href="http://www.corriere.it/vivimilano/ore_piccole/articoli/2007/10_Ottobre/02/fetish.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;. E come mai tanto interesse da parte dei mass media? Semplice: è stata la prima festa italiana di questo genere in senso assoluto e la prima a presentarsi in maniera rispettabile. Fatemi spiegare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dal secondo punto. Il gravissimo difetto di quasi tutti gli eventi BDSM e fetish che vengono organizzati nel nostro paese è di rivolgersi al pubblico degli appassionati più convinti. Le pubblicità girano su Internet o si diffondono per passaparola, e naturalmente parlano la lingua di chi frequenta questi incontri: termini a cui noi possiamo essere abituati ma che al grande pubblico sembrano un gergo misterioso, immagini per noi stuzzicanti ma che a un novizio di queste cose appaiono spaventose, programmi che fanno immaginare atmosfere da Sodoma &amp;amp; Gomorra. Con delle premesse simili vi pare strano che una persona “normale” se ne tenga ben lontana?&lt;br /&gt;Secret ha avuto il pregio di essere invece presentato con un linguaggio comprensibile anche a chi di fetish non aveva mai sentito parlare. Con una forma molto elegante, un po’ provocante ma non troppo, e degli slogan che erano innanzitutto tranquillizzanti. I volantini che la promuovevano li ho visti in negozi del tutto normali, come alcune boutique di lingerie elegante o negozi d’abbigliamento giovane. Logico quindi che abbiano attratto anche tante nuove leve, che infatti alla festa rappresentavano una buona metà delle presenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, e anche questa è una cosa molto importante, il termine “festa fetish” è stato usato in maniera corretta. Di solito con questa definizione in Italia si intendono normali serate da discoteca in cui le cubiste hanno un vestitino di Pvc e una frusta in mano… ma qui sono stati invece adottati i criteri usati in tutto il resto del mondo.&lt;br /&gt;Primo fra tutti: non si entrava senza dresscode (cioè un abbigliamento in tono con la serata) neanche se si piangeva in cinese. Ho visto scacciare ragazze bellissime ma abbigliate da discoteca… Un comportamento correttissimo che però in tutti gli altri casi che ho potuto vedere non era mai stato adottato. Sapeste a quante “feste fetish” sono andata solo per tornare indietro una volta che vedevo il qualunquismo con cui gli organizzatori facevano entrare chiunque!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre scelte controcorrente sono state mettere una musica d’atmosfera ma non da ballo, che ha invogliato i partecipanti a conoscersi e parlare fra loro anziché rimanere ognuno per sé. Io per esempio ho approfittato dell’occasione per scambiare qualche parola con parecchi miei fan (grazie, a proposito…) e molti nuovi amici e amiche. E quando parlo di “parecchi” lo intendo davvero. Secondo quel che mi ha detto uno dei gestori del bel locale in cui si è svolta la festa, le presenze erano poco meno di 300: un numero immenso di persone per gli standard italiani, dove normalmente gli abiti in latex si contano sulle dita di una mano!&lt;br /&gt;Altri particolari interessanti: c’era la possibilità di farsi fotografare da alcuni professionisti, ma solo in una saletta apposita. Altrove non c’è stato il minimo problema di privacy.&lt;br /&gt;Ci sono state delle performance, che però non sono state invadenti e non hanno sconvolto lo svolgimento delle cose. C’era la possibilità di fare giochi BDSM ma non era la cosa prevalente… insomma, una “normale” festa fetish!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa strana avere dovuto aspettare il 2007 per vivere nel proprio paese qualcosa che in tutto il resto del mondo è normale da almeno 15 anni… Ma sono comunque molto soddisfatta, perché oltre a essermi divertita ho potuto constatare che piano piano anche l’Italia sta procedendo verso un modo di vivere l’erotismo alternativo in maniera più serena. Ora speriamo solo che si continui su questa strada…&lt;br /&gt;Io di sicuro ho continuato a percorrerla due giorni dopo, partecipando come ogni mese al &lt;a href="http://www.sadistique.com/"&gt;Sadistique&lt;/a&gt;. Benché l’organizzazione fosse la stessa, l’atmosfera lì è stata molto diversa. BDSM