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Gio e il suo primo fisting

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"Un altra volta Gio, ancora un crescendo di tortura e di piacere fusi in un solo racconto nel quale traspare tutta la sua ricerca nel vivere e sublimare in maniera totale la sua profonda  sottomissione".    - Mistress Ingrid aveva posizionato lo schiavo disponendolo sulla panca a pancia in su, con le gambe piegate e trattenute verso il petto. Le gambe erano tenute in quella posizione grazie ad alcune corde che ne permettevano pochi movimenti, giusto il minimo per resistere a lungo in quella posizione. Mistress Ingrid aveva pensato a quella posizione per infliggere una nuova tortura allo schiavo infatti le palle, il cazzo e lo sfintere erano completamente accessibili per realizzare quanto desiderava. Dopo averlo legato in quella posizione, grazie a del nastro adesivo aveva allargato le natiche a sufficienza per poter accedere agevolmente allo sfintere, che a quel punto era leggermente aperto e disponibile. Preso un frustino Mistress Ingrid inizia a frustare lo sc...

Moneyslave, ovvero: “slave attento alle esigenze della sua Padrona”

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Ed ecco anche “s” con un suo racconto o meglio dire spaccato della sua esperienza quale “moneyslave personale” come lui ama definirsi. Io invece senza tanti aggettivi alla moda lo definisco uno “slave attento alle esigenze della sua Padrona” e così, voglio che sia.    Era da quando aveva 20 anni che slave S frequentava lo studio di Madame. Aveva deciso di lasciarsi andare quasi per gioco rendendosi poi conto che lentamente la sua anima aveva ceduto al fascino e alla superiorità di Madame, ormai divenuta la sua Dea. Pian piano si era reso conto che non era più un gioco, bensì un bisogno naturale, vitale, come l’ossigeno. Slave S amava follemente i piedi di Madame. Affusolati, sensuali, semplicemente perfetti: sempre smaltati di un rosso fuoco, un rosso che mandava completamente in tilt quello che ormai non era più il suo cervello. Decise di iniziare come semplice feticista e da li Madame, Dea sapiente, raffinata ed esperta, lo prese per mano per condurlo al...

Lo chauffeur di Mistress Ingrid e il baule dei sogni. Parte seconda

Via xxxxx di Brescia sapevo che si trova nella zona Panoramica ma non conoscevo cosa ci fosse al xx. Arrivato all'altezza davanti ad un maestoso cancello Madame mi disse; - Attendi un attimo che ci hanno visti, ora aprono. - e in effetti il cancello lentamente si spalancò e dopo un breve tratto per una stradina all'interno di un enorme giardino arrivai davanti all'ingresso di una villa immersa in tale giardino. Mentre mi accingevo a scendere per aprire la portiera a Madame si aprì un portoncino dove uscì un uomo in livrea da maggiordomo che si apprestò a chiedere se Madame avesse bagaglio. Madame salutò sorridente il maggiordomo e mentre si avviava all'ingresso sulla porta si presentò una bellissima Signora vestita in maniera molto elegante con un vestito blu con leggeri inserti bianchi, collana e bracciali di perle, mani e unghie curatissime (che nulla avevano da invidiare a quelle di Madame) e un paio di scarpe con tacco alto sottilissimo. Notai tra le due Signore...

Lo chauffeur di Mistress Ingrid e il baule dei sogni.

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Lui è “J” una persona di cui mi fido ad occhi chiusi, uno di quelli che il ruolo di schiavo personale nel tempo se lo è guadagnato non a parole ma con i fatti. Leggendolo per me è stato un gradito remember e volutamente l'ho diviso in due parti. M.I. - Da anni conosco Mistress Ingrid e dopo un lungo, anzi lunghissimo training posso definirmi (con l'autorizzazione di Mistress Ingrid) uno dei suoi schiavi personali. Lavoro nel settore dei trasporti, sono autista di pullman gran turismo, passo le mie giornate su strade ed autostrade d'Italia ed Europa e di conseguenza posso dire di conoscerle a menadito e come raggiungere qualsiasi posto. Vista la mia professione non potevo diventare altro che l'autista particolare di Mistress Ingrid la quale nei primi tempi che frequentavo per sessioni il suo dungeon malgrado la mia costante disponibilità era titubante sulla mia mansione; tutta colpa di un pomeriggio che mi sono presentato in forte ritardo per u...

Just like Heaven

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Continuano a pervenirmi racconti, bene, continuate così. Lui è “erre”, una persona, anzi un personaggio, che mi segue dal tempo del “Paese dei balocchi” di Brescia e di conseguenza almeno quindici anni fa. Per i più giovani: “Il paese dei balocchi” era un locale dove un mio caro amico per un periodo ha organizzato feste BDSM.  - Scrivere è per me una professione. Sono transitato da vari settori della scrittura giornalistica sino a pubblicare gialli. E come in ogni giallo abbiamo i personaggi: la protagonista e il coprotagonista. Ebbene dopo anni mi sono deciso a scrivere questo flash, un sogno nel cassetto sempre riposto ma che un lunedì uggioso di maggio ho estratto dal lungo sonno ed affrontato. Pomeriggio, non voglio scrivere, noia, rete e siti hot. Evito di fare la ricerca di Lei ma poi mi decido. Contatto con molta titubanza, quella che caratterizza chi sta affrontando una prova morale e spirituale. Mi risponde, cortese, chiara precisa e con un anticipo ...

...ancora strapon ma con premio finale.

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Sono contenta, continuano a pervenirmi racconti. Ricordo che potete scrivermi a: madame_ingrid@yahoo.it Di seguito un altro spaccato di vita vissuta nel mio dungeon scritto dallo schiavo Gio. -Quel giorno Mistress Ingrid decise di punire con maggiore durezza lo schiavo, quindi lo mise in ginocchio facendolo reclinare all’indietro in modo che potesse colpirlo agevolmente con la frusta sui genitali. Lo schiavo teneva la testa reclinata all’indietro in modo da vedere la figa della Padrona a pochi centimetri dalla sua bocca e dalla sua lingua. La osservava nella speranza di ricevere più tardi il nettare desiderato da ingoiare come premio per la propria obbedienza, ma non era cosa scontata. Mistress Ingrid era in piedi sopra la faccia dello schiavo, da quella posizione poteva colpire agevolmente il cazzo e le palle, dosando i colpi come meglio voleva, poteva anche pizzicare i capezzoli come meglio preferiva. La frusta colpiva lo schiavo con precisione e decisione, i gemiti si univan...

Frustato alla croce di S.Andrea, penetrato da un dildo a codino.

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Gio si racconta in questa particolare sessione sadomaso vissuta nel mio Dungeon a Brescia. - Mistress Ingrid dispose lo schiavo sulla croce di sant’Andrea con il volto verso il muro, lo legò in modo che potesse muoversi molto poco quindi iniziò a frustarlo sulla schiena e sulle natiche. Dopo pochi colpi, che comunque avevano lasciato il loro segno sulla pelle, lo penetrò con un dildo che terminava con una coda, gli mise un collare al collo e lo girò legandolo in maniera che fosse possibile frustarlo davanti. Tramite un cordino e grazie al princealbert dello schiavo legò il cazzo al collare sul collo tendendolo così verso l’alto ed iniziò a frustarlo colpendolo sulle parti esposte, prima piano e poi in maniera sempre più decisa. Lo schiavo in quella posizione era completamente disponibile a Mistress Ingrid che poté usare le fruste che più preferiva, quelle più pratiche per colpire con precisione dove voleva. Il cazzo dello schiavo teso verso l’alto ed i testicoli erano esposti...