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Vedere per non credere

"50 sfumature di grigio". Giudizio complessivo: film tranquillo,, assolutamente non impegnativo e soprattutto, non adatto agli “addetti ai lavori”; semmai, il film è piuttosto divulgativo e si dimostra una versione diluita del BDSM. Infatti, a dispetto di come viene venduto e celebrato nel circuito mediatico, il film non è paradigmatico dell'universo BDSM, in quanto si limita a tematizzare una storia d'amore, fondandola sicuramente sull'aspetto sessuale e spingendo la sfera sessuale un po' più in là rispetto alla tradizionale rappresentazione di una relazione, ma non raggiunge l'obiettivo di soddisfare i cultori del BDSM autentico. Comunque, 20 sono i minuti (sui circa 120 dell'intera pellicola) dedicati a scene di sesso: un po' poco, mi sembra per un film che ambisce ad essere definito come uno dei più scandalosi degli ultimi anni. Insomma, trovo che il film deluda le aspettative che ha generato, anche se, comunque, come il libro da cu...

Oltre il grigio

In occasione dell’uscita del film 50 sfumature di grigio [1] sono stata intervistata in qualità di professionista ed esperta dell’universo BDSM da una giornalista che collabora con Grazia [2] . L’invito ad esprimermi in merito alla relazione di dominazione quale nucleo tematico del film in oggetto, costituisce un valido motivo per ritornare a scrivere. Come dire: ci sono ancora. Ci sono e sono intenzionata a comunicare quello che penso innanzitutto sul libro dal quale il film è stato tratto, in quanto 50 sfumature di grigio rappresenta un caso editoriale [3] prima che cinematografico. Ho letto il libro e credo che esso si presti ad una serie di considerazioni, il cui denominatore comune riguarda l’attinenza con il mondo BDSM, ovvero il livello di verosimiglianza che struttura il romanzo (un romanzo non deve necessariamente riprodurre la realtà, ma nel momento in cui la evoca e nel momento in cui vende milioni di copie in tutto il mondo, è corretto riflettere su ciò che vie...
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A presto.... Madame Ingrid

Ecco Il mio libro! Mistress Madame Ingrid "ON TOUR"

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Me l’avevano detto. «Guarda che non è facile trovare un editore…» mi avevano avvertita. E io ci avevo creduto, naturalmente. Solo che non immaginavo davvero che razza di ambiente fosse quello dell’editoria. Sia chiaro che non penso di essere una scrittrice eccezionale e non ho alcuna pretesa di diventare il nuovo fenomeno letterario alla Cinquanta sfumature di grigio … ma mi sarei aspettata un trattamento un pochino migliore di quello che ho ricevuto. Nelle ultime settimane la mia schiava-agente ha contattato un buon numero di editori che, sulla base di quello che avevano già pubblicato, sarebbero secondo noi dovuti essere interessati a fare uscire anche il libro al quale ho lavorato per buona parte dell’anno. Le risposte ottenute sono state però solo di tre tipi. La più frequente è il silenzio assoluto. Non dico un «le faremo sapere», ma nemmeno il minimo cenno di avere ricevuto la richiesta di valutare la mia “opera” (mi fa impressione chiamarla così, ma quello è); Poi ...

Le mie buone ragioni

No, non sono sparita. E sì, lo so che è una cosa che ho scritto relativamente spesso… per poi sparire subito un’altra volta. Ma a questo punto posso finalmente spiegare il perché di tanto silenzio sul blog, e credo concorderete sul fatto che avevo le mie buone ragioni. Non è che non mi piaccia scrivere. Tutt’altro! In effetti, quel che è successo è stato proprio che dopo avere ricevuto davvero tantissimi complimenti per il mio blog sia da parte delle persone che incontravo, sia via mail, ho pensato che fosse il caso di mettermi a scrivere un po’ più seriamente. Mi sono consultata con alcuni miei sottomessi che lavorano nel mondo dell’editoria, ho fatto qualche esperimento, e diversi mesi fa mi sono organizzata per ritagliarmi dei periodi senza altri impegni né distrazioni, che potessi dedicare solo alla tastiera. Ci sono voluti molto tempo e molto impegno, ma alla fine… ho completato il mio libro! Ora che il grosso del lavoro è terminato e la fase di correzione è stata superat...

Trasgressioni olandesi

Una persona di mia conoscenza ripete spesso che il Vaticano sia la cosa migliore che potesse capitare alla sessualità in Italia, perché ha coperto la cosa più naturale del mondo di un senso di proibito che la rende molto più eccitante. Io non posso dire di essere del tutto d’accordo, però di tanto in tanto mi capita di vivere delle esperienze che mi fanno tornare in mente quella frase. Un esempio? Il mio recentissimo viaggio in Olanda, che si è incentrato soprattutto sulla città di Amsterdam. Amsterdam: basta nominarla, e gli italiani (e le italiane, sia chiaro) cominciano subito a fare risolini e darsi di gomito. Per chi abita nel nostro repressissimo paese infatti Amsterdam è la città dei coffee shop e delle ragazze in vetrina, due cosiddette “trasgressioni” così lontane dalla nostra morale comune che… diventano subito l’unica attrattiva di quello che in realtà è un posto davvero carino, che mi sono divertita a girare in lungo e in largo gustandomi negozi, cucina (pessima quella loc...

Parliamo di politica... o quasi

E così siamo arrivati alla fine, o almeno sembra. Nel momento in cui sto scrivendo, in Parlamento si stanno scannando per l’ennesima volta mentre cercano di accordarsi su una serie di “misure speciali” che possano permettere all’Italia di non fallire ingoiata dai debiti. Io non sono una economista, ma credo di non sbagliare se dico che non c’è misura che tenga: la nostra simpatica classe politica è finalmente riuscita a spolpare l’osso fino all’ultimo, e dopo tanti anni di comportamenti irresponsabili da una e dall’altra parte non è rimasto più niente con cui tappare i buchi di bilancio. Non sono neanche un’esperta di politica, quindi non dirò cosa penso bisognerebbe fare della gentaglia che sta in Parlamento – tutti, dal primo all’ultimo e contando anche quelli delle legislature passate – benché la mia esperienza professionale mi possa suggerire un po’ di ideuzze interessanti. D’altra parte, di una cosa sono certa: come dice un mio caro amico, in Italia la politica è morta da almeno ...