duro, intenso, che sinceramente nemmeno io considero adatto a tutti. Certo, credo che visitare un incontro del genere possa essere per chiunque un’esperienza interessante, ma diciamo che non ci porterei la fidanzatina appena conosciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In compenso a Sadistique c’erano diverse persone che avevano tastato l’acqua dell’erotismo più intenso proprio a Secret, quindi mi viene naturale pensare che nel complesso il fetish possa essere una buona porta d’ingresso verso pratiche più estreme. Anche nel mio studio, d’altra parte, molti amici che vengono inizialmente a trovarmi per pratiche relative soprattutto ai miei piedi e le mie scarpe si lasciano poi tentare anche da altri tipi di giochi.&lt;br /&gt;Come diceva Marylin Monroe, i diamanti sono da sempre i migliori amici di una donna. Ma anche un paio di tacchi a spillo o un abito fetish riescono a toccarle il cuore come non potreste nemmeno immaginare…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-3357167961443165392?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3357167961443165392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/3357167961443165392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/10/questo-nuovo-post-arriva-con-un-certo.html' title='Impegni... segreti'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-5353364462592517431</id><published>2007-09-28T14:15:00.000+02:00</published><updated>2007-09-28T14:20:05.898+02:00</updated><title type='text'>Eroi della resistenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lui, che per l’occasione chiameremo Maurizio, è quello che si può davvero definire un amico di lunga data. Ci siamo conosciuti parecchi anni fa, presentati da una conoscenza in comune, e da allora stiamo seguendo insieme un percorso di crescita estremamente interessante.&lt;br /&gt;Semplificando molto, si può dire che si tratti di una vera e propria terapia. All’epoca del nostro incontro infatti Maurizio era letteralmente terrorizzato dalle donne, dall’intimità e da tutto ciò che potesse essere anche alla lontana riconducibile al sesso. Trattandosi di una persona traumatizzata ma anche molto intelligente, aveva naturalmente capito di non potere continuare a vivere a quel modo, e così dopo essersi rivolto senza successo a diversi psicologi ha voluto provare ad affrontare il problema in maniera alternativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccontare tutte le fasi di questo (piacevolissimo) lavoro sarebbe interessantissimo ma anche molto lungo, per cui vi basti sapere che usando le dinamiche dei rapporti di dominazione abbiamo modificato piano piano il suo atteggiamento fino a riportarlo a una situazione di assoluta normalità. O meglio: anche più che normale, visto che Maurizio ha preso molto gusto a esplorare le sessualità alternative e ora si diverte alla grande a provare sempre nuovi giochi.&lt;br /&gt;In quest’ottica il mio amico ha fatto da poco l’esperienza di andare a trovare un’altra Dominatrice – cosa che mi ha confessato con disperazione, anche perché purtroppo c’è stato un problemino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Padrona, Padrona!” mi ha chiamato infatti lui l’altro giorno quasi in lacrime, “È successa una cosa terribile e ho bisogno del suo aiuto!” E così, come avrete già immaginato, mi sono lasciata intenerire e ho scombussolato la mia agenda per riuscire a incontrarlo al più presto.&lt;br /&gt;Alla fine è venuto fuori che la “cosa terribile” è avvenuta durante un momento di gioco fisicamente un po’ intenso, in cui è stata usata una frusta (non chiedetemi di che tipo). In pratica, dopo solo qualche colpo lui ha dovuto chiedere di interrompere l’esperienza perché soffriva davvero troppo: la signora ovviamente si è fermata subito e si è preoccupata di tranquillizzarlo, ma l’ha anche preso un po’ in giro perché non aveva dimostrato alcuna resistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dramma era questo: “Padrona, ma allora non era vero che sono un bravo schiavo come dice sempre lei,” mi ha detto. “Lei lo dice per farmi felice, ma in realtà sono solo un piagnone senza spina dorsale…” e giù pianti, singhiozzi e un sacco di disperazione del tutto immotivata.&lt;br /&gt;Ora, lui è una persona estremamente sensibile su certi argomenti e ha senz’altro esagerato. Però questa fissazione che per essere un buono schiavo o, peggio ancora, un “vero praticante di BDSM” si debba per forza essere indistruttibili e stoici è piuttosto diffusa e credo proprio che sia venuto il momento di sfatare qualche mito. Con un po’ di buon senso, come è mia abitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto bisogna mettersi in testa una cosa: ogni persona reagisce agli stimoli in maniera diversa dalle altre. E non solo, ma anche lo stesso individuo ha giorni in cui sente il dolore di più o di meno, a seconda semplicemente delle proprie condizioni fisiche. Ci sono poi i cosiddetti “masochisti estremi” che indipendentemente da tutto riescono a incassare trattamenti inconcepibili per gli altri, ma si tratta di individui eccezionali. Non nel senso di meravigliosi, ma semplicemente di “eccezione dalla norma”.&lt;br /&gt;Quello che è importante capire è infatti che la forza di un gioco BDSM non ha niente a che fare con la sua intensità emotiva. Molti di quei masochisti estremi di cui parlavo, per esempio, sono persone con cui giocare sul piano fisico è fin troppo impegnativo: anche usando la frusta più “cattiva” del mondo quelli non reagiscono affatto. Stringono i denti, mantengono l’autocontrollo… E capisco bene che ci possano anche essere dei momenti in cui il gioco è dimostrare di saper subire tutto quel che vuole la Dominatrice senza disturbarla… Ma se l’incontro si trasforma sempre da esperienza erotica in una sessione di demolizione si perde il senso della cosa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro sono lì che si divertono un sacco a godersi le scariche di adrenalina ed endorfine (le sostanze chimiche che rendono piacevole il dolore e vengono secrete dal corpo in condizioni di stress), e la loro povera Dominatrice si scoccia da pazzi e rischia di slogarsi una spalla. Se è poco furba, perché se invece è come me sposta il gioco su tutto un altro piano, e allora la musica cambia. Altroché se cambia!&lt;br /&gt;Quello che rende per me piacevole un’incontro di gioco è infatti lo scambio di emozioni fra i partecipanti. Se un piccolissimo pizzicotto fa sciogliere il mio soggetto, lo trovo molto più soddisfacente che studiare torture complicatissime che però non provocano reazioni apprezzabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso non tutte la pensano come me. Per tante signore il bello sta anche nell’avere uno schiavo impassibile di fronte al dolore, quindi sarà il caso di vedere come si può migliorare questo tipo di resistenza. Per farlo bisogna capire che il dolore è semplicemente il modo che ha il nostro corpo per richiamare la nostra attenzione.&lt;br /&gt;L’esempio classico è quello di chi tocca una cosa bollente. La forte sensazione provocata dal caldo fa scattare la mano all’indietro, al sicuro, e il dolore ha così svolto la propria funzione di proteggere l’organismo. In altre parole, il concetto è: dolore = pericolo. Questo però vale solo in certe situazioni. Altre (come l’incontro con la Dominatrice dei vostri sogni) di pericoloso non ha proprio niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un trucco per migliorare la propria resistenza è allora la semplice abitudine. Dopo alcune volte in cui la mente inconscia avrà avuto modo di rendersi conto che in alcuni contesti il dolore non provoca alcun effetto controproducente il corpo reagirà con impulsi sempre meno violenti, finché non rimane solo il piacere (un po’ particolare, è vero) di godersi le sensazioni percepite.&lt;br /&gt;Abituarsi non vuole dire solo un’abitudine fisica. C’è anche, e forse è la cosa più importante, imparare ad avere fiducia della persona con cui ci si trova. Tanto per fare un esempio, davanti a un individuo con una siringa in mano è normale avere meno paura se si tratta di un medico (di cui si ha fiducia) anziché di un serial killer sghignazzante (di cui non ci si fida per niente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro fattore che aumenta la tolleranza al dolore è l’eccitazione sessuale. Pensate a tutte le volte che vi siete presi una graffiata involontaria sulla schiena mentre facevate l’amore: scommetto che non l’avete nemmeno sentita. Con il BDSM è la stessa cosa. Visto che si tratta di un gioco erotico, l’erotismo non va dimenticato.&lt;br /&gt;Qui la responsabilità è prevalentemente (ma non solo) di chi domina, che deve creare una sensazione di stretta comunione emotiva con il sottomesso. Guardarlo negli occhi, parlargli in un certo modo, fare sentire la propria presenza fisica… ci sono mille trucchetti che fanno la differenza fra una vera Dominatrice e una sadica improvvisata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dicevamo anche l’ultima volta, la comunicazione è tutto. Se manca quella anche il gioco più raffinato provoca semplicemente “male”, e vi garantisco che anche il masochista più convinto non avrà nessuna intenzione di proseguire l’incontro. È chiaro che ci sono situazioni, come per esempio feste in cui l’aspetto esibizionistico conta molto, in cui viene istintivo cercare di “fare bella figura” e sopportare più di ogni altro schiavo in circolazione – o stupidate del genere.&lt;br /&gt;Però si tratta appunto di stupidate. In qualsiasi gioco erotico l’unica cosa che conta veramente è il piacere di chi vi partecipa. Voi limitatevi ad aprirmi la vostra anima e farmi godere delle vostre reazioni. Al resto ci penso io. E ci so pensare molto bene, fidatevi…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-5353364462592517431?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5353364462592517431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/5353364462592517431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/09/eroi-della-resistenza.html' title='Eroi della resistenza'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-8554772151522959261</id><published>2007-09-22T21:29:00.001+02:00</published><updated>2007-09-22T21:29:35.494+02:00</updated><title type='text'>Fotografia fetish</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Credo che guardando il mio sito si capisca che ho una certa passione per l’abbigliamento fetish. Anche senza doversi per forza rivolgere al latex tutto il mio guardaroba è costituito da capi di un certo stile, che scelgo per l’eleganza e la femminilità che sanno trasmettere… per non parlare di quella punta di sensualità che ci sta sempre bene. Come sapete la mia vera passione irrinunciabile sono i tacchi a spillo, ma in generale si può dire che tutti i miei armadi siano una specie di Disneyland per feticisti.&lt;br /&gt;Per tutti questi motivi capita relativamente spesso che venga contattata da fotografi e artisti fetish in cerca di una modella un po’ speciale. Benché non sia certo il tipo da sfilata in passerella infatti fra le mie caratteristiche c’è molto entusiasmo per queste cose, un guardaroba vastissimo fra cui scegliere e soprattutto la capacità di indossarlo ed esibirlo come si deve. Ed è per questo che tre giorni fa mi sono trovata nello studio di un fotografo che resterà anonimo, insieme a due grandi valigie di capi vari portate dal mio schiavo-driver.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire cosa ci sia stato di tanto particolare da meritare di essere raccontato è necessario che prima sappiate come si svolgono di solito questi incontri. Naturalmente ogni fotografo ha stile e approccio differente, ma in genere il meccanismo è questo: arrivo in uno studio già approntato per realizzare scatti ben precisi, indosso gli abiti più adatti (o quelli richiesti specificamente), si scatta e la cosa finisce lì. Dopo qualche tempo ricevo la mia copia delle foto, che entrano a far parte degli album dei ricordi. Tutto regolare, insomma.&lt;br /&gt;In questo caso invece ho avuto una piacevole sorpresa. Il set era pronto per tutto un altro tipo di fotografie, e soprattutto il fotografo non aveva la più pallida idea del tipo di immagini che avrebbe voluto realizzare. L’unica cosa che sapeva era che gli sarebbe piaciuto lavorare con me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che a prima vista sembra una grave mancanza di professionalità è stata invece l’esatto opposto. Il pomeriggio è stato dedicato a conoscersi, confrontare le nostre idee su un sacco di argomenti e a rilanciarci l’un l’altra idee di ambientazioni. Un’intera mezz’ora, per esempio, l’abbiamo passata a parlare di una particolare posizione che prende il dorso del piede quando si indossano tacchi molto alti, della valenza erotica che ha questo dettaglio per me e delle simbologie artistiche che evocava in lui.&lt;br /&gt;Quando ci siamo salutati, naturalmente dopo avere anche visto i vari abiti che mi sarebbe piaciuto usare e avere discusso di tanti altri particolari tecnici, non era stata fatta nemmeno una foto ma in compenso avevamo delineato molto bene il tipo di lavoro da realizzare. Ne sapevamo l’ambientazione, il tipo di composizione delle inquadrature, l’emozione che si vuole trasmettere con la scelta delle luci o del trucco, i rimandi stilistici ai pittori di un determinato periodo, il significato più profondo dei diversi gesti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sessione fotografica è avvenuta oggi ed è andata benissimo. Tutto ha filato a meraviglia, e dalle anteprime che abbiamo visionato sul suo computer prima dei molti aggiustamenti che è normale fare in questi casi mi sento proprio soddisfatta. Di solito infatti da questi set escono delle belle foto… ma in questo caso si tratta proprio di vere opere d’arte!&lt;br /&gt;Senza nulla togliere alle altre persone per cui ho lavorato come modella, la differenza nell’approccio si è sentita molto. Nella maggior parte dei casi sono infatti solamente considerata quell’elemento della foto che permette di visualizzare una precisa fantasia del fotografo; In questo caso invece si è trattato di una creazione in comune, che ha permesso di sviluppare qualcosa che da soli né io né lui avremmo potuto immaginare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre tornavo a casa mi sono ricordata di quanto vi ho scritto su questo blog qualche giorno fa: se la gente avesse più spesso il coraggio di aprire la propria mente alle proposte di chi ha vicino scoprirebbe possibilità interessantissime. Purtroppo invece tutti (anche io, naturalmente) tendiamo a limitarci a proiettare i nostri desideri sugli altri, e a rimanere inevitabilmente un po’ delusi quando la realtà non corrisponde in ogni particolare ai nostri sogni.&lt;br /&gt;Mi dispiace moltissimo non potere mostrare su questo blog le foto di cui vi ho parlato, perché sarebbe stato il modo migliore per far capire la differenza fra le due cose. Purtroppo si tratta di un progetto artistico con precisi limiti di utilizzo (ma quando si farà la mostra, che richiederà ancora parecchio lavoro, prometto di avvertirvi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che si vede molto chiaramente confrontando due foto realizzate con questi differenti approcci si applica però anche a tantissimi altri ambiti. Uno fra tutti, visto che qui si parla di dominazione, sono anche i rapporti fra Padroni e schiavi, o comunque nei giochi erotici.&lt;br /&gt;Per me è normale chiedere a chi mi viene a trovare quali siano le sue fantasie, i desideri, e poi integrare queste cose con ciò che piace fare a me. E voi, quanto siete abituati a farlo?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-8554772151522959261?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8554772151522959261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/8554772151522959261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/09/fotografia-fetish.html' title='Fotografia fetish'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-2887762789142186516</id><published>2007-09-18T21:42:00.001+02:00</published><updated>2007-09-18T21:42:26.395+02:00</updated><title type='text'>Trasgressione!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Oggi mi trovavo in visita a casa di un caro amico che condivide la mia passione per il BDSM quando gli è arrivata una e-mail con le domande per un’intervista che sarà presto pubblicata su un importante settimanale. Il tema era, naturalmente, la dominazione.&lt;br /&gt;Leggere insieme le domande è stata l’occasione per farci delle belle risate. Era infatti chiaro che la ragazza che le poneva non avesse alcuna cognizione di cosa sia l’erotismo estremo al di là di ciò che aveva intravisto in pessimi film di cassetta. Una domanda in particolare però ha innervosito entrambi per il suo significato più profondo. Ve la riporto, più o meno parola per parola: “Ma tutto questo sdoganamento e questa informazione sul BDSM non sono controproducenti? Dove va a finire la trasgressione?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo ammettere che lui ha stilato una risposta molto più elegante e diplomatica di quanto avrei fatto io, ma la parte importante è venuta dopo, quando mi ha preparato uno dei raffinati tè di cui è un cultore e ci siamo soffermati a discutere di quella domanda.&lt;br /&gt;Le nostre idee erano molto simili e si è trattato di una bella occasione per imparare l’uno dall’altra e allargare i nostri orizzonti. Non sono cose che capitano spesso, soprattutto se non si frequentano certi ambienti, così penso potrà interessarvi un riassunto di quel che ci siamo detti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima conclusione può forse essere compresa solo da chi vive la propria passione per le arti erotiche da tutta una vita, e ricorda quale atteggiamento colpevolizzante e censorio ci fosse solo pochi anni fa nei confronti dei giochi di dominazione. In breve: no, l’informazione è tutt’altro che controproducente, e purtroppo il vero problema è che non ce n’è ancora abbastanza!&lt;br /&gt;Per un giovane (maggiorenne, ovviamente) curioso è una vera benedizione potere entrare in libreria o andare su Internet e trovare così tante nozioni sul BDSM e il feticismo. Una volta le uniche informazioni erano quelle di antichi e minacciosi manuali di psichiatria clinica, che avrebbero fatto venire a chiunque il timore di essere un pazzo pericoloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi basta usare un motore di ricerca per scoprire in pochi secondi non solo che l’erotismo estremo non ha nulla a che fare con le malattie, ma anche per entrare in contatto con persone che già lo vivono da tempo e possono trasmettere le proprie esperienze, per ottenere informazioni sulle varie pratiche, consigli tecnici, trovare negozi in cui procurarsi gli strumenti necessari a prezzi ragionevoli… Che differenza con i tempi non lontani ma molto bui in cui abbiamo cominciato noi a percorrere queste strade!&lt;br /&gt;Tutta questa informazione ha avuto molti effetti positivi. Il più importante è come dicevo senz’altro quello di aver permesso a tante persone di accettare i propri gusti con serenità anziché paura. Ma ce ne sono anche altri più sottili e altrettanto fondamentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio: chi ha la possibilità di sapere facilmente come praticare nella maniera corretta un determinato gioco evita di mettere a repentaglio la propria salute e quella del partner. Chi non è paralizzato dal timore di essere giudicato come un criminale si fa meno problemi a cercare una persona con i suoi stessi gusti con cui condividere l’intimità o anche tutta la vita.&lt;br /&gt;Chi è cosciente del fatto che essere attratti dalla dominazione è un istinto assolutamente normale risparmia le grandi somme che un tempo venivano sprecate in terapie psicologiche inutili quando non addirittura dannose. Chi sa che quella per l’erotismo estremo è una passione comune a una persona su dieci affronta più serenamente anche eventuali incidenti (dalla visita al pronto soccorso all’outing imprevisto in famiglia o sul lavoro) senza assurde vergogne… E l’elenco potrebbe andare avanti ancora molto a lungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi la risposta è no: il cosiddetto sdoganamento sta facendo del suo meglio per togliere a un bellissimo ramo della sessualità umana l’alone di morbosità e vergogna che l’ha attanagliato per troppo tempo. Purtroppo questo tipo di informazione è ancora relegata prevalentemente su Internet, ma le cose stanno piano piano cambiando anche in questo.&lt;br /&gt;Inoltre sembra paradossale, ma è proprio su Internet che si annidano i più grandi detrattori dell’informazione sul BDSM. Si tratta di quei personaggi che affollano le chat, i forum e i siti a tema non perché abbiano qualcosa di utile da contribuire, ma solo perché si vergognano di vivere le proprie passioni nel mondo reale. Sono coloro che più guadagnerebbero da un’accettazione comune di certe pratiche (come accade in quasi tutto il resto del mondo civilizzato), eppure hanno così paura della propria ombra da osteggiare persino ciò da cui potrebbero trarre beneficio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui entra in gioco la seconda parte della domanda, quella sulla trasgressione. Cercherò di riportare il più fedelmente possibile le parole usate dal mio amico per rispondere: “Secondo me è il concetto stesso di trasgressione a essere un po’ preoccupante. Pensandoci bene, per “trasgredire” bisogna che ci siano delle regole da infrangere, imposte da un’autorità preposta a osservare tutto e tutti, e a punire i comportamenti irregolari. E chi, pensando alla propria sessualità, potrebbe concepire un’entità simile se non un paranoico pronto per il ricovero alla neuro?”&lt;br /&gt;Sul momento mi sono fatta una gran risata, come spero stiate facendo anche voi. Poi però ho ripensato a quali, fra le persone che mi contattano, hanno l’abitudine di usare il termine “trasgressione”. In effetti, di solito sono persone un po’ disturbate, con lo sguardo guizzante e la fronte imperlata di sudore di chi teme di essere pescato da un momento all’altro con le mani nel vasetto della marmellata. Sono coloro per cui il sesso è una “cosa sporca”, per non parlare di quei giochi che per loro sono vere e proprie depravazioni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi abbiamo concluso che, evidentemente, è un effetto della cultura cattolica che, piaccia o no, tiene in ostaggio il nostro paese. Fateci caso, ma i soli paesi in cui la sessualità è vissuta in maniera così problematica sono quelli della fascia mediterranea e gli Stati Uniti, che per certi versi sono diventati ancora più fondamentalisti dei peggiori terroristi.&lt;br /&gt;In tutto il resto del mondo il sesso e l’erotismo sono cose assolutamente normali (e vorrei anche vedere: se no come nascono i bambini?). I ragazzi ricevono un’educazione sessuale priva di malizia e vivono molto più serenamente, sia che si tratti di normali rapporti che di varianti più insolite. Noi, invece, ci portiamo dietro un senso di colpa tremendo e senza alcun motivo e finiamo con avere questo mito della “trasgressione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, se solo la gente si preoccupasse un po’ di più di non trasgredire le leggi vere, e si godesse di più i piaceri della carne…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/141902505176425866-2887762789142186516?l=madameingrid.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2887762789142186516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141902505176425866/posts/default/2887762789142186516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://madameingrid.blogspot.com/2007/09/trasgressione.html' title='Trasgressione!'/><author><name>Madame Ingrid</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10012745039658381839</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/TCtKc7SaKxI/AAAAAAAAACE/Dqr31BXpK28/S220/simbolo+blog.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141902505176425866.post-9219961334468884607</id><published>2007-09-15T18:08:00.000+02:00</published><updated>2007-09-15T18:10:00.232+02:00</updated><title type='text'>Riflessologia plantare</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/RuwDzhYVy6I/AAAAAAAAAAk/hsyl2NCAoM8/s1600-h/riflessologia+plantare.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110463860827343778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_knzv_h3nZgM/RuwDzhYVy6I/AAAAAAAAAAk/hsyl2NCAoM8/s320/riflessologia+plantare.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come sapete, o per lo meno dovreste sapere, la mia formazione professionale prima di dedicarmi completamente alla dominazione è stata in campo infermieristico. Ciò vuol dire avere seguito corsi su corsi tenuti da medici e persone di scienza – ovviamente scienza occidentale – e avere confermato direttamente l’efficacia del metodo sperimentale.&lt;br /&gt;In altre parole sono per natura e per cultura una donna razionale e scientifica: se mi ammalo vado dal medico e prendo i medicinali necessari, senza affidare la mia salute a soluzioni stregonesche tanto affascinanti ma anche prive di alcun fondamento affidabile. Niente aromaterapia, fiori di Bach, piramidi di cristallo, feng-shui o tutte le altre diavolerie “alternative” di cui si sente spesso parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante questo ho però scoperto che c’è una terapia cinese che mi piace un sacco: la riflessologia plantare. In teoria si tratterebbe di massaggiare e premere sull